Medaglia della Liberazione per Giorgio Rinaldi

Giorgio Rinaldi

Giorgio Rinaldi

Giorgio Rinaldi, ultimo partigiano combattente che vive nel comune di Casina, ha ricevuto questa mattina la Medaglia della Liberazione, l’onorificenza concessa dal Ministero della Difesa ai partigiani in occasione del settantesimo della liberazione dal nazifascismo.

La medaglia è stata consegnata dal sindaco di Casina, Stefano Costi, e dal presidente dell’Anpi provinciale, Ermete Fiaccadori, presente anche il consigliere regionale Yuri Torri, referente locale dell’Anpi.

Giorgio Rinaldi, classe 1926, si unì alla lotta partigiana poco più che diciottenne e partecipò a numerose azioni di combattimento. In una di queste, rimase ferito ad un occhio a causa dell’esplosione di una granata. Era già stato insignito della Croce di Guerra e nei mesi scorsi aveva ricevuto anche la medaglia coniata dall’Associazione Nazionale dei Partigiani in occasione del settantesimo della Liberazione.

Il presidente dell’ANPI, Ermete Fiaccadori, ha sottolineato il valore della scelta compiuta in gioventù da Giorgio di aderire alla Resistenza. A lui si è unito il sindaco, Stefano Costi, che ha ringraziato Rinaldi per l’impegno civile a favore della propria comunità prima nella Resistenza e, dopo la guerra, con il lavoro di vigile urbano e messo del Comune di Casina.

La famiglia Rinaldi è una delle più antiche del paese: osti nel 1500, secondo la ricostruzione fatta a suo tempo dal prof. Giorgio Gregori, carrettieri nella prima metà del ‘900 con minuscole case nel cuore del paese, La Braglia, e fazzoletti di terra nelle rive scoscese che lo circondano. Ma è la Resistenza a chiedere alla famiglia Rinaldi il prezzo più alto: qualche mese prima che Giorgio rimanga gravemente ferito agli occhi in una azione, il fratello Afro cade l’8 settembre 1944 colpito a morte da un attacco tedesco al distaccamento Orlandini a Le Tane di Giandeto, insieme ad Agostino Casotti, mentre il comandante di distaccamento Dino Meglioli - Giuda - e il giovanissimo Domenico Casali furono catturati, torturati e uccisi una settimana più tardi.

Giorgio avrà modo di farsi apprezzare come dipendente pubblico, dapprima come impiegato all’anagrafe, quindi come primo vigile urbano e poi messo, nonché la soddisfazione di una bella famiglia: a festeggiarlo questa mattina 4 generazioni!

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