Immigrazione a Castelnovo ne’ Monti / La Lega nord: “Inaccettabili le modalità”. AGGIORNAMENTO – La risposta del sindaco Enrico Bini

Gabriele Delmonte

“Altri sette presunti profughi sarebbero in arrivo a Castelnovo ne’ Monti e, stando almeno a quanto si dice in paese, per tre di loro sarebbe già pronto un contratto di lavoro con l’amministrazione comunale. Quel posto da cantoniere per il quale era stato aperto un bando, e poi inspiegabilmente sospeso, e che oggi sarebbe ad unico vantaggio di chi nella nostra terra non ha mai trascorso un solo giorno della sua vita. Una follia senza precedenti”.

Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega Nord in Regione Emilia-Romagna, interviene così commendando la "notizia di popolo" che a Castelnovo ne’ Monti sta scatenando non poche polemiche.

“Si tratterebbe – spiega Delmonte – di sette persone, tutti uomini di età superiore ai 20 anni che saranno alloggiati all’interno di un appartamento di proprietà privata sito in una piccola palazzina (zona Peep, ndr). Anche in questo caso – attacca – il loro arrivo è stato un fulmine a ciel sereno e nessuno dei residenti è stato preventivamente contattato, così che già nei giorni scorsi, a seguito di una prima sollevazione popolare, l’arrivo previsto per la fine della scorsa settimana è stato posticipato".

"Ma oggi – continua - con il diffondersi della notizia circa la sospensione del bando per la ricerca di nuovi cantonieri a totale favore di alcuni di questi extracomunitari, la polemica si sta riaccendendo. Se, infatti, gli altri 4 saranno impiegati in una serra didattica, sono i 3 posti da cantoniere a lasciare i residenti con l’amaro in bocca”.

“Senza contare – spiega Delmonte - che queste sette persone, delle quali non sappiamo nulla, andrebbero ad alloggiare a pochissima distanza dalla scuola materna e dall’oratorio”.

“Insomma – continua – è evidente che qualche cosa non funziona: da una parte sindaci di sinistra che bloccano le strade per impedire l’arrivo di nuovi profughi e dall’altra l’amministrazione di Castelnovo che non solo li accoglie a braccia aperte ma che riserva loro addirittura posti di lavoro comunali. Qualcuno – conclude – dovrebbe davvero smetterla di prendere in giro la nostra gente e comunicare ad ascoltare il territorio. Sempre se si vogliono evitare scontri come quelli già registrati in passato. Altrimenti avanti così, la strada è quella giusta”.

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Aggiornamento

In merito al comunicato della Lega nord sull'arrivo di profughi a Castelnovo ne' Monti interviene il sindaco Enrico Bini.

Stupisce che da parte di Gabriele Delmonte arrivi un intervento infarcito di informazioni false e infondate. Da parte di chi riveste un ruolo istituzionale di rilievo, nello specifico consigliere regionale, è a mio parere fortemente inopportuna una presa di posizione di questo tipo, avventata e irresponsabile, tesa probabilmente a cavalcare e fomentare la tensione sociale. Ma non solo: Delmonte lascia intendere attraverso le sue dichiarazioni comportamenti non solo inopportuni ma addirittura illeciti da parte dell'ente che rappresento, sostenendo che sarebbero già pronti contratti di lavoro per persone che non hanno al momento nemmeno il permesso di soggiorno. Per questo motivo ci riserviamo anche di presentare querela, anche perchè Delmonte ha il mio numero, mi ha telefonato diverse volte su argomenti diversi, gli ho sempre risposto e fornito informazioni in più occasioni e se lo avesse fatto pure in questa occasione avrebbe potuto evitare di dire una così ampia serie di scorrettezze. Venendo alle cose come stanno: anche a Castelnovo sono stati indirizzati alcuni profughi, come è accaduto ormai praticamente in tutti i comuni della provincia. Sono i primi assegnati al nostro territorio, mentre altri comuni dell'Appennino ne hanno accolti già da mesi. Peraltro si tratta di una situazione che possiamo solo cercare di gestire: teoricamente le cooperative sociali che gestiscono i profughi in accordo con la Prefettura potrebbero semplicemente comunicarci l'arrivo di questi richiedenti asilo e procedere in autonomia. Ma in questo caso abbiamo invece aperto un dialogo: intanto viste le dimensioni dell'appartamento messo a disposizione da un privato, modeste, le persone che arriveranno non saranno sette, bensì quattro. Venerdì, dalle ore 18, in sala consiliare avremo un incontro con i residenti del quartiere per informarli di tutti i dettagli, ma nel frattempo voglio smentire un'altra voce che circola sugli affitti astronomici che i proprietari di questi appartamenti riceverebbero per ospitare i profughi. Si tratta di affitti a canone, quindi pienamente aderenti alle normali quotazioni di mercato. Non ha alcun fondamento nemmeno quanto Delmonte afferma sul fatto che sarebbe stato sospeso il bando per l'assunzione di due cantonieri da parte del Comune: sono scaduti i termini per la presentazione delle domande, ne abbiamo ricevute quasi 50, e nelle prossime settimane sarà effettuata la selezione, nella piena regolarità di questi procedimenti e in questa partita non sono assolutamente coinvolti questi richiedenti asilo, in alcun modo. Spiace davvero, lo ripeto, che un consigliere regionale basi le proprie esternazioni, come lui stesso ammette su “voci circolanti in paese”: il ruolo richiederebbe di agire con maggiore responsabilità, anche se comprendo che a scopi di consenso, in particolare da parte della Lega Nord, sia più facile cavalcare i timori e i disagi che l'attuale situazione internazionale suscita in ampi settori della popolazione.

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Molto partecipato l’incontro aperto sull’arrivo di un gruppo di profughi a Castelnovo ne’ Monti (18 febbraio 2017)

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35 Commenti

  1. Cosa vuol dire “pochissima distanza dalla scuola e dall’oratorio”? Ha certezza che possano commettere reati? Ecco. Allora la smetta lei di prendere in giro la gente. Per gli altri aspetti risponderà chi di dovere.

    (Serb)

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  2. E’ importante che non siano i razzisti ad alloggiare a pochissima distanza dalla scuola e dall’oratorio, quelli sì sono un pericolo reale. Perchè non facciamo come hanno fatto al Bocco (mi pare), cioè organizzare una serata per conoscerci e ascoltare la storia e le aspettative di questi ragazzi?

    (Pierangela)

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  3. Con tutto il rispetto si può dire che le amministrazioni in questo periodo sono molto interessate allo smistamento di cosiddetti “profughi”. Leggiamo sui giornali e vediamo in tv com’è la situazione in Italia. Possiamo essere definiti “populisti o razzisti”. Nei nostri posti, ormai abbandonati a se stessi, le amministrazioni si preoccupano di accogliere, anziché creare occupazione e aiutare le poche imprese rimaste. Siamo al paradosso delle regole e se ragioni da persona “normale” dici: non c’è lavoro, la gente ormai non sa più come fare, pensiamo a noi. Ma evidentemente sarò il solito populista. Andiamo avanti così. Stiamo in casa alla sera per paura di uscire, facciamo stuprare le nostre donne e togliamo pure il Crocefisso dalle scuole. È questa la nuova Italia.

    (SS75)

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    • In un Paese normale quattro profughi non mi impediscono di uscire la sera, non stuprano mia moglie e il Crocifisso rimane al suo posto. Dai, dai… coraggio.

      (Serb)

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  4. Quello che mi fa specie è come certi politicanti non conoscano leggi e procedure. Oppure semplicemente le conoscono ma le ignorano volutamente. Non mi capacito che Delmonte non sappia che la Prefettura non svolge nessun tipo di trattativa con il Comune (lo so io che non sono un politico). Delmonte, ma lei le istituzioni le vive? Detto questo mi chiedo anche a cosa serve fare insinuazioni o mettere dubbi. Uomini di età superiore ai 20 anni. Lei quanti anni ha? Il pregiudizio su uomini di 20 anni ce l’ha in base alle sue esperienze personali di quand’era ventenne? Il fatto che vadano ad alloggiare vicino a una scuola materna o ad un oratorio che problema rappresenta? Ha sempre questi pregiudizi in base a sue esperienze personali? Veramente mi è molto difficile capire. Basta poi leggere le parole di Bini per capire che lo scopo delle sue affermazioni sono prive di fondamento (come le ha smentite Bini) e mirano solamente a creare un clima di odio e di tensione. Lei che montanaro non è, forse non sa che noi montanari non siamo quelli dell’”aiutiamoli a casa loro”. Forse lei non sa che noi montanari sappiamo cosa vuol dire emigrare, cosa vuol dire essere accolti, cosa vuol dire fare dei sacrifici per andare a lavorare a un’ora da casa. Ecco, lei che queste cose non le conosce, non può neanche lontanamente capire che i montanari sono accoglienti nei confronti di chi ha bisogno, di chi scappa dalla miseria e dalle guerre.

    (Alessandro Torri Giorgi)

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  5. Essere accoglienti a casa degli altri è troppo comodo. È bello andare in giro dicendo di accogliere queste persone ma non nella propria strada e tanto meno nel proprio condominio. Vorrei vedere se queste persone così accoglienti lo sarebbero anche se queste persone venissero sopra il proprio appartamento o nella propria strada. Siete solo ipocriti. Non per difendere Delmonte, ma secondo me avere 7 anziani o una famiglia con figli (a prescindere dal Paese di provenienza) o avere sette ragazzi è un po’ diverso. A meno che i signori che scrivono non si ricordano di come erano a vent’anni.

    (Francesco)

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    • Io sarei più che disponibile ad accoglierli in casa mia.

      (Alessandro Torri Giorgi)

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      • Scusami, ma allora invece di fare tante chiacchiere proponiti nelle sedi opportune e accoglili a casa tua e naturalmente a tue spese. Il problema è che sono tutti bravi a parlare, ma il problema è vero ed esiste e non si risolve con delle sparate nè da una parte nè dall’altra. Continuare con questo tipo di accoglienza (che accoglienza non è e integrazione men che meno) non ha assolutamente senso. Continuare su questa strada porterà solo ad una più rapida dissoluzione dell’Europa e facendo queste sparate non si fa altro che fare il gioco dei cosiddetti populisti che tanto odiate.

        (Marco P.)

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      • E allora invece che scriverlo e basta perché non lo fai? Fai richiesta al sindaco Bini e alla Prefettura di Reggio di avere in casa tua uno di questi profughi! Invece di usare il condizionale lascia da parte le parole e fallo!

        (Francesco)

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        • Il “perchè non lo fai?”, mio caro Francesco, non lo puoi venire a dire a me. Ci sto lavorando, ma come ben saprai (ma evidentemente no) da un punto di vista della burocrazia non è così semplice. Quindi, per favore, prima di fare affermazioni (te e quelli come te) domandate, poi potete affermare. Cordialmente, saluti.

          (Alessandro Torri Giorgi)

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  6. Non saranno certo le querele (a proposito: per pagare gli avvocati il nostro Comune in bolletta i soldi li ha?) a fermare un fenomeno che si fa via via più pressante. Questa cosiddetta accoglienza di un numero ormai eccessivo di stranieri (potrebbero essere anche dei “cugini” francesi: ma quando sono troppi, sono troppi) sta ormai scardinando l’assetto sociale del nostro Paese. E non se ne vede la fine. Non si tratta più di solidarietà, ma di mero commercio e interessi. Potrei al limite condividere l’intento solidaristico se le coop. (in questo caso la “Dimora d’Abramo”) piazzassero sul territorio non solo gli stranieri ma anche i proventi che incassano dallo Stato per il loro mantenimento. Che invece si tengono loro. I bilanci di queste coop. si sono ingrossati esponenzialmente. E per rimanere alla nostra “Dimora”: come mai alcuni sacerdoti se ne sono andati? Al Bini “stupito” direi che anche il fatto che il vicino ha stranieri nel proprio territorio è una musica che lascia il tempo che trova. La situazione nazionale è quella che è: allo sfascio. Continuare così significa alimentare proprio quei “populismi” che tanto si stigmatizzano, salvo non vedere quale sia la loro causa. Ma, tanto, con un “razzista” si mette subito tutto a posto. Non vorrei rivedere certi fenomeni storici che i governanti di turno non hanno saputo vedere (grave lacuna per un politico degno di tal nome) con congrua visione della realtà delle cose. D’altronde, nessuno s’aspettava la Brexit, nessuno credeva nella vittoria di Trump, Renzi ha giocato col fuoco del referendum…

    (G. Romei)

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  7. Il tempo chiarirà ma temo, purtroppo, l’esito sia scontato. Con questo clima politico, il cittadino che protesta, a torto o a ragione, non viene mai ascoltato.

    (A.C.)

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  8. Chi dice che non saranno quattro profughi a non fare uscire di casa ha ragione. Ma a Reggio la musica è diversa. Al signor Alessandro dico il mio parere, avendo avuto i nonni emigrati per lavoro. Prima ci voleva il posto di lavoro, poi non ti pagavano da mangiare, il telefono, ecc. Sul discorso che i montanari sono così accoglienti parli per lei. Se uno ha veramente bisogno ok, ma in Italia è diverso. I migranti vengono perché sanno come vengono stipendiati, accolti e privilegiati in tutto. Li andiamo a prendere vicino alle coste della Libia: il sistema Italia è fallito e possiamo riempire la montagna, ma il problema non si risolve. L’Africa in Italia non ci sta.

    (SS75)

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    • SS75, ma lei è convinto che l’Africa voglia venire in Italia? Lei sa cos’è l’Africa? Lei conosce un centesimo dei problemi dell’Africa? Lei che dice che prima ci voleva il posto di lavoro, mi dice come nel lontano fine ‘800 chi partiva per gli USA poteva avere un posto di lavoro? Aveva fatto forse delle web conference per fare il colloquio? Mi parla di immigrati che vengono stipendiati e privilegiati in tutto. Mi faccia un esempio. Glielo chiedo che perchè, io povero ignorante, vedo tutt’altro. Vedo immigrati che si spaccano la schiena, sfruttati, sottopagati e schiavizzati da chi gli offre un euro all’ora per lavorare nei campi. Lei cosa vede? Lei che gli immigrati li vorrebbe a casa loro, mi dica: è consapevole che come in Occidente stiamo depredando l’Africa di tutte le sue ricchezze per il nostro ed esclusivo benessere? Lo sa che bisogna farci il conto con queste situazioni? Sfruttare un Paese, ridurlo in povertà, in miseria e metterlo alla fame che conseguenze può avere? Andare a fare guerre per le materie prime che poi noi sfruttiamo in larga scala che conseguenze ha? Ci rifletta. Poi sì, io parlo per me. Io sarei disposto ad accoglierli in casa mia senza volere neanche un euro dallo Stato. Veda lei.

      (Alessandro Torri Giorgi)

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      • Eh, certo, caro Alessandro! Perché dobbiamo pagare noi per le sparate di Sarkozy e co. secondo lei? Io non mi sento assolutamente responsabile di quello che ha citato lei. La schiena non se la spaccano di sicuro perché sono in giro per le città a delinquere e a molestare le persone (vedasi Reggio Emilia). La montagna non deve pagare lo schifo del governo. Secondo lei la soluzione è ospitarli e chiuderla lì? E prima che mi risponda nel classico: “E allora li vuoi lasciare morire in mare?!”. No, vanno soccorsi sulle navi ma non devono essere portati sulle coste italiane. Vanno riportati sulle coste libiche (chiamasi rimpatrio assistito). Inoltre andrebbero previsti campi profughi sulle coste africane. Vedo che voi e il vostro governo avete deciso di accogliere chiunque sbarchi senza distinzioni. Sono punti di vista. Ma se non sono i sindaci i primi a ribellarsi a questo schifo, anche la montagna diventerà una fogna come le periferie cittadine.

        (Mattia Casotti)

        Rispondi
      • Io vorrei aprire una cooperativa per aiutare (e arricchirmi) con l’accoglienza, devo chiedere come si fa…

        (Cg)

        Rispondi
      • Vedi Alessandro, il problema che affligge un numero sempre maggiore tra gli umani in questo periodo storico è l’egoismo, la paura che qualcuno, fosse anche il più povero e misero, possa togliere qualcosa a me, perché più beni o denaro ho più ne vorrei. Poi che t’importa se vai in chiesa e sai benissimo che questi emigranti fuggono da situazioni dove chi scrive e chi parla non vi abiterebbe mai e fuggirebbero pure loro, e la tua religione ti dice che “ogni volta che avrete dato da mangiare e da bere ad un povero l’avrete fatto a me”. Non lo fanno nemmeno molti “preti”. Sul fatto che delinquano le possibilità sono le stesse dei cittadini con residenza italiana. Questi giovani vanno seguiti come si seguono altre persone per acquisire il minimo di autonomia linguistica e poi si mettono a svolgere lavori socialmente utili che italiani non fanno. Purtroppo questo è un argomento che dovrebbero risolvere chi a Roma ci governa. La stessa cosa vale per i carcerati. Perché quando si costruisce un carcere non si prevede un laboratorio dove le persone debbano lavorare e compensare ciò che lo Stato spende per le loro malefatte? Si potrebbe evitare di comprare arredi per ospedali, per scuole e per qualsiasi struttura pubblica. Oppure vendere i prodotti che all’interno delle carceri vengono costruiti. Questo lo si fa in pochissime carceri. Perché dobbiamo mantenere tante persone che hanno sbagliato e alcuni in modo pesante e scacciare questi poveri che arrivano da fame e miseria incredibili? Anch’io, ma soprattutto loro, desidererei che potessero restare nei loro Paesi. Pure i nostri avi sono andati a cercare un futuro migliore. Ciò che va risolto, e non è una impresa impossibile, ma occorre buon senso come in tutte le cose (siamo nel bel mezzo della battaglia per l’ospedale) è individuare un lavoro per dieci persone. Lavori che italiani non farebbero. Lavori che prima si offrono ad italiani e se non accettano si fanno fare a questi immigrati, senza nulla togliere ai nostri cittadini. Teniamo in considerazione anche che la montagna si sta spopolando. Basta il buon senso e basta la coscienza, sempre e non solo dove ci pare e piace. Mi sento di appoggiare tutto ciò che ha precisato il sindaco Bini. Questo è il mio pensiero. Ora criticate pure. Buona giornata a tutti. Il sole deve splendere per tutti e non solo per chi sa bene.

        (Luisa Valdesalici)

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  9. Ma io mi chiedo… perché i favorevoli a questo arrivo non ospitano un profugo a casa propria? Potrebbero ricevere un aiuto dalla cooperativa e allo stesso tempo aiutare una persona. Perché bisogna aiutarli, ma lontano da casa propria? Siate uomini e donne di cuore e, se è giusto accogliere chiunque, iniziate a farlo a casa vostra e date l’esempio.

    (Francesco)

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  10. Se la memoria non mi tradisce, nella vita politica e amministrativa di una volta, quella almeno che ho conosciuto, le querele erano piuttosto rare, se non assenti, ma i tempi sono cambiati e fors’anche il modo di rapportarsi nella sfera della politica. In ogni caso, al di là di come possiamo pensarla riguardo alle querele, stiamo innegabilmente assistendo ad una crescente “disarmonia” sociale, che sta via via assumendo toni da contrapposizione fra chi si esprime sistematicamente a favore dell’accoglienza, minimizzandone le criticità, e chi invece la pensa in modo diverso, se non del tutto opposto. L’impressione è che le rispettive posizioni si vadano sempre più radicalizzando e se la politica non riesce a trovare soluzioni che possano rispondere anche alle preoccupazioni dei secondi – i quali si sentono fondamentalmente inascoltati e stentano semmai ad esprimersi per non venir tacciati di xenofobia – c’è da ipotizzare che il cosiddetto “populismo” prenderà sempre più campo (senza che ci se ne debba poi meravigliare).

    (P.B.)

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  11. Ma perchè prima di accogliere non si chiede ai condomini, ai vicini, dando la precedenza a chi si sente votato all’accoglienza e non obbligare chi non possiede questo dono?

    (Ant.)

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  12. Signor Alessandro, vedo che lei ha il suo modo di ragionare come io ho il mio. C’è il bene e il male come in tutte le cose. Chi viene per lavorare è ben accetto, ma in maggior parte non è per questo motivo che vengono. Guardiamo solo i terremotati che non hanno ancora ricevuto niente. E i migranti li mettiamo in albergo con tv sat e wi-fi a spese dello stesso Stato che non aiuta chi ha perso ogni cosa e paga le tasse. Secondo me c’è qualcosa che non funziona. Di lavoro non ne abbiamo nemmeno per noi, li ospitiamo o stipendiamo in eterno.

    (SS75)

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  13. Qualcuno sa di non doverli accogliere in casa per davvero, altrimenti eviterebbe certe uscite; io ero e sono d’accordo con SS75.

    (Commento firmato)

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  14. Il quadro è desolante. Dai commenti emerge una comunità incattivita, preda dei soli bassi istinti di pancia. Che totalmente ignora le nefandezze che solo pochi decenni fa gli italiani hanno commesso in Africa (ad esempio) e si erge ad unica depositaria di verità e certezze. Abbiamo esportato in ogni dove mafie e n’drangheta eppure gli italiani sono solo brava gente. Facciamo i duri e puri e attendiamo tafazzianamente che questo sentimento profondo di cattiveria e di odio pervada tutti e tutto. Eppure sono mondi già visti e sperimentati. Solo qualche decennio fa. Ma già evidentemente dimenticati. Son tornati i seminatori di odio a buon mercato e siamo certi che le piante cresceranno vigorose. Tutto già visto, niente di nuovo. “Vuoi il negretto?, portalo a casa tua”. Il mantra oramai è gettonatissimo. Certo oggi è il negretto, ma domani potresti essere tu che oggi fai lo strafottente. Ma tant’è. E per capire che il ferro è caldo spesso bisogna bruciarsi.

    (Ellebi)

    Rispondi
    • Un documento presentato da Romano Prodi dice che nel sub-Sahara e più precisamente intorno al lago Chad vivono 40 milioni di persone, di cui la maggior parte ha meno di 40 anni. A causa dei cambiamenti climatici, lo sfruttamento e le guerre che ne conseguono il lago nel giro di pochi anni sarà solo una pozzanghera. Se la politica e il messaggio di accoglienza non cambia significa che questa gente scapperà dalle loro terre e il messaggio che ora gli mandiamo li porterà a dirigersi verso l’Europa. Ricordiamoci che inoltre è zona di fondamentalisti. Dopo sarà guerra.

      (Cg)

      Rispondi
  15. Ho sentito tanti commenti e, come dice un proverbio, “ogni testa è un piccolo mondo”. Ognuno può definire l’invasione che abbiamo sotto gli occhi in qualsiasi modo, ma diciamola com’è la verità. Dei cosiddetti migranti solo una minima parte scappa dalle guerre; voglio anche precisare che per imbarcarsi devono pagare gli scafisti, quindi quei soldi dove li prendono? Non vedo gente affamata, in molti centri di accoglienza gettano il cibo e si lamentano della pasta scotta. Telefoni di ultima generazione e spesso vestiti molto migliori dei miei che lavoro 13 ore al giorno. Se aggiungiamo sigarette e paghetta quotidiana potremmo pensare anche noi italiani di andare ad imbarcarci in Libia. Cordiali saluti.

    (SS75)

    Rispondi
    • Gentile SS75, presumo che il 75 si riferisca all’ anno di nascita che è lo stesso in cui oggi, 16 febbraio, è nato mio figlio Nicola che compirebbe 42 anni. Conoscevo bene il suo pensiero anche se aveva solo vent’anni. Molte volte abbiamo parlato di questo e molto altro. Ci trovavamo spesso d’ accordo. Ha ragione lei. Tante teste e tante idee. Non ho la pretesa che il mio pensiero sia verità. Cerco di ragionare. Se lei ha studiato Storia, e sicuramente l’ha fatto, ricorderà quante invasioni ogni Stato ha subito ed ha fatto, soprattutto l’Italia, a partire dall’ Impero Romano in poi. Allora erano invasioni che servivano ai vari re per aumentare il proprio regno, ora sono invasioni di povera gente che fugge da guerre, ma non solo. Pensi lei se abitasse in Nigeria sotto la dittatura di Boko Haram, cosa farebbe? Ha sciorinato molte perplessità che si potrebbe smontare facilmente. Anche i nostri bisnonni andavano all’esterno, magari in America, con la valigia di cartone, alcuni pagavano il biglietto, altri erano clandestini nelle stive delle navi. Questo lo abbiamo già dimenticato. Lei è mai stato nei centri di accoglienza? Giudicare senza avere visto non è mai opportuno, poi vi sarà anche chi pretende, pochi penso. Vestiti bene: con tute, ma dal momento che non lavorano non si sporcano certamente gli abiti. Questo è il peggior modo di gestire l’immigrazione: lasciare queste persone senza sentirsi utili. A questo proposito penso a quando in inverno i marciapiedi erano ancora pieni di neve e dovevi camminare in strada. Non ho mai visto giovani italiani spalare la neve. Doveva essere il Comune e ovviamente faceva ciò che poteva. Questo potrebbe essere un lavoro per immigrati, per ricambiare l’aiuto che ricevono. Lei andrebbe a spalare i marciapiede dei vari centri abitati se fosse senza lavoro? Sa quanti giovani non lo farebbero? Molti. Con 2,50 euro al giorno (è l’importo che hanno a disposizione) penso che se desiderano sentire i loro cari non gliene resteranno molti. Io invece, come mamma, non le consiglio di andare in Libia convinto, come lei ritiene, di stare bene. Se ne stia qui e pensi che ha la fortuna di avere vicino i suoi cari e nessuno la minaccia di morte, anzi abbiamo la possibilità di esprimere le nostre idee. La storia si ripete purtroppo. Di certo non sono i poveri che ci possono spaventare. Sono le potenze che permettono esistano poveri e sfruttati. Di questi dobbiamo temere. Come ultimo pensiero, mi permetto di dire che di fronte alla legge dovremmo essere tutti uguali. Se loro delinquono debbono pagare come tutti. Ma la giustizia in Italia è davvero un bubbone che non si toglie perché giova ai potenti. Un cordiale saluto SS75 e un abbraccio virtuale da mamma, se è nato nel 1975.

      (Luisa Valdesalici)

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  16. Se andiamo oltre i singoli casi personali, e osserviamo il fenomeno nel suo complesso, si tratta di “armi di migrazione di massa”. Come per gli altri tipi di armi, ci saranno conseguenze.

    (Commento firmato)

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  17. Per rispondere alla sua questione, è ormai risaputo che ci sono paesi con i petrodollari che finanziano e sponsorizzano la migrazione di gente di religione musulmana verso l’Europa per destabilizzarla.

    (Cg)

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  18. Prima mi tutto è bello constatare quanti scrivono per sentito dire, con una deriva non solo populista ma anche razzista (sì, a molti di voi non piace questo termine, ma forse dovreste rivalutare la vostra posizione in questo senso). Dall’altra invece stupisce come siete pronti ad additare come criminali gli sconosciuti solo dal loro paese di provenienza. Magari incensurati e brave persone. Poi però vi dimenticate la storia recente del nostro Paese. Se siete persone attente (e lo spero) vi ricorderete che molti crimini negli ultimi 10 anni sono stati perpetuati da nostri concittadini. Alcuni di voi giustificheranno il tutto con il termine “bravate”. Ricordatevi però che se quelle “bravate” le avessero commesse degli stranieri li avresti tacciati, giustamente, come criminali. La memoria io ce l’ho. E voi? Iniziate a meditare.

    (La voce della memoria)

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  19. Apprezzo la gentilezza della signora Luisa Valdesalici, ma si allontana troppo nei tempi della storia. Chi andava nelle miniere e a servizio andava a spaccarsi la schiena e non ad aspettare le sigarette. Questa gente di integrarsi non ne ha la minima idea. Basta guardare nelle città che la gente ha paura uscire di casa. Sarò anche populista o razzista, ma ogni Stato ha un confine e una bandiera. Non ho mai visto uno Stato che privilegia migranti e opprime il suo popolo. Ma in Italia accade questo. Questo è semplicemente un introito di soldi per le cooperative sulle spalle dei cittadini. Non sto dicendo di non aiutarli, se l’eurozona è, a detta del Governo, intoccabile, perché non ci aiutano gli altri Paesi? Siamo alla frutta, sia dal lato economico che dal lato immigrazione. O si interviene aiutandoli sulle coste della Libia con le Nazioni Unite o sarà la fine. Il paradosso di un sistema.

    (SS75)

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  20. Nel concludere il suo primo commento Luisa apre correttamente ad eventuali critiche, ma a me sembra che qui non si tratti di replicare alle sue tesi, o cercare di smentirle, perché il “contraddittorio” diviene alla fine improduttivo, o quasi, dal momento che hanno ormai preso corpo due linee di pensiero sempre più lontane e divergenti, fino alla reciproca ”incomunicabilità”, e il confronto diventa di fatto impossibile, anche perché non ci si trova d’accordo neppure sul significato delle parole (si parlano per così dire lingue diverse). Per fare un esempio, e stando sempre a quanto scrive Luisa, se non ne ho frainteso i concetti, il “buon senso” comporta un’accoglienza che non si fa domande, ossia senza se e senza ma, mentre altri si pongono invece più d’un interrogativo e per loro il “buon senso” avrebbe piuttosto dovuto tradursi qui in un incontro preliminare coi residenti del quartiere, non provvedervi cioè a cose già fatte e tali due rispettive visioni del problema appaiono oggettivamente abbastanza distanti, se non in componibili. Intendo dire che stanno fronteggiandosi due posizioni ben nette e distinte, l’una che reputa inevitabile l’ondata migratoria, cui dobbiamo rassegnarci, anche facendo appello alla coscienza, mentre l’altra ritiene invece, o teme, che il fenomeno in atto abbia effetti “destabilizzanti” e costi che non siamo in grado di sopportare, specie al giorno d’oggi, col rischio di veder intaccato il nostro sistema di valori e ne patisca di riflesso la nostra identità (e anche qui può entrare in causa la coscienza perché i valori sono un patrimonio immateriale importante, che abbiamo avuto in eredità e dovremmo quindi difendere). Ognuna delle parti può avere le sue ragioni, che dovrebbero comunque avere pari dignità, ma sta di fatto che sull’una delle due piovono in continuazione “epiteti” che vanno dall’egoismo, a razzismo, xenofobia, nazionalismo, populismo, e con queste premesse il dialogo ha francamente poco spazio e se fino ad adesso non si sono trovati punti d’incontro, dubito realisticamente che si riuscirà a farlo d’ora in poi, anche non volendo essere pessimisti, e a questo punto, se qualcosa non cambierà in fretta, ciascuna forza politica si troverà probabilmente a dover decidere quale parte rappresentare.

    (P.B.)

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  21. All’inizio del 2000 un rapporto delle Nazioni Unite teorizza la necessità di provvedere alla migrazione sostitutiva della popolazione. Per quanto riguarda l’Europa il rapporto si concentra in particolare su Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Il rapporto sostiene che per garantire le pensioni e i servizi sanitari per una popolazione sempre più vecchia è necessario intervenire sull’età pensionabile e adottare politiche di immigrazione internazionale, per provvedere a una progressiva sostituzione dei popoli europei che garantisca l’integrazione di un largo numero di migranti e dei loro discendenti. Il rapporto, se lo volete leggere in originale, si trova qui: http://www.un.org/esa/population/publications/migration/migration.htm. Per l’Italia prevede l’ingresso di 2,2, milioni di migranti l’anno. Credo che non ci sia bisogno di ulteriori commenti.

    (Commento firmato)

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  22. Sindaco Bini, osservi quanto odio ha fomentato Delmonte, una querela è un atto dovuto visto l’incitamento all’odio. Le cooperative sono nate in Emilia, non sono multinazionali e creano posti di lavoro stabili nel tempo per tutte le fasce di età: la coop è una cooperativa! La “Dimora d’Abramo” è una cooperativa sociale, ci lavorano educatori e non è una rete di albergatori. Le persone come Francesco dovrebbero darsi una risposta data all’abilità cognitiva e intellettuale nelle seconde lingue: in quanti sanno l’Inglese e credono di riuscire ad insegnarlo ad un ragazzo straniero? Grazie alla “Dimora d’Abramo” che crea posti di lavoro in montagna in questo periodo di crisi.

    (G. Zanetti)

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  23. A quanto pare G. Zanetti sollecita il sindaco ad andare avanti nella intenzione di querela per “incitamento all’odio” e anche i commenti qui pubblicati riguardo all’articolo del Consigliere regionale sarebbero la riprova che vi è stata una tale “istigazione” nei confronti dei lettori. Opinione per opinione, mi piacerebbe innanzitutto sapere come G. Zanetti concilia questo suo modo di vedere con l’art. 21 della nostra Costituzione, alla quale sovente ci richiamiamo, e il cui primo comma così recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ma al di là di questo aspetto, peraltro non irrilevante, noi diciamo spesso che le società moderne si ispirano all’Illuminismo settecentesco ma poi, quando ci fa comodo, ossia di fronte a chi non la pensa come noi, dimentichiamo semmai la celebre frase di un illustre esponente di quell’epoca, nella fattispecie Voltaire, che mi sembra recitasse così: “Posso non condividere le tue opinioni ma darei la mia vita affinché tu le potessi esprimere”. Non so se le parole che ho riportato siano quelle esatte, ma il senso risulta comunque abbastanza chiaro e credo che vorremmo tutti poter esporre le nostre idee senza incorrere in censure, ma forse non è così, ancorché possa dispiacercene e non ci resta dunque che vedere se la querela in discorso si materializzerà e quale sarà il suo seguito, onde giustappunto capire fin dove può spingersi la nostra “libertà di parola”, anche per non incorrere in qualche tipo di reato.

    (P.B.)

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    • La recente proposta di legge sulle “fake news” riprende in termini pressoché analoghi le parole della normativa fascista sulla libertà di espressione. Sta diventando pericoloso esprimere opinioni diverse da quelle espresse sui media ufficiali (che prendono, in genere, contributi dal governo, oppure sono di proprietà di grandi gruppi industriali). Il “politically correct” si sta trasformando in censura o autocensura (che è anche peggio). E’ sufficiente uscire dal coro, anche di poco, che diventi all’istante razzista, nazista, populista e quant’altro. Non finirà bene. Tra l’altro, noto che uno dei miei commenti non è stato pubblicato; cosa del tutto legittima, visto che la responsabilità di quello che appare qui diventa della testata giornalistica e quindi c’è una moderazione dei commenti. Bollare come “incitamento all’odio” un’opinione diversa è solo l’inizio. D’altra parte, la stessa Commissione Europea ha votato un ordine del giorno in cui sostiene che chi parla male dell’Europa dev’essere perseguito; quindi, se gli esempi di libertà di espressione sono quelli, di certo ci sarà chi li segue.

      (Commento firmato)

      —–

      In merito al suo commento non apparso sul nostro sito precisiamo che riguardava e segnalava il link di un’altra testata; di norma non pubblichiamo link che non appartengono ad organi di Stato, non potendo verificare in ogni parte il loro contenuto.

      (red)

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