Riserva di biosfera Unesco: ecco gli strumenti di governo

Alcuni sindaci con il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e Il presidente del Parco Fausto Givanelli

La riserva di biosfera Unesco dell’Appennino tosco-emiliano ha dato vita all’assemblea consultiva permanente, strumento di governo partecipato, che si propone di rappresentare tutti i soggetti interessati a far crescere l’Area MaB e a rendere vivo il confronto e il dialogo per fare della riserva di biosfera un motore culturale e, di conseguenza economico, per la crescita del territorio secondo le sue più autentiche vocazioni.  Chiamati a parteciparvi, sono i rappresentanti delle regioni Emilia-Romagna e Toscana, dei 35 comuni, 17 emiliani e 18 toscani – delle scuole, delle università, delle camere di commercio, dei consorzi di bonifica, associazioni professionali, culturali, ambientaliste, di volontariato e di cittadinanza.

“Gli strumenti della governance – spiega Fausto Giovanelli, coordinatore dell’area MaB Unesco – erano previsti fin dai documenti di candidatura; si è passati ora alla loro costituzione, alla presenza del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, e delle Regioni Emilia e Toscana, rappresentate molto autorevolmente dagli assessori Paola Gazzolo e Federica Fratoni. La MaB Unesco non è un ente con personalità giuridica, bilancio e personale proprio. La governance si basa su collaborazione e partecipazione volontarie e gratuite di entità e persone interessati a definire e realizzare linee guida e azioni, per promuovere e valorizzare il territorio secondo i valori Unesco”.

Altro organismo di governo è il comitato di gestione con competenze e funzioni d’indirizzo su temi legati a protezione dell’ambiente, educazione, sviluppo sostenibile, ricerca, sviluppo rurale, tradizione e cultura.  Il comitato è composto per metà dai rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali e per metà da realtà economiche e culturali, come le camere di commercio, l’Università, Reggio Children (che ha ospitato la riunione di insediamento), i Gal e la banca dell’identità e della memoria della Garfagnana.

“Fare delle nostre ricchezze naturalistiche e culturali una leva di crescita green è un obiettivo strategico - afferma l’assessore Gazzolo - in cui la Regione crede con convinzione e sono certa che il MaB dell’Appennino tosco-emiliano rappresenti uno strumento fondamentale. Per questo ne abbiamo sostenuto con forza il riconoscimento, insieme a quello del Delta del Po, e intendiamo continuare l’impegno anche con una partecipazione attiva ai nuovi organismi di governance della Riserva. Oggi si compie un significativo passo avanti che mi auguro possa assicurare frutti importanti grazie al contributo di tutti. La MaB - conclude l’assessore Gazzolo - è un vero laboratorio per costruire un futuro sostenibile, per questo la Regione vuole essere protagonista del percorso avviato”.

L’incontro di Reggio Emilia è stato anche un momento per presentare le azioni già realizzate da quando si è ottenuto il riconoscimento dell’Unesco. “Non poche cose – sottolinea il presidente Giovanelli – Abbiamo presentato i valori MaB in tutti i comuni, organizzando dialoghi, mostre e seminari. Siamo partiti da azioni,dialoghi e collaborazioni,per costruire governance a partire da esperienze concrete, anziché far precedere gli strumenti - cioè gli organismi -  ai contenuti . La creatività e i contributi di idee e progetti da parte dei protagonisti dell’area MaB è essenziale per la sua valorizzazione visto che non ci sono a priori fondi da distribuire. Con l’attivazione degli organismi di gestione avviamo un terzo tempo del percorso Unesco, dopo la candidatura e il riconoscimento di Parigi. Abbiamo cominciato a far camminare il progetto. Ci sono progetti già approvati e finanziati,come il Por fesr turismo in Emilia e il PIT che stiamo candidando in Toscana. Presto si formalizzeranno anche i laboratori tematici permanenti, che,in verità,tra scuole,operatori turistici e operazioni di studio e tutela dell'ambiente appenninico sono già in movimento".

 

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2 Commenti

  1. Fare delle nostre ricchezze naturalistiche e culturali una leva di crescita verde è un obiettivo strategico?! E cominciamo con il consenso dell’Unione, su insistenza del Comune di Toano, per un intervento a Fora di Cavola che prevede il prelievo di duecentomila metri cubi di ghiaia?! A volte sembra veramente di essere presi in giro.

    (Antonio Manini)

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  2. Bella “crescita verde”, con i boschi che muoiono sotto l’edera, la vitalba e la processionaria… Si spera che dopo i dialoghi e i seminari si passi alle azioni. Siamo impazienti di vedere tutti questi “progetti e obiettivi green”.

    (Antonella Telani)

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