Punto nascita no. Amianto a Poiatica forse sì. AGGIORNAMENTO – Le osservazioni di Guido Tirelli coordinatore Pd zona montana

Il dieci maggio scorso l’assessore regionale all’ambiente, Paola Gazzolo, affermava che entro trenta giorni sarebbero stati disponibili gli esiti dello studio finale che la stessa Regione Emilia-Romagna aveva affidato all’Università di Bologna sulle modalità di ripristino e chiusura della discarica di Poiatica.

Contrariamente alle rassicurazioni (o agli auspici?) recentemente citate dal consigliere regionale Yuri Torri – che lo scorso 10 giugno ricordava del ripristino senza ulteriori sversamenti di rifiuti -, non ci sono buone nuove in base a quanto emerso dall’incontro tra il Pd Zona montana e il professor Alberto Montanari dell’Università di Bologna, relatore dello studio stesso.

Infatti, per la chiusura, ripristino e messa in sicurezza della discarica di Poiatica, in base a quanto trapela in queste ore, secondo l’esperto occorrerebbe procedere con la soluzione tecnicamente ed economicamente più efficace, proprio come aveva clamorosamente anticipato il Comitato Fermare La discarica il 5 marzo scorso dopo aver incontrato lo stesso esperto, le cui ipotesi coincidevano “con quanto auspicato dalla stessa Iren”. Nel concreto, a Poiatica si propone di chiudere il grande buco rimasto con un mix di terra e rifiuti speciali, rispettivamente di 500 mila e 800 mila metri cubi. Va ricordato, giusto per capire le dimensioni, che in 20 anni di vita della discarica, il 2011 fu l’anno in cui si registrò il picco massimo di conferimenti con una quantità smaltita di rifiuti di 150 mila tonnellate. Nello studio citato si parla di conferimenti di 400 mila tonnellate.

In base a quanto emerso dalla relazione universitaria, tra le quattro tipologie di rifiuti speciali che sarebbero qui destinati, ci potrebbero essere anche rifiuti a base di lastre amianto opportunamente trattato che, secondo il docente, non desterebbero problemi di sicurezza per la salute tanto che, a mo’ di esempio, lo stesso avrebbe asserito di poterli ospitare nel sottofondo del cortile di casa propria, senza rischio alcuno. Secondo alcuni, stupisce la possibilità di ospitare lastre di amianto, proprio quando si hanno notizie di criticità regionali per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti.

La delegazione del Pd era composta, oltre al segretario Guido Tirelli, da diversi consiglieri, tra i quali Fausto Giovanelli (presidente del Parco Nazionale che avrebbe sondato col docente, senza successo, la possibilità di ridurre il fronte dell’invaso per ridurre parimenti i conferimenti), Nuccia Mola (presidente di Legambiente Appennino), Pietro Ferrari, e, anche, dal segretario provinciale del Pd Andrea Costa.

L’incontro aveva carattere informale e, ora, sarà seguito dalla relazione ufficiale.

AGGIORNAMENTO

Come Coordinamento del Partito Democratico della nostra Montagna, che raccoglie tutti i circoli del nostro Appennino, vediamo con stupore l'articolo apparso sulla stampa che come tema ha un recente incontro sulle problematiche della discarica di Poiatica. Chi firma l'articolo su Redacon non era presente alla riunione e le informazioni riportate sono frammentarie e poste al di fuori di ogni contesto.

Vorremmo chiarire semplicemente quattro  punti: 
1) la discarica è chiusa
2) va messo in sicurezza  l'invaso prodotto fra area discarica e area cave e su questo la Regione ha attivato una consulenza tecnica dell'Università
3) l'Ass. Gazzolo ha già spiegato che ci sarà un confronto con i territori dopo che lo studio verrà depositato. 
4) ci siamo incontrati  come PD per approfondire un tema che era apparso sulla stampa dopo gli incontri fra il tecnico ed i Comitati, con  l'obiettivo di comprendere meglio le  questioni  con il supporto e la spiegazione di un esperto.
Ci saranno altri incontri, altri momenti in cui dovremo studiare la situazione da un punto di vista tecnico, di sicurezza, sostenibilità e costi . La buona  politica di svolge così. Sarà un cammino lungo in cui vogliamo dare il nostro contributo e le indicazioni  necessarie.
Porre la questione della discarica di Poiatica vicina a quella del Punto Nascite di Castelnovo ne' Monti non aiuta la risoluzione delle problematiche. Genera confusione, sterili polemiche e cortocircuiti il cui esito è il perdersi nella generica strumentalizzazione e nella immobilità, perdendo di vista i problemi che restano e che la comunità deve saper affrontare.
 Coordinamento della Zona montana del Partito Democratico

NOTA DELLA REDAZIONE

Il Coordinatore del Partito Democratico legge con stupore l’articolo. Ma non ne spiega bene il perché. Compito del Pd è fare politica, compito di chi scrive è dare le notizie. Quale sarebbe la stranezza? Magari potessero, i giornalisti, essere sempre presenti dove c’è qualcosa da scrivere. Essendo questo oggettivamente impossibile, esiste il lavoro di redazione, da che mondo e mondo. Anzi, abbiamo ora modo di precisare che erano presenti oltre 30 persone e non tutte avevano voglia di osservare il silenzio di bottega.

Chiarito ciò avremmo preferito essere smentiti nei contenuti. Se la discarica è chiusa e se la parola chiusura ha un senso, non dovrebbe nemmeno esserci una riunione con un’organizzazione politica dove gli esperti ventilano il conferimento di 400 mila tonnellate di rifiuti per motivi di staticità e – guarda caso come per il punto nascita, sempre in montagna ndr – per motivi economici! Può il coordinamento smentire questa “ipotesi”? Gli altri punti citati non aggiungono nulla di nuovo.  (G.A.)

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17 Commenti

  1. Dicevano… nulla di nuovo dal fronte, e difatti nulla di nuovo da questa politica regionale targata PD. I soliti volti, le solite notizie, i soliti incarichi a persone più o meno titolate purchè rispettino i desiderata del comandante di turno, vedi Poiatica e Punto Nascite.

    (MB)

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  2. Perché affidarsi al parere di Alberto Montanari? È forse l’unica testa pensante che abbiamo al mondo? E’ un consulente amico dei poteri forti, il cui ruolo anche in questo caso, non mi convince affatto. E perché mai il Pd avrebbe avuto la possibilità di discutere la cosa prima di tanti altri cittadini? Un altro modo democratico di camminare anticipatamente sulla testa altrui? E poi dopo aver sganciato un altro bel coperchio d’amianto sopra la discarica, come faremo a capire che cosa ci hanno davvero seppellito in passato? Amianto trattato? Che lo stesso Montanari metterebbe nel suo cortile? Ce lo metta e poi ci faccia sapere!

    (Commento firmato)

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  3. Benissimo, tutto secondo programma. Si ha qualche data per la messa in produzione dell’impianto per lo smaltimento delle salme?

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  4. Il Pd alla grande! Hanno storicamente capito che nella nostra montagna i voti li prendono comunque, ed allora avanti tutta secondo la mente di pochi individui e buona pace di chi contesta a parole senza poi confermarlo in cabina elettorale!

    (Stefano)

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  5. Terrei a precisare (solo per completezza) che nelle scorse settimane ho semplicemente dato conto della risposta, ricevuta dall’assessore regionale all’ambiente il 9 maggio, che definiva due aspetti della vicenda Poiatica. Il primo relativo allo studio di cui si parla anche nell’articolo sopra, che l’assessore annunciava sarebbe stato pronto entro un mese. Il secondo relativo all’esistenza del fondo di accantonamento per gli interventi post mortem che l’assessore affermava essere consistente in poco più di 14 milioni al 31 dicembre 2016. Della risposta ho trovato positiva la definizione del fondo, aspetto fino a quel momento rimasto in ombra. Mentre riguardo lo studio, visto la fase interlocutoria, ho detto che avremmo continuato a tenere alta l’attenzione in attesa dell’avvio del confronto con gli enti locali. Ricordando che la Regione non deve perseguire fini commerciali, ma garantire in ogni caso la sicurezza ambientale e dei cittadini e che il nostro obiettivo è il ripristino ambientale senza ulteriori sversamenti. E’ chiaro che, di conseguenza, le ipotesi avanzate nell’articolo sono estremamente preoccupanti.

    (Yuri Torri)

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  6. Dottor Guido Tirelli, direttore provinciale del servizio igiene e sanità pubblica, è il 2014 e tutto va bene, è il 2016 e tutto va bene, è il 2017 e tutto va bene. A Poiatica tutto va bene, come no?! Se la cantano e se la suonano tra loro: Fausto Giovanelli (presidente Parco Nazionale, ex senatore PD), Guido Tirelli (direttore servizio igiene e sanità pubblica, segretario PD montagna), Andrea Costa (segretario provinciale PD), Paola Gazzolo (assessore regionale ambiente, PD), Pietro Ferrari (ex responsabile PD Castelnovo Monti, e presidente coop Novanta, comprende Redacon e altre) e Nuccia Mola (ex assessore ambiente Castelnovo Monti, PD, segretario Legambiente)!

    (Alessandro Davoli)

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  7. Accostare la questione della discarica di Poiatica a quella del Punto Nascite di Castelnovo ne’ Monti non mi genera nessuna confusione. Anzi! E’ solo una lucida sintesi, fuori da qualsiasi sterile polemica, della posizione della Regione nei confronti della montagna reggiana. Mi auguro che la comunità non solo affronti il problema ma, tra pochi mesi, in cabina elettorale lo sappia risolvere.

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  8. Nella Società Idrologica troviamo sia Alberto Montanari che Giorgio Galeati. Alberto Montanari suggerisce di utilizzare amianto vetrificato per chiudere la discarica di Poiatica. L’amianto vetrificato è anche prodotto da Enel. Giorgio Galeato lavora per Enel. In Toscana è emergenza amianto di Enel. Non sanno più dove smaltirlo. Si cercano discariche. Proviamo a immaginare: Poiatica, giusto? Tanto valeva chiedere direttamente ad Enel.

    (Marte)

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  9. Io, da cittadina stanca e preoccupata, vorrei capire se questo dato emerso che si è negoziato su 400.000mila tonnellate è vero o no. Che qualcuno si assuma le responsabilità da adulto, se le ha dette. Perché se ciò fosse vero è grave: sarebbe a dire che c’è stata una specie di asta al ribasso dove si gioca sulla vita delle persone. Come fossimo vecchia ferraglia da svalutare. Sarebbe a dire che ci prendete per scemi: come se il terrore che ne arrivassero 800.000 di amianto dovesse farci andare bene le 400.000 di amianto. Sarebbe a dire che se erano 30 persone allora non era solo un incontro PD Carpineti ma PD montagna e che sono state avanzate delle proposte, proposte dette da chi e nel nome di chi? Sarebbe a dire che se negoziate su una minaccia non lo farete in mio nome e di molti altri. Sarebbe a dire che se nessuno disconferma Redacon sui contenuti se ne deduce una conferma. Sarebbe a dire che ormai nella politica montana non si sa di chi fidarsi più, davanti asseriscono cose e dietro farfugliano accordi. Se non c’è rettifica, sarebbero a dire queste e altre cose. Io non ne posso più: a destra, sinistra, sopra, sotto, centro, lato che siate. A volte manco so che faccia avete, eppure parlate dei nostri destini. Io rivoglio la mia serenità, la mia terra, le notti tranquille senza pensare all’amianto e guardare i bambini di questa valle sapendo che non corrono rischi. Ma dico io, non siete tutti stanchi di farfugliare, in Regione, in Provincia, in montagna? Dite le cose come stanno alla gente per la miseria! Così che se la gente dovesse voler decidere di non morire di amianto si troverà davanti alle scelte che voi (in primis Regione che certamente legge Redacon per capire che aria tira) avete fatto, ma almeno non vive nella bugia e nella scoperta a conti fatti. Ci togliete il diritto alla salute e anche quello della verità? Ma che mostri ha generato la nostra epoca?

    (Valentina Barozzi)

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  10. Con questo modo di far politica, indicendo riunioni o incontri per i soli appartenenti al partito, incontri dove si trattano temi che dovrebbero riguardare assolutamente tutti e dove tutti non possono partecipare, non si possono certo ottenere risultati diversi da quelli dal far pensar male. Viene da sorridere ripensando a tutti i bei progetti della nostra regione, (“indaba delle soluzioni” tanto per citarne uno) miranti a coinvolgere concretamente la gente nei percorsi politici. Fa sorridere pensare alla famosa democrazia condivisa che è condivisa solo a parole e peggio ancora sentire parlare di buona politica; la buona politica è quella fatta per la gente e con la gente e a questo siamo ancora lontani anni luce. I fatti avvenuti, non ultimo questo incontro, ne sono l’ennesima dimostrazione.

    (Antonio Manini)

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  11. Il coordinamento Pd per la Zona Montana, la vergogna non sa nemmeno dove sta di casa!

    (Stefano)

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  12. Stiamo assistendo da un po’ di tempo che “illustri professori” parlano su argomenti diversi (sanità, ambiente, ecc.) dando risposte o presentando studi vari. Risposte che nei due casi sopra citati dovrebbero essere politiche ormai. Io non mi scandalizzo che dentro ai partiti si possa e si debba parlare di argomenti importanti che rappresentano il futuro delle comunità, sarebbe bene lo facessero anche altre forze politiche. Vorrei però ribadire quella che è la posizione presa dalle amministrazioni locali e della Regione. Noi come unione abbiamo detto che la discarica è chiusa e deve restare chiusa. Stiamo aspettando lo studio di Atersir per leggere le soluzioni proposte al problema “buco”. Quindi non servono quelle sparate del professor Montanari riguardanti il fatto che l’amianto trattato lui lo metterebbe nel suo cortile (lo metta pure) servirebbe essere più prudenti (lui è solo un tecnico che deve proporre delle soluzioni). La Regione attraverso l’assessore Paola Gazzolo ha detto che per loro la questione è chiusa e che se i territori non vogliono riaprirla non saranno loro a farlo, dicendo che però il problema “buco ” rimane da risolvere. Quindi professore finisca il suo lavoro e lo consegni al suo committente. Da quel momento si dovrà aprire una discussione su cosa fare e chi paga. Nessuno degli attori locali (Provincia, Comuni, Iren) possono chiamarsi fuori dal trovare una soluzione praticabile, lasciando da parte la questione rifiuti speciali.

    (Enrico Bini)

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    • Nel calcolo di una struttura prendere in esame l’ipotesi peggiore non è una forma di masochismo, ma solo serietà elementare. Applicando lo stesso principio al “buco”, già il termine stesso spinge a girarsi, poniamo che “Provincia, Comuni, Iren” si chiamino fuori attratti più da un utile (14 milioni di euro già accantonati per il ripristino post mortem più i milioni di euro, ricavo dello stoccaggio di 400mila tonnellate di rifiuti speciali), Lei, signor sindaco, nella veste di presidente dell’Unione, il problema come lo risolve?

      (mv)

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  13. È ovvio che il “buco” da tombare con l’amianto, in una gestione corretta dell’impianto, non doveva esserci. Chissà come mai è rimasto lì. Che sfortuna! È stato Putin! Adesso ci tocca riempirlo. Continuando di questo passo ormai immagino gli scenari peggiori. Non vedo perché chi confonde il vero con il tornaconto, o usa la scienza per motivi politici, per confondere i cittadini e costruire un consenso altrimenti inesistente, a livello locale, poi dovrebbe comportarsi diversamente a livello nazionale. E infatti, si sta profilando una colossale raccolta di soldi dalle tasche degli italiani, mascherata da “salvataggio della Patria”. Sarà il colpo di grazia alla nostra economia e quindi alla nostra indipendenza. E anche di questo potremo ringraziare la “sinistra”.

    (Commento firmato)

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  14. Apprendo da Redacon che il professore dell’Università di Bologna incaricato di fare uno studio per il ripristino del “buco Poiatica” – del quale avevo denunciato la pericolosità fin dai primi giorni del mio mandato – ha anticipato al PD della montagna parte delle sue conclusioni in merito. A questo punto non può non sorgere il dubbio che l’insigne ateneo abbia potuto rendere noti i suoi studi e le relative conclusioni anche ad altri stakeholder interessati al tombamento dell’invaso di Poiatica, oltre che alle due note organizzazioni che hanno reso manifesto il loro interesse. Di sicuro posso testimoniare che il professore non si è relazionato con i sindaci della montagna nella loro veste di amministratori; potrebbe invece essere accaduto che qualcuno di loro, in veste di membro di un comitato o del PD, abbia partecipato ad un incontro con lui. È innegabile che l’atteggiamento fin qui tenuto dall’Università di Bologna, scelta per lo studio sulla questione della chiusura della discarica di Poiatica per le sue competenze e la sua posizione “super partes”, abbia trasgredito i più elementari principi di integerrima correttezza richiesta ad un istituzione di tale livello, ossia il non esporsi a pressioni lobbistiche e farsi garante di un atteggiamento totalmente imparziale per garantire reale equità di informazione per tutti gli amministratori della montagna. Leggo anche che la soluzione consigliata da tali illustri studi sarebbe l’impiego di rifiuti speciali (immagino solo nella parte urbanisticamente classificata “discarica”) e di terra (immagino solo nella parte urbanisticamente classificata “cava”, che non può accogliere rifiuti). La ragione di questa scelta è legata ad una questione di pesi specifici che, se non ben equilibrati, risulterebbero dannosi ai due milioni di metri cubi di rifiuti conferiti a Poiatica. Tale conclusione ha una motivazione scientifica: vogliamo contraddirla e rischiare di peggiorare le cose? Credo di non sbagliarmi se dico che è già incominciato un sapiente e voluto processo di mitridatismo a carico dei cittadini, cosa che non poteva che accadere prima che lo studio sulla ex discarica venisse presentato ufficialmente alle amministrazioni… solo non possiamo non chiederci: cosa conterrà tale studio in più oltre a ciò che già è stato diffuso? Potrebbe forse anche accadere che ciò che oggi è ritenuto per molte persone “velenoso”, dannoso per l’ambiente e la salute dei cittadini, non sia più ritenuto tale e conseguentemente sia accettato?

    (Tiziano Borghi)

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  15. Come comitato “Fermare la discarica” ci esprimiamo al fianco di chi ha espresso posizioni nette e precise, come quella del sindaco Enrico Bini. Crediamo sia più che mai ora importante che gli altri sindaci, del basso e alto appennino, lo sostengano, in veste della carica istituzionale che sono chiamati a ricoprire e si manifestino a favore di una ipotesi di messa in sicurezza con la sola argilla, che c’è e che non danneggia in alcun modo la salute, oltre al fatto che è l’unica possibile a non fare entrare un solo camion di spazzatura. Condividiamo l’impegno di Yuri Torri a cercare tra le carte della Regione i fondi di accantonamento che provano il fatto che tali soldi esistono per eseguire l’operazione, nonostante il ricatto economico che vogliono sottendere, sia lo studio che Iren. Siamo al fianco di tutti coloro che ci stanno manifestando vicinanza, dai singoli cittadini, alle famiglie, ai gruppi di qualsiasi natura e, un ringraziamento speciale alle Cicogne. Non ci è ben chiara la posizione del sindaco Borghi, molto criptica che, se abbiamo compreso, si può sintetizzare sostanzialmente in: sì a speciali purché no amianto. Se pensa di procrastinare (gli altri della Giunta tutti d’accordo?) in questa follia alla vigilia di una delle scelte più angoscianti della storia ambientale della montagna, ricordiamo a Borghi che:
    – ha sottoscritto lo scorso anno un documento assieme a tutti i sindaci dei comuni dell’appennino che sanciva la chiusura di Poiatica e la messa in sicurezza senza alcun tipo o codice CER di rifiuto. Se in politica non vale più la parola data almeno vale ancora quella scritta?
    – Che il livello di potere decisionale di questa partita è ben al di fuori dalla portata del Comune di Carpineti, trattandosi di una scelta che spetta a Atersir e Regione. Il Comune non potrà, una volta avvallata l’ipotesi del “ripristino” con rifiuti decidere e/o variare quantità e tipi di rifiuti. Sono scenari che avranno ricadute nazionali: amianto e rifiuti speciali possono, per normativa, venire da tutta Italia, essendo questi a libero mercato e non soggetti ai flussi del Piano di Gestione Rifiuti Regionale. Le conseguenze per la discarica e per i territori limitrofi saranno devastanti. Poiatica, tra le 22 censite nel 2013, potrebbe diventare, per capacità, la prima discarica di RCA (rifiuti contenenti amianto). Sappiamo che Borghi, non essendo politico di primo pelo, non ha l’ingenuità di vivere in un feudo. Quindi? C’è un’indagine antimafia in corso: qualcuno sta indagando sulla trasparenza della multiutiliy e chi dovrebbe tutelarci pensa ancora a procurare a tale azienda fonte di guadagno? Chi si assume questa responsabilità? Se la battaglia inizia ora, noi vogliamo capire quali alleati hanno i cittadini che rappresentate e ricordarvi che su di voi hanno riposto la loro fiducia.

    (Comitato “Fermare la discarica”)

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  16. In una inquadratura delle cose quanto più possibile schematica, il rapporto tra tecnica/scienza, società e politica, dovrebbe funzionare idealmente come una sorta di sequenza, nella quale il primo dei tre soggetti fornisce al secondo un insieme di conoscenze, studi, proposte, anche differenti tra loro, così che il secondo soggetto, ossia la società, possa decidere se ed in che modo avvalersene. La società, a sua volta, al fine di semplificare il processo decisionale, si organizza per solito in maniera tale da avere chi la rappresenta e a cui dare mandato per operare le scelte che riguardano il vivere collettivo, ivi compreso l’optare per l’una o altra tesi scientifica quando ce ne fossero talune fra loro differenti, e semmai opposte o comunque divergenti. Nelle cosiddette democrazie indirette o rappresentative, quali sono di norma quelle che conosciamo, la politica è per l’appunto l’entità che riceve in via prioritaria tale importantissimo mandato, e a seconda di come lo esercita l’elettore ha poi la possibilità, attraverso il proprio voto, di “promuoverla” oppure “bocciarla”, con riferimento ai “governanti” di turno nei vari livelli istituzionali, nel senso che l’elettore dispone di uno strumento potenzialmente molto efficace. Ma se alla fine valesse effettivamente quanto scrive “Stefano”, nel quarto commento di questo articolo, se cioè i voti vanno sempre ed immancabilmente nella stessa direzione, per una serie di inamovibili ragioni, delle quali va preso in ogni caso atto, il meccanismo qui abbozzato rischia oggettivamente di “incepparsi”.

    (P.B.)

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