Bini: “Si discuta di una normativa complessiva sull’Appennino e le sue peculiarità”

“Non ci sono altre strade per mantenere vivo, e anzi far sviluppare i territori di montagna, se non riconoscerne l’identità e le peculiarità, e quindi sostenendo in base a queste la permanenza dei servizi essenziali, capaci di attrarre persone a vivere qui”.

In merito al dibattito che si è riaperto negli ultimi giorni sul punto nascite e la tenuta complessiva dell’Ospedale Sant’Anna interviene il sindaco di Castelnovo e presidente dell’Unione dei comuni, Enrico Bini: “Intanto vorrei specificare che non ci sono momenti in cui la nostra attenzione sulla situazione dell’ospedale cali: il fatto che non se ne parli per qualche giorno sui giornali non è un segnale in questo senso. Il nostro impegno resta fermo e prosegue su alcuni punti: intanto concordo con quanto espresso dalla senatrice Leana Pignedoli sull’invito rivolto all’Ausl affinchè venga a illustrare sul territorio i progetti e gli investimenti previsti sull’Ospedale Sant’Anna. Ma credo che il tema del punto nascite a Castelnovo dovrebbe essere la base per un dibattito più ampio da proseguire con la Regione e anche con il governo, un tema che è anche al centro del programma nazionale per le aree interne, e che è emerso con forza anche nell’ultimo forum a cui abbiamo partecipato in provincia di Matera.

Da una parte c’è l’aspetto che per alcuni servizi essenziali è importante ottenere delle deroghe, e in questo senso portiamo avanti il percorso affinchè la Regione avanzi tale richiesta al governo, corredata da un progetto che offra a Castelnovo il grado di sicurezza necessario. Riteniamo valida la proposta di turnazione delle equipe, che sarà facilitata dalla fusione tra Ausl e Asmn, e ribadiamo la nostra disponibilità, proprio attraverso il progetto aree interne a sostenere anche economicamente l’innalzamento del livello di sicurezza del punto nascite. Ma il vero nodo è che per i territori di montagna ci vuole una modifica delle normative, che riconosca e tenga conto delle peculiarità sociali e geografiche e che possa essere di sostegno e incoraggiamento a chi già vive qui e chi vorrebbe trasferirsi dalla città in queste zone, spinto dalla qualità ambientale e della vita. L’inurbamento è un fenomeno che ormai sta segnando tutti i suoi limiti e problemi: oggi uscire dagli agglomerati urbani e scegliere luoghi di residenza periferici è una tendenza in aumento. Tra l’altro in più documenti di programma riguardanti la montagna, la stessa Regione Emilia-Romagna ha affermato di voler far sì che aumenti la popolazione residente nei territori di montagna.

Non basta impegnarsi con le dichiarazioni, però: ci vuole sostegno per mantenere i servizi sanitari, ma anche le scuole in cui abbiamo aspetti di eccellenza a Castelnovo, con i nostri ragazzi che di recente ad esempio hanno vinto importanti concorsi nazionali in ambiti scientifico – matematici, e che sono in grado di attrarre giovani da un territorio molto vasto, e sostenere infine la possibilità di insediarsi qui per esercizi commerciali, prevedendo magari una fiscalità ad hoc, e le aziende, visto che abbiamo esempi anche in questo campo di realtà d’avanguardia che stanno valutando tale possibilità. L’Appennino ha tutte le possibilità per essere attrattivo e vitale, ma se queste possibilità non vengono sostenute e promosse adeguatamente, con i servizi, una buona mobilità, infrastrutture viarie adeguate, una scuola di alto livello, non avremo un territorio un po’ meno attrattivo, bensì un territorio destinato a morire”.

 

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2 Commenti

  1. Sì, Enrico, ben detto. Ti riconosco il merito di essere da subito schierato, a differenza di certi baroni (e baronesse) che in un certo qual modo difendi. Era da fare tempo fa fronte comune, interpellando chi di dovere. Facciamo dell’Appennino una meta per chi crea lavoro, magari nell’agroalimentare. Le idee ci sono o si trovano, attenzione però a trovarti i compagni di strada giusti, non i soliti parolai.

    (MA)

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  2. Egregio signor Sindaco, accertata la certezza della chiusura del punto nascite, potrebbe quantomeno mettere un po’ più di impegno nella sua parte di “sostenitore della permanenza del punto nascite”, di modo che questa drammedia possa riuscire un po’ meno stucchevole nei lunghi monologhi e da allietare un poco di più i lettori, ormai tronfi delle piane cadenze di mellifluo razionalismo del politichese.

    (Un lettore)

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