Ecco come si risolvono i problemi: si mettono divieti

Riceviamo e pubblichiamo.

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Vietato il transito sulla strada strada provinciale Collagna-Vaglie sp 91 a cicli e motocicli

Ecco come si risolvono i problemi! La strada provinciale 91 fa schifo, non è novità, già segnalato dal 2009 con interrogazioni ad hoc in Provincia.

Questa si presenta con buche, crepe, strettoie sui ponti posizionati per non fare avvicinate i passanti alle barriere pericolanti, creando così gravi carichi strutturali, e già, si è inventata anche questa magia, credevo di aver visto abbastanza invece no, la nostra Provincia, che ancora esiste, per pararsi il fondoschiena cosa fa? Vieta il transito sulla strada strada provinciale Collagna-Vaglie sp 91 a cicli e motocicli.

Eh, già... la Provincia di Reggio Emilia ci regala anche questa perla!

Divieto per cicli e motocicli posto sull'incrocio nel centro abitato di Collagna

Si parla tanto di soldi, che la Provincia investirà sulle strade, 1 milione di euro per la montagna.

Si parla tanto di circuiti per le biciclette e le mountain bike, progetti e finanziamenti del Parco e del Gal!

Turismo verde delle biciclette e piste ciclabili ovunque.

E noi che facciamo? Vietiamo il traffico su una strada provinciale, per non parlare del turismo legato alle moto che percorrono questa strada che da Pradarena passando da Vaglie si recano a Collagna e al passo del Cerreto.

Non ho parole!

Questa ennesima beffa merita sicuramente approfondimenti. Noi montanari non meritiamo questo!

(Enrico Chicco Ferretti, presidente municipalità di Collagna)

 

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25 Commenti

  1. Spero solo sia uno scherzo…

    (Gino Magliani)

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  2. In un momento di grande diffusione di tutte le attività che hanno a che fare con le due ruote, specialmente le bici, viene messo “fuori legge” uno dei percorsi più belli e sicuri della montagna. Non mi sono sbagliato, ho detto sicuri, infatti lo scarsissimo traffico di quel tratto di strada mette i ciclisti al riparo dai maggiori rischi connessi con questa attività, che non sono rappresentati da qualche tratto di asfalto sconnesso, ma dagli altri veicoli circolanti. Questo provvedimento, oltre ad essere discriminante nei confronti di alcuni utenti, non contribuisce certo ad aumentare l’attrattività, dei nostri luoghi. Purtroppo non sarà possibile manifestare il nostro dissenso con il voto, visto che il Consiglio provinciale non viene più eletto dai cittadini, restano credo solo due possibilità: il ricorso al Tribunale Amministrativo, costoso e di incerta efficacia, o la disobbedienza civile, con tutti i rischi ad essa connessi.

    (Lorenzo Franchini)

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  3. Forse sarà stato un colpo di sole!

    (A.s.)

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  4. Perché la strada non viene presa in carico dal comune di Ventasso? In considerazione di tutti quei mega finanziamenti promessi, ma mai arrivati.

    (L.C.)

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  5. Concordando con Enrico Ferretti vorrei sottolineare che il milione di euro investito in “montagna”, come scritto nell’ultimo comunicato della Provincia riportato anche qua su Redacon, riguarda in realtà strade in collina a valle di Castelnovo. Non è previsto nessun intervento da Castelnovo verso il crinale, quindi non parliamo più di una questione di soldi, ma di una questione di priorità e scelte politiche. La verità è che ai politici della Provincia e in generale ai politici della Regione non importa niente dell’appennino e delle sue strade e i politici dell’appennino, nella fattispecie il sindaco di Ventasso, non riescono ad intraprendere un dialogo costruttivo con la Provincia, sempre che ce l’abbiano mai avuto. Vorrei ricordare a tutti i politicanti che paghiamo le stesse tasse di un cittadino che abita a Reggio Emilia e quindi abbiamo lo stesso diritto ad avere delle strade quantomeno decenti. La strada provinciale Collagna – Ligonchio è in condizioni indecenti e pericolose, come lo è anche la strada Ligonchio – Pradarena (magicamente il tratto subito dopo il confine toscano è perfetto) la strada Ligonchio – Busana (che ormai sta diventando a senso unico) Ligonchio – Villa Minozzo e Carù – Castelnovo, con il famoso ponte sul Rio Sologno, e tutte le altre strade del crinale. In pianura intanto si continua ad investire sulla sicurezza, con l’asfaltatura di tutta la tangenziale sud di Reggio e la realizzazione di nuove rotonde, svincoli, piste ciclabili in tutti i comuni della bassa.

    (FH)

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  6. Concordo con Ferretti che la strada che da Collagna va verso Vaglie faccia schifo, ma domando a lui, che ha fatto il consigliere nell’ultima legislatura di Collagna (2011-2015), cosa ha fatto per quel breve tratto di sp91 che ricade all’interno dell’abitato di Collagna? Non è sempre colpa degli altri.

    (Bacs)

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  7. Quella strada è pur sempre provinciale e, per quanto i solleciti possano essere stati fatti, il potere di intervento è solo della Provincia. Il commento di Bacs è rivolto alla solita polemica sterile, il problema di oggi è reale e oggettivo. Chi deve recarsi a Ligonchio ed è costretto a passare da Busana si vedrà rimborsato il maggior chilometraggio dalla Provincia stessa?

    (Cittadina di Collagna)

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    • Non mi sembra che sia una polemica sterile, non ricordo proclami della passata amministrazione (come dell’attuale) per far sistemare la provinciale. La strada non è chiusa, quindi migliaia di pendolari per lavoro lo potranno fare ugualmente con la loro vetture e camion.

      (Bacs)

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  8. Caro Bacs, io sono uno molto terra terra, non mi piace dialogare con pseudonimi o nickname, per cui ti invito per l’ennesima volta a mettere il tuo nome, così come faccio io, consapevole di avere fatto qualcosa e sicuramente di aver fatto errori! Comunque voglio ricordarti che sono state fatte varie richieste di miglioria del nostro tratto comunale di cui, ti ricordo, è stato ristrutturato e rinforzato il ponte che attraversa il Secchia. Mi risulta che in altri luoghi, su strade provinciali, ora si debba guadare il fiume! È stato fatto l’asfalto per una tratta di circa 4 km sui 7 di competenza, però quello che mi preme ricordarti è che essendo strada provinciale gli interventi sono di competenza esclusiva della Provincia. Tra l’altro ti invito a consultare le delibere della nostra municipalità riguardo a questa strada. A memoria dovrebbe essere la delibera 7 del 2016 sulla sicurezza stradale, dove invitiamo il Comune a sollecitare la Provincia nella sistemazione ordinaria della strada prima che diventi di competenza comunale. Voglio soltanto dire che mai e poi mai avrei permesso di interdire il traffico a biciclette e a moto sul nostro territorio comunale!

    (Enrico Chicco Ferretti)

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  9. Scordavo, tra l’altro è, insieme alla Scalucchia, sopra Valbona, una delle più belle strade panoramiche del nostro Appennino, anche perché poco frequentate da vetture per cui mi sembra un assurdità investire milioni di euro su piste e percorsi ciclabili se poi chiudiamo le strade provinciali. Grazie.

    (Enrico Chicco Ferretti)

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  10. Caro Bacs, chiunque tu sia ti posso garantire, conoscendo Chicco da 12 anni, che anche quando era consigliere con delega all’assessorato ha sempre combattuto per il bene della montagna e del suo Comune effettuando centinaia di telefonate per problemi, inviando mail e soprattutto per ripulire il suo paese da cartacce, erbacce, ecc… (dove doveva intervenire la Provincia o il suo Comune) senza mai ricevere o pretendete un grazie, perché lui a confronto di altri che parlano o scrivono, ha sempre avuto a cuore la situazione delle strade e dell’ambiente urbano. Diciamo che la Provincia, che tra l’altro non capisco perché esista ancora, ha risolto la situazione spendendo 30 euro per un cartello invece di sistemare il tutto dando decoro ad una strada importante come quella. Vai avanti Chicco, usa sempre la tua tenacia.

    (Andrea Storchi)
    Ps per Bacs: io mi firmo, non mi nascondo dietro uno schermo.

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  11. Assolutamente d’accordo con Ferretti e gli altri montanari. Senza avanzare colpe credo che si remi al contrario mettendo cartelli anti moto, bici; magari si poteva pensare a un dissuasore verso il transito dei mezzi rimanendo evidenti i rischi allargati per una strada che evidentemente necessita di interventi. Tra le più belle da percorrere con la moto, certo non con moto sportiva (ci arriva anche il più dormito dei centauri), da motociclista mi associo allo stupore e saluto con un motto sempre valido: casco, luci e prudenza generale sulle nostre strade colabrodo. Dobbiamo mettere un rapporto diverso siamo sempre più in affanno, questo ne é un esempio eclatante.

    (Francesco)

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  12. Io invece, da motociclista che frequenta le strade dell’appennino, sono felice di trovare un divieto che, sì tutela la Provincia, ma che salvaguarda me e molti altri dalla possibilità di incidenti. Ci sono svariati chilometri di strada in appennino con crepe e buchi enormi, sia comunali che provinciali, le quali a volte non sono nemmeno segnalate! In mancanza dell’asfalto ben vengano questi divieti.

    (Carlo Rivi)

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  13. Bacs continua a dimostrare di non essere ben informato. Se c’è un divieto e si percorre comunque quella strada in caso di incidente l’assicurazione non paga! Quindi a cosa serve dire che i pendolari possono farla ugualmente? Bravo Chicco, sei l’unico che dà voce ai cittadini della tua municipalità. Grazie.

    (Cittadina di Collagna)

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  14. Possiamo pensare per coerenza di vietare tutte le strade, visti i rischi che si corrono per moto, bici e macchine. Quante vie si compiono tutti i giorni, messe in quelle condizioni. Ripeto: prudenza, luci, casco e magari prendersi cura dell’asfalto. Il soggetto in discussione non è il mezzo (macchina, moto o che sia), ma la strada. Di strade non percorribili nelle stesse condizioni, con gli stessi parametri, ne abbiamo molte. Denaro per divieti ne abbiamo sempre, per le vie ne troviamo poco. Vietare il pericolo non ha numero di ruote. Vietare per non fare risparmia buon senso. O aperta o chiusa per tutti. Ovviamente ciò che si rompe va aggiustato. Il pericolo non guarda le tipologie di mezzo.

    (Francesco Regnani)

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  15. Gli amministratori degli enti locali (comuni, Provincia) hanno ben poche colpe, in generale. Tanto che, ormai, eleggere un sindaco di destra o di sinistra non fa più differenza: nessuno dei due può decidere cosa fare, perché non ha soldi in cassa; può solo scegliere dove tagliare. L’austerità colpisce tutti, con il taglio dei trasferimenti. La prossima manovra finanziaria, annunciata dal ministro Padoan, consisterà nell’aumento dell’avanzo primario (cioè il saldo tra entrate fiscali e spesa della pubblica amministrazione, al netto della spesa per interessi), per eliminare il deficit. Lo scopo è ridurre la spesa per interessi e, di conseguenza, il debito pubblico. L’Italia – caso unico al mondo – è in avanzo primario da vent’anni (cioè spende meno di quanto incassa dalle entrate fiscali). Questo significa, in parole povere: austerità. Fare austerità in una fase economica recessiva, vuol dire condannare il Paese alla povertà, cosa che sta regolarmente verificandosi. L’effetto concreto è quello che vediamo: crepe, buchi, ponti non transitabili, divieti di circolazione sulle strade pubbliche. Ovviamente, la Provincia lo fa per tutelarsi dalle richieste di risarcimento, visto che non ha i soldi per la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta la rete stradale provinciale. Perché l’austerità? Per ridurre il debito pubblico; perché dobbiamo “essere credibili” sui mercati internazionali. Perché dobbiamo essere credibili? Perché, altrimenti, il mercato internazionale ci presta i soldi ad interessi alti. Perché dobbiamo chiedere i soldi ai mercati internazionali? Perché non abbiamo più una Banca centrale nazionale e una politica economica nazionale, visto che siamo in Europa, abbiamo l’Euro e la BCE che, per statuto, non può prestare denaro ai singoli Stati membri. Quindi? Va tutto bene. Cosa volete che siano, due crepe, un ponte, un punto nascita in meno?

    (Commento firmato)

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  16. Mi scusi, ma abbiamo appena fuso 4 comuni e alla popolazione è stato detto che sarebbero arrivati soldi a palate, oltre allo sblocco del patto di stabilità! Dove sono finiti? Qualcuno ha cambiato idea? Erano solo promesse? Cordialmente.

    (Fabio)

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  17. Concordo pienamente con Fabio. Doveva appunto essere sbloccato il patto di stabilità e dovevano appunto arrivare soldi a non finire. Però ad oggi, e precisamente a un anno e otto mesi dalla nascita del comune di Ventasso, se si chiede qualche intervento viene risposto esattamente come prima: “non ci sono i soldi”. Inoltre era stato detto e ripetuto e ancora detto e ripetuto che nei comuni non cambiava niente, che rimaneva tutto com’era. Sarebbe interessante che qualche amministratore si facesse sentire in merito con qualche scusa plausibile, dal momento che negli ex Comuni, quando va di lusso, ci sono due dipendenti, ma spesso e volentieri se ne trova uno soltanto. Grazie in anticipo agli amministratori sostenitori della fusione che daranno una risposta in merito.

    (Alessandro N.)

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  18. Se può aiutare a capire, è di questi giorni il trionfale annuncio che lo Stato ha tagliato 12 e passa miliardi di spesa nella pubblica amministrazione negli ultimi sei anni (tra taglio dei posti di lavoro e riduzione degli stipendi).

    (Commento firmato)

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  19. Che la pista Vaglie-Collagna faccia schifo è risaputo, non dal 2009, come afferma Ferretti, ma da ben più di 10 anni. Basta possedere bulbi oculari funzionanti, privi di paraocchi, per verificarlo, anche se si nota ancora la presenza di tracce di asfalto. Che tutte le amministrazioni, di qualsiasi colore, abbiano svicolato, per amor del quieto vivere o per i motivi più disparati, è nei fatti. Questo ci consente di uscire dallo schema delle colpe dei tuoi o dei miei, sempre usato per sfuggire dal problema. Che anche le altre strade in montagna, ma non solo, siano indecenti è sotto gli occhi degli utenti e sopra i ponti di meccanici e gommisti, certamente non sofferenti dalla crisi economica. Che qualcuno si sia vantato di avere abolito le Province è cronaca nazionale, peccato che abbia scordato di indicare a chi competeva la gestione di strade, scuole, caccia, pesca ecc., non solo in montagna. Il risultato è questo: due cartelli che sono l’immagine e la dimostrazione plastica della resa della politica ad un problema reale, imbarazzante e fastidioso, da esorcizzare o liquidare con il silenzio assordante di una classe politica insensibile ad esigenze vitali ed elementari, per qualsiasi paese civile. Pertanto devo dare atto a Ferretti di avere coraggiosamente aperto il dibattito. Non capisco poi perchè Bacs gli attribuisca una inspiegabile ed esclusiva competenza nel tratto all’interno di Collagna, come se la strada finisse in Secchia, nè il tentativo di individuazione di un colpevole, operazione fuorviante che ci porterebbe fuori tema. Dibattito utile, non per mettere in croce una Provincia ridotta alla fame ed impotente, ma per stimolare ed avviare un confronto e pungolare gli addetti ai lavori per la ricerca di una soluzione. Perché è solo questo che conta. Ben pochi infatti possono criticare o non apprezzare l’opera, l’impegno e la competenza dell’Anas, che da alcuni anni ha invertito la rotta e sta svolgendo un lavoro a volte oscuro o scontato, ma rimarchevole, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria e che può meritare qualche critica, ma anche rispetto. La paura di chi vive, usa o trae sostentamento dalla SP 91, come di altre, turista o residente che sia, è che il prossimo cartello consenta il transito solo ai veicoli cingolati, trasformando la zona in poligono militare. E da qui al divieto di transito ai bipedi, nei plessi scolastici, il passo sarebbe breve ed il risparmio garantito.

    (Utente della strada SP 91)

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    • Concordo sul fatto che non serve a nulla mettere in croce gli enti locali, ridotti alla fame, come dice Utente. Per cercare le soluzioni bisogna iniziare da chi ha ridotto alla fame questi enti: le politiche di austerità del sen. Monti. Queste ultime, peraltro, erano necessarie, in mancanza della possibilità di agire sul tasso di cambio della moneta, per risolvere gli squilibri della bilancia dei pagamenti, conseguenza della struttura economica disfunzionale della zona Euro. L’economia italiana, in queste condizioni, non sopravviverà all’Euro. Allora, di chi è la responsabilità?

      (Commento firmato)

      Rispondi
  20. Al di là di tutti i commenti (lo scrivo prima: non li ho letti tutti, vorrei solo dire la mia) trovo molto assurdo chiudere una strada provinciale al solo traffico di motocicli e cicli perchè non la si vuole sistemare a dovere. Questo ovunque, che sia pianura, collina o montagna. Se c’è un problema va risolto, non evitato. E questo è un modo per evitarlo. Personalmente la ritengo una delle strade più panoramiche della zona, bellissima la salita da Vaglie per arrivare alla discesa mozzafiato prima di Collagna con una vista splendida. Mi sembra assurdo vietarla per risolvere il problema.

    (Paolo Tancini)

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    • La strada è pericolosa per cicli e motocicli. Se qualcuno cade la Provincia deve risarcire il malcapitato, perché è in torto. Non ha i soldi per la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le strade provinciali. Che fa? Vieta il traffico o mette a bilancio le somme per i risarcimenti? Il problema qual è? Che il transito è vietato o che la Provincia non ha più le risorse per garantire la sicurezza stradale su tutte le strade provinciali? E come mai la Provincia non ha più le risorse? Cos’è accaduto, soprattutto dal 2011 in avanti, in Italia? Magari, leggendo i commenti, si faceva un’idea, e poi diceva la sua. Ma ognuno fa come gli pare, giustamente.

      (Commento firmato)

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  21. Non esistono strade, edifici o luoghi pubblici immuni dal rischio di richieste di risarcimento a seguito di incidenti, le norme sulla sicurezza sono talmente complesse e minuziose che risulta quasi impossibile mantenere una struttura “a norma” al 100%. Ogni giorno anche quello che ieri risultava perfetto può modificarsi, deteriorarsi, diventare pericoloso per qualcuno. Se chi amministra le strade, ed in genere i luoghi pubblici, applicasse il criterio della propria massima tutela l’Italia sarebbe un Paese chiuso a qualsiasi attività. Se i sindaci valutassero la viabilità comunale in base ai possibili rischi per le amministrazioni non ci muoveremmo più, neanche a piedi. Credo che il provvedimento di divieto di transito a veicoli, che tra l’altro si spostano quotidianamente su percorsi ben più accidentati (strade bianche, vicinali, forestali, mulattiere) sia assolutamente fuori luogo e che altre soluzioni siano possibili. Ricordo che su quel tratto di strada è già presente un limite di 30 km orari che, se rispettato, può certamente garantire la sicurezza dei motociclisti. Per quanto riguarda le biciclette, ho percorso piste ciclabili cittadine 100 volte più pericolose del tratto di strada in questione.

    (Lorenzo Franchini)

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