Giuseppe Pagliani: “Disarmanti le dichiarazioni del direttore generale Ausl Fausto Nicolini sui punti nascita provinciali”. AGGIORNAMENTO – Prossima smentita di Nicolini

Riceviamo e pubblichiamo.

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Disarmanti le dichiarazioni del direttore generale Ausl Nicolini  che  dal palcoscenico della Festa dell’Unità provinciale di Reggio Emilia, coadiuvato da un sorprendentemente attivo (solo in questo caso) sindaco Vecchi, bolla come risultato di lobbies e campanilismi le giuste rivendicazioni di decine di migliaia di cittadini preoccupati e angosciati dal progetto di chiusura dei due punti nascite (Scandiano e Castelnovo ne' Monti) in cui da decenni fanno nascere in piena fiducia i propri figli.

Al direttore Nicolini, che si appresta a gestire la riorganizzazione dei servizi ospedalieri, vorrei rispondere che  gli sprechi nel settore sanità esistono e i propositi di revisione della spesa sono sacrosanti, ma le esigenze della popolazione devono comunque essere salvaguardate. Nello specifico il reparto ostetricia di Scandiano è funzionale a svolgere un servizio fondamentale e  considerato eccellente (dai rapporti Agenas) per il bacino dei circa 90.000 residenti del comprensorio ceramico. Inoltre a fronte dei 500 parti/anno richiesti la struttura in questione nel 2016 è stata utilizzata per 489 parti ovvero appena 2,5% in meno da quelli considerati sufficienti per scongiurarne la chiusura e se quest’anno i parti  saranno di meno la diminuzione sarà imputabile alla decisione di chiudere un mese il reparto per consentire alla nuova Ausl di  avere un più netto dato numerico in supporto alle sue tesi.

Sarebbe addirittura mortificante  per la popolazione della nostra montagna  la chiusura del  punto nascite di Castelnovo ne' Monti,  l’unico attivo nella vasta area in questione che, come si sa, è storicamente svantaggiata rispetto a quelle di pianura e non risalta di  certo per la presenza costante di servizi per i cittadini.

Aspetto fiducioso un  pronunciamento positivo del Ministero della salute riguardo la richiesta di deroga avanzata dalla Regione alla chiusura dei due punti nascite in questione, se ciò non avverrà continuerò la mia giusta  battaglia a tutela della agevole fruizione di un servizio fondamentale per tanti cittadini della provincia.

(Giuseppe Pagliani, capogruppo "Terre Reggiane-Forza Italia")

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Aggiornamento 29 agosto 2017

L'ufficio comunicazione dell'Ausl comunica in modo informale che domattina sarà inviata ai media una nota di smentita di quanto attribuito al direttore Nicolini e fatto proprio dal consigliere Pagliani. Appena disponibile ne daremo conto.

 

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8 Commenti

  1. E come sempre il Pd della montagna muto. Dall’altra Vecchi la sua posizione l’ha manifestata.

    (Montanaro)

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  2. Giuseppe Pagliani è pro o contro la moneta unica (Euro)? Perché il taglio della spesa pubblica è una conseguenza diretta della scelta di rimanere nell’eurozona. Dentro l’Euro, l’austerità è una necessità. Non si può essere pro Euro e contro l’austerità: è una contraddizione in termini.

    (Commento firmato)

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    • Gutta cavat lapidem (la goccia scava la pietra)? E’ questo lo spirito?

      (Mv)

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    • Non so se Pagliani sia a favore della moneta unica, però appoggiava il governo che ha fatto la norma che prevede la chiusura del punto nascita.

      (Piansano)
      PS: La Gazzetta di Reggio ha già pubblicato la smentita di Nicolini, quindi deve essere arrivata ieri pomeriggio, mi sa che c’è stato un errore negli invii da parte dell’ASL.

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  3. Buona questa. Non più la smentita, ma l'”annuncio” della smentita. Non vi smentite mai.

    (Gino)

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  4. Comunque sia, io ho letto l’articolo della Gazzetta di Reggio e presumo che l’estensore dell’articolo, conoscendo il vizio di certi “amministratori e politici” si sia tutelato registrando l’intervista o le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal dott. Nicolini, visto che adesso è di moda: “dire, smentire, annunciare smentite”. Una riflessione: la posizione del dott. Nicolini è nota a tutti, non vedo la necessità di smentire il proprio pensiero. Semplicemente pazzesco.

    (Mb)

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  5. Austerità necessaria? E’ probabile, ma quale tipo di austerità e riguardante chi? Coloro che programmano in tal senso dovrebbero avere un profilo professionale e delle competenze tali da essere in grado di considerare i problemi nella loro complessità (e non solo settorialmente), capacità di attenzione circa le esigenze reali della popolazione, l’umiltà di sapersi mettere in discussione, l’onestà di pagare in prima persona per gli eventuali errori commessi, la consapevolezza che il potere è un servizio e non un possesso. Si racconta che la giovane regina di Francia Maria Antonietta, poco prima della rivoluzione francese, ad un ministro che preoccupato le diceva”Maestà, il popolo muore di fame, non ha pane!” rispose serafica mentre si aggiustava i riccioli della parrucca “E che problema c’è? Se non ha pane… mangi delle brioches!” Così, sotto la ghigliottina, perse non solo i riccioli ma anche la testa. Perché quando si dicono delle enormi stupidate (v. ad esempio il discorso dei campanilismi o quando le grandi menti sostengono che la gente non vuole più gli ospedalini sotto casa ma, per curarsi, è disposta a viaggiare per cercare i posti di eccellenza, dimenticando che tante persone comuni ormai non hanno nemmeno i soldi per le medicine!) e quando soprattutto si amministra in base alle enormi stupidate dette e sostenute, non dico che ci vorrebbe proprio la ghigliottina, ma sarebbe sufficiente dovessero rimborsare in soldoni per gli errori fatti.

    (Mgc.)

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    • Austerità riguardante chi? Con la moneta unica (accordo di cambio fisso tra economie diverse), quando c’è una crisi (tipo quella dei subprime in America) non puoi svalutare la moneta e ripartire, come si è sempre fatto; se non puoi svalutare la moneta per tornare a vendere i tuoi prodotti all’estero devi svalutare il lavoro, cioè tagliare i salari. I salari di chi? Di tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che, guarda caso, sono la maggioranza dei cittadini (ed elettori). Per tagliare i salari devi creare disoccupazione o sottoccupazione (contratti precari), così i lavoratori, ricattati, acconsentono al taglio dei salari (pur di lavorare, in qualche modo).Queste sono le conseguenze dell’Euro, ed è ciò che è accaduto in Italia con l’aumento delle disuguaglianze e della povertà, oltre al fenomeno in crescita dei “working poor” – lavoratori occupati, ma con stipendi che non consentono di vivere con dignità, come dice la Costituzione, e quindi di mettere su casa e famiglia. Chissà come mai i giovani emigrano. Ma, per fortuna, dicono che a ripopolare la montagna ci penseranno gli immigrati. Ora, un governo che va contro gli interessi della maggioranza dei cittadini prima o poi qualche problema lo dovrà affrontare. Quando vai contro gli interessi della maggioranza dei votanti dopo un po’ la propaganda non basta più, ci vorrà la censura, poi ci vorrà qualcosa di più forte. Fino ad oggi il problema è stato evitato nominando governi non eletti, ma tra poco ci saranno le elezioni. Quando la sinistra fa politiche di destra, favorisce solo la destra.

      (Commento firmato)

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