A Festareggio non è stato affrontato il tema dei punti nascita

Riceviamo e pubblichiamo

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Con e senza il punto nascite a Castelnovo. Ospedali con 15 km di raggio. Ospedali con 15 km di raggio (Geom. Massimo Bonini)

In merito all’articolo pubblicato ieri da un quotidiano locale dal titolo: “Nicolini non fa dietrofront. I punti nascita? Solo tre”, preme innanzitutto sottolineare che nel corso del dibattito, svoltosi domenica sera a Festareggio, non è stato affrontato il tema dei punti nascita, né tanto meno sono stati identificati e citati reparti e sedi ospedaliere.

L’unico accenno ai punti nascita è avvenuto quando la conduttrice dell’incontro, Manuela Catellani, ha richiamato la chiusura di alcuni reparti dell’Ospedale di Correggio nel Piano Attuativo Locale del 1997, facendo riferimento ad un’intervista a Franco Riboldi, Direttore generale in quegli anni e chiedendone una narrazione storica.

Un altro accenno alla rete materno infantile è stata fatta sul Progetto Mire, specificando che l’idea era nata nel 2006, ben prima che la normativa nazionale del 2010 definisse i requisiti relativamente ai punti nascita con meno di 500 parti/anno e richiamando, come queste strutture cosiddette di eccellenza, (vedi il CORE), possano divenire estremamente attrattive per la popolazione, con il rischio di un eccesso di centralizzazione spontanea.

E’ noto che il riordino della rete neonatale e la chiusura di eventuali punti nascita è una decisione che non compete all’Azienda USL ma alla Regione, di concerto con il Ministero della Salute, a cui la  Regione Emilia-Romagna ha chiesto peraltro una deroga.

Nella serata è stato più volte ribadito che le Aziende Sanitarie applicano gli indirizzi di politica sanitaria delle istituzioni di riferimento e quindi della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria.

La dimensione ottimale della rete perinatale di questa provincia, a cui l’articolo fa riferimento, è un tema già discusso nelle sedi istituzionali, nella Commissione Nascita Regionale e portato all’attenzione  di questa Direzione da un documento del Dipartimento Materno Infantile sottoscritto da tutti i Responsabili dell’area Ostetrico-Ginecologica, Pediatrica, Neonatologica e Neuropsichiatrica Infantile di questa Provincia. Infine, ci stupiamo che a fronte di tanti e importanti temi sulla sanità di cui si è discusso nella serata, si sia data enfasi a un tema non affrontato, attribuendo all’Azienda scelte e decisioni non di propria competenza.

(Staff Comunicazione Azienda USL di Reggio Emilia - IRCCS)

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6 Commenti

  1. Come mai risponde lo staff e non il dr. Nicolini? Forse perché il pensiero del dr. Nicolini sul punto nascite di Castelnovo ne’ Monti è arcinoto? Come dice un vecchio adagio: volete legare gli asini con le salsicce?

    (MB)

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  2. Rispondo al signor MB. La rettifica o smentita è stata pubblicata sul giornale che aveva pubblicato l’articolo ed è a mia firma. Non è difficile verificarlo. Redacon è un’altra testata e ha riportato un commento fatto da un politico su queste affermazioni mai fatte. Per questo la risposta a Redacon con una sintesi della mia rettifica è stata dell’ufficio comunicazione aziendale. Il mio pensiero sull’argomento è noto da tempo e coincide con la stragrande maggioranza dei professionisti del settore. Questo non mi impedisce di continuare a fare il mio mestiere che è applicare nel miglior modo possibile le indicazioni delle istituzioni di riferimento. In questo caso Ministero della Salute e Regione, cioè chi ha il potere di decidere in tema di deroghe a normative nazionali e della conferenza Stato-Regioni. E in altri casi la CTSS cioè Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria composta dai 42 sindaci di questa provincia, che ha un ruolo in ambito di programmazione e valutazione. Per questo stia tranquillo, non sarò io a decidere alla fine. Niente asini, niente salsicce, quindi. Solo regole di buona comunicazione e rapporti istituzionali. Cordialità.

    (Fausto Nicolini)

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  3. Gentile dr. Nicolini, non per rinfocolare polemiche, ma può gentilmente spiegarmi come mai non è sicuro partorire in ospedale a Castelnovo ne’ Monti e la Regione stessa ammette il parto a casa con ostetrica? E’ forse più sicuro partorire a casa con ostetrica e personale sanitario comunque pagata dal pubblico che in ospedale? Perchè se è così qualcosa mi sfugge.

    (MB)

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    • Gentile signora/e MB, oggi con una nota sulla intranet aziendale ho inaugurato quello che ho chiamato un periodo di “silenzio responsabile” in una vicenda dove ormai è stato già detto tutto da tante parti e in attesa che chi deve decidere decida. Qualora lei sia interessata/o alla mia opinione e alle mie argomentazioni in materia non ho difficoltà a riceverla come faccio normalmente con cittadini che mi chiedono un appuntamento motivato. Per il resto le mie opinioni che non pretendono di essere le uniche, né le più vere e giuste sul tema, sono note e coincidono con la quasi unanimità dei professionisti dell’area materno-infantile, più volte espresse a livello nazionale, regionale e locale. Se poi lei conoscesse la normativa sul parto a domicilio non mi farebbe questa domanda, ma comprendo che dal suo punto di vista tutto ciò possa sembrare contraddittorio. Sul parto a domicilio non è detto che le nostre posizioni possano essere così lontane. E anche su questo argomento da anni ho sempre espresso i miei convincimenti con trasparenza e coerenza. E questo probabilmente non piace a tutti. Ma me ne sono fatto da tempo una ragione. Cordiali saluti.

      (Fausto Nicolini)

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      • Prendo atto, dr. Nicolini, della sua risposta/non risposta. Prendo ulteriore atto della imposizione del silenzio sulla questione ai suoi dipendenti. Le rammento però che l’azienda che lei dirige non è sua, ma dei cittadini contribuenti, anche quelli di montagna, che pagano il suo stipendio e quello dei suoi dipendenti e, in quanto tali, meritano una attenzione ed un rispetto differente da quello che lei sta adottando sulla questione punti nascite. Cordialità.

        (MB)

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  4. E’ abbastanza verosimile che “MB” non sia il solo a porsi la domanda sul “partorire in casa”, nei termini da lui esposti al suo secondo commento, e potrebbe essere pertanto auspicabile che una risposta o spiegazione al riguardo, da parte di chi conosce l’argomento, comparisse anche sulle pagine di Redacon, in modo che possano conoscerla tutti quei lettori che ne fossero interessati, così che ognuno riesca a farsi una propria idea in materia.

    (P.B.)

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