Ostetricia del “S. Anna” / Un ordine del giorno anche in Unione dei comuni, presentato dal M5S: “Rassegniamo tutti le dimissioni per smuovere le istituzioni”

Emilia Attolini

Riceviamo e pubblichiamo.

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A seguito dell’appello di pochi giorni fa del nostro portavoce in Comune  a Castelnovo ne' Monti Massimiliano Genitoni alle dimissioni di tutto il consiglio, sono oggi a chiedere la stessa cosa a tutti i miei colleghi consiglieri dell’Unione dei comuni e spero che a loro volta facciano stessa richiesta ai rispettivi consigli comunali di appartenenza.

La situazione è grave, il nostro territorio è stato colpito duramente da una politica che è sempre più orientata  all’interesse economico piuttosto che a quello dei propri cittadini.

Quando ho deciso di affrontare questo percorso di rappresentanza cittadina lo ho fatto con la consapevolezza che sarebbe stato un compito impegnativo, ma ero convinta che il mio impegno e quello dei miei colleghi, sia di maggioranza che di opposizione, avrebbe potuto portare dei risultati concreti per la nostra terra.

In Comune, nelle commissioni e nel consiglio dell’Unione ho sempre partecipato animata da uno spirito di appartenenza alla mia montagna, quella montagna che mi ha visto nascere e dove io ho dato alla luce mio figlio. Non mi sono mai fermata lasciandomi dietro le spalle la stanchezza del lavoro, degli impegni domestici così come le difficoltà del quotidiano, ho alzato la testa mi sono rimboccata le maniche e sono andata avanti senza timore della fatica come noi donne montanare sappiamo fare.

Sì, perché noi donne di montagna sappiamo cosa voglia dire essere stanche ma la stanchezza è solo il minore dei nostri problemi, così tiriamo avanti con il sorriso sulle labbra. Noi donne di montagna sappiamo cosa voglia dire alzarci alle 5 di mattina per preparare i nostri figli e poi scendere alla bassa per lavorare, tornado a casa per preparare la cena e poi fare le faccende di casa.

Sappiamo bene cosa significhi vivere in montagna così come sappiamo cosa siano le difficoltà di vivere in questo territorio ormai privo di servizi ma che ci piace ugualmente perché è la casa dei nostri nonni, dei nostri padri e lottiamo perché lo rimanga anche dei nostri figli.

Per questo mi sento di lanciare questo appello a tutti i consiglieri della montagna che come me sono montanari prima che politici, che amano questa terra quanto la amo io e che accettano tutti i compromessi del caso pur di potere rimanere a viverci.

Ora ci troviamo di fronte ad un sopruso, una violenza senza eguali perpetrata nei nostri confronti sia delle donne che dei loro mariti e famigliari, una violenza inaudita quella di portarci via il nostro punto nascite. Quel punto nascite che per noi significa casa, significa un punto di riferimento per chi partorisce tanto quanto per i loro famigliari che accompagnano questo magico evento.

Ora che il "S. Anna" è stato accorpato al "S. Maria" non esistono più scuse di sicurezza perché i medici sarebbero gli stessi e quindi sempre preparati nel migliore modo possibile, ed in ogni caso essendo che non nascono bambini tutti i giorni non credete che sarebbe meglio che la distanza Reggio-Castelnovo la percorressero i medici in auto piuttosto che le partorienti in ambulanza od elicottero?

Dobbiamo ribellarci, resistere in tutti i modi possibili come hanno fatto i nostri padri contro chi voleva imporre con la violenza le proprie leggi, dobbiamo avere il coraggio di dire no ad uno Stato ed una Regione che hanno smesso di ascoltare i propri cittadini e che ci considerano solo numeri.

Alziamo tutti la testa e se dobbiamo rinunciare al nostro ruolo politico nell'estremo tentativo di farci sentire facciamolo senza timore perché lo facciamo per i nostri figli per lasciagli una montagna migliore.

(Emilia Attolini, M5S Castelnovo ne' Monti)

* * *

Di seguito il testo dell'ordine del giorno che verrà presentato in settimana in Unione dei comuni.

Alla cortese attenzione del presidente dell’Unione dei comuni e tutti i consiglieri

Castelnovo ne’ Monti, 12.10.2017

Premesso che in questi giorni si è appresa la decisione sulla chiusura del reparto di ostetricia del nostro Ospedale "S. Anna";

considerato che il nostro territorio è talmente vasto e le distanze di percorrenza delle partorienti fino ai più vicini punti nascita della pianura sono notevoli, che soprattutto in inverno causa condizioni meteorologiche sarebbe pericoloso il trasporto delle partorienti con automezzi ed impossibile quello con elisoccorso;

considerato altresì:

· che il nostro territorio è di per sè difficile da vivere e che già è carente di molti servizi;

· che tutte le iniziative attuate sinora non hanno portato al risultato che i cittadini si aspettavano,

chiediamo al consiglio tutto

· di rassegnare le proprie dimissioni con effetto immediato al fine di attuare una protesta incisiva nei confronti di Stato e Regione che possa fare riflettere e ripensare a tale decisione di chiusura concedendo perlomeno una deroga;

· di informare sia la Regione che il governo di tale decisione affinchè siano prese misure immediate a favore della cittadinanza da noi rappresentata presso questa istituzione;

· di dare adeguata informazione di questa decisione ai media locali e nazionali.

 

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2 Commenti

  1. Brava Emilia Attolini, premetto che non sono un simpatizzante del Suo movimento, anzi tutt’altro, ma condivido appieno questa Sua decisione. La chiusura del punto nascite del S. Anna, che toglie un servizio così importante ai comuni montani, sta a dimostrare, nei fatti, che il potere politico fa esattamente l’opposto di ciò che sostiene quando dichiara che la montagna va aiutata e sostenuta. Di fronte a questa realtà, Lei, Emilia Attolini, ha fatto una proposta coerente con la realtà; una proposta che andrebbe fatta da tutte le amministrazioni, compresi quei sindaci o assessori dei comuni montani dell’Unione che non sono mai scesi in piazza a sostenere questo importante servizio per la montagna, per motivi che non sto ad elencare ma che ognuno può valutare, e poi ci meravigliamo se la montagna muore.

    (Davide)

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  2. Mi dispiace Emilia, rispetto la tua, la vostra scelta, ma non sono d’accordo. Più che mai ora è più difficile combattere che abbandonare. Se ci dimettessimo tutti in massa sarebbe un segnale molto forte, ma se ci dimettiamo solo noi dell’opposizione cosa risolviamo? Sicuramente se fossi un iscritto al PD mi dimetterei e brucerei la tessera in piazza, ma siccome non lo sono mai stato, resto qui a ricordare a chi appartiene a questo partito tutte le proprie responsabilità sulla decisione presa. Mi conosci e sai bene perché faccio politica e, credimi, la voglia di mandare tutti a quel paese mi è venuta tante volte, però sarebbe un favore che faccio a quelli a cui non sto simpatico ed allora resto qui, con poche soddisfazioni, ma cercando di fare del mio meglio per cambiare questa politica che non piace più a nessuno.

    (Antonio D. Manini)

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