“Il Comune (di Reggio Emilia) dica no alla chiusura del punto nascite al S. Anna”. AGGIORNAMENTO – Il consiglio cittadino approva per 16 voti contro 15 (ma approva anche un odg della maggioranza piddina affinchè tutto si svolga “nel pieno rispetto del Pal”)

Riceviamo e pubblichiamo.

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Questo pomeriggio in consiglio comunale a Reggio Emilia si è discussa la mozione presentata dalla lista civica "Grande Reggio" per chiedere che si fermi la chiusura del punto nascite di Castelnovo ne' Monti. Riteniamo che questa chiusura sia una scelta scellerata per il futuro del nostro Appennino e un segnale politico pessimo per tutti i suoi abitanti. È evidente che il Pd preferisce che si investa in grandi strutture, a discapito della sicurezza di tutte quelle donne che dovranno affrontare il travaglio in macchina per raggiungere Reggio Emilia, sperando che il tempo sia clemente e che non sopraggiungano complicazioni. Il luogo di nascita, inoltre, costituisce una caratteristica identitaria fondamentale per sentirsi parte di un territorio. La responsabilità di tutto ciò  è  della Regione e quindi appoggiamo totalmente la mozione che chiede al sindaco di formalizzare la richiesta di mantenere aperto e operativo il punto nascite di Castelnovo ne' Monti.

(Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle)

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Aggiornamento

Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato - con 16 voti favorevoli (Grande Reggio-Alleanza civica, Lista civica Magenta-Alleanza civica, M5S, FI, gruppo misto, Lega nord, Art. 1-Mdp, SI e Saccardi e De Lucia del Pd) e 15 voti astenuti (Pd) - una  mozione del consigliere Cinzia Rubertelli in ordine alla chiusura punto nascita del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti.

Contestualmente alla mozione, è stato approvato con 18 voti favorevoli (Pd) e 11 voti contrari (FI, Gruppo misto, Grande Reggio-Alleanza civica, Lista civica Magenta-Alleanza civica, Lega nord, M5S) un ordine del giorno, prima firmataria la consigliera Aguzzoli, che "impegna il sindaco e la giunta a manifestare i contenuti del presente ordine del giorno nell’ambito della redazione del nuovo Piano attuativo locale (Pal) e nel pieno rispetto del nuovo Piano regionale sociale e sanitario della Regione Emilia-Romagna, sia per quanto riguarda la salute delle donne che la dignità delle persone".

Mozione

Odg

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Il consigliere Cinzia Rubertelli, originaria del nostro Appennino, nel commentare le risultanze delle votazioni ha inviato una nota di accompagnamento al documento del suo gruppo, che di seguito proponiamo.

"Bugie e speranze. Prima bugia: l’assessore regionale alla sanità ha ripetuto 'se la commissione nazionale dirà sì o no alla deroga' cercando di scaricare la responsabilità della decisione sulla stessa. Il protocollo per la richiesta di deroga definisce esplicitamente il parere della commissione come 'consultivo', quindi non vincolante. Seconda bugia: nel consiglio regionale del 17 ottobre lo stesso assessore ha dichiarato che sotto un certo numero di parti la sicurezza non può essere assicurata. L’assessore dovrebbe mettersi d’ accordo con sè stesso. Infatti al momento della richiesta di deroga ha dichiarato che era possibile investire in persone ed attrezzature per raggiungere gli standard di sicurezza richiesti. Terza bugia: l’assessore, sempre il 17 ottobre, ha dichiarato di aver fatto tutto per la deroga. Al contrario, la richiesta è stata fatta senza indicare il piano di investimenti idonei al raggiungimento dei requisiti di sicurezza. Questo ha dimostrato la non volontà di mantenere il punto nascite. Un impegno ad investire nel punto nascite avrebbe potuto modificare il parere della commissione. Certo la mancanza di questi dati, espressamente richiesti dalla procedura, appare sospetta. Non parliamo poi della comunità scientifica che ha dichiarato ufficialmente che la sicurezza sotto un certo numero di parti non è mai raggiungibile. Guarda caso solo oggi, a fronte della realizzazione del Mire, si occupa della sicurezza. In conclusione i cittadini devono e dovranno sapere che la regione governata dal Pd ha deciso di chiudere il punto nascite ed è la stessa Regione che può integrare la richiesta di deroga di un piano d'investimento che permetta il mantenimento. La mozione è stata approvata dopo una lunga discussione con 16 a favore e 15 astenuti. Una nuova speranza per la mia comunità montana che tanto ha lottato e dovrà continuare a lottare per il mantenimento di questo diritto".

 

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2 Commenti

  1. Una constatazione: allora è proprio vero che i consiglieri PD, qualunque comune amministrano una volta sulla scranno, usano il paraocchi e seguono quello che dice il capo. Osservo: si sono astenuti sull’O.d.G. delle minoranze, ma hanno rimesso subito le cose a posto facendo approvare un ulteriore O.d.G. che chiede il rispetto del PAL, quindi il punto nascite di Castelnovo deve cessare.Davvero non c’è limite al peggio.
    MB

    (MB)

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  2. Non si preoccupi, li manderemo tutti a casa anche a Reggio Emilia. Intanto ripuliamo la montagna.

    (MA)

    Rispondi

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