Il comitato “Fermare la discarica” preoccupato del futuro di Poiatica

Riceviamo dal comitato "Fermare la discarica" e pubblichiamo.

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Discarica di Poiatica

Lo scorso 16 ottobre la giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato una delibera in materia di rifiuti. Dallo scorso 2016 siamo in attesa di sapere quali conclusioni abbia tratto la giunta dal progetto del dott. Montanari di “messa in sicurezza” della discarica di Poiatica, studio che prevede la possibilità di utilizzare un riempimento del grande buco creato anni fa (da Iren) con sola terra e argilla (come auspichiamo noi), oppure con ben 800.000 metri cubi di rifiuti speciali tra i quali amianto. In questo anno è emerso l’ovvio interesse e la propensione di Iren e buona parte della politica per la seconda soluzione, contro i quali ci scontriamo da tempo perché un riempimento con rifiuti sancirebbe di fatto una riapertura senza termine del sito, con ulteriore immenso danno alle nostre comunità. Una montagna trasformata di nuovo ad immondezzaio. No grazie, abbiamo già trasportato la nostra croce per 20 anni.

Nel frattempo, nonostante le ultime richieste scritte da noi rivolte all’assessore per l’ambiente Paola Gazzolo di avere aggiornamenti sull’orientamento della Regione, senza ottenere mai risposta, quest’ultima si manifesta con questa recente delibera, la quale parla di una riduzione di rifiuti urbani per l'anno 2017.  Attenzione però. C’è una differenza sostanziale tra rifiuti urbani, che sono in sostanza il vecchio rifiuto tal quale in via di estinzione (perché da direttiva europea non può più essere smaltito) e rifiuti speciali (quelli trattati), ai quali Iren, Regione e Atersir guardano con interesse per il riempimento dell’invaso di Poiatica. Fatta la delibera,trovato l’inganno: dire ai cittadini che i rifiuti urbani sono in calo quando non dovrebbero quasi più esistere come tipologia a smaltimento, indorare la pillola sull’incremento di guadagno degli speciali con la falsa necessità di “messa in scurezza” della discarica di Poiatica o, come vedremo, di altre discariche fa rabbia. Fa rabbia presentare come opportunità ciò che invece è un danno di proporzioni indicibili e fa rabbia che le istituzioni ci abbiano abbandonato in questa specie di goffa partita a scacchi truccata in partenza. Fa rabbia gettare fumo negli occhi ai cittadini e propinarci soluzioni (come quelle ipotizzate da Montanari per Poiatica) come le uniche possibili quando,invece, sono le meno logiche e le più dannose.

La stessa delibera specifica inoltre che:

- poiché l'inceneritore di Parma ha subito un guasto ( dal 2 al 30 ottobre sarà di fatto inutilizzabile), tali rifiuti dirotteranno sulla discarica di Novellara  (della cui chiusura si parla addirittura dal 2015);

- curioso anche il caso della discarica di Gaggio Montano (BO) che, teoricamente è chiusa, ma ad oggi necessita di messa in sicurezza  (vi ricorda qualcosa?). Altri rifiuti urbani saranno così destinati a questo impianto, secondo delibera, per livellare i lotti a  regola d’arte. La discarica avrebbe dovuto chiudere il 31 Dicembre  2018 ma tale data viene così prorogata senza termine, data la necessità di smaltire altri rifiuti. Se dovessimo descrivere un grigio presagio per Poiatica questo assomiglierebbe molto alla situazione di Gaggio Montano adesso;

- ma ecco che viene il pezzo dolente: i rifiuti speciali. Essi rappresentano per pochi un affare d’oro e certamente un salto di carriera, mentre per i più comuni cittadini un immenso problema ambientale verso cui pare non ci sia l’intenzione di elaborare nessun programma di massima riduzione.

La delibera infatti prosegue dicendo: attenzione, fin qui vi abbiamo parlato di rifiuti urbani, perché, per i rifiuti speciali (Cit.): "la pianificazione dei quantitativi di rifiuti urbani è prescrittiva mentre quella dei rifiuti speciali è indicativa, in quanto può essere diversamente ripartita nelle annualità di piano nell’ambito della capacità già autorizzata, fermo restando che si terrà conto nella pianificazione dei successivi fabbisogni dei soli rifiuti speciali prodotti nel territorio regionale ai fini della verifica della necessità di nuovi impianti o di ampliamenti".

Mani avanti quindi: molto probabilmente i rifiuti speciali aumenteranno nei prossimi anni e ci sarà bisogno di nuovi impianti e ampliamenti di discariche. Così da un lato ci si compiace della riduzione di una tipologia di rifiuto che nemmeno dovrebbe più esistere e dall’altro si sottace su quello che è il nuovo mercato dei rifiuti speciali che rimpolperà le tasche di manager e tecnici con buona pace delle comunità emiliano-romagnole residenti vicino alle discariche. Complimenti per la lungimiranza e lo sguardo all’avanguardia verso l’ambiente.

Vi ricordate quando con titoli altisonanti la Giunta  Regionale ,in particolare l’assessore reggiano Andrea Rossi, diceva "Poiatica è chiusa ai rifiuti urbani" ? Ecco ora si è alla resa dei conti. I rifiuti urbani sono storia, gli speciali il presente e futuro per il business dello smaltimento. Arriveranno anche da Liguria (grazie all’accordo tra le due regioni stipulato lo  scorso Agosto 2017, attraverso una delibera sempre sottoscritta in periodo vacanziero, guarda un po’). Ma arriveranno anche da altre Regioni, in quanto i rifiuti speciali sono soggetti a libero mercato.

Chi si presta a dire che Poiatica può essere messa in sicurezza "solo" con 800 mila tonnellate di rifiuti speciali, quando basterebbero terra e argilla (come ammette lo stesso studio Montanari), lo fa per guadagnare sulla nostra pelle. Dovendosi appellare a qualche scusa, sosterrà questa scelta su un discorso di risparmio economico (che agevolerà solo le tasche dei manager aziendali), oppure di diverso peso specifico di materie e altre stramberie simili che servono da paravento a chi parla di economia circolare, ambiente ed energie pulite ma, di fatto, sostiene la riapertura delle discariche.

Le discariche (anche quelle autorizzate) sono ormai riconosciute dalla medicina e dall’Unione Europa come metodo più dannoso alla salute umana per smaltire i rifiuti.

La scienza e la ricerca medica hanno provato ormai senza dubbio gli effetti nocivi delle discariche nei residenti anche oltre 5 km di prossimità ai siti di smaltimento. Allora poniamo alla Regione Emilia Romagna due domande: la scienza e la medicina vengono chiamate in causa solo per giustificare scelte di comodo politiche, prese a monte? Quando vi interrogherete sulle conseguenze sociali ed economiche di immolare i cittadini all’altare della vostra ambizione?

Noi vi aspettiamo al varco signori.

http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2017/1683

 

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Un Commento

  1. Ormai e’ deciso da tempo la discarica di poiatica e’ chiusa sia per rifiuti speciali sia per rifiuti urbani . La messa in sicurezza e sicuramente un problema , e presto bisongnera’ aprire la discussione con atersir e con iren, noi come unione dei comuni abbiamo gia’ preso una posizione chiara , cominciamo a discutere .
    Enrico Bini

    (Enrico Bini)

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