Variante Bocco-Canala: una rotonda da brivido. Anzi due

Una rotonda, anzi due, da brivido.

La variante Bocco-Canala recentemente inaugurata, dopo un intervento durato alcuni anni per 48 milioni di spesa, è caratterizzata, oltre che dal sistema costruttivo di ultima generazione, da due rotonde all’inizio e alla fine del nuovo tratto. Quest’ultimo consente di bypassare il vecchio percorso della SS 63 che, appunto, transitava dall’abitato del Bocco.

Due rotonde, una nord e una a sud, che consentono agevolmente agli abitanti della piccola frazione casinese di immettersi sulla principale arteria del nostro Appennino. Ma, anche, due rotatorie che costringono tutti gli automobilisti a interrompere la normale percorrenza per disimpegnarsi nelle stesse per potere proseguire diritto, non senza qualche difficoltà. In particolare quella di valle si rivela particolarmente insidiosa. Infatti chi scende “in velocità” deve imboccare la rotonda a destra per poi proseguirla tutta e svoltare a sinistra: tutto questo per andare semplicemente diritto. Il risultato? Che molti automobilisti dopo avere percorso la nuova variante hanno dovuto frenare pericolosamente a ridosso delle stesse.

Ne sa qualcosa una autoambulanza  che ha arrestato la sua corsa oltre la prima rotonda, che sale, abbattendo il guardrail e rimanendo sospesa sulla scarpata. Ma anche quel pazzo automobilista che, forse, ha iniziato a frenare proprio perché ha visto la stessa rotonda e ha lasciato sull’asfalto segni di 100 metri di frenata.

“Ci sono più uscite a Bocco che in autostrada a Reggio” citava, nei giorni scorsi, la Gazzetta di Reggio riprendendo il pensiero ‘social’ di un automobilista e alcune perplessità. “Dove vai? Al Bocco. Al Bocco Nord o al Bocco Sud?”.

A memoria di paese pare che una simile dotazione di rotonde fosse stata sollecitata da qualche passato amministratore ai tempi del progetto della variante, un progetto le cui origini risalgono alla fine degli anni Ottanta per le opere pubbliche di interesse per le Colombiadi del 1992.

Certo che, ora, la situazione di pericolosità è evidente. Lo racconta anche la rete. “Stamattina ho fatto la nuova galleria del Bocco – scrive Laura su Facebook - e wow! Bellissima, ha persino l'asfalto tirato a lucido... se uno riesce ad evitare di stamparsi alla sicurissima rotonda conclusiva, con quel minuto che risparmia rispetto alla strada normale sai quante cose riesce a fare?”

“Alla rotonda – aggiunge Federica - aspetto la prima gelata... poi a Reggio ci arrivo al volo!”

E mentre Anas ha già annunciato che a breve partiranno lavori di adeguamento, con lavori per 8 milioni di euro, per la galleria che passa sotto Migliara, che dovrebbe essere dotata più o meno degli stessi sistemi della nuova variante, in Provincia si cerca intanto il nuovo accordo di programma per realizzare altri tre interventi nel tratto tra Vezzano e il Bocco, per circa 36 milioni di euro, che al momento è quello che presenta le maggiori “strozzature”, tra tornanti e strettoie, verso la pianura. Si tratta di ulteriori opere progettate dal Servizio infrastrutture della Provincia, quali rettifiche di curve, allargamenti della sede stradale, in particolare tra la pinetina di Vezzano e Casoletta e tra Bettola e la nuova galleria: sempre alla Bettola è previsto l’intervento più complesso, una variante di quasi 800 metri comprensiva di due gallerie e un viadotto intermedio. Intanto chissà che, come avvenuto alla Croce quando la Provincia realizzò una rotonda “troppo stretta” non si possa rettificare questo insidioso percorso. (G.A.)

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

24 Commenti

  1. Un decerebrato avrebbe sicuramente realizzato qualcosa di più sensato. Gira voce che una delle due rotonde sia stata realizzata in seguito alle contestazioni di un cittadino della frazione. Saranno anche solo voci…

    (MA)

    Rispondi
  2. Ho percorso la nuova galleria la scorsa settimana, effettivamente ritengo la rotonda (ultima direzione città) orrenda e pericolosa. Mi chiedo se quando si studiano certe opere venga considerata la sicurezza una priorità.

    (Manuela Guazzetti)

    Rispondi
  3. Più che contento di tutti i lavori che vengono fatti in Appennino a beneficio della comunità. Spero che il “mal di rotonda” di questi ingegneri Anas non sia contagiosa e possa passare alla svelta. Tra la rotonda della “Croce” fatta in un incrocio che non c’è, quella di Felina strettissima! E le due del Bocco, come ben descritto nell’articolo, sono più che sufficienti per anni a venire!!! Ma questi ingegneri le hanno solo disegnate a tavolino…?

    (Gaddo e Fiorella)

    Rispondi
  4. E’ successo anche a me, come a tanti altri, di chiedersi chi sono i progettisti di queste rotonde e in funzione di quali conoscenze redigano i loro progetti. Sembra persino che col tempo invece di migliorare si peggiori. In un breve resoconto possiamo partire dalla rotonda a monte, a Muraglione di Baiso, praticamente inutile. Saliamo a Cerredolo e ne troviamo una adatta più alle city car che ai normali mezzi circolanti e qualche pezzo di carrozzeria capita di trovarlo in zona. Poi quella di Villa Minozzo, ridicola e impossibile da fare con grandi automezzi. Quella della Croce che poteva essere utile per l’uscita del villaggio artigiano e altre direzioni è stata fatta ai piedi di una discesa creando curve e controcurve impensabili. Per finire, quest’ultima, un groviglio di curve in contropendenza all’uscita di un tratto di galleria in discesa. Ma chi sono questi geni di progettisti? E chi sono coloro che ne approvano i progetti? Di certo sappiamo chi è che paga ed è difficile vedere tanti soldi spesi male e tacere. Avessero almeno avuto la scusa di averle dovute realizzare in fretta…

    (Antonio D. Manini)

    Rispondi
  5. Per le prime gallerie il merito fu attribuito all’ex senatore Franco Bonferroni, per il completamento e quella della Croce il merito se lo attribuì l’ex senatore Fausto Giovanelli, (che dichiarò alla Gazzetta di Reggio di aver contribuito anche al disegno del tunnel …), per le gallerie del Bocco e relative rotonde il ministro in carica, Graziano Delrio. Per la lunga interruzione dei lavori, il “merito” fu della magistratura inquirente che nel 1991 mise in carcere per tangenti e corruzione decine di funzionari Anas, progettisti, costruttori come Paolo Pizzarotti, “dimissionò” il ministro Giovanni Prandini (lavori pubblici), inquisì Bonferroni ecc
    Il costo totale è enorme, comprese diverse vite umane tra gli operai e alcuni automobilisti. Il risultato dopo 27 anni dall’inizio dei lavori è sotto gli occhi di tutti … E vorrei sottolineare che si presero a pretesto le Colombiadi (ovvero l’anniversario dei 500 anni dalla scoperta dell’America!) per far progettare in fretta (sulle mappe e inizialmente senza nemmeno fare un sopralluogo sul territorio!) da uno studio di Milano una strada statale vitale per tutta la provincia di Reggio Emilia! Posso usare con un aggettivo moderato come Incapaci … o si rischia l’intervento ipocrita di qualche magistrato?

    (Alessandro Raniero Davoli)

    Rispondi
  6. Rotonda di “Bocco Nord” davvero molto pericolosa. Non sarebbe possibile eliminarla lasciando solamente l’ uscita verso Reggio per chi proviene dall’ abitato del Bocco? Tanto se qualcuno degli abitanti deve andare verso la montagna ha a disposizione l’ altra delle due rotonde costruite.

    (Elio Peri)

    Rispondi
    • Sono completamente d’accordo. Ai miei studenti lo pongo già come esempio reale per spiegare cosa succede all’accelerazione centripeta quando il raggio di curvatura diventa così stretto come…. quello del Bocco nord. Non darò mai gas prima di quella rotonda, mi spiace per chi ho dietro ma è una presa in giro

      (Roberto da Cortogno)

      Rispondi
  7. Avete mai visto, quando siete alla guida della vostra auto, una curva con la pendenza opposta al senso di marcia? La costruzione di una rotonda dovrebbe consentire un senso di marcia agevole e non pericoloso e di conseguenza una eliminazione del rischio incidenti. Quando però gli spazi della sede stradale in una rotonda si riducono e la pendenza del manto stradale anzichè essere più basso verso l’interno rispetto all’esterno è il contrario, ti chiedi chi ha collaudato l’opera. Ma noi montanari ci siamo abituati alle grandi opere stradali prive di sicurezza… Per tanti anni abbiamo percorso la galleria del Seminario (SS 63) senza chiederci se la sicurezza era garantita. Ci siamo dimenticati che queste opere sono state costruite con denaro pubblico? Buon viaggio!

    (Friggeri Marino)

    Rispondi
  8. Ho percorso per la prima volta la variante Bocco. Gallerie perfette; rotonde… non voglio dire “demenziale” perché la mia mamma mi ha insegnato ad essere educato. Se c’erano dei soldi da spendere perchè non destinarli alla viabilità più a valle? Servono per rallentare il traffico? Per questa funzione quanto sarebbe costato in meno e decisamente più efficace un velox? Quando fu la rotonda zona “Croce” qualcuno disse: “perfetta sia da punto di vista geometrico che funzionale però la miglioreremo”: peccato che i TIR non passavano!!!; ad oggi, percorrendola quattro volte al giorno, non ho ancora capito la sua funzione. Qualcuno può dire quanti soldi sono stati spesi tra palificazione, sterro, muro di contenimento, ecc. per un’opera che, fatta cinquanta metri più a valle avrebbe servito la nuova variante, la strada “Croce/Terrasanta, zona artigianale Croce, SS 63? Scommettiamo che nessuno ci dirà quanti soldi sono stati spesi? Saluti.

    (Sergio)

    Rispondi
  9. Desidero invitare coloro che rivolgono commenti critici a questa realizzazione, che un buon strumento è girare il tutto all’ufficio relazioni esterne dell’Anas ovvero al servizio segnalazioni, che si trova sul sito. In base alla carta dei diritti dell’utente, l’Anas ha 30 giorni di tempo per fornire risposta e un cumulo di critiche servirebbe anche a rendere più “riflessivi” i vertici regionali Anas…
    C.S.

    (C.S.)

    Rispondi
  10. Quando ero piccolo mi ricordo che si parlava di fare una strada che collegasse la montagna a Reggio Emilia nel tempo più breve possibile. Pensate, 40 minuti da Castelnovo a Reggio! Che bello!!
    Tanti lavori sono stati fatti da allora, le gallerie hanno rappresentato per tanti di noi il sogno di poter continuare a vivere in montagna pur lavorando in città, un segno che quella promessa sarebbe stata mantenuta.

    Poi negli ultimi dieci anni, lavori su lavori, ma non certo volti ad abbreviare la percorrenza montagna-città

    Ora, la fisica ci insegna che per arrivare in meno tempo o si riducono le distanze, o si aumenta la velocità media di percorrenza (e non ci vuole una laurea per queste conoscenze basiche)
    Per quanto ne so io non abbiamo ancora la tecnologia di Star Trek per collassare le distanze, quindi la scelta più logica è aumentare la velocità di percorrenza, rendere più scorrevoli le strade, creare meno punti di ingorgo al traffico
    Google maps ci dice che son 40km tra Castelnovo e Reggio, quindi per mantenere la promessa si deve viaggiare a 60km/h di media

    Voglio quindi ringraziare per aver ricevuto 10 rotonde nel percorso tra Castelnovo e Puianello, con ulteriori due in arrivo sulla “variante” di ponterosso, che vanno proprio nella direzione di snellire il traffico e rendere più scorrevole la strada statale

    Fra tutte ovviamente spiccano le due inserite nel percorso delle gallerie, pericolose, fonte di rallentamenti, ingorghi, incredibilmente inutili. Non saprei come qualcuno possa averle inventate. Ci vuole della fantasia veramente

    Forse un tempo avevano più cognizione di oggi. I soldi li abbiamo ma li spendiamo male

    Grazie per avermi spinto a spostare la mia residenza in città nonostante io sia un amante della montagna e mal sopporti di viver giù, per aver palesemente infranto il sogno di noi poveri montanari

    Giusto per informazione da Castelnovo a Reggio oggi viaggiando negli orari dei lavoratori ci si impiega un’ora abbondante a andare e una a tornare, si viaggia a 40km/h di media. Parola di chi ha fatto 12 anni su e giù

    Saluti
    Stefano

    (Stefano)

    Rispondi
  11. Adesso le sistemano siamo da terzo mondo prima inauguro e dopo un mese le sistemo

    (Luchino)

    Rispondi
  12. Lavoro da oltre 10 anni nel settore privato, industria metalmeccanica come ingegnere di produzione. Capita a volte che le ciambelle non escano con il buco, nonostante i buoni intenti iniziali. Ma l’operaio te lo fa subito presente e tu devi porvi rimedio in tempi rapidi, facendo esperienza che sullo stesso problema non devi più caderci.

    Ma nel pubblico accade altrettanto ?

    (DC)

    Rispondi
  13. Come volevasi dimostrare…
    sono mesi che ripetiamo le stesse cose, da quando si è capito dalla segnaletica provvisoria come sarebbe stato il tracciato finale, rotonde comprese.
    Purtroppo abbiamo il “mal di rotonda”, ne stiamo piazzando qua e la senza il minimo ragionamento, ma chi è che decide se adottare una soluzione (rotonda) o un’altra (svincolo e cavalcavia o sottopasso come tutti i tratti a monte)? La risposta è chiara: sicuramente nessuno che la percorre tutti i giorni, che ama la montagna, che vuole tener in vita le poche attività rimaste, che ci tiene al turismo come fonte di reddito, ecc ecc…
    Potremmo rifare i soliti ragionamenti, il problema è che per eliminare quelle inutili e pericolose rotonde dovremo attendere che qualcuno si faccia male sul serio. Solo allora si rifaranno le solite polemiche, ci si chiederà perché non sono state ascoltate le voci sensate degli automobilisti e forse, si farà qualcosa (riusciranno a pensare ad una rotonda a metà galleria tanto per rallentare il traffico..??)

    (Andrea)

    Rispondi
  14. I commenti mi rincuorano un poco, perché anche voi avete visto gli errori che si sono compiuti. Quando ero consigliere del Comune di Busana ho cercato in tutti i modi di sensibilizzare provincia e amministratori senza ottenere nulla. Ora che stanno (per fortuna) pensando altri interventi, dobbiamo chiedere che non si facciano più rotatorie sulla statale (vedi Bocco o Croce) e che al posto delle “parziali rettifiche” (cioè ti allargo un poco la curva ma te la lascio, come dopo la galleria della croce verso Felina) ci siano delle ‘rettifiche’. Dobbiamo far sentire in maniera costruttiva la voce di chi è d’accordo che i nuovi interventi, oltre alla sicurezza, puntino a ridurre i tempi di percorrenza. Poi la rotatoria a monte del Bocco proprio non ci sta e andrebbe tolta.

    (Alberto Castagnini)

    Rispondi
  15. La scorsa settimana sono andato a Roma. Per prendere Italo alle 8,23 alla stazione Mediopadana, sono partito da Villa alle 6,30. Alle ore 7,00 (dopo mezz’ora) ero presso un bar subito dopo Vezzano a far colazione (fermata 5 minuti), alle ore 8,00 ero ancora alla rotonda della Meridiana (pensavo di non farcela). Per poco, e correndo al parcheggio della stazione, ce l’ho fatta. Tutto questo per dire che è l’attraversamento o anche l’inserimento in centro della città che fa acqua da tutte le parti (in zona sud), oltre la statale.

    (geobosenior)

    Rispondi
  16. Sono scesa qualche giorno fa da Castelnovo verso Reggio, dopo tanto tempo, ed ho percorso per la prima volta la nuova galleria con entusiasmo ed attenzione finché uscendo l’auto davanti ha inchiodato causa rotonda!! Mi son spaventata molto, non ti aspetti di dover frenare tanto all’uscita di una galleria. I giorni successivi poi ho cronometrato il tempo fra la strada vecchia della frazione e la galleria… 10 secondi di differenza!!! Roba da matti!!!

    (Simona)

    Rispondi
  17. Tutti i giorni dal lunedì al venerdì scendo a Reggio… Cercando di partire in un orario consono per evitare di perdere tempo ferma in coda da Vezzano in poi e di inquinare tutte le frazioni che attraverso… mi scuso in particolare con i bimbi di Vezzano che ogni giorno vanno a scuola… è un po’ che si fumano i residui di combustione della colonna ininterrotta delle auto che scendono a valle per lavoro… Ogni giorno penso che abbiamo ancora tratti di statale da paese in via di sviluppo, storici però… Ancora tracciati risalenti ai tempi del Duca di Modena quando si saliva con carrozza e cavalli… e penso alle province limitrofe di Parma e Modena, alla A15, alla nuova Estense, e nel bolognese alla Porrettana… E sono convinta che una viabilità decorosa sia un nostro diritto che dobbiamo esigere ogni giorno, senza stancarci, fino a quando non avremo un percorso Aulla-Mediopadana/A1/A22 dignitoso e al passo con i tempi… è da sempre che le strade portano civiltà e favoriscono scambi di merci e persone… non so perché nella nostra provincia per troppo tempo non sono state vissute come priorità, al fine di rendere compatibile il vivere in montagna con il lavorare giù, per favorire commerci e la fruizione del territorio montano anche da parte del resto della provincia, per la costruzione di un turismo sostenibile… Per quel che riguarda la rotonda nord del Bocco, ampia a dismisura ed in netta contropendenza in direzione Reggio, so che ci stamperemo numerosi al primo ghiaccio contro il guard-rail… e speriamo che tenga… Sotto c’è il greto del Crostolo… prepariamo una class action!

    (Maria Luisa Muzzini)

    Rispondi
  18. Se avete tutti tante critiche perché non percorrete il vecchio tracciato ancora transitabile? Magari da Ca’ del Merlo, Pantano, Casina, i tornanti, il Bocco. Non voglio immaginare una tal ignoranza! Certo che è migliorata la viabilità! Da Castelnovo Monti a Vezzano, 28 km, si arriva in 25/30 minuti. Da Vezzano a Reggio, 12 km circa, a volte ci vogliono 30 minuti. Il problema è a valle all’ingresso della città. E’ stata fatta una politica dissennata di costruzione e la viabilità di servizio e di accesso alla città è andata a farsi benedire. Chi ha approvato i piani regolatori? Ci siete al mattino a Rivalta? L’orrore continua da Vezzano a Reggio.

    (Massimo Romei)

    Rispondi
    • Vedete che c’è anche chi si accontenta!? Cosa sono tutte queste pretese che i nostri soldi siano spesi bene, non vedete che c’è anche di peggio? Mi scusi, ma io non ci sto al piuttosto che niente, meglio piuttosto; per me pretendere che le cose siano fatte con buon senso è un diritto.

      (Antonio D. Manini)

      Rispondi
    • Buongiorno Massimo, certo, siamo tutti d’accordo nel dire che la situazione è migliorata rispetto al dopoguerra, il problema è che sono stati spesi molti soldi sulla nostra statale, purtroppo, a mio avviso, non nel migliore dei modi. L’obiettivo primario deve essere snellire il traffico, renderlo scorrevole, e per fare questo non servono rotonde ma tratti rettilinei raccordati da curve a raggio il più possibile ampio. Mi scuserà, ma spendere enormi quantità di soldi per aggiungere pericoli (vedi le due rotonde di Bocco) oppure non rettificare nemmeno dove era estremamente semplice ed economico (vedi le curve a valle della galleria della Croce) mi sembra un buon motivo per dissentire. E’ vero che la situazione più grave è l’ingresso in città e il suo attraversamento, ma almeno, dove interveniamo, cerchiamo di farlo nel modo migliore possibile, per evitare pericoli e sopratutto per risolvere davvero il problema, una volta per tutte..

      (Andrea)

      Rispondi
  19. E’ bello vedere tanti commenti concordi sul fatto che la viabilità della montagna parte dalla montagna ma arriva fino in città. In questi ultimi anni la Provincia con Anas sta facendo passi avanti in questa direzione con progettazioni e realizzazioni a stralci su un’idea complessiva di razionalizzazione tra Castelnuovo e Reggio. Tuttavia ci sono due cose che vanno tenute in considerazione. La prima è che questa deve essere una strada statale e non una strada provinciale, ovvero deve essere un’arteria principale e snella con pochi incroci ed esterna rispetto ai centri abitati. La seconda è che la progettazione deve avvenire tenendo in considerazione l’esigenza di tutti e non dei singoli; non deve essere il singolo sindaco a decidere l’intervento puntuale ma tutto deve essere concordato in un’ottica di progettazione armonica. Giusto per capirci: il problema della viabilità avvertito da un cittadino di Nismozza è il tappo di Rivalta (ottimo l’esempio di chi da Villa deve andare alla Tav)! Se si analizza il progetto in questi termini, giusto per fare esempi concreti, si giunge subito alla conclusione che le rotatorie del Bocco (oltre che pericolose) e l’ultima rotatoria di Vezzano sono un errore. Chiediamo quindi che le progettazioni in corso per i nuovi stralci (Bocco-La Vecchia e Puianello-Canali) tengano conto di questi princìpi.

    (Emanuele Coli)

    Rispondi
  20. Egregio sig. Massimo Romei, certo che la situazione è migliorata, ma cosa c’è di male a dire che i soldi potevano essere spesi meglio e che addirittura sono stati creati dei pericoli? Con gli stessi soldi spesi sicuramente si potevano rettificare le curve a valle della galleria della Croce. Ora invece con le curve non si può superare nemmeno un trattore. Non mi sembra un risultato geniale. Con i soldi spesi per il terrapieno e rotonda a monte del Bocco non si potevano rettificare un po’ di curve dopo il Bocco? Poi siamo tutti d’accordo che va sistemato da Puianello a Reggio (fino alla Tav). Ma se non diciamo nulla, invece che fare il collegamento tra Puianello e la variante di Canali, faranno la famosa bretella di Rivalta, con varie rotatorie annesse, che sarà lungi dal risolvere definitivamente la situazione (l’acquedotto di Reggio insegna). Se su questo siamo d’accordo mettiamo assieme le forze e chiediamo un progetto che colleghi la montagna alla stazione Mediopadana.

    (Alberto Castagnini)

    Rispondi
  21. Le due rotatorie, quella di monte e quella di valle, mi risulta che furono richieste specifiche dell’amministrazione comunale di Casina su sollecitazione degli abitanti del Bocco che all’epoca della progettazione dissero che altrimenti dal Bocco non sarebbero più riusciti ad uscire. Anas adeguò quindi il progetto… Come tutti dovrebbero sapere, in generale l’adozione delle rotatorie va nella direzione di avere una maggior sicurezza sugli incroci, perchè, mentre gli incroci con stop non possono escludere scontri frontali, nelle rotatorie questo tipo di incidente è impossibile che si verifichi, a meno che uno non imbocchi la rotatoria contromano. Altrimenti l’alternativa per rendere sicuro un incrocio è l’impianto semaforico, ma su una strada statale questo crea file interminabili negli orari di punta… Da tecnico capisco che tutto si può fare meglio ed al meglio non vi è mai fine, ma siccome non ci muoviamo mai in uno spazio completamente libero si devono sempre coniugare tutti gli aspetti: esigenze plurime, fattibilità, spazi, costi, ecc.

    (Robby)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48