L’associazione “Vogliamo la luna” ha compiuto 20 anni

Vent’anni di attività ininterrotta a sostegno dei più poveri e più deboli, i bambini, all’estero ma, ultimamente, anche qui, vicino a casa. Un bel traguardo per l’associazione castelnovese “Vogliamo la luna”, che, il 14 ottobre scorso, ha spento le candeline dei suoi primi 20 anni e, come regalo, a fine estate, si è fatta un’altra opera di bene: un parco giochi per i bimbi terremotati di Visso, nelle Marche. Era il sogno di una bimba di 9 anni, Maila, ed è stato realizzato a fine estate. “Tutto è cominciato da una festa di studenti, un’amatriciana – sottolinea Gianni Grisanti (Vogliamo la luna) –, per raccogliere fondi per i terremotati. I soldi sono serviti per pagare uno scuolabus in un progetto di ‘Rock No War’. Da lì l’idea del parco giochi: l’altra associazione l’ha costruito a Camerino, noi a Visso”.

Lo scorso anno, invece, “Vogliamo la luna” ha aderito al “Progetto Damar” del nepalese Ngima Sherpa, guida d’alta quota che accompagna spedizioni di alpinisti sulle montagne himalayane e che ha intrapreso diversi progetti di aiuto per la popolazione locale. Grazie ai fondi raccolti è stata costruita una scuola nel villaggio di Damar, situato in una zona rurale a sud dell’Everest, in Nepal, devastato dal terremoto nel 2015.

Alla festa per il ventennale dell’associazione, svoltasi al nuovo centro interparrocchiale di Castelnovo e che ha visto anche la collaborazione degli studenti dell’Istituto "Mandela", i partecipanti alla cena erano oltre 270.

Il presidente Walter Romagnani e Claudia Grasselli, una delle fondatrici, ne hanno ripercorso la storia, mostrando foto e filmati, con un piccolo ricordo in onore di Mino Damato, della fondazione “Bambini in emergenza”. “Siamo partiti con lui – racconta Grisanti – eravamo andati a prendere dei bimbi malati di Hiv provenienti dalla Romania, arrivati con Mino a Milano. Li abbiamo portati a Stresa, per trascorrere un mese di vacanza in una villa messa a disposizione da un industriale. All’inizio eravamo una succursale della sua associazione. Poi abbiamo pensato di diventare autonomi ed è nata ‘Vogliamo la luna’”.

In vent’anni l’associazione ha continuato a occuparsi di bambini in emergenza. Negli ultimi 10 anni molte famiglie della montagna hanno risentito della crisi economica e “Vogliamo la luna” ha rivolto il suo sguardo anche in ‘casa’, in modo discreto, rispettando i più piccoli. In 5 anni sono stati pagati oltre 35.000 euro, che hanno rappresentato una boccata d'ossigeno per molte famiglie e bambini del territorio.

 

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