Susan, da Londra a Castelnovo ne’ Monti: “Ho portato il Qui Gong a 700 metri”

Iniziamo da oggi la pubblicazione di una serie di storie di donne della montagna. Lo facciamo con Cecilia Tondelli, impegnata in un master a Milano, che dichiara: "Ho deciso di venire a Milano perché il mio sogno era quello di diventare giornalista. Nella grande città sto imparando il mestiere. Il mondo dell'informazione, però, è molto cambiato e me ne accordo ogni giorno sempre più. Scrivere, cercare la notizia e accertare i fatti, nel frenetico mondo di oggi, sembra non servire più. Nella città ci sono molte difficoltà anche dal punto di vista umano. La metropoli non è sempre accogliente e quello che mi sembrava scontato nel paese, come conoscere il nome del mio barista o passeggiare al parco, qui non lo è. Ho capito perché tanti miei compaesani hanno scelto di vivere in montagna: ottima qualità della vita e molta solidarietà tra i cittadini. E allora perché non scrivere di questo e raccontare la storia delle tante donne che vivono nella nostra comunità? Cittadine vere, coraggiose nelle loro decisioni quotidiane perché il vero giornalismo, ho scoperto, è proprio raccontare l'eccezionalità della nostra bellissima normalità".

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Dopo un lungo viaggio in Australia tornai nel mio paese d’origine frastornata dal jet-lag. Senza accorgermene, il giorno dopo il rientro, sono entrata dal panettiere e ho chiesto una micca di pane di comune. «How much is it?». Ho detto senza pensare alla signora alla cassa. Subito quella mi guardò stranita e io, imbarazzata, ho ripetuto la domanda in italiano. Immagino così l’arrivo di Susan Reed, un'inglese di 54 anni, a Castelnovo ne’ Monti, nell’Appennino tosco-emiliano. Nata a Gloucester in Inghilterra, ha scelto di trasferirsi per amore: una decisione difficile di cui però non si rammarica perché dettata dall’amore verso il marito, verso la natura e verso lo sport. Riuscire a inserirsi in una comunità di montagna non è un’operazione scontata. Una lingua diversa, la diffidenza dei cittadini del luogo e alcune problematicità legate al lavoro possono frenare l’inserimento di chiunque, ma Susan non si è allarmata ed è riuscita a superare ogni difficoltà.

Laureata in fisioterapia all’Università di Londra, dopo aver partecipato a un trekking in Appennino della durata di 10 giorni, dall’Emilia-Romagna fino alla Toscana, ha conosciuto, proprio in mezzo alle montagne, il suo futuro marito: una guida alpina tra i promotori del viaggio. «Il sogno di mio marito era quello di restare in Appennino – racconta in un italiano fluente, ma con un accento anglosassone inconfondibile – .Qui abbiamo messo radici, costruito la nostra casa, e deciso di vivere con i nostri figli Benjamin di diciassette anni e Lorenza di tredici. La mia vita, rispetto a quando ero in Inghilterra, ora è molto cambiata. Qui ho più tempo per me stessa, sono in mezzo alla natura e riesco a fare tanto sport. La montagna è un posto splendido: la comunità è molto unita e ci si aiuta a vicenda».

Susan insegna Qi Gong, una disciplina che utilizza l’energia presente in natura con lo scopo di diffondere un benessere psicofisico al corpo e alla mente. «I montanari sono simpatici, accoglienti e interessati al lavoro che faccio». Nella prima parte della vita, Susan ha provato l’esperienza della grande città. «Per alcuni anni ho a lavorato a Londra come fisioterapista seguendo la preparazione della squadra nazionale d’atletica leggera. Ho studiato in un’università prestigiosa, ho fatto tante esperienze mi sono trovata bene, ma preferisco vivere qui». La discussione se sia meglio vivere in montagna o in città è ancora aperta. Sul fronte lavorativo Susan ammette alcune difficoltà: «Non nego ci siano delle problematicità legate alla professione. Spostarsi con i mezzi è difficile, soprattutto in inverno, e i corsi d’aggiornamento che seguo sono tutti molto distanti: per vivere in questa terra ci vuole una buona motivazione». Ma le idee e le persone creative vivono anche in montagna: «Bisogna favorire l’integrazione facendo rete. Il paese deve essere più conosciuto. I sogni possono essere inseguiti anche da qui».

(Cecilia Tondelli per Corriere della Sera La 27^ Ora)

 

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3 Commenti

  1. Una bella storia e un bell’esempio che aiuta a vivere qui e a credere nei sogni. Al nostro Appennino non posso augurare di meglio che avere dieci, cento, mille Susan.

    (Antonio D. Manini)

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  2. Susan ha grandi e raffinate capacità di cura, la mia vita scorre più serena da quando c’è lei che riequilibra i complessi sistemi del mio corpo e di quello dei miei cari aiutandoci a mantenere un migliore stato di salute.

    (Vanda Colombani)

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  3. …E tutti quelli che dall’Appennino o dall’Italia in generale se ne vanno all’estero perché con una laurea se riescono a lavorare con contratti a 3 mesi devono ritenersi fortunati?…

    (Marco Rossi)

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