Appello del Parco nazionale al ministero dell’ambiente per il ripristino della pista “Gatta-Pianello”

Immagini della frana sulla Gatta-Pianello eseguite con l’ausilio di un drone. Foto Roberto Zappaterra

A seguito delle eccezionali precipitazioni e dell’alluvione dell’11 e 12 dicembre ultimo scorso che hanno interessato i bacini dei torrenti Enza, Parma e Secchia, il presidente del parco nazionale Fausto Giovanelli ha inviato un appello al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e all’assessore all’ambiente e difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, con l’intento di sottolineare la gravità del danneggiamento dell’accesso e della fruibilità della Valle dei gessi triassici, una delle più importanti, preziose e delicate del parco nazionale e della riserva di biosfera dell’Appennino tosco–emiliano.

L’area interessata è un sito di interesse comunitario ed è stata oggetto di riusciti interventi di restauro naturalistico presso le Fonti di Poiano, ospita un centro visita del parco nazionale presso il locale ristorante che è anche punto di riferimento di attività di ricerca, divulgazione e studio nell'ambito di numerosi progetti europei e locali a partire dal 2005 ad oggi: Triass I e II – Life Gypsum e ora Geosfera Appennino con la partecipazione di Scuole e Università, gruppi e federazione speleologica italiana.

La piena - scrive il Parco - ha travolto la pista di accesso  al SIC denominata Gatta-Pianello ivi compresa parte della segnaletica di riferimento e la porzione di pista ciclo–pedonale realizzata dal Parco al fine di promuovere accessibilità dolce al Sito. Le opere di ripristino della viabilità ciclo pedonale e motorizzata nell’area necessitano purtroppo di risorse di cui né il comune di Villa Minozzo né il Parco nazionale possono disporre. Servono rafforzamenti delle difese spondali e opere di buona ingegneria naturalistica, oltre al ripristino del percorso ciclo–pedonale e alla segnalazione delle caratteristiche di eccellenza geologica e ambientale del luogo. Occorre per questo un approccio trasversale tra le diverse competenze di protezione civile e difesa del suolo, di tutela paesaggistica e gestione delle aree protette che dovranno dialogare e convergere sulle possibili soluzioni al ripristino”.

Nell’ambito degli interventi di emergenza successivi alle alluvioni vanno considerati anche i danni e i problemi che hanno interessato il patrimonio ambientale delle alte valli del Parma, dell’Enza e del Secchia.

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3 Commenti

  1. Leggo con estremo piacere l’intervento del presidente Giovanelli a favore del ripristino della Gatta-Pianello (una sorta di conversione). Ricordo che un tempo non era troppo favorevole alla sua realizzazione ma col tempo si matura, molto bene. Speriamo davvero che chi di dovere sia sensibile al problema per l’importanza che questa pista (io vorrei un giorno poter dire strada) ha per l’accesso ad un sito di grande interesse come la valle dei gessi triassici, alla porta del Parco presso i locali ristoro delle fonti di Poiano ma anche e soprattutto per i tanti lavoratori che quotidianamente si recano in Panaria e nelle ditte della zona.

    (Marco Tavaroli)

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  2. Credo che la strada sia importante come anche il modo di realizzarla. Ogni volta che viene una piena si porta via la strada, penso che facendo gabbie con relativi sassi dentro non si deturpa l’ambiente e sicuramente la piena non avrebbe la forza di portarsi via tutto come è successo fin da ora. Costruire sì ma non spendere ogni anno in maniera poco saggia. Cordiali saluti.

    (Angelo B.)

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  3. Dai tempi che furono si diceva che pulire il fiume in centro invece che lasciare gli isolotti di sterpaglie per accontentare chi crede di saperne di tutela dell’ambiente, bisognava pulire e magari rinforzare con gabbie lati della strada come avrebbero fatto i nostri nonni che pur non studiando l’ambiente lo sapevano custodire molto bene; noi avevamo ancora la nostra pista senza bisogno di andare a piangere a Roma.

    (Commento firmato)

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