Venerdì 16/3 incontro europeo al Parco Tegge sul mondo rurale

L'UE imposta future azioni incentrate sul mondo rurale per evitare lo spopolamento di vasti territori.

Nello stesso tempo l’ONU richiama l’attenzione di ogni Paese sull’azienda agricola famigliare che ovunque sta alla base dello sviluppo sostenibile.

Su questi temi si riuniscono a Marola dal 16 al 18 marzo associazioni rurali cristiane di 10 Paesi europei e propongono per venerdì 16 marzo al Parco Tegge di Felina una discussione pubblica con interventi delle istituzioni sul problema italiano di una mancata identificazione della popolazione rurale e del territorio rurale.

L’assoluto predominio di interessi urbani provoca danni irrimediabili in montagna e il problema può essere affrontato nell'Appennino reggiano inserito nell’Area pilota per la Strategia Nazionale Aree Interne che ha lo scopo di promuovere innovazioni nei servizi.

La vulnerabilità delle famiglie rimaste a vivere la periferia viene considerata da Unione montana, Comuni, Diocesi-Seminario di Marola, associazione Rurali Reggiani, Consorzio di bonifica, CRPA, Dinamica, AOP e altri partecipanti al progetto Famiglie Aziende Rurali. Comunità che riceve un piccolo, ma significativo sostegno dalla Fondazione Manodori attraverso il bando Welcom.

L’obiettivo di rafforzare le comunità locali diventa un segnale importante in questo momento e a 100 anni dalla fine della Grande Guerra maledetta tra nazioni europee con l’inutile strage di contadini. Allora chi volle l’intervento in guerra dell’Italia sostenne la marcia su Roma e proseguì le guerre nel ventennio del fascismo. Ora da nord a sud marciano verso lo stato le spinte a pretendere senza dare, anzi, togliendo il più possibile a generazioni di giovani che rischiano un lungo sfascismo.

Però questa montagna ha la possibilità di resistere, ci riesce anche stavolta se regge le ultime famiglie contadine.

Enrico Bussi

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Un Commento

  1. Certamente altri ci avranno già pensato . a me sembra l’occasione giusta per richiedere all’ UE che costringa il governo a ripristinare in montagna i punti nascita indipendentemente dal numero dei figli che ora possono nascere. Questi servizi debbono essere parte integrante del territorio e nessun tecnico ha il diritto di sopprimerli.

    (luigi magnani)

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