Legambiente: “La presenza della discarica di Poiatica è ormai incompatibile con le azioni di valorizzazione e promozione del territorio”

Sulla situazione di Poiatica interviene anche il gruppo Legambiente Appennino Reggiano, per voce della referente ed ex assessore all'ambiente di Castelnovo ne' Monti, Nuccia Mola.

"Mi fa piacere - afferma la Mola - che l'assessore regionale Paola Gazzolo abbia affermato di essere stata fraintesa e che esistono alternative per la chiusura definitiva e messa in sicurezza della discarica di Poiatica, alternative al conferimento di altri rifiuti. Per noi questa era e resta una soluzione assolutamente inaccettabile: le istituzioni hanno detto più volte negli anni scorsi che la discarica è definitivamente chiusa e così deve rimanere. L'Appennino ha già dato e la presenza della discarica è ormai incompatibile con le azioni di valorizzazione e promozione del territorio attraverso l'appartenenza al programma nazionale 'Aree interne' e alle aree Mab-Unesco".

Conclude la Mola: "Invitiamo l'assessore Gazzolo, che più volte è venuta in Appennino, ad una nuova visita per confrontarsi con la popolazione: definiamo insieme i prossimi passi per arrivare al ripristino della zona utilizzando esclusivamente materiali naturali. Inoltre, questo intervento dovrà essere sostenuto da Iren, che negli anni ha accantonato fondi proprio per la fase post-mortem della discarica, fondi che sono anche consistenti".

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4 Commenti

  1. Dichiarazione politica risibile, una brutta copia di quella del presidente del Parco. Delude leggere che i dirigenti politici della montagna vogliono seppellire i soldi di Iren nel buco di Poiatica invece di investirli per sostenere una montagna che ha bisogno di tutto.

    (GR)

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    • I soldi per la gestione della discarica post-mortem accantonati da IREN, secondo lei, come dovrebbero essere utilizzati?
      E se non si attingesse ad essi, chi dovrebbe sostenere i costi per la rimessa in ordine e rinaturalizzazione di quella porzione di territorio?

      (SC)

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  2. Mi perdoni Sig. /Sig.ra GR,ma non ho ben capito il suo commento. I soldi di Iren ( che, le rammento, almeno sulla carta e’ ancora a maggioranza pubblica ) non sono soldi privati dell’Ad o del Presidente di Iren, ma sono ,in buona sostanza, soldi che gli utenti, quindi anche gli abitanti della montagna, hanno pagato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. I soldi che Iren ha accantonato negli anni in cui la discarica era aperta vanno quindi utilizzati per la messa in sicurezza della discarica stessa. E se i cittadini, le forze politiche , le associazioni di vario genere chiedono (e hanno chiesto ) che a Poiatica non vadano ulteriori rifiuti, bisognera’ che Iren operi in tal senso . Mi scusi ,Sig./Sig.ra GR, dove dovrebbero essere spesi ,altrimenti , i fondi accantonati ???? Per sostenere la montagna???? Ma guardi che sono fondi vincolati ,e vanno spesi per la chiusura definitiva e altrettanto definitiva messa in sicurezza, della discarica. Mi permetto di dirle che la nostra montagna ha bisogno sicuramente di tante cose, man non certo di continuare a ricevere immondizia di ogni genere.Ha ragione Filomena Mola : l’Appennino ha gia’ dato!!!

    (michele lombardi)

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  3. E’ vero, i soldi accumulati per la gestione post operativa della discarica di Poiatica devono essere spesi per fare quella cosa. Lo prevede la legge e non il parere dei signori Mola, SC e Michele Lombardi. La discarica è quel luogo circoscritto in cui l’IREN ha seppellito i rifiuti come richiesto da comuni, provincia e regione. Il post mortem riguarda la gestione futura (per i prossimi 30 anni?) di quel luogo che è ben delimitato e se non ho capito male non comprende anche tutto quello che ci sta intorno cioè il buco dove l’IREN non ha messo nulla e che per riempirlo e metterlo al sicuro da acqua e frane gli si sta chiedendo i soldi. Se quel buco fosse da considerare area di discarica la legge imporrebbe il trattamento post mortem e la discussione sarebbe già finita lì. Se la discussione continua è perché i comuni stanno chiedendo all’IREN di mettere mano al portafogli per chiudere un buco che loro hanno fatto e mangiandosi le dita anni dopo rincorrendo i voti dei comitati ecc. Tutti sanno che la discarica è chiusa dal 2015.
    Solo la Regione può decidere di riaprire Poiatica e decidere che l’appennino dia ancora nonostante abbia già dato. Il sig. Lombardi dice che IREN è ancora a maggioranza pubblica, quindi i comuni sono i suoi padroni che in questo caso stanno chiedendo soldi (pubblici?) per tappare un buco in una vecchia cava d’argilla. Bella roba.

    (G.R.)

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