Genitoni (M5S): “Vendere Iren con azioni sotto il prezzo d’acquisto: illogico. E su Municipio, Ex Consorzio e Cinema di Felina sono cambiate le strategie?”

"Abbiamo appreso dalla stampa dell’intenzione del nostro Sindaco di vendere la totalità delle azioni Iren di proprietà del nostro Comune (circa 3,5 milioni di euro) - scrive a Redacon Massimiliano Genitoni, capogruppo del Movimento Cinque Stelle a Castelnovo Monti –. Premesso che dopo anni di perdite solo ora iniziano a dare un utile e che hanno un valore nominale ben al di sotto di quanto pagate non è forse questo il momento più opportuno per venderle. Oltretutto cadiamo dalle nuvole leggendo le motivazioni che spingerebbero a questa vendita: Trasferimento della sede del Comune, Ex-Consorzio e Cinema di Felina".

Cosa non torna?

"E' difficile capire il perché dei lavori strutturali (lavori importanti e non di semplice manutenzione) in corso nella attuale sede del Municipio se si vuole veramente spostarlo nel 2019. Questo sarebbe illogico e graverebbe inutilmente sui conti pubblici. Per quanto riguarda l’ex Consorzio è stato deciso (da questa amministrazione) e ribadito in più sedi che sarebbe stato venduto e mai abbiamo avuto sentore o comunicazioni ufficiali riguardo un eventuale recupero. Idem per il Cinema di Felina è già stato risposto ad apposita interrogazione in Consiglio Comunale, dicendo che nessun tipo di recupero strutturale sarebbe stato conveniente e quindi non si intendeva procedere nella realizzazione del progetto discusso con i cittadini".

Da qui un'osservazione del consigliere: "Non è inusuale il cambio di idee della nostra attuale amministrazione, ma visto l’ammontare dell’operazione che sarebbe a carico della collettività chiediamo doverose spiegazioni avvallate da documenti e progetti reali e non da semplici proclami a mezzo stampa. Per questo motivo presenteremo apposita interpellanza ed accesso agli atti per potere informare a sufficienza la nostra collettività".

Ancora: "Come già detto e ridetto il nostro sciopero amministrativo non ci sta impedendo di portare avanti gli impegni presi con i nostri elettori, ma è una forma di protesta verso questa maggioranza che non riconosciamo più come rappresentativa degli interessi della nostra collettività visto le posizioni prese sull’ospedale a favore della Regione e contro il nostro territorio. Quindi nel prossimo Consiglio invieremo un nostro rappresentante per potere fare chiarezza su questa operazione economica e capire perché servono questi soldi, quali sarebbero le reali destinazioni e soprattutto quale sarebbe la reale convenienza per la nostra collettività".

Un'ultima stoccata: "Infine perché la giunta che si è presentata alle elezioni con lo slogan 'Noi con Castelnovo', quelli del 'facciamo insieme' non fa decidere ai cittadini con apposita consultazione popolare cosa ne pensino e nel caso che siano favorevoli alla vendita dove intenderebbero utilizzare questi soldi?  Forse qualcuno potrebbe anche proporre di estinguere i debiti in essere o ridurre le imposizioni fiscali… chissà. Questa sarebbe una bella occasione per fare veramente insieme e per decidere su qualcosa che appartiene a tutti", conclude Genitoni.

 

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3 Commenti

  1. Se non erro il prezzo attuale è ai massimi storici… se poi si considerano i dividendi presi, si ha sicuramente una plusvalenza importante… Mi sembra una sparata senza aver controllato i numeri veri… Mah…

    (Marco)

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  2. E non si dimentichi l’intento di costruire un triste polo scolastico da periferia industriale con conseguente spreco di un edificio della scuola del centro del paese. Vedremo dove sarà la condivisione con i cittadini. Che l’opposizione si opponga a tutte queste scelte illogiche!

    (Tiziano B.)

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  3. Se non ricordo male le quote in capo al comune di Iren sono frutto di una massiccia operazione di aggregazione di vari enti tra i quali alcuni con forte indebitamento. Il valore delle azioni detenute dal comune non è quindi valutabile solo rispetto all’andamento del titolo ma al netto di quanto il comune ha ceduto in termini di risorse proprie in questa operazione. Per capire se si perderebbe o meno sarebbe da considerare il valore delle quote delle società detenute dal comune alla data dell’aggregamento e quello del titolo odierno, ma penso che non sia questo il punto focale della discussione, se non il fatto del perché serva questa liquidità immediata rinunciando ai dividendi che il titolo dispensa annualmente. Potrà mai essere meglio un uovo oggi di una gallina domani?

    (Flavio)

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