Festa alla Corte di Cavola per il progetto Palestra Autonomie

Giovedì 5 luglio 2018, dalle ore 20.oo, presso la Corte di Cavola, i ragazzi disabili della Casa della Corte invitano a fare festa con loro e a visitare il loro appartamento, dove stanno imparando a vivere da soli.

Il progetto Palestra Autonomie nasce su proposta del servizio sociale ed educativo associato dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, area disabili adulti.

Il servizio area disabili adulti ha promosso il progetto palestre autonomie dando avvio a un “tavolo di lavoro” per condividere obiettivi e finalità con tutti gli enti gestori dei servizi del territorio rivolti alla disabilità, ovvero Coopselios, Enaip, Cooperativa Sociale Il Ginepro, la Fondazione Durante e Dopo di Noi.

Il progetto vuole attivare un sistema di comunità e di buon vicinato collaborativo rivolto a persone con disabilità, che stanno provando a sperimentare una vita sempre più autonoma per essere indipendenti sia dentro la casa sia nel paese.

L’obiettivo è duplice: da una parte creare una nuova cultura sul tema della disabilità, invitando tutti a vedere i ragazzi disabili come risorse, dall’altra creare un sistema di mutuo-aiuto, che parte dai bisogni delle persone disabili che si preparano all’autonomia, ma che sia da supporto per tutti.

I contenuti della legge sul Dopodinoi hanno l’obiettivo di adottare un approccio nuovo, non più assistenzialista ma collaborativo. Tutti noi, operatori, familiari, associazioni e cittadini siamo chiamati a considerare i ragazzi disabili alla luce delle competenze e autonomie che a loro volta possono mettere a disposizione della comunità.

Il progetto è innovativo, ambizioso e coinvolge tutti, ognuno con le proprie attitudini e caratteristiche; non ci sono “esperti”, ma attraverso il confronto può prendere forma un progetto nuovo che aiuti un cambio di paradigma culturale. Il lavoro in appartamento si concentra sulle autonomie a tutto tondo, in un clima molto familiare, l’impegno di tutti è di diffondere ai ragazzi l’autonomia domestica e di definire scelte sulle diverse forme possibili di convivenza.
Parole chiave:
- metodo, accompagnare e non sostituire, uscire dalla sfera privata, persone come risorsa, autonomie;

- esempi di pratiche (quotidianità), momenti di svago, tempo libero condiviso, insegnamento condiviso, pranzi e fare la spesa, come sfruttare lo spazio messo a disposizione.

È partito a Cavola dal momento che questo territorio ha sempre mostrato interesse, solidarietà e coinvolgimento per tutti i progetti che si sono attivati intorno al tema della disabilità, e anche grazie alla disponibilità di un appartamento perfettamente ristrutturato a misura di disabile, la cui spesa di locazione è stata presa in carico dalla fondazione Durante e Dopo di Noi .

Cavola ha fatto da “apripista” per le altre realtà che hanno iniziato questo importante percorso: Castelnovo Monti in un appartamento presso il Centro Diurno Rosa dei Venti, dove ha sede anche il Cto; Agriturismo il Ginepro, dove si sono già sperimentate con successo anche le notti.

Sono ventiquattro i ragazzi coinvolti e provengono dai Centri Diurni, dai Cto Labor e dai tirocini professionali. Sono gruppi molto coesi e attivi e desiderosi di sperimentare.
Le famiglie coinvolte hanno seguito un percorso formativo importante e necessario per metabolizzare la realtà del Dopo di Noi e diventare parte attiva del progetto.
La strada è tracciata, forse ancora un po’ impervia, ma sicuramente percorribile.

(Alma Zanni)

 

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