Home Cultura Raccontiam Cavolerie: quando le storie creano storie

Raccontiam Cavolerie: quando le storie creano storie

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Riceviamo e pubblichiamo.

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"Sai mamma, le storie che ho sentito oggi sono state le più belle della mia vita!"

Così si è espressa Gaia di anni cinque, giovedì sera, salendo in macchina alla fine della festa.

Il gruppo lettrici “Cavolerie”

Assieme a Gaia altri trentanove bambini di ogni età e i loro genitori hanno partecipato e ascoltato senza batter ciglio le storie o meglio le Cavolerie che Paola Giampellegrini, Paola Romei, Paola Belli, Iris Azzolini,  Erika Diambri, Eleonora Levati, Manuela Guidetti e Marzia Iori (gruppo lettrici di varie versioni) hanno messo in scena a Cavola, il 26 luglio alle 18.30, organizzato dall’associazione Quarta Dimensione.

Partiamo dall’inizio.

Com'è nata quest’idea? Senza citare concetti psicologici che rimarcano l’importanza del leggere storie ai bambini, sia per il loro sviluppo emotivo sia per quello cognitivo, prendiamo in considerazione il posto magnifico in cui viviamo. Si narra che il nostro territorio sia luogo di racconti. Chi ha più versioni alle spalle, tipo la sottoscritta (versione 6.0), si ricorda di inverni freddi qui in montagna, quale per esempio il 1967 in cui rimanemmo bloccati dalla neve per una settimana, senza luce. Per noi bambini fu una settimana bellissima: primo perché non andammo a scuola, poi perché sciavamo tutto il giorno, e per ultimo perché la sera ci trovavamo nella stalla del vicino con i vecchi che ci raccontavano storie così belle e particolari che ancora oggi sono nella memoria di molti.

Storie inventate sera dopo sera, e attraverso questo filo rosso del raccontare storie, arriviamo al gruppo lettrici, di varie versioni: chi 3.0, chi 4.0, chi 5.0 chi addirittura 6.0, che s’incontrano a inizio giugno di quest’anno per progettare questo momento fatato, dove i bambini si possono trovare tutti insieme e gli adulti possono concedersi un momento di evasione. Agli adulti è permesso anche il contatto con la parte più antica di ognuno: la “parte bambina” che vive ancora e non vuole essere dimenticata.

Tra filastrocche, principesse, cornabicorna, pulcette, colori, suoni e musica ecco quindi che il gruppo delle lettrici, aiutato da figli, mariti e volontari ha creato e messo in scena lo spettacolo. L’idea era di raccontare favole in maniera itinerante, spostandoci come i cantastorie fra una piazzetta e un'altra del Pease, all’ultimo purtroppo modificata al chiuso causa pioggia.

Ma quale gioia e ricompensa più grande è stata vedere quaranta bambini con gli occhi sbarrati che ridono e urlano di gioia a ogni passaggio cruciale delle storie; conferma quindi che anche questa volta la magia del racconto si è riprodotta, come diceva Gianni Rodari “Perché si raccontano fiabe ai bambini? Perché rappresentano uno dei più bei giochi che bambini e adulti possano giocare insieme. Un gioco che non ha bisogno di oggetti (giocattoli) o di spazi (il cortile, il bosco) per essere svolto. Si sta seduti. Si gioca con le parole, con la mente, con le immagini, con i sentimenti”.

La serata poi si è conclusa con un nutrito rinfresco (torte, patatine, erbazzone, e chi più ne ha più ne metta) forniti da gentilissimi volontari del paese di Cavola.

Vista la forte partecipazione, il gruppo lettrici “Cavolerie”, proseguirà con altri spettacoli. In programma c’è già il prossimo incontro il 6 di settembre, sempre a Cavola.

Buona immersione a tutti nel mondo fatato!

(Marzia Iori)

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