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Ciao “nonno Beppe”, un ricordo del prof. Regnani nelle parole del figlio Marco

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Ciao papà per me, ciao “nonno Beppe” per quelli che con te hanno condiviso tante avventure e brindisini.

Ciao “prof” per tutti gli alunni che in 26 anni di insegnamento hanno avuto il piacere di conoscerti.

Non posso che essere fiero dei valori che sei riuscito a trasmettermi e che sono stati fondamento e pilastro della tua vita anche nei momenti più difficili.

Ricordo fin da bambino che hai sempre voluto avermi al tuo fianco per insegnarmi e trasmettermi le tue passioni.

Con i tuoi amici di Scandiano “la ghenga” (Moris e suo padre Svampa, Berardo, Mauro,William , Nerardo, Alcide e molti altri) ricordo che ogni fine settimana si andava a pescare in qualche torrente, possibilmente di montagna e poi si finiva sempre la giornata in osteria con una buona fetta di salume , buon vino e immancabili canti.

A caccia in “pioppa” o in “pega” nel ferrarese con il nonno Mario ( il papà della mamma) che mi usava come segugio per stanare fagiani, lepri, pernici nei campi di granoturco. E immancabilmente anche qui la giornata finiva con “una ombreta” (bicchiere di vino) e canti.

Con lo zio Emo (tuo fratello) in Slovenia per tanti anni, lui per l'unica passione che lo stacca dal  negozio, la caccia e tu per girare per monti.

La montagna, questa tua passione che nel lontano 1974 , dopo essere stato nominato insegnante per le scuole superiori, ti ha fatto trasferire da Scandiano tuo paese natale a Castelnovo tuo paese adottivo.

La montagna, mi sono sempre domandato cosa mai ci trovassi, ma qualche cosa di speciale doveva avere perchè fin da ragazzo hai cominciato a calpestare sentieri e boschi. Anche il tuo viaggio di nozze ha portato te e mamma a quota 3600 sul monte Vioz in Val di Sole.

La Val di Sole dove da ragazzo tu e la “ ghenga” grazie al mitico don Giovanni Voltolini venivate a passare l'estate e dove negli anni successivi mi hai sempre portato facendomi girare la valle in lungo e in largo in modo che anche io mi “ammalassi” di montagna.

Nel tempo e con pazienza sei riuscito a trasmettermi l'amore per la natura, per le cose semplici, per le persone vere e di accettare ogni prova che la vita ti mette davanti sia nella buona che nella cattiva sorte e farne sempre tesoro.

Sei sempre stato un trascinatore, hai sempre cercato di unire e far incontrare la gente sotto il segno della Croce.

Quest'anno il tuo XXXI pellegrinaggio è stato un po' diverso dal solito.

Fisicamente non hai potuto essere con loro ma la tua presenza- assenza si sentiva e i “brindisini” non si contavano.

Tu hai intrapreso un altro cammino da buon pelligrino ma verso il Signore.

Quel Signore che con la tua devozione e la tua preghiera ti ha sempre aiutato e dove tu attingevi quotidianamente per trovarne forza e pace.

Federico,pazientemente,ha condiviso con te le tue ultime uscite sui monti,che nonostante il passo ormai stanco ti proponevi sempre di fare.

Quante “erbette” hai portato a valle con Fede.

Alessandro è stato il tuo primo nipote e con lui hai voluto iniziare e finire la tua “vita da nonno”.

Una grande dimostrazione di amore che con il tempo imparerà ad apprezzare perchè adesso lo hai caricato di una responsabilità/ sentimento molto pesante per lui.

Spero anche io nel mio piccolo di essere un buon padre per i miei figli ma sicuramente ho un po' le spalle coperte perchè tu sei stato un grande nonno  per loro.

Ora ci hai lasciato ma il vuoto che si era creato nei nostri cuori è stato colmato dall'amore e dall'orgoglio nei tuoi confronti.

Ciao papà , ciao “nonno Beppe”, ciao “prof”, tuo figlio Marco.