A Cavola Nicola Cassone introdurrà la storia delle strade antiche e del tracciato romano della Parma-Lucca

Nicola Cassone

Domenica 11 novembre, alle ore 11, presso la biblioteca Quarta Dimensione di Cavola, l'archeologo Nicola Cassone parlerà della romanizzazione dell'Appennino.  Questo tema sarà al centro di una prossima pubblicazione, interamente sponsorizzata dal Parco dell'Appennino tosco emiliano, che sarà presentata ufficialmente a Castelnovo ne' Monti nelle prossime settimane.
La storia delle strade antiche è la storia della civiltà.
La ricostruzione del tracciato romano della Parma-Lucca e della sua portata storica ci offre uno sguardo nuovo sull'identità storica dell’Appennino come terra di passaggio e di scambi per le merci e per i popoli.
«L’arrivo dei Romani e delle loro strade nel territorio appenninico è come la discesa di un meteorite: innesca trasformazioni immani. Il sistema viario che si viene a creare tra via Emilia, Parma-Lucca e Parma-Luni è un gigantesco crocevia, che porta un territorio poco esteso ad essere al centro dell’Europa del suo tempo».

Un'antica strada romana attraversava l'Appennino già ai tempi della costruzione della via Emilia (circa anno 180 avanti Cristo). Da Parma a Lucca attraverso Luceria, la zona di La Strada, Burano, Bismantova, Val Secchia, poi in Garfagnana attraverso il passo di Cavorsella, secondo l'archeologo Nicola Cassone, che presenterà le stupefacenti conclusioni del suo lavoro.

"L'esistenza di un'antica strada pubblica romana che collegava Parma a Lucca attraverso l'Appennino Tosco Emiliano è attestata da un'importante fonte documentaria antica, il cosiddetto Itinerarium Antonini - spiega Cassone - Il percorso di questa strada è stato in gran parte ricostruito nel tratto toscano, dove la sopravvivenza di significativi toponimi miliari a nord di Lucca e indagini mirate sul campo, hanno consentito alla localizzazione del suo ambito di percorrenza lungo la valle del Serchio, da Lucca a Piazza al Serchio.

Più frammentaria la situazione sul versante emiliano, dove la scarsità di evidenze archeologiche e la frammentarietà degli studi specifici sulla viabilità antica, non ha consentito fino ad oggi conclusioni dirimenti sul tema specifico.

Oggi possiamo colmare questa lacuna, fornendo una sintesi dei dati archeologici di età romana collegabili al transito di una via pubblica nell'area appenninica tra Enza e Secchia unitamente allo studio analitico delle fonti documentarie medievali in rapporto alla topografia del territorio indagato.

Ne emerge in quadro assai articolato, che vede nel distretto amministrativo tardo-antico facente capo a Bismantova il centro di raccordo dell'antica via pubblica romana, il cui percorso venne poi utilizzato per tutto il medioevo".

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