Tirelli Pd montagna alla Spadoni (M5S): “Noi del Pd rispettiamo le regole. E vogliamo punti nascita sicuri”

Riceviamo e pubblichiamo

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“Abbiamo letto le dichiarazioni dell’On. Spadoni in merito al punto nascita di Castelnovo ne' Monti.
Non c’è che dire, una buona mossa elettorale, ma vorremmo ricordare che la Regione Emilia-Romagna ha dovuto applicare, come tutte le altre Regioni italiane, le norme dell’accordo Stato-Regioni del 2010 volute dal governo Lega-Forza Italia, che prevede la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti annui.
Dichiarare che una norma va rispettata solo se si vuole, altrimenti si può fare finta di niente, è inaccettabile, senza alcun rispetto per la Costituzione, tanto più perché affermato dalla vicepresidente della Camera.

Il Pd ha lavorato a livello nazionale per permettere che le Regioni potessero chiedere la deroga, e poi a livello locale per definire un modello di sanità che contemperasse elevati livelli di sicurezza nelle prestazioni sanitarie con la prossimità territoriale.
L’obiettivo di progettare un modello futuro di Ospedale di Montagna con Punto Nascita, su cui tutta la nostra Comunità ha lavorato con impegno, ancora ci convince e va portato al Ministero della Salute.
Solo il Governo attraverso il Ministro della Salute può modificare i parametri vigenti legati al numero di prestazioni erogate.
Quello che Spadoni chiedeva al Governo Gentiloni, perché non intende chiederlo al governo Conte, di cui è esponente di maggioranza?
I casi sono due: o l’On. Spadoni non è a conoscenza di questi fatti, oppure ha deciso di ignorarli, e questo dimostrerebbe un deplorevole cinismo nella ricerca di un facile consenso.
Il Governo, se è convinto che i parametri fissati non servano, può modificare l'accordo Stato Regioni ed elaborare un modello di ospedale periferico sicuro ed efficiente, andando necessariamente a sostenere la spesa sanitaria regionale con risorse aggiuntive.

Nessuno nel Pd si tirerà indietro da un dialogo costruttivo sul tema sanità. Ma allo stesso tempo, nessuno nel Pd consentirà a Spadoni o ad altri di speculare su questioni importanti che toccano in modo profondo la sensibilità della nostra comunità.
Siamo anche noi del Pd a volere un Punto Nascita in Appennino, ma senza arretrare di un centimetro sulle condizioni di sicurezza che vengono garantite a mamme, neonati ed operatori negli altri ospedali d’Italia.
L'amministrazione regionale sta subendo attacchi strumentali e quello di questi giorni contro l'assessore Venturi ne è un chiaro esempio. Ancora una volta c'è chi fa propaganda elettorale sulla pelle della gente”.

Guido Tirelli, coordinatore di Zona del Pd

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7 Commenti

  1. Ma come fa a dire “…nessuno del PD si tirerà indietro da un dialogo”! Tirelli, ma si rende conto di ciò che scrive, contestualizzandolo nello storico di questa triste vicenda del punto nascite? Che avete messo la testa sotto la sabbia solo perché lo ha chiuso la regione a marchio PD? Carnevale è in febbraio.

    MA

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  2. Molti parlano a sproposito, credo che al PRIMO posto di tutte le cose vada messa la sicurezza ed in modo particolare la nascita di un bambino deve ESSERE SICURA; chi gioca sul fatto del disagio e della lontananza dimenticandosene sta facendo un gioco pericoloso ed in particolar modo gli amministratori. Occorre prestare ascolto ai tecnici altrimenti diventiamo tuttologi, vedasi quanto succede sulle vaccinazioni.

    Giovanni

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  3. Chi ha la pazienza di andarsi a leggere l’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2016 potrà facilmente constatare le castronerie riportate in questo articolo dal dott. Tirelli.
    Primo punto:
    L’accordo è, appunto, una sorta di patto tra il Ministero ed i Presidenti di Regione più le province autonome di Trento e Bolzano con il consenso dell’ANCI.
    A me non risulta che l’Emilia Romagna, con atti ufficiali, abbia proposto la modifica di tale intesa, anzi…
    Opzione che tra l’altro è prevista nel documento.
    Se il dott. Tirelli è a conoscenza di questa iniziativa da parte della Regione la pubblichi immediatamente.
    Secondo punto:
    Da novembre 2011 a marzo 2018 si sono succeduti governi sostenuti dal Pd (Monti-Letta-Renzi-Gentiloni).
    Che iniziative ha sostenuto il suo partito perché tale accordo venisse modificato, visto che solo il Ministero può modificare i termini dell’accordo?
    Il documento, ripeto, prevede che i Presidenti di Regione si riservino di proporre modifiche al patto.
    Terzo punto:
    La verità è che il suo partito, attraverso gli amministratori Regionali, ha sostenuto con forza i termini dell’accordo e ora, voler scaricare su altri la responsabilità di tali decisioni, è un’operazione di uno strumentale pazzesco.
    Un buon tacer…

    Vida

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  4. Cominciamo a rispettare almeno la lingua italiana. Patto: “Accordo fra due o più individui o parti”.

    Dunque: “la Regione Emilia-Romagna ha dovuto applicare, come tutte le altre Regioni italiane le norme dell’accordo Stato-Regioni del 2010”, norme non volute dal governo d’ allora(che non ho mai votato), ma norme che la Regione Emilia-Romagna, come tutte le altre Regioni italiane, aveva con quel governo concordato.

    Giovanni Annigoni

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  5. Negare l’evidenza o mistificare i fatti è un’arte decennale da parte del PD e delle sue versioni precedenti. Si accampano giustificazioni insostenibili e negate dai fatti e si tenta un grottesco scaricabarile. Sentono che stanno per perdere la poltrona e sbracciano come uno che non sa nuotare. Col risultato inevitabile che affogheranno. Si vuole riaprire il Punto Nascite? Non si votino più questi personaggi: non esistono altre vie.

    Riccardo Bigoi

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  6. Tra l’altro la deroga alla chiusura venne respinta il 4 ottobre 2017.
    Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, ma sarà sicuramente colpa dell’Onorevole Spadoni…

    Vida

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  7. Nel primo intervento ho scritto 16 dicembre 2016, ma chiaramente volevo dire 16 dicembre 2010.

    Vida

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