A soli 66 anni, si è spento l’imprenditore edile Primo Antonio Berti

Primo Antonio Berti

A soli 66 anni, si è spento l’imprenditore edile Primo Antonio Berti. Di grandi capacità  come progettista e designer, con la passione della chitarra beat e rock, era conosciuto  soprattutto per il suo impegno e la passione per la politica.

Da qualche tempo non stava bene: ai primi di dicembre era stato ricoverato d’urgenza, come lui stesso ha raccontato su Facebook, per un blocco respiratorio.

Primo Berti era una persona davvero speciale: di notevole intelligenza e creatività,  dirigente di Forza Italia sino al 2014, aveva lasciato il partito azzurro deluso dalla politica di Berlusconi.

A dare l’annuncio della scomparsa di Primo Berti è stato Fabio Filippi, ex consigliere regionale azzurro, che proprio oggi doveva incontrarlo a pranzo in una pizzeria di Reggio, come da tempo avveniva tutti i giovedì.

“Come tanti montanari era sceso dalla sua Villa Minozzo in città per lavorare, aveva messo su una bella impresa edilizia ed aveva fatto fortuna assieme a suo papà. Nel tempo libero suonava la chitarra – ricorda Filippi –  Dovevamo incontrarci oggi a pranzo, ma questa mattina al suo cellulare non aveva risposto. La scorsa settimana mi aveva detto che la sua vita sarebbe durata poco, ultimamente lo avevano ricoverato più volte. Io non ci avevo creduto, ma purtroppo sulla brevità della sua vita ha avuto ragione”.

Primo – ricorda ancora  Filippi – “è stato consigliere di circoscrizione per Forza Italia, negli ultimi anni oltre a dirigere la sua impresa, faceva il blogger senza peli sulla lingua. La prossima primavera voleva candidarsi in una lista civica per correre alle elezioni comunali di Reggio Emilia, i suoi sogni di non essere più governato dalla sinistra li dovrà avverare in un altro mondo”.

La salma di Primo Antonio Berti dalle ore 11 di venerdì 28 dicembre sarà esposta nel cimitero suburbano di Coviolo, in v.le Martiri delle Foibe 25  – Reggio Emilia.
Il 29 alle ore 11 nella chiesa di Regina Pacis in via Gorizia 19 Reggio, sarà celebrata la messa funebre.

Primo lascia i figli, la mamma Maria Domenica, di 92 anni, e il fratello.

(Fonte Reggio Report)

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Gli auguri di Natale che Primo Berti ha postato su Facebook il 22 dicembre 2018

Cari Amici,

siete in tantissimi, come faccio a fare gli auguri a tutti? Sappiate che, anche se non ho il piacere di conoscere tanti di voi personalmente, sono contento di potere dialogare e interagire con voi, e sappiate che desidero con sincerità, per voi e per i vostri cari, tutto il miglior bene possibile.

In fondo qui è come essere in piazza tutte le volte che vogliamo, quasi come bere insieme un caffè o, senza fare km, trovare e dialogare con tanta gente che la pensa come noi e che ci arricchisce col proprio pensare. Insomma, tanta gente che senza questa rete ormai globalizzata non avremmo trovato mai.

Ho conosciuto gente dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, da Bolzano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, ed è come se li conoscessi da sempre, come se fossero vicini di casa o colleghi di lavoro.

E pensare che mi viene da sorridere quando agli albori di FB, tante persone non avevano capito la portata dei social network. C'era ottusità, diffidenza, e se ti iscrivevi, eri considerato uno sfigato, uno solo, un disperato, un coglione.

Sì, allora i visionari erano pochi, come poche erano le persone dalla mente aperta. Per fortuna che oggi il mondo, bene o male va avanti, sta a noi far sì che prevalga il bene.

Oggi i social network stanno soppiantando i giornali tradizionali, sono lo strumento principale dei leader politici, ma, soprattutto, sono un formidabile strumento in mano al popolo, uno strumento di insperata libertà. Speriamo solo che la politica, come spesso ha provato a fare, non li limiti e non li ingabbi. Ingabbierebbe la libertà e la voce di tutti noi.

Ricordatevi che fra 100 anni non ci saremo più, parliamoci adesso, vogliamoci bene adesso, ci è toccato di vivere in questo periodo storico, tutti insieme, non facciamo finta di non esistere o di esistere solo per noi stessi.

Buon Natale a tutti Amici,
E anche ai nemici, sennò che Natale sarebbe? 

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Un Commento

  1. Sentite condoglianze alla famiglia, alla mamma e al fratello, che conoscevo da quando erano piccoli e abitavano a Secchio, e più precisamente alla Capanna. Non ci rimane che mantenere buoni i tanti ricordi, quando tutta la famigliola era unita e viveva serena, anche se con poco, ma quel poco la mamma lo faceva sempre bastare. Ciao Primo. R.I.P.

    Bonicelli Beppino

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