L’ultimo dell’anno alternativo dei militi dell’arma. Curiosità da centralino

Linea rovente per il «112» della centrale operativa del comando provinciale carabinieri di Reggio Emilia. Gli uomini del Colonnello Cristiano Desideri, in servizio alla centrale operativa nella notte tra il 31 e il 1 gennaio hanno avuto giusto il tempo di fare un piccolo brindisi, immediatamente dopo la mezzanotte i centralini sono subito divenuti “incandescenti”: allarmi di esercizi pubblici, aziende ed abitazioni collegate alla centrale che si attivavano improvvisamente. La colpa di questi allarmi (falsi) era dovuta proprio ai botti di capodanno.

Un inizio anno avviatosi con diverse chiamate pervenute al 112 dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia anche per liti in locali pubblici (persone ubriache che disturbavano i clienti), tra vicini di casa (chiamate per esplosioni di petardi che volutamente venivano fatte esplodere nel cortile del vicino di casa) e tra familiari all’interno delle mura domestiche (una ragazza aggressiva con la madre, un uomo che ha chiuso la porta a chiave con l’intento di impedire alla moglie, uscita con il figlio, di entrare a casa). In tutti i casi l’escandescenza tra le persone coinvolte è stata ricondotta all’uso smodato di bevande alcoliche. Telefonate sono giunte anche da alcuni cittadini che hanno chiamato lamentandosi per l’esplosione dei fuochi d’artificio.

Numerose anche le telefonate da parte di chi ha voluto fare semplicemente gli auguri ai carabinieri reggiani ringraziandoli per il lavoro quotidianamente svolto. Negli ospedali della provincia, secondo quanto accertato dai carabinieri, non hanno ricorso alle cure mediche persone ferite dallo scoppio di petardi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno.

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