Life Barbie: Ue proroga il progetto

Il Life Barbie, progetto sulla conservazione e la gestione dei Barbi canini e plebei che vivono e si riproducono negli affluenti emiliani del Po, è stato prorogato al 30/09/2020 come richiesto dai diversi partner che partecipano all’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea.

La proroga concordata consentirà di raggiungere alcuni importanti obiettivi come lo svolgimento dei lavori di deframmentazione previsti sul Fiume Enza e il ripopolamento degli ambienti fluviali che, già con il lavoro svolto, si è dimostrato efficace e positivo. Ne sono un esempio i numeri conseguiti: questa sperimentazione, raramente effettuata in precedenza in Italia ha portato, nei quattro anni di progetto fin qui svolti, al rilascio di un totale di circa 40.000 barbi in una decina di siti. La proroga del progetto, che comporta una stagione riproduttiva aggiuntiva, permetterà di rilasciare in natura ulteriori esemplari di Barbo canino, una delle specie ittiche maggiormente minacciate negli ambienti fluviali italiani.

Per quanto riguarda gli interventi di deframmentazione sull’Enza, la proroga permetterà di realizzare 6 “passaggi per pesci” lungo un’asta fluviale di circa 20 km consentendo ai Barbi di risalire il corpo idrico raggiungendo i tratti fluviali idonei alla riproduzione.

Anche sul fronte della lotta alle specie “aliene” che competono con i Barbi canini e plebei per l’habitat e le risorse, si potrà beneficiare di questo tempo aggiuntivo. In tre anni sono stati svolti diversi interventi di eradicazione (mediante prelievo e trasporto in ambiente confinato) nel sito pilota di Giarola, nel Parco del Taro, e in genere sul fiume Taro (Collecchio PR). Ulteriori interventi di controllo degli alloctoni verranno svolti sempre nel fiume Taro, sull’Enza, sull’Arda e nel basso Trebbia.

Il progetto Europeo Life Barbie è frutto della collaborazione del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, dell’Ente Gestione Biodiversità Emilia occidentale (Parchi del Ducato), dell’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e della spin off Gen-Tech e si avvale dell’attiva partecipazione di volontari sul territorio.

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