Scambio di “cortesie” tra Maria Cristina Bettini (Comitato Salviamo l’Ospedale di Pavullo) e Nadia Vassallo (Salviamo le Cicogne di Castelnovo ne’ Monti)

Maria Cristina Bettini

Ci scrive Maria Cristina Bettini referente del Comitato Salviamo l'Ospedale di Pavullo

Quale referente del Comitato Salviamo l'Ospedale di Pavullo più volte citata in causa dal Comitato Salviamo le Cicogne di Montagna anche tramite il  vostro  mezzo  d'informazione chiedo diritto di replica.
     Maria Cristina Bettini
"CHE C'AZZECCA BARGA E LA LOGICA DELLA BETTINI?"
Domanda una anonima cicogna.
Che il Punto Nascita Garfagnino abbia  ottenuto una prima  Deroga od un rinnovo e che non sia stato mai  chiuso non sposta l'oggetto:
Realtà analoghe devono e "potevano" godere di eguale trattamento avendo ricorso al solito istituto. L'accordo stato Regione del 2010 andrà invece modificato per le restanti casistiche.
La Toscana ha fornito   al Ministero tutto  quanto comprovasse condizione orogeografica difficile come richiesto dal D. M. 11/11 /2015, la Regione Emilia Romagna No "pregiudicando" il Parere del Ministero della Salute diventato alibi di chiusura dei tre Punti Nascita Emiliani.
La revisione in positivo da parte del Comitato Percorso Nascita Nazionale del suddetto Parere, alla luce dei dati integrati dai Comitati con l'istanza di Riesame, equivarrebbe ad autorizzare l'esistenza di questi piccoli centri Nascita riconoscendo  che il rischio del trasporto é estremamente elevato e prevale nel bilanciamento con la presunta maggiore sicurezza degli ospedali cittadini alcuni dei quali non sono  neppure dotati dei reparti di neonatologia e di rianimazione.
Sorprendente come  i  dettami del D. M 11/11/2015   siano stati appresi da alcuni  referenti di  Salviamo le Cicogne di Montagna di Castelnovo ne Monti solo a metà gennaio 2019 tramite un email della Regione Toscana nel tentativo di sminuire   un Comitato amico "Salviamo l'ospedale di Pavullo" dal quale hanno attinto  gli errori e le mancanze   della richiesta di Deroga della Giunta  Bonaccini.
Gli stessi errori  che hanno  avvallato e sventolato come arte propria  nei Consigli Comunali, nel Patto delle Cicogne e  ribaltati sul tavolo della Regione colpevolizzando   il Ministero: "per stimolarli, abbiamo spiegato loro quali errori ha compiuto il Ministero nel rilasciare il parere di Deroga" citazione Salviamo le Cicogne di Montagna (pagina fb 14 gennaio 2019 e quotidiani)
La Regione per la potestà normativa di cui gode in materia Sanitaria può   in piena  autonomia, come è solita fare per qualunque altro potenziamento ospedaliero  procedere all'apertura ex novo  dei Punti Nascita montani ove garantirà  i requisiti mimini assistenziali  sufficienti per le aree disagiate al di là del volume di attività ( Nascite).
Questione di investimenti  e di volontà
Carta canta altro che "libro bianco"!
Vogliamo  infine parlare delle #falsità divulgate sulla mia  persona, che  guarderebbe alla privatizzazione di servizi Sanitari nel Frignano?
Estrapolare da un articolo di una testata giornalista "parte" di un concetto, non solo è di una bassezza unica ma si aggiunge  alla serie di lacune che  contraddistinguono certi soggetti : l'ipotesi di un servizio sanitario convenzionato non equivale  ad un servizio a pagamento per le gravide del Frignano ma garantisce loro la stessa prestazione a costo zero di quando dirottate su un Sassuolo Spa riducendone  i disagi di spostamento.
Non è screditando l'operato di altri che ci si erge sull'apice della comune  causa,  i nostri antichi avevano capito il significato del 'divide et impera', forse se anche noi lo avessimo compreso , ora non saremmo qui a parlare di chi ha fatto cosa per essere considerato prima attore, ma staremmo insieme ed uniti a  rivendicare a voce ancor più forte i nostri diritti.
L'etica impone rispetto e confronto anche nella diversità di pensiero.
                Maria Cristina Bettini
COMITATO SALVIAMO L'OSPEDALE DI PAVULLO

rbt

Risponde in tempo reale Nadia Vassallo del comitao Salviamo le Cicogne di Montagna di Castelnovo ne' Monti.

In merito a questa nota stampa polemica della Sig Bettini nei nostri confronti che rivendica pubblicazione per diritto di replica. Vogliamo solo far notare che il nostro riferimento era il M5s e che il nome Bettini noi non lo abbiamo fatto e forse neanche la stampa.

Di seguito il testo integrale del nostro comunicato in questione

Comunicato stampa
Evviva evviva, Bonaccini faccia come Barga in Toscana, invii una PEC ed è tutto risolto.
Bene, se questo è, siamo i primi ad essere felici.
Ma non abbiamo capito che "c'azzecca" Barga con i PN chiusi dell'Appennino emiliano.
Barga non è mai stato chiuso, è fresco di deroga del Ministero rilasciata il primo giugno dello scorso anno, e continua a lavorare normalmente come Portoferraio e Borgo San Lorenzo anche loro con deroga ministeriale, mentre Piombino è aperto nonostante parere sfavorevole perchè in attesa di una rivalutazione richiesta dalla Regione, e Bibiena è chiuso, senza richieste di deroga. Hanno seguito il protocollo metodologico ministeriale.
Manca quindi la notizia e soprattutto non ci sono riferimenti a noi.
Abbiamo riletto il comunicato stampa della Signora...
facciamo fatica a percepirne una logica, e comunque non concordiamo sulla sua proposta di privatizzare i servizi pubblici.
Bene ha fatto a far avere al Ministero la richiesta di revisione del parere, anche noi ci abbiamo provato ma il sindaco Bini ce l'ha impedito con tanto di voto consigliare.
Abbiamo poi letto i comunicati che la esaltano... ci abbiamo capito ancora meno.
I PN chiusi in Emilia per essere ri-aperti dovranno esserlo sulla base di una delibera della Regione, non con una PEC.
Per farla, bisogna che il Presidente Bonaccini e la sua giunta, volenti o nolenti, la predispongano.
Noi ci siamo andati per chiederla, loro non ce l'hanno promessa, ma neanche negata, al momento non sono orientati per non andare contro il parere tecnico ministeriale oltre a quello tecnico regionale.
Per stimolarli abbiamo spiegato loro quali errori ha compiuto il ministero nel rilasciare il parere di deroga, errori che possono essere da loro presi ed utilizzati per richiedere un nuovo parere e quindi per riaprire il discorso. Hanno preso nota.
Stessa cosa vogliamo fare con il Ministero, sperando di andarci senza essere scippati per una seconda volta da altri, per spiegare quali sono state le irregolarità della Regione nel presentare la domanda di deroga. In questo modo anche il Ministero potrà riaprire di propria iniziativa la questione, magari con un riesame del parere precedente.
E anche Porretta ha diritto di riaprire, e poiché il suo PN è stata chiuso quando ancora non esisteva il decreto che concedeva la deroga ai PN di montagna, e quindi non ci sono possibilità di riesame, è necessario metter mano all'accordo Stato Regioni del 2010, istituendo un tavolo di lavoro Governo Regioni che serva per tutta l'Italia, capace di prevedere nuove forme di assistenza al parto in territori disagiati e con bassi numeri. L'ultimo accordo in materia è datato 24 gennaio 2018, quindi si può fare.
E' sbagliato alzare barricate contro la revisione dell'accordo del 2010, non siamo i soli a dirlo, c'è scritto anche in un comunicato stampa del C.I.S.A.D.eP. che rappresenta 50 comitati italiani, il quale lo ha ribadito durante una sua visita a Roma per chiedere una iniziativa del Ministero.
Non ci interessa stabilire chi politicamente deve morire e non possiamo essere incolpati perché non ci schieriamo pro o contro partiti e istituzioni, ci interessa che riaprano i PN dell'Appennino perché i parti per strada sono una cosa che indigna la montagna e deve indignare tutti.
Chi continua a prendersela con noi per quel che stiamo facendo dimostra malafede e inaffidabilità, perché il suo intento è di strumentalizzare problemi e persone per propri calcoli politici.
C'è lo spazio per risolvere le cose, questo è l'obiettivo nostro e che vorremmo fosse di tutti, senza infantili o patologici atteggiamenti di primogenitura.
Noi andiamo avanti, e chiediamo ai cittadini di continuare a sostenerci.

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5 Commenti

  1. Bé… al comunicato delle Cicogne manca qualcosa che era presente nell’originale e che è ancora presente sulla pagina Fb del gruppo, basta confrontarli per capirlo.
    Mattia Rontevroli
    DI.NA.MO

    Rontevroli Mattia

    Rispondi
  2. Ho l’impressione che state entrando (o ci siete già in pieno) nel tranello che vi vede dividervi su parole o discorsi che portano il problema lontano dai fatti reali e si cominci a disquisire di “filosofia” circa il diritto di paternità (in questo caso di maternità) dell’azione che state portando avanti. Già la settimana scorsa era stata data la notizia di una “vistosa frattura” tra Salviamo le Cicogne e Dinamo. I vostri interlocutori politici regionali, di cui lamentate una scarsa considerazione nei vostri confronti, vogliono questo, vogliono che si scrivano articoli di questo tipo.
    Avete visto quanto poco spazio o rumore hanno fatto quei casi di partorienti o puerpere “migranti”? E le loro (madri e neonati) vicissitudini finite più o meno bene? Alcune righe per dovere di cronaca e null’altro. Su parole o modeste divergenze solo sul metodo ma con un obiettivo comune si spendono pagine ed articoli, cercando tra le righe cose non dette, magari immaginate. Mi sembra di assistere a quelle trasmissioni dopo partite di calcio in cui si comincia a fantasticare… Se avesse tirato, se avesse passato, forse c’era il goal, ecc. ecc. Per concludere: siete persone intelligenti, donne piacenti per aspetto e cultura, avete individuato un nobile obiettivo comune e la popolazione della montagna vi sta sostenendo indipendentemente dal colore politico (solo lo “zoccolo” duro continua a sostenere idee e soluzioni impossibili, impopolari ed anacronistiche, ma di questi “trogloditi” CE NE FREGHIAMO). Beh, non dividetevi e non date adito agli organi di informazione di poter parlare in questo senso. Tenete duro, noi popolo delle montagne siamo con Voi!

    Dott. Cavana

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  3. Ribadisco il mio pensiero già per altro scritto su questa testata:
    Come gli antichi Romani piegavano i popoli e li sottomettevano?
    Divide et impera.
    Pare che la storia come al solito non sia maestra di vita.

    M.B.

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  4. Gentile redazione, fra il continuo parlar di noi della signora Bettini (ma non è residente in Toscana e a capo di un comitato modenese?) e le rampogne del dottor Cavana e altri che ci mettono al pari della signora, anche se non siamo noi ad andarla a cercare, ci ispira la frase della ministra francese, simpatica anche se, ahi noi, è rivolta contro la nostra Italia. Dice:”La Francia non intende farsi trascinare in una ‘gara di stupidità’ con il governo dell’Italia. Sono delle frasi inutili e scortesi” e “In Francia diciamo che tutto ciò che è eccessivo è insignificante”, ha detto Loiseau. “Non giocheremo alla gara del più stupido”.

    L’anonima Cicogna

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  5. Cara anonima cicogna, le devo confessare che non ho capito nulla del suo commento. Mi spieghi cosa sono le rampogne? cosa c’entra la Francia? Perdoni la mia modesta cultura che necessita di sue ulteriori spiegazioni. L’unica cosa del suo commento è che danno. fastidio la residenza ed il comitato modenese della signora Bettini: altra cosa chiara è che volete correre da sole. Non mi pare una strategia intelligente, pensavo che “l’unione fa la forza” ma forse ho sbagliato io nel sopravvalutarvi. Mi raccomando mi ragguagli sulle rampogne!
    Un abbraccio
    P.S. Ho sempre combattuto contro l’anonimato: non c’è niente di pericoloso nel mettere nome e cognome (basta che non sia roba come Wonder Woman).

    Dott. Cavana

    Rispondi

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