Cicogne: “Il Ministero faccia un’indagine ispettiva su Regione e Asl: strumentalizzati i dati”

Un momento della serata promossa dal Comitato Salviamo Le Cicogne di Montagna: al tavolo Nadia Vassallo e Gianni Marconi

Ci sono sostanziali novità sul tema della riapertura del Punto nascite di Castelnovo ne' Monti e più in generale degli Appennini. Si è infatti tenuto venerdì sera l'incontro aperto alla cittadinanza del Comitato Salviamo Le Cicogne di Montagna. Una serata partecipata da una quarantina di persone tra i quali il consigliere regionale Gabriele Del Monte, il consigliere comunale reggiano Gianni Bertucci, il consigliere comunale di Toano Antonio Manini, i rappresentanti del Comitato Fermare la Discarica, nessuno della giunta castelnovese.

Durante la serata il Comitato ha presentato il Libro Bianco del Punto nascite (lo si può consultare qui) che, nel riepilogare l'annosa vicenda parla di "dati tendenziosi e omessi", propone la soluzione per la riapertura, individuando una possibile strada: la rivalutazione del vecchio parere ministeriale e la moratoria immediata alla chiusura dei Punti nascita con riapertura nel pieno rispetto degli standard di sicurezza.

Emerge anche,  in questo accurato Libro Bianco, il famoso dato dei 500 parti minimi per Punto nascite dichiarato come livello base per stabilire se ritenere o meno sicuro uno stesso Punto nascita: ebbene, questo dato non ha alcuna base scientifica (men che meno quella della Organizzazione mondiale della Sanità - Oms) e a dirlo, nel 2010, è Paolo Gilberti, nientepopodimeno che, all’epoca, presidente della Società italiana pediatria.

Nel mentre anche il Ministro della Sanità, Giulia Grilllo, apre alla revisione dell’accordo Stato Regioni del 2010.

Ecco i comunicati pervenuti.

 

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SALVIAMO LE CICOGNE DI MONTAGNA, ECCO IL LIBRO BIANCO DEL PUNTO NASCITE

Venerdì 25 gennaio abbiamo presentato a Castelnovo ne' Monti il Libro Bianco del Punto nascite, la storia della sua chiusura e le proposte del comitato Salviamo le Cicogne per riaprirlo e per riaprire anche gli altri dell'Appennino emiliano. In esso sono contenute tutte le azioni scorrette compiute per arrivare alla soppressione dell’unico punto di assistenza al parto su un territorio di difficile percorribilità, esteso 800 kmq.

Sono le prove che servono per stabilire che il parere negativo espresso dal Comitato percorso nascita nazionale ministeriale era fortemente pregiudicato da dati falsi e da informazioni omesse, quindi necessitante di una rivalutazione sulla base delle vere condizioni del Punto nascita al momento della richiesta di deroga.
Questo documento di controinformazione è il supporto tecnico che offriamo al Ministero per intraprendere una iniziativa autonoma che parta da un accertamento della verità attraverso propria indagine ispettiva per arrivare a richiedere al Comitato percorso nascita nazionale una rivalutazione del parere di deroga.
È in questo modo che si arriva ad asciugare l’acquitrino degli alibi in cui ristagna la decisione di riaprirli: la Regione non avrà più motivi d’attesa e potrà applicare così una moratoria alla chiusura e deliberare la riapertura di tutti i Punti nascita della montagna nel pieno rispetto degli standard di sicurezza.
A maggior ragione oggi che il Ministero e le Regioni finalmente sono arrivati alla determinazione di rivedere l’Accordo Stato Regioni del 2010 per riconsiderare le parti riguardanti la sicurezza delle donne che vivono nelle aree interne del Paese.
Questo Libro Bianco lo porteremo martedì a Roma al Ministero della Salute e lo rendiamo pubblico, senza alcuna pretesa di primogenitura, chiedendo anzi a tutti di divulgarlo e di riutilizzarlo facendone propri i contenuti affinché si ristabilisca il giusto senso delle cose, violentato da una imponente campagna mediatica che per troppi anni ha piegato la verità secondo la volontà politica dominante.
È questa una fase nuova, che volge verso un recupero della ragione ed un ripristino dei diritti violati delle minoranze della popolazione che vive su territori che rappresentano invece il 70% della superficie nazionale.
È il momento nel quale tutti debbono fare la propria parte, reciprocamente e contestualmente: il Ministero con l’accertamento della verità e con la rivalutazione del parere di deroga, la Regione applicando la moratoria alla
chiusura attraverso una immediata delibera di riapertura.
Noi faremo la nostra parte, quella di facilitare questo percorso, accelerarne i tempi, vigilare affinché nessuno escogiti diversivi per non impegnarsi allo scopo.
Nessuno può pensare di trarre vantaggio nel lasciare le cose come stanno per usarle ai fini elettorali, non lo permetteremo perché la sicurezza delle donne, la loro dignità e i loro diritti sono più importanti di qualsiasi calcolo politico e non smetteremo di difenderle fino alla soluzione del problema attraverso la riapertura in sicurezza dei Punti nascita dell’Appennino emiliano.

SALUTE: GRILLO, "PUNTI NASCITA, PRONTI A LAVORARE CON REGIONI"

ROMA (Italpress) - “In questi mesi sono state molte le richieste di rimodulazione della rete dei punti nascita arrivate da varie parti d’Italia al Ministero della Salute. In considerazione del progressivo calo degli indici demografici del Paese, della carenza di alcune figure professionali sanitarie e per l’evidenza di situazioni territoriali caratterizzate da particolare disagio orografico, credo sia necessario valutare insieme alle Regioni - e di questo ho già accennato al presidente Bonaccini - l’attualità dell’Accordo Stato-Regioni del 2010, recepito poi dal DM 70/2015”. Lo afferma in una nota Giulia Grillo, Ministro della Salute. “Le riforme, come tutti gli esperimenti, vanno monitorate ed eventualmente aggiornate, se necessario, alla luce dell’esperienza acquisita sul campo. Le mutate condizioni al contesto richiedono oggi una profonda riflessione sulla ponderazione dei rischi, nell’interesse primario delle mamme e dei neonati - conclude Grillo -. In tal senso nelle scorse settimane ho chiesto, tramite la Direzione della Programmazione, di invitare il Comitato Percorso nascita nazionale ad approfondirne le problematiche al fine di inserire una riflessione specifica all’interno del Patto per la Salute".

PUNTI NASCITA: M5S, GRILLO AGISCE TRAMITE IL "PATTO DELLE SALUTE", NUOVI CRITERI ENTRO FINE MARZO. NON CI SARANNO PIU' ALIBI PER LA REGIONE. MA CASTELNOVO POTREBBE APRIRE GIA' ORA ESSENDO AGGREGATO AL SANTA MARIA NUOVA

“Ferma restando che la potestà decisionale rimane e rimarrà delle Regioni, il Ministro della Salute Giulia Grillo ha deciso di concerto con le Regioni di aggiornare entro marzo i criteri sui punti nascite sfruttando l’occasione del ‘Patto della Salute’. Tra l’altro, parlando con il Ministero, oggi abbiamo avuto conferma che per la prima volta c’è la volontà di riesaminare in merito ai criteri di riapertura dei punti nascita. A quel punto non resteranno più alibi per le Regioni. Tra l’altro il punto nascita di Castelnovo potrebbe riaprire già ora essendo aggregato all’Ospedale Santa Maria Nuova. Invece che attaccare la Grillo e fare da sponda al Pd, la deputata Fiorini di Forza Italia farebbe bene a prendersela con chi ha causato la situazione. Nel 2010 era al Governo Berlusconi. Il Movimento 5 Stelle da quando agisce ha sempre lavorato per favorire le riapertura dei punti nascita”, dichiarano in una nota i parlamentari emiliani del Movimento 5 Stelle reggiani Maria Edera Spadoni, Stefania Ascari, Maria Laura Mantovani, Davide Zanichelli, Gabriele Lanzi. “Martedì 29 anche i parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che si sono sempre occupati della questione saranno presenti all’incontro con il Ministro Grillo e i comitati”, concludono.

 

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2 Commenti

  1. Come “nessuno della giunta castelnovese” presente? In un momento così delicato, in cui l’unione sarebbe importantissima. Lascia molto perplessi…

    MA

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  2. Art. 31.
    La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
    Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
    Art. 32.
    La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

    M.B.

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