Autism: What is it? Speakeasy a cura di Alice Rivi e Giulia Petrone

Prosegue la collaborazione fra il Liceo Linguistico “Cattaneo-Dall’Aglio” e Redacon.

"Speakeasy", una rubrica curata dagli studenti.

-----

Autism: What is it?

Una scena del film Rain Man

A nurse asks, “He’s artistic?” Charlie replies, “No, he’s autistic.” The nurse says, “I’m not familiar with that, what is the exact nature of the problem?”
This is a quotation from the film “Rain Man” (released in 1988), a really powerful film which deals with an important issue: autism.
It has been 30 years since the film was released. In the beginning it wasn’t intended to deal with this issue: it was rather meant to focus on the relationship between two brothers and their journey through difficulties. Even though the word “autism” doesn’t even appear on the script, the story is tied to it.
Autism is a disorder characterized by troubles with social interaction and communication, which develops in children from an early age. Nowadays it is estimated that there are 24.8 million people affected by it.
In our society this issue is often underestimated and, even though we have reached high levels of scientific development and medical research is improving, its characteristics are often misinterpreted.
30 years ago, with the enormous success of “Rain Man”, the general public found out what ­“being autistic” meant. However, that message was not completely realistic; in fact the film deals with another important theme: the savant syndrome. These conditions were mixed up, as if one implied the other. But a savant is not necessarily autistic.
These days we know that there are just 25 savants alive and they have extremely developed abilities, such as reading two pages simultaneously, playing symphonies after hearing them just once, or making difficult calculations without hesitation.
Ray Babbitt, who is the main character of the story, shows particular characteristics (e.g. difficulties in interacting with people, in language and sensory skills, but also exceptional abilities in math and a prodigious memory) which are uncommon among autistic people. As a consequence, viewers might be led to believe that such was the norm for autistic people and that all savants suffer from autism. But it is not like that. Ray Babbitt would be part of just a small percentage (10%) of autistic people who develop these incredible abilities.
Nevertheless, with the positive impact on audiences all around the world, the film accomplished its main task: making people become aware of this condition. This is the first film of the genre and its “soft humor” and sensitivity is suitable for adults and children. Since then many other films have been made, but we can consider “Rain man” the concrete proof of a “step forward” in our society.
People are often influenced by this condition, because it’s not easy to understand it and empathise with it.
But now we, Giulia and Alice, have completely changed our conception of autism: we believe that understanding helps us deal with things we do not know.
We have been doing research for a long period, because we really wanted to figure out what it all was about and not to take everything for granted. We realized that some traits of the character of Ray Babbitt were sort of exaggerated and unrealistic. Since we are familiar with the issue, because of a friend of ours we know since elementary school, we wanted to set it
free from prejudice.
Having discussed this topic in class and having deepened it at home by watching the film has, in addition, helped us to go through the problem, but also the stereotypes attached to it.
That’s because having a wider knowledge means also taking into account the positive and negative ways something is brought out to the general public, something only a strong film like “Rain Man” can make you do. A critical approach has helped us a big deal.
At first you may not be aware of the depth the film takes you into, but step by step you become more sensitive and you start thinking about something that has probably never occurred to you before.
Quoting an important Irish author, we dare say: “A terrible beauty is born”* meaning that consciousness and a deeper understanding have been raised among viewers.
We would really recommend it, enjoy the view!
Before we leave: we hope this article has helped you to get closer to this issue and overcome stereotypes we all have on things we do not know about. These themes are really dear to us and we consider them to be a starting point for our future society. First of all we must understand people, then society.
*this is a quotation from William Butler Yeats’s poem “Easter, 1916”.
Alice Rivi & Giulia Petrone VQ

Bibliografia:
_theguardian.com, Rain man at 30
_Interacting with autism, article
_ Wikipedia, autism
_speak to autism, website
_ Rain man compie 30 anni, Corriere della sera

***
Traduzione:

Alice Rivi (Dx) Giulia Petrone (Sx)

Autismo: cos’è?
Un’infermiera chiede: “È artistico?” Charlie risponde “No, è autistico” L’infermiera dice: “Non sono esperta, qual è l’esatta natura del problema?”
Questa è una citazione del film “Rain Man” (uscito nel 1988), un film veramente forte, che affronta un argomento molto importante: l’autismo.
Sono passati 30 anni da quando il film è uscito. Inizialmente non era stato pensato per trattare questo argomento, ma si concentrava sulla relazione tra i due fratelli e il loro viaggio attraverso le difficoltà. E anche se la parola “autismo” non compare nemmeno sul copione, la storia è legata a ciò.
L’autismo è un disturbo caratterizzato da difficoltà nell’interazione sociale e nella
comunicazione, il quale si sviluppa nei bambini fin a partire da una tenera età. Al giorno d’oggi si conta che vi sono 24,8 milioni di persone autistiche nel mondo.
Nella nostra società questa problematica viene spesso sottovalutata e, anche se abbiamo raggiunto altissimi livelli di conoscenze scientifiche e di sviluppo medico, le caratteristiche di questo vengono male interpretate.
Trenta anni fa, con l’enorme successo di “Rain man”, il pubblico scoprì cosa significa “essere autistico”. Tuttavia, il messaggio dato dal film non era completamente realistico, infatti il film tratta di un altro importante aspetto: La sindrome dei “Savants”. Queste due caratteristiche vennero mischiate, come se una implicasse l’altra. Un “savant” non è necessariamente
autistico.
Al giorno d’oggi sappiamo che vi sono solamente 25 sapienti in vita ed essi hanno delle abilità estremamente sviluppate, come leggere due pagine contemporaneamente, suonare delle sinfonie dopo averle ascoltate solamente una volta, fare calcoli estremamente difficili senza alcuna esitazione.
Ray Babbit, che è il protagonista della storia, mostra particolari caratteristiche (ad esempio particolarità nell’interazione con le persone, nel linguaggio e nelle abilità sensoriali), le quali non sono molto comuni tra le persone autistiche.
Di conseguenza gli spettatori potrebbero pensare che questa sia la normalità per le persone autistiche e che tutti i sapienti siano autistici. Ma non è così. Ray Babbitt rientrerebbe in una percentuale molto bassa (10%) di persone autistiche che sviluppano queste abilità incredibili.
Ciò nonostante, con l’impatto positivo sul pubblico, nei vari paesi, il film ha portato a termine il suo obiettivo principale: rendere le persone consapevoli di questa problematica. Questo fu il primo libro sul genere e con il suo “humor sottile” e sensibilità, è adatto sia per adulti che per bambini. Sono stati realizzati molti film successivamente, ma possiamo considerare
“Rain Man”, o “L'uomo della pioggia” la prova concreta di un passo in avanti nella nostra società.
Molte persone possono essere condizionate da questa sindrome, a causa delle difficoltà di comprensione o dalle difficoltà di creare empatia.
Ma ora noi, Giulia e Alice, abbiamo completamente cambiato la nostra concezione di autismo: crediamo che capire a fondo ci aiuti molto con ciò che non sappiamo.
Abbiamo fatto ricerche per molto tempo, perché volevamo davvero capire di cosa si trattasse e non dare niente per scontato. Abbiamo imparato che alcune caratteristiche di Ray Babbit erano esagerate e non realistiche. E dal momento che siamo familiari con questa problematica fin dalle scuole elementari che riguardava un nostro compagno, vogliamo
liberarla completamente dai pregiudizi.
Avendo parlato di questo argomento in classe e avendo approfondito ciò con la visione del film a casa, siamo stati aiutati anche a superare gli stereotipi che vediamo associati all’autismo. Avere una conoscenza più approfondita, significa anche tenere in
considerazione gli “aspetti negativi” che un film forte come questo può mettere in risalto.
All’inizio si può non essere consapevoli della profondità degli argomenti trattati, ma passo dopo passo si comincia a pensare a qualcosa di nuovo.
Citando un importante autore irlandese, ci teniamo a dire: “una terribile bellezza è nata”*, con ciò intendiamo dire che una sensibilità maggiore è stata accresciuta tra il pubblico.
Vi raccomandiamo vivamente questo film, buona visione!
Prima di andarcene: speriamo che questo articolo vi abbia aiutato ad avvicinarvi alla problematicità della faccenda e, allo stesso tempo, a superare gli stereotipi che spesso si hanno quando qualcosa non si conosce. Queste tematiche ci stanno davvero a cuore e le riteniamo un punto di partenza per la costruzione della società futura.

Per prima cosa
bisogna capire le persone, successivamente la società.

*questa è una citazione di William Butler Yeats, presa dalla sua opera “Easter 1916”.

(Alice Rivi e Giulia Petrone)

Le altre lezioni di inglese.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48