“L’Oratorio non fa attività partitica, non si schiera con nessuno, è aperto a tutti”. AGGIORNAMENTO La replica del candidato Davoli

Riceviamo e pubblichiamo.

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In merito al programma di Castelnovo Libera pubblicato su Redacon il 25 febbraio scorso, è mio dovere precisare che l’Oratorio S.Giovanni Bosco, che rappresento in quanto Parroco della Parrocchia di S. Maria Assunta in Castelnovo, non ha stipulato nessun accordo di cooperazione sulla cosiddetta “discoteca Sana” con il rappresentanti della lista Castelnovo Libera.

L’Oratorio non fa attività partitica, non si schiera con nessuno, è aperto a tutti.

L’Oratorio è disponibile a collaborare con tutti, ma non lo si può inserire in programmi elettorali o cartelli di parte, specie senza averne almeno chiesto precedentemente il consenso.

(Don Giovanni Ruozi)

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Aggiornamento 1/3/2019 ore 13.00

Riceviamo e pubblichiamo.

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Gentile arciprete don Giovanni Ruozi, il programma della lista Castelnovo Libera, è un elenco di proposte che presentiamo agli elettori e che realizzeremo “se” saremo eletti e “se” potremo amministrare il comune di Castelnovo Monti.
In tal caso proponiamo una “eventuale” e “futura” collaborazione con chi gestisce l’oratorio Don Giovanni Bosco, da amministrazione comunale in carica, per una Discoteca Sana, ovvero un ritrovo per i giovani di Castelnovo Monti senza consumo di alcool.
È una proposta e una ipotesi di collaborazione, una descrizione di intenti. Forse non siamo stati sufficientemente chiari. Vedo che qualcuno tra i suoi parrocchiani ha, come dire, la pelle molto sottile e si preoccupa eccessivamente. Lo tranquillizzi, sappiamo che le simpatie sono trasversali, c’è chi vota da una parte e chi dall’altra. Abbiamo molti consensi tra i suoi parrocchiani, (molti cattolici saranno nella nostra lista), ma non ne rivendichiamo l’esclusiva.
Abbiamo anche scritto che è intenzione nostra, se diventiamo amministrazione, di accogliere raduni di scout o di festival di bande musicali militari. Non credo che le organizzazioni di scout, i bersaglieri, i marinai, la folgore, gli alpini si sentano in dovere di scrivere che con loro non c’e nessun accordo e che loro non appoggiano nessun movimento politico.

Don Ruozi,apprezzo la sua dichiarata equidistanza, ma mi permetta, è evidente che la sua reazione è abbondantemente “pleonastica” e anche un po’, come dire, fuori luogo.
Qualcuno le ha telefonato preoccupato e le ha tirato la giacca, pardon la tonaca? Magari il Peppone locale e i suoi compagni?
Le auguro buon lavoro lavoro e le chiedo una preghiera per le prossime elezioni. In attesa di venire a trovarci in sede, per l’opportuna e desiderata benedizione dei locali.
Dall’ex allievo del collegio San Giovanni Bosco, diretto dai padri Salesiani, in Montechiarugolo, Parma, 1967-1970.
(Alessandro Raniero Davoli)

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26 Commenti

  1. Si può essere distanti mille miglia dalle posizioni politiche e dalle idee di Davoli, ma a me sembra che egli non abbia richiesto, oggi, accordi di collaborazione in veste di rappresentante di partito, o di candidato Sindaco della lista Castelnovo Libera, bensì abbia soltanto previsto nel programma una siffatta ipotesi, che andrebbe eventualmente a materializzarsi una volta che detta lista arrivasse ad amministrare il Comune, nel senso che il progetto non riguarda il presente bensì il futuro (pur riavvicinato che possa essere).

    In tal caso sarebbe comunque la Istituzione municipale a proporre la collaborazione, il che mi parrebbe essere cosa ben diversa da una questione partitica, ed in quel momento la Parrocchia potrà poi decidere se sussistano o meno le condizioni per aderire ad una proposta del genere, ma intanto, nel leggere questa nota, qualcuno potrebbe anche fraintendere, ossia pensare che la Parrocchia non farà accordi col Comune semmai fosse guidato da Davoli (se così non fosse, come suppongo, vedrei bene una precisazione).

    P.B. 01.03.2019

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  2. Emilio Fede con tre parole saprebbe esprimere benissimo il concetto della figura del Davoli.
    Complimenti Davoli! Parte bene con le promesse! Una serietà che va oltre ad ogni speranza.

    Simon

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  3. Propongo al locale candidato sindaco della sinistra, di inserire nel suo programma elettorale un punto per cui tutti gli immigrati irregolari, bisognosi e non, troveranno vitto, alloggio e divertimenti a volontà (gratuitamente) presso la sede della Lega a Castelnovo Monti. Ovviamente non serve nessun benestare degli interessati, in quanto trattasi di una proposta che sarà presentata agli elettori e che sarà realizzata “se” sarà eletto e “se” potrà amministrare il comune di Castelnovo Monti. È una proposta e una ipotesi di collaborazione, una descrizione di intenti…

    Andrea

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  4. Egregio P.B. con tutto il rispetto per il suo come sempre pacato e semanticamente delizioso commento, le proposte di collaborazione vanno fatte PRIMA e non DOPO aver inserito il relativo punto nel programma. Altrimenti io potrei organizzare una festa a Campolungo e scrivere sulla locandina che suonano i Pink Floyd con Roger Waters, salvo poi farci suonare all’ultimo minuto la banda di Felina (con tutto il rispetto per questi fantastici musicisti), dicendo che i Pink Floyd hanno incredibilmente declinato la proposta…

    Andrea

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  5. Mi permetto di dissentire sulla tesi di Andrea, quanto ad interpretazione del programma elettorale, il quale, a mio avviso, deve esprimere innanzitutto una volontà, che dovrebbe poi concretizzarsi durante il quinquennio del mandato, se il voto premierà il proponente mettendolo alla guida del Comune (e durante il quinquennio gli elettori potranno rendersi conto se la manifestata volontà si tradurrà poi in azione).

    Secondo la tesi di Andrea, se la ho ben compresa, laddove il programma di Davoli contempla la “Approvazione e realizzazione in area panoramica di un campeggio”, avrebbe dovuto specificare anche dove si trova l’area e se egli ha già verificato col proprietario della stessa la disponibilità a cederla, e il relativo prezzo, il che mi sembra francamente irrealistico.

    Da ultimo, se Davoli avesse avanzato a priori la proposta di collaborazione, come suggerisce Andrea, e ne avesse ricevuto un rifiuto, qualcuno poteva legittimamente vedervi una posizione ostile alla lista Castelnovo Libera, facendo assumere a quel diniego una imbarazzante valenza politica, il che mi fa dire che sarebbe stato prematuro e inopportuno proporre PRIMA la proposta (anziché ipotizzarla per un eventuale DOPO).

    P.B. 01.03.2019

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  6. Il linguaggio usato in diversi interventi è fumoso e prettamente politico! Un BRAVO a don Giovanni per la SUA CHIAREZZA; prima di dire che utilizzerai CASA MIA (ne è il legale rappresentante) o scrivere che la utilizzerai, dovrai parlarne con LUI. Ogni altro intervento senza averlo fatto è SCORRETTO e non certamente degno di chi vuol rappresentare il Paese. Ancora un bravo a don Giovanni. (Castelnovo è sempre stato difficile ma sono brave persone, è comunque MOLTO importante dire che la CHIESA a Castelnovo è GUIDATA da LEI: Auguri)

    Luigi Magnani

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  7. Sinceramente,non trovo cosa ci sia di così eclatante in una eventuale collaborazione tra Amministrazione Comunale (qualunque essa sia) e Parrocchia, anzi credo che potrebbe essere una cooperazione molto positiva per l’intera comunità.
    Per quanto riguarda la discoteca “sana”: se un’indomani Davoli diventasse sindaco e il Parroco non fosse d’accordo, penso che non ci sarebbe nessun problema, in quanto vi sono altri luoghi dove poterla fare. Queste sono polemiche inutili.

    AZ

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  8. Proprio a proposito del campeggio, cito il post del candidato Davoli del 26 febbraio: “Gentile Sara, come può comprendere, se rilegge i 15 punti, molti sono a costo zero. Il campeggio verrà realizzato da privati, su terreni di loro proprietà”. Spero che questi “privati” esistano veramente, perchè se anche questa fosse una “dichiarazione di intenti” io non lo troverei serio, E lei?

    Andrea

    Rispondi
  9. Non me ne voglia il don, né pensi ad una mancanza di rispetto nei suoi confronti, ma dopo gli interventi dell’uno e dell’altro mi sarei aspettato che la Parrocchia dicesse ancora qualcosa, di sostanziale “chiarificazione”, vuoi per la delicatezza della materia vuoi anche perché a mio avviso il “silenzio” si addice poco a chi riveste un ruolo molto importante, se non di riferimento e guida, nella vita di una comunità.

    Il silenzio si presta peraltro alle più varie e diverse interpretazioni, ivi compresa quella – al momento del tutto legittima pur anche dovesse rivelarsi errata, nel senso di venir poi smentita – che sotto sotto via sia una certa qual sorta di non simpatia per la lista Castelnovo Libera, e ciò in verosimile contrasto e contraddizione con l’affermare che “l’Oratorio non fa attività partitica, non si schiera con nessuno…”.

    P.B. 03.03.2019

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  10. Buongiorno,
    Questa non vuole essere una difesa di don Giovanni Ruozi; non ne ha sicuramente bisogno ma una richiesta di chiarimento ad un dubbio che mi è venuto: io sono anziano e non capisco molto dei garbugli della politica, sempre un po’ nebulosi.
    Vorrei fare una breve disamina del suo intervento.
    Premetto che non trovo in linea con il suo linguaggio sempre sobrio e rispettoso, la frase rivolta ad un Ministro di Fede e Parroco di Castelnovo ne’ Monti col quale dovrà confrontarsi da futuro sindaco: “reazione abbondantemente “pleonastica” e anche un po’, come dire, fuori luogo. Qualcuno le ha telefonato preoccupato e le ha tirato la giacca, pardon la tonaca? Magari il Peppone locale e i suoi compagni?”
    Detto questo un dubbio mi assale: se il punto indicato nel suo programma elettorale “Discoteca sana”, come dice lei “È una proposta e una ipotesi di collaborazione, una descrizione di intenti” sta a significare che tutti i punti sono proposte e ipotesi di intenti? Oppure è solo questa e le altre no? Oppure quali si e quali no? Sa, ripeto, io sono anziano, e non capisco queste sottigliezze e prima di dare il mio voto vorrei essere certo di non commettere errori. C’è una bella differenza tra “noi faremo” e “noi proponiamo di fare, tra ”ipotizziamo di collaborare” oppure ”abbiamo già gli accordi e collaboreremo,” tra “dichiarazione di intenti” che significa aspirazione unilaterale oppure “lettera di intenti” stilata in accordo tra le due parti. Esempio: quando si accede ad un sito di vendite on-line un articolo può essere acquistato oppure essere messo nella lista dei desideri ed è come dire cosa fatta oppure aria fritta. C’è una bella differenza!
    Grazie per aiutarmi a comprendere.
    Per quanto riguarda gli altri punti del programma, vedi le ultime righe del mio commento: situazione reale oppure lista dei desideri?
    Preciso che nessuno mi ha tirato per la giacca anche perché non conosco nessun Peppone ma conosco solo un Pipeta (amico e glorioso alpino)
    Buona campagna elettorale.
    Saluti Sergio

    Sergio

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  11. Nel leggere quanto scrive Sergio, un giovane che fosse digiuno di campagna elettorale potrebbe farsi l’idea che i programmi dell’una o altra lista siano un elenco di cose certe, per così dire già confezionate e “certificabili”, ossia che verranno sicuramente realizzate qualora i rispettivi proponenti ottenessero la fiducia degli elettori, talché il candidato Davoli sarebbe “fuori strada” visto che invece parla di ipotesi ed intenti, cioè soltanto di propositi.

    Ma se Sergio non è più giovane, come lui stesso dice, ha sicuramente avuto modo di appurare, nel corso degli anni, che i programmi elettorali hanno il sostanziale compito di indicare ai votanti come intende procedere l’estensore di ciascun programma nel caso venisse premiato dalle urne, e nel corso del suo mandato si potrà poi vedere se e come egli onorerà l’impegno preso con gli elettori, valutare cioè la sua attendibilità e coerenza.

    Quanto al “linguaggio”, a me pare che quello usato da Davoli non sia irrispettoso e scortese, ma richiami simpaticamente una figura del nostro immaginario, immortalata dai racconti e dal cinema insieme a quella del suo “competitore” in abito talare, mentre mi sembrano piuttosto pesanti, se non un po’ eccessivi, i termini di Andrea, quali “inarrivabili specialisti della fregnaccia” (ma ognuno ha evidentemente il proprio metro di giudizio).

    P.B. 03.03.2019

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  12. Buongiorno signor P.B.
    Devo dire che trovo il suo commento equilibrato ma, vede, quando un candidato parte già da un assunto di ipotesi, di intenti, di lista dei desideri, senza fornire nessun piano operativo, io mi preoccupo un po’.
    Ha visto cosa è successo a livello nazionale? Ci si è fidati di promesse o meglio di obiettivi dichiarati certi, molto allettanti ed ora ci rendiamo conto di essere stati impallinati come dei piccioni avendo creduto, nella nostra ingenuità, a quanto era palesemente irrealizzabile, ma ormai è troppo tardi.
    In ambito locale, non vorrei ci trovassimo nella stessa situazione.
    Un cambio di amministrazione, del cui operato ognuno farà le sue valutazioni e il rischio di trovarsi nella stessa situazione che stiamo vivendo a livello nazionale, mi fa rabbrividire.
    Poi sono sicuro che il Candidato sig. Davoli, mi rassicurerà in riferimento ai miei dubbi che, parlando con i miei coetanei, sono comuni a tante persone.
    Sono un po’ più critico sul tema Oratorio: non conoscendo i rapporti di “confidenza” tra Don Giovanni e il Sig. Davoli, non voglio azzardare ipotesi di “essersi allargato” un po’ troppo. E’ stato il termine “abbondantemente pleonastico” che mi ha turbato maggiormente: difendere la neutralità è una posizione, oltre che corretta, particolarmente doverosa. Altro passaggio: ”essere tirato per la tonaca” che ho interpretato, magari sbagliando, come cedere più a uno schieramento che all’altro, dubitando dell’ ineccepibile dichiarazione di imparzialità che io ho considerato esaustiva senza necessità di ulteriori precisazioni da parte di Don Giovanni. Poi, come dicevo, noi anziani magari ci facciamo prendere dall’ansia per delle cose irrilevanti, grazie comunque per il contributo.
    Saluti Sergio

    Sergio

    Rispondi
  13. Il Davoli si brucia tutte le occasioni del “un buon tacer non fu mai scritto”. Si arrampica sugli specchi attaccando a destra e a manca per non ammettere che ha fatto una figura barbina. Sarei molto rammaricato per i castelnovini se si dovessero trovare amministrati da simil politicante.

    Simon

    Rispondi
    • Gentile (ma non troppo) Simon, lei merita una risposta. Lei non lo sa, ma nel gruppo che sta collaborando alla messa a punto del programma della lista Castelnovo Libera, vi sono anche signore che partecipano in modo attivo alla vita dell’oratorio. E proprio la proposta della DISCOTECA SANA, dove non vengono serviti alcolici, è stata fatta da una di queste signore. Tutti i presenti, oltre ventisei persone, l’hanno approvata. Come poi ho cercato di spiegare a don Ruozi e ad alcuni lettori, non ho affermato che c’è una collaborazione in atto, ma che “se” diventiamo gli amministratori, lo proporremo all’oratorio parrocchiale.
      Mi sembrava una questione di una evidenza lapalissiana. Per il nervosismo di alcuni esponenti PD qualcuno si è sentito in dovere di sollecitare un comunicato della parrocchia. La mia replica ha chiarito la vicenda, e visto che lei è più che scettico e anche offensivo nei miei confronti, porto a conoscenza dei lettori il messaggio che Don Giovanni Ruozi ha avuto la gentilezza di inviarmi via Whatsapp:
      “Buongiorno Alessandro, grazie per i chiarimenti. Speriamo di incontrarci dal vivo alla prima occasione. Buon lavoro, don Giovanni”
      e la mia replica:
      “Grazie a lei Don Giovanni, per questo gradito messaggio. Buon lavoro e per favore una preghiera per tutti noi, volontari della politica, affinché, se investiti di un incarico amministrativo, possiamo fare il bene di tutta la nostra comunità, con pazienza, intelligenza e onestà. Grazie. Alessandro Davoli”
      E con questo spero di aver convinto anche uno duro d’orecchi, come lei, Simon, (Anche se ne dubito …)
      Un saluto,
      Alessandro Davoli

      Rispondi
      • Egregio sig. Davoli, spero che almeno questa volta abbia avuto il buon gusto di chiedere a Don Giovanni il permesso di divulgare il messaggio (privato) inviato su Whatsapp.

        Un non convinto duro d’orecchi

        Rispondi
      • Vede, Davoli, l’onestà intellettuale obbligherebbe moralmente a stilare un programma elettorale in base a quanto il candidato sindaco può effettivamente realizzare, cioé dopo averne studiato la fattibilità e trovato il consenso degli attori coinvolti. Vede, lei non ha parlato con gli attori coinvolti, e quindi non è stato intellettualmente onesto. Come diceva sopra Andrea, io potrei andare a dire che farò della vostra sede un centro d’accoglienza per immigrati, ma se lo faccio senza averne parlato con lei, non solo non mi dimostrerò intellettualmente onesto, ma farò anche la figura del patacca. Come direbbe qualcuno a lei vicino: Bacioni!

        Simon

        Rispondi
    • Non vedo il perché di questa polemica….
      Davoli ha fatto una proposta giusta che tanti genitori gradirebbero e per questo speriamo vada a buon fine

      Cg

      Rispondi
  14. Sono dalla parte di Don Giovanni. Il quale ha fatto benissimo a specificare la apartiticità dell’Oratorio.
    I tempi di Peppone e Don Camillo sono finiti e i cittadini, molto meno sprovveduti di quel che si pensi, sanno benissimo chi voteranno e conoscono i candidati. Al di là di ogni proclama elettorale.
    La politica, a mio avviso, non va a braccetto con la Fede. Le preghiere per i politicanti e la politica non servono. Sono solo lustrini per abbellire la campagna elettorale.
    Sarà l’esito del voto a dirci quale lista e quale candidato sono stati preferiti dai cittadini.
    Definire l’intervento di Don Giovanni, pleonastico, cioè esagerato (non usiamo tanti paroloni per farci grandi), mi sembra, al di là di tutto, poco educato.

    Commento firmato

    Rispondi
    • Caro commento firmato, mi pare che lei sia stato spesso assente alle lezioni di catechismo. Tralascio le altre sue considerazioni, ma su una la devo correggere. La preghiera, per un vero cristiano, è utile e doverosa per tutte le attivita della vita. E la politica è una attività molto importante per la vita di ogni cittadino e di tutta la comunità. Lei, parla di Fede, ma spruzza veleno da ogni parola, non carità, comprensione e bontà, come dovrebbe fare un buon cattolico … parla con disprezzo e per insultare di “politicanti”, mentre siamo cittadini onesti e di buona volontà, che da volontari, impieghiamo il nostro tempo, per migliorare la vita sociale, e possibilmente il futuro dei nostri giovani. Da dove le viene tanta cattiveria? Dall’appartenenza politica, penso. Ultima considerazione: intervento pleonastico, voleva significare intervento inutile. E tale è stato.

      Alessandro 20Davoli

      Rispondi
  15. Ho letto, anche con un po’ di divertimento, tutti i commenti che si sono susseguiti sul tema della fantomatica ‘Discoteca Sana’. In primo luogo ho apprezzato la puntualizzazione del don che in pratica ha ribadito che sarebbe bello se quanto scritto in un programma elettorale venisse almeno minimamente concordato con coloro che lo dovrebbero poi realizzare. Ovviamente è facile fare un parallelo su quanto sta succedendo a tutti i livelli della politica: sui programmi elettorali si scrive tutto quello che può piacere all’elettorato… e poi si fa quello che si può (lo chiamano ‘Populismo’ per la cronaca). L’altra cosa che mi ha fatto molto sorridere su questo confronto molto acceso è il concetto stesso di ‘Discoteca Sana’: ma siamo proprio sicuri che sia un’idea vincente? Esiste quindi un mondo buono (oratorio, ‘discoteca sana’, no alcool, principi cristiani) e un mondo cattivo (tutto quello che non sta nel mondo buono!) e il futuro candidato sindaco cosa fa? Si propone come il sindaco di soli quelli buoni? Gli altri li riconvertiamo? Facciamo finta che il mondo imperfetto non esista? Ho sempre pensato che chi governa dovrebbe governare per tutti e non solo per una parte, se esiste un problema non si pensa a soluzioni che ‘salvano’ o ‘salvaguardano’ una parte mentre del resto ce ne freghiamo…

    Carlo

    Rispondi
    • Carlo, lei mi diverte molto. Non sono un manicheo, e se con l’età ci vedo meno, in compenso, quelli come lei li riconosco da lontano… conosce il detto, vero?
      Saluti,
      Alessandro Davoli

      Rispondi
  16. Io direi che non è ancora iniziata la campagna elettorale ma il candidato sindaco si sta bruciando tantissimi voti ancora prima di iniziare. Vede Peppone e don Camillo se ne dicevano tante e se ne davano altrettante ma con rispetto altrui e alla fine bevevano come due vecchi amici che erano.
    Qui invece si solcano dei canaloni gravissimi.
    E mi scusi ancora per il mio italiano sa ho solo fatto la 3 media.

    E. Zini

    Rispondi
    • Caro Enrico Zini, lei mi preoccupa … “canaloni gravissimi” … E che è, è franata una diga? È arrivato il diluvio? Guardi che ho solo accolto nel programma della lista Castelnovo Libera una proposta di una signora che fa parte delle volontarie che prestano il loro lodevole servizio all’Oratorio don Bosco. Se andremo ad amministrare il comune, proporremo o sponsorizzeremo una iniziativa in accordo con l’Oratorio, per tutelare i giovani minorenni dal consumo pericoloso di alcool. Un modo di rasserenare anche i loro genitori. Quindi possiamo dare una mano o semplicemente finanziare l’iniziativa DISCOTECA SANA. Se vorranno aderire anche esercizi pubblici, come i bar, potremmo coinvolgere anche loro. Previo accordo. Ah, signor Enrico, se lei si è fermato alla terza media, per me non è un problema, ma la prego, non se ne vanti troppo…
      un saluto,
      Alessandro Davoli

      Rispondi
  17. A me sembra che l’ipotesi della “Discoteca Sana” abbia innanzitutto un forte significato simbolico e valoriale, al di là che possa poi riuscire a concretizzarsi, perché, da come come la vedo, il problema non è certo quello di distinguerci in due categorie, dei buoni e dei cattivi – non fosse altre perché “nessuno è perfetto”, come si usa dire – bensì l’intento e proposito di ribadire e salvaguardare determinati principi e valori, cui poter far riferimento e nei quali potersi riconoscere (ovviamente per chi intenda farlo).

    E proprio a quest’ultimo riguardo, c’è in giro la sensazione che stia crescendo il “popolo” di quanti vanno riscoprendo l’importanza e la funzione dei valori, in assenza dei quali rischiamo di perdere ogni ancoraggio, scivolando di riflesso nella cosiddetta società “liquida”, e di tale rinato sentimento dovrebbe auspicabilmente tener conto vuoi chi non risparmia critiche al “populismo”, vuoi chi ha lungamente trascurato, banalizzato, se non “irriso”, il mondo dei valori tradizionali (quelli identitari compresi).

    Come dicevo all’inizio, io penso che “Discoteca Sana” possa rientrare nel perimetro dei suddetti valori, e ritengo altresì che debba esservi la piena libertà di concepire un tale progetto, così come quella di non condividerlo e respingerlo, anche negando la disponibilità dei locali, a ragione del fatto che si guarda ad altre categorie di valori, e sul fatto poi che “sia un’idea vincente” o meno, le nostre opinioni possono essere molto diverse, e anche distanti, ma l’ultima parola spetta comunque agli elettori.

    Non capisco del resto una così piccata e quasi risentita reazione da parte di chi non è d’accordo con “Discoteca Sana”, specie se la si vede come qualcosa di “fantomatico”, stando alle parole di Carlo, e circa il fatto che un programma elettorale andrebbe concordato con l’insieme degli “attori”, viene da pensare alla Diga di Vetto – fatte ovviamente le debite proporzioni, ma la logica non cambia – opera che venne prefigurata se non erro nella seconda metà dell’Ottocento.

    Se il suo ideatore l’avesse preventivamente concordata con quanti dovevano coinvolgersi nella sua realizzazione, si può supporre che l’invaso avrebbe già visto la luce stante il tempo trascorso da allora, mentre invece se ne sta ancora discutendo, e i pareri rimangono discordi o quantomeno non uniformi (in ogni caso, al di là di come la si pensi al riguardo, e di come andrà a finire, qualla della diga resta una intuizione importante, ancorché controversa, che forse non sarebbe neppure nata se per esporla il suo ideatore doveva prima acquisire il consenso di tutte le parti in causa).

    P.B. 13.03.2019

    Rispondi
    • …posso capire il commento di Davoli che mi risponde che lo faccio ‘divertire’: in fondo la dialettica della politica, quando non ha più argomenti, prevede che l’antagonista venga sminuito o dileggiato o attaccato: da questo punto di vista mi e’ andata bene dicendo che faccio ‘divertire’! Il commento di P.B. invece mi lascia più perplesso, anche se rispetto le sue argomentazioni (…devo dire che e’ andato un po’ fuori tema con il parallelismo con la Diga di Vetto). Però non capisco in quale modo il mio commento risulta ‘piccato e quasi risentito’: ho solo affermato che il concetto della ‘Discoteca sana’ dal mio punto di vista non e’ una soluzione a nessun problema, ho cercato anche di spiegare il perché ma forse non sono stato capito. Sia chiaro, non sto dicendo che l’oratorio, o gli scout, o le associazioni non sono una cosa buona: ma obiettivo della ‘politica’ dovrebbe essere quello di supportare queste strutture non di ‘suggerire’ iniziative in loro vece per cercare di risolvere altri problemi. Se i ragazzi vanno in discoteca e assumono alcool, la soluzione è cercare di capire il malessere o l’assenza di valori che stanno alla base per promuovere soluzioni a questi aspetti. Il concetto di ‘Discoteca sana’ non può essere la risposta in primo luogo perché tende a dividere un mondo buono e un mondo non buono, in secondo perché non ha nessuna ambizione di gestire i problemi veri dei ragazzi, in terzo perché non penso sia una soluzione fingere di vivere in un mondo perfetto facendo finta che le storture del mondo non esistano (…andrò io fuori tema in questo caso ricordando Siddharta di H. Hesse)

      Carlo

      Rispondi
  18. Una reazione mi appare piccata quando si risolve sostanzialmente in un’alzata di scudi priva o quasi di argomentazioni, come se si dovesse insorgere contro qualcuno che, in modo un po’ temerario ed azzardato, ha invaso un terreno “proibito”, nel quale cioè non ci si dovrebbe avventurare (non è il caso di Carlo che motiva i suoi interventi, insistendo sul “mondo imperfetto”, ma vi sono altri commenti che mi sembrano essere per così dire meno “strutturati”).

    Circa il “mondo imperfetto”, con particolare riguardo ai giovani, ne vanno sicuramente compresi i malesseri, i dubbi, le inquietudini adolescenziali, ma non li si può assecondare e legittimare sempre, e la società deve offrire loro un modello alternativo – per chi voglia avvalersene – ovviando nel contempo all’assenza di valori in cui siamo scivolati, e a cui non è estranea una certa cultura ideologica (l’idea della Discoteca Sana mi sembrerebbe andare giustappunto in tal senso).

    P.B. 15.03.2019

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