La Fim-Cisl Emilia Centrale: “Sinergia Elettric80 – Gorfar e Comune: 100 posti di lavoro. Così lavora l’Appennino”

Giorgio Uriti

“Un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico, inteso come Comune di Carpineti, e privato in ambito industriale e la dimostrazione che, con impegno e progetti concreti, si possa creare lavoro in montagna”. Con queste parole Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale, commenta l’acquisto, da parte delle aziende Elettric80 e GorFar, dello stabilimento ceramico a San Prospero di Carpineti, risalente agli anni Sessanta e chiuso da tempo, per allocarvi buona parte delle attività di carpenteria delle due note aziende reggiane.

Un investimento di 10 milioni di euro che garantirà circa 100 posti di lavoro, di cui, in futuro, una cinquantina creati ex novo. “Per altro si tratta di aziende che, storicamente, assumono giovani, formati nelle scuole del comprensorio e ne crea figure professionali di eccellenza”.

“Come sindacato - continua il sindacalista dei metalmeccanici della Cisl - accogliamo con interesse la notizia. Chi desidera lavorare in Appennino deve poterlo fare. Per questo, è certamente necessario creare le giuste infrastrutture e mantenere i servizi, ma è basilare il lavoro. A Carpineti, in questo caso, la presenza di così tanti addetti sarà elemento di stimolo per tutta la cittadinanza e rimetterà in movimento, ci auspichiamo, anche l’edilizia residenziale locale”.

Dei 100 posti di lavoro la metà saranno il risultato di accorpamenti, mentre gli altri 50 saranno creati ex novo e riguarderanno i giovani formati nelle scuole d’Appennino.  “Auspichiamo – conclude il segretario – che vengano adottate le migliori agevolazioni per i dipendenti che verranno a lavorare in Appennino. Saremo lieti di confrontarci, con azienda e Comune, a sostegno di questa iniziativa. Vorremmo che questa di Elettric80 e GoFar sia solo la prima di altre opere per creare lavoro in montagna”.

 

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3 Commenti

  1. Tresinaro, technology valley protagonista senza confini
    E’ una bella notizia per Carpineti e per la nostra montagna quella risuonata giovedì scorso nella storica Sala del Consiglio comunale: un nuovo stabilimento che darà lavoro, nei prossimi mesi, a decine di giovani tecnici (pare una cinquantina a breve con buone possibilità di raddoppio). Non solo. Le attività industriali si svolgeranno in una nuova struttura che sorgerà sul medesimo sito di una vecchia ceramica da anni in disuso (con vistosi segni del tempo). Pertanto non verranno utilizzate altre superfici verdi-agricole.
    L’annuncio, come hanno puntualmente raccontato le cronache locali, è stato dato da Vittorio Cavirani e Mimmo Costetti, rispettivamente amministratori di Elettric 80 e GorFar. Presente il Sindaco, Tiziano Borghi che, a detta dei due imprenditori, si è molto adoperato per convincerli ad investire in progetti e capitali (circa 10milioni di euro) nel paese matildico.
    La prima Società è una multinazionale con sede a Viano, dove è nata e cresciuta per diventare leader di mercato nell’automazione integrata delle grandi aziende. E’ presente in mezzo mondo, con filiali in Australia, Brasile, Cile, Emirati Arabi Uniti, Francia, Gran Bretagna, Messico, Polonia, Russia, Svezia, USA e anche in Thailandia (Bangkok). E’ in forte espansione ed è ragionevole pensare che si stia preparando alla conquista di nuovi mercati nell’altra metà del globo.
    La seconda, nata nel 2005, carpinetana doc, si occupa di carpenteria metallica di precisione. In questa avventura d’impresa è partner strategico della SpA vianese; già nel novembre scorso hanno inaugurato un nuovo polo produttivo a San Bartolomeo di Villa Minozzo nel quale, a pieno ritmo, troverà stabilmente lavoro un centinaio di persone. Insieme realizzano esperienze avanzate di “fabbrica 4.0” per un futuro fatto di aziende ipertecnologiche, meno fatica e più soddisfazioni professionali per i lavoratori. Praticamente nullo l’impatto ambientale (se si esclude l’aspetto trasportistico dei materiali).
    Si prospetta un modo di produrre profondamente rivoluzionato, con inedite opportunità per i tanti giovani tecnici cresciuti a pane e robot, imparati alle cosiddette fabbriche automatizzate. L’intelligenza artificiale che fa girare un mondo tutto nuovo, che un po’ affascina e un po’ impaurisce (chi non ricorda gli effetti economico-socio-politici dell’introduzione della prima macchina a vapore di James Watt nella seconda metà del Settecento?), ma che non può più essere immaginata con le fantasie fantascientifiche degl’anni Ottanta. E’ divenuta realtà molto in fretta e macchine prodotte in questa parte della terra movimentano da sole tonnellate di merci, senza carrellisti al volante di simil-muletti ma con gli ingegneri di casa nostra che le guidano a distanza di migliaia di chilometri. Da Viano, per l’appunto.
    I giovani. Sono soprattutto loro i destinatari di questo investimento straordinario, l’output della buona scuola di Castelnovo né Monti e delle nostre ottime Università con cui Elettric 80 e Bema (l’altra azienda del Gruppo) da tempo collaborano per formare e reclutare professionalità adeguate ad essere successivamente specializzate sul campo secondo un gioco di squadra ormai ben collaudato ed efficiente. Nobilissimo esempio di responsabilità sociale dell’impresa, destinato a produrre effetti positivi e duraturi in un sistema territoriale da troppo tempo a digiuno di solidi investimenti produttivi.
    Fiducia e unto di gomito, in quel di Carpineti, sono sempre state una forza trainante di un successo targato Parmigiano Reggiano, ceramiche, manifatturiero per l’abbigliamento e il laminato d’acciaio: settori economici rilevanti, fertilissimo terreno per un indotto di bravi artigiani.
    L’area della media-alta Valle del Tresinaro è un fazzoletto di terra matildica semi-montanara. A nord ci sono le grandi infrastrutture (scali ferroviari di Dinazzano e Marzaglia, grandi vie di comunicazione d’asfalto e informatiche) concepite per servire imprese internazionalizzate sempre più competitive, con una miriade di capannoni di ogni metratura abbandonati da un modello industriale “scaduto”: affare strategico sul piano della logistica industriale per le aziende come la Elettric 80 che ha invece scelto Carpineti. A sud ci sono i servizi, alle persone e alle imprese ed un Crinale tosco-emiliano che con lungimiranza si è dato una ventina d’anni fa un Parco nazionale per valorizzare culturalmente ed economicamente un prezioso patrimonio ambientale.
    In quest’ambito le Terre del Tresinaro possono ambire a una technology valley protagonista nell’innovazione industriale, producendo reddito: elementi essenziali per trattenere sul territorio le giovani famiglie, naturali e vitali prosecutrici delle nostre comunità.
    Dunque, il treno della Quarta rivoluzione industriale mondiale passerà anche da qui, da San Prospero di Carpineti, dove fece tappa negl’anni Sessanta anche grazie a uno storico accoro siglato all’ombra del campanile dell’antica chiesa tra l’allora Sindaco Bruno Valcavi, partigiano e comunista, e l’autorevole parroco, Mons. Battista Guidetti. Entrambi consapevoli della necessità di una intesa per il lavoro da offrire soprattutto alle braccia che abbandonavano un’agricoltura meccanizzanda e in fortissimo cambiamento. Il prete mise a disposizione i terreni per costruirvi la ceramica, il sindaco fece il resto; entrambi si diedero da fare per trovare gli investitori. Ora come allora l’Amministrazione comunale, come ha ribadito l’Ing. Cavirani, sta giocando un ruolo decisivo nel creare le condizioni per acchiappare nuovamente quel treno.
    Insomma, la notizia c’è tutta ed è straordinaria considerando la crisi che ha colpito duro anche il blasonato modello emiliano. Apre nuovi scenari ed è una scommessa di prioritaria importanza per quest’area poiché può rigenerare fantasia progettuale e intrapresa che le istituzioni sono chiamate a incoraggiare e sostenere, in un dialogo permanente tra tutti coloro che desiderano prendervi parte con costrutto e positivi intendimenti nell’esclusivo interesse delle genti che da queste parti vogliono continuare a ricercare buone qualità di vita.

    Roberto Lugli

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  2. A me sembra di poter trarne la conferma che l’iniziativa privata, grazie alla imprenditorialità e all’impegno di chi la conduce e guida, possa far crescere l’occupazione e ridare quindi fiato alla nostra montagna, e andrebbe pertanto aiutata attraverso forme di sostegno quanto più semplici e dirette, nel potervi accedere, vedi strumenti come la defiscalizzazione, e mi trova altresì d’accordo la tesi qui accennata secondo cui è basilare il lavoro per poter mantenere la rete dei servizi.

    P.B. 29.03.2019

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  3. È prevista anche assunzione di donne di 50 anni, per fare anche lavori non di uffici… i lavori elettrici si possono imparare, ma dare sempre per scontato che la donna non sa fare questi lavori è veramente puerile.
    Dovrei poter parlare con il signor Grassi per poter veramente esprimere il mio parere con fatti.
    Grazie mille

    Castagni Roberta

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