“Dalle verifiche risulta che il percorso clinico-assistenziale sia stato corretto e appropriato”. La replica dell’Azienda Usl di Reggio Emilia a Bini

Riceviamo e pubblichiamo.

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Dalle verifiche sul caso segnalato pubblicamente su media locali, fatti i doverosi riscontri con i professionisti, risulta che il percorso clinico-assistenziale sia stato corretto e appropriato, in particolare per quanto attiene i controlli effettuati all’Arcispedale di Reggio Emilia, in relazione alle condizioni materne e fetali e al quadro clinico, che non era di semplice controllo routinario.

Questo non vuol dire che nella gestione di un sistema sanitario molto complesso non possano verificarsi in alcuni casi problemi, disguidi, disagi per i cittadini.

Nel 2018 l’Azienda Usl di Reggio Emilia ha erogato 70.000 ricoveri ospedalieri e nell’ambito della specialistica ambulatoriale 800.000 prestazioni diagnostiche, 730.000 visite, 16.000 prestazioni di riabilitative—terapeutiche, 5,3 milioni di esami di laboratorio. Siamo consapevoli che non tutto possa andare sempre nel verso giusto rispetto alle legittime aspettative dei pazienti. Poiché non ci nascondiamo dietro un dito e siamo consapevoli che si può sempre migliorare, è attiva una procedura di ricezione dei reclami. Questa procedura consente di raccogliere segnalazioni per poter rispondere in modo puntuale e tempestivo, nel rispetto della privacy, e con l’obiettivo, oltre che di fornire agli interessati tutte le spiegazioni necessarie, anche di cogliere spunti per il miglioramento dell’assistenza.

I cittadini possono infatti segnalare rilievi, reclami o elogi agli Uffici Relazioni con il Pubblico, di persona, per posta, per posta elettronica, posta certificata o inviando una segnalazione dal sito internet aziendale.

La gestione delle segnalazioni è regolata da una procedura e tutte le segnalazioni ricevono una risposta entro 30 giorni, salvo casi particolarmente complessi che possono richiedere tempi un po’ più lunghi.

Nel caso in oggetto non è pervenuto alcun reclamo.

Reclami Urp – anno 2018

Numero di reclami assistenza ospedaliera % reclami

assistenza

ospedaliera

Numero di reclami assistenza

territoriale

% reclami

assistenza territoriale

Numero totale di reclami % reclami

totale

reclami totali su popolazione residenza ‰ reclami sui ricoveri ospedalieri‰
Distretto CnM 12 2,7% 11 4,6% 23 3,4% 1,2 ‰ 0,69 ‰
Azienda 434 100% 238 100% 672 100% 6,2 ‰ 2,7 ‰

Ogni segnalazione viene attentamente valutata perché si può sempre migliorare e ci impegniamo ogni giorno per questo. Non può essere però la singola segnalazione fatta sui social o sui media, non verificata né analizzata in modo approfondito, a costituire un parametro oggettivo di giudizio. Tra l’altro su un caso dove l’invio all’ospedale di Reggio era, a giudizio dei professionisti, non solo ampiamente motivato ma necessario in relazione alle condizioni cliniche e al sospetto diagnostico. Per parte nostra riteniamo che il giudizio dei clinici, in scienza e coscienza, rimane, in materia di sicurezza e appropriatezza dell’assistenza, sovrano e insindacabile. Se anche questo viene messo in discussione il sistema sarà ingestibile perché si determinerà una reciproca e progressiva perdita di fiducia tra i professionisti e i loro pazienti. Con risultati non difficili da prevedere.

Riteniamo infine che il sindaco Bini, proprio per il ruolo istituzionale che ricopre, prima di attaccare l’Azienda sanitaria e i suoi professionisti avrebbe dovuto, per principio di cautela e prudenza, richiedere maggiori informazioni sul caso specifico. Sarebbe bastata una telefonata. Come azienda e come professionisti non riteniamo che i social network e i media siano il luogo idoneo per trattare questi casi, anche e soprattutto per la tutela della privacy dei cittadini.

Riteniamo ingenerosi i giudizi espressi sui servizi garantiti nell’area materno-infantile soprattutto per tutti i professionisti che con grandi sacrifici stanno garantendo una assistenza di qualità al territorio. Non è assolutamente vero che abbiamo disatteso a quanto previsto nel programma S. Anna Plus, tra l’altro inserito nel Pal ospedaliero di recente approvazione. Tanto più che programma S. Anna Plus prevede un gruppo congiunto di monitoraggio sullo stato di attuazione dei progetti che fa riferimento diretto al sindaco Bini.

Per quanto attiene ai servizi dedicati al percorso nascita previsti nel programma S. Anna Plus sono stati attivati:

  1. il registro delle gravidanze (presente solo nel distretto montano)
  2. il servizio di puerperio post-partum a domicilio (home visiting)
  3. il trasporto assistito con ostetrica
  4. il potenziamento dei consultori
  5. il potenziamento dell’ ambulatorio della gravidanza a termine
  6. la consulenza telefonica di assistenza alla gravidanza
  7. la istituzione di una pediatria integrata ospedale-territorio con lo sviluppo di una competenza distintiva sul bambino cronico.

In un territorio, quello del distretto montano, che nel 2018 ha registrato 182 parti. Nel 2017 i parti delle donne residenti erano stati 235 di cui 46 effettuati presso il S. Anna nei primi 8 mesi dell’anno (1,5 parti/settimana).

Per quanto riguarda infine la richiesta di reintroduzione della pronta disponibilità ginecologica, confermiamo al sindaco Bini, come anticipato più volte per le vie brevi, di avere sottoposto la proposta all’analisi dei professionisti del Dipartimento Materno Infantile con la supervisione esterna di autorevoli esponenti del percorso nascita regionali e nazionali, di cui siamo in attesa di parere. Anche per questo aspetto il giudizio dei clinici rimane,  in materia di sicurezza e appropriatezza dell’assistenza, sovrano e insindacabile.

 (La Direzione Generale)

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5 Commenti

  1. Donne incinte residenti in montagna di cosa vi lamentate? Non avete letto che siete assistite meglio che a Reggio Emilia? Nel monólogo di Paolo Rossi “i sette stati dell’ebbrezza alcoolica” la negazione dell’evidenza é lo stato número sei… La esposa dell’ASL, inútilmente ampollosa, si commenta da se. Siete incinte, avete bisogno di un tracciato, siete in travaglio? DOVETE andare a Reggio e senza l’ardire di protestare! Il MiRe ed i milioni di euro che ci girano intorno sono la unica priorita’.
    Le urne sono la unica arma carica in mano si montanari per cambiare la visione reggiocentrica dei monarchi assoluti che malgovernano dal dopoguerra.

    Riccardo Bigoi

    Rispondi
  2. “Per parte nostra riteniamo che il giudizio dei clinici, in scienza e coscienza, rimane, in materia di sicurezza e appropriatezza dell’assistenza, sovrano e insindacabile”.

    Ma stiamo scherzando!

    Quindi un disagio evidente, con le problematiche relative della nostra montagna non deve essere espresso…? Non dovremmo essere liberi di esprimere un disagio? Non si può esprimere “un reclamo” attraverso l’ opinione pubblica (social) ma unicamente attraverso il circuito del servizio reclami dell’azienda sanitaria?
    Qui si sta andando verso la follia totale… Il pensiero scientifico non è un dogma, anch’esso può essere fallibile e sindacabile, lo dimostrano tanti episodi nella storia (vedi talidomide, coxib etc) e in ogni caso, qui si sta ignorando una popolazione in quanto residente in una realtà rurale.
    Inconcepibile una risposta con questi toni altezzosi.. Guardate che le tasse che finanziano la sanità pubblica e dei servizi sono pagate anche da chi abita in una realtà rurale….

    Unmontanaro

    Rispondi
  3. Ho letto quanto risposto dall’azienda ausl di Reggio al Sindaco.
    Davvero queste persone non sanno cosa sia la vergogna.
    Mi accodo a quanto scritto dal signor Bigoi. Per provare a cambiare le cose civilmente, restano solo le urne.

    Mb

    Rispondi
  4. Pare anche a me che la scienza, pur con tutto il rispetto che merita e che vi dobbiamo, non dovrebbe ricorrere a toni così apodittici e categorici, come quello dell’insindacabilità, che sembra non lasciare alcun spazio ad altre ragioni, e di fronte poi alle due versioni circa il fatto che siano state disattese o meno “le garanzie fornite dopo la chiusura del Punto nascite” – prendendo a prestito le parole riportate nell’intervento del presidente della Unione dei Comuni, nonché Sindaco di Castelnovo Monti, intervento apparso ieri sempre su queste pagine – l’ignaro e comune cittadino può sentirsi del tutto inerme e “disarmato”, e l’unico strumento di cui alla fine dispone è il voto che, da elettore, potrà esprimere di qui a poco.

    P.B. 06.04.2019

    Rispondi
  5. Proprio non ci arrivano. Si dedicheranno alla libera professione dopo le elezioni che manderanno a casa i soliti baroni? Speriamo.

    Qualsiasi cosa che riteniate inopportuna da parte del Sindaco Bini, è cosa giusta! Pensa te che diversa visione delle cose, eh, professionisti?

    MA

    Rispondi

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