“Faccio Parmigiano Reggiano: è arte”, parola di Thomas, giovane garzone

Oggigiorno pochi ragazzi sognano di diventare agricoltori, fornai, idraulici o falegnami. La convinzione comune è che per far soldi, carriera e avere una vita appagante bisogni buttarsi sui lavoroni cosiddetti “intellettuali”. Nessuno è più disposto a imparare un mestiere manuale, tradizionale, umile, se così si vuol considerare, ma di cui pur un paese necessita.

Questa settimana esco dal seminato per parlarvi di giovani lavoratori della montagna, che al contrario di me e di molti altri hanno scelto proprio queste strade. Esortata dai commenti, riporto le voci di ragazzi che han scelto professioni antiche, ma soprattutto, che han scelto di vivere la montagna.

Il primo che vi voglio presentare è Thomas Croci, 20 anni, di Minozzo. Uscito dal liceo linguistico capì che lo studio non faceva per lui e decise di cercarsi subito un lavoro. Ora fa l’aiuto casaro, o garzone come lui stesso mi ha riferito, alla latteria sociale di Quara.

Lavorare in un caseificio è stata la tua prima scelta? Avresti sempre voluto fare questo o ti ci sei, in un qualche modo, ritrovato?
"A dirti la verità ho iniziato come una sorta di sfida con mio padre che lo fa da quando aveva la mia età, mi disse che non avrei retto questo tipo di lavoro perché non ero mai stato abituato a lavorare in generale. Da lì ho iniziato a fare domanda qua e là e mi hanno preso".

In cosa consiste principalmente il tuo lavoro?
"Il mio lavoro consiste nel fare il Parmigiano Reggiano. Si inizia alle 5.30 di mattina fino alla mezza, per poi ricominciare dalle 17.30 fino alle 21. Dietro una singola forma di Parmigiano ci sono svariate fasi, alcune molto delicate e fatte rigorosamente a mano. Basti pensare che per una forma ci vogliono più o meno cinque quintali di latte, che viene caricato due volte al giorno alla stalla e portato al caseificio. Le forme vanno poi fatte stagionare per 12, 24 o 36 mesi".

Hai sempre pensato di rimanere in montagna a lavorare o all’inizio avresti voluto trasferirti altrove?
"Sì, da quando ho iniziato a fare questo lavoro ho capito che la montagna va valorizzata, altrimenti va a morire. I giovani non devono scappare, ma provare ad affacciarsi a questi lavori ed essere meno pignoli. Noi siamo il futuro e dobbiamo cercare di rialzare un po’ questa montagna, prendere il posto dei più anziani e continuare le tradizioni, altrimenti non si va più avanti".

Fai un lavoro considerato da molti semplice, umile per il fatto di essere un lavoro manuale e di fatica. Come difenderesti la tua professione, che inoltre tramanda la tradizione del Parmigiano Reggiano, contro i pregiudizi di chi ha intrapreso studi per i cosiddetti lavori “intellettuali”?
"Il mio lavoro lo difenderei innanzitutto dicendo che non è per niente semplice. Per me è una delle professioni più belle, nonostante sia umile, e ci vogliono “due maroni quadrati” per farlo. Prima di tutto perché necessita di precisione e molta concentrazione, ci vuole dedizione in quello che si fa. A uno che fa ingegneria e considera il mio lavoro basso risponderei che faccio un prodotto che è invidiato da tutto il mondo. È un arte, ecco direi proprio: guarda che io faccio arte, un altro tipo di arte. Chiunque viene a vedere la lavorazione non può che rimanerne affascinato".

Domanda forse scontata, ma penseresti mai di cambiare lavoro per cercare di “fare carriera” in un altro settore?
"No, non cambierei lavoro per nulla al mondo. Ho iniziato per scherzo e ci sono riuscito. Soprattutto mi hanno detto che sono diventano molto bravo, nonostante sia rimasto nella mia umiltà e abbia ancora tanto da imparare. Sono consapevole che ogni cosa va ottenuta con fatica e il mio obiettivo adesso è diventare un casaro e fare il mio formaggio".

 

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3 Commenti

  1. È proprio vero, purtroppo la maggior parte dei ragazzi di oggi vuole fare soldi senza dover faticare e denigrano i lavori più umili e faticosi. Fortunatamente però ci sono ragazzi come Thomas che invece hanno capito che se si vuol far progredire questo mondo e la montagna bisogna tirarsi su le maniche e darsi da fare e che forse se non fossimo diventati così schizzinosi di lavoro ce ne sarebbe per tutti.

    Katty3973

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  2. Già purtroppo la montagna è cambiata, io sono finito a lavorare all’estero e posso dire che lavori come quello di mio fratello o come il mio (pizzaiolo) sono più rispettati e pagati. Pensate solo che qui da me meno di un quarto di Parmigiano costa la bellezza di 4.50 euro. Una pizza Margherita 10 euro. Auguro tutto il bene a mio fratello e che possa diventare quello che vuole e soprattutto a casa nostra. Un bacio, tuo fratello. Amelia e Katy

    Simone Croci

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  3. Bravo Thomas!

    Ogni professione ha il suo valore, il tuo lavoro è veramente arte. E per fortuna c’è ancora chi, come te, si impegna nella produzione quel made in Italy che tutti nel mondo ci invidiano. Porta avanti con orgoglio ciò che fai è importantissimo per il futuro di tutti!! Grazie!

    Serena

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