Vicenda immobiliare della ex ditta del sindaco Bini. Una famiglia: “Siano rispettate le sentenze”

Da Cogoleto riceviamo e pubblichiamo.

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Spett.le redazione,

come risulta dalle pubblicazioni sui giornali, lo scorso 9 aprile c/o il Tribunale di Reggio Emilia si è tenuta l’asta giudiziaria per la vendita di un bene immobile di proprietà della B&B Immobiliare Srl in liquidazione, procedura N. 351/2017 R.G. Esecuzioni Immobiliari.

I creditori sono Emilbanca, creditrice dell’ipoteca concessa a suo tempo alla Società, e Gabriele Vallarino, che ha promosso una causa contro la B&B vincendola.

La scansione temporale è importante in questa storia: tutto inizia nel 2014, quando il Vallarino sottoscrive un preliminare con la B&B Immobiliare, cui versa acconti per circa 109.000 Euro per l'acquisto di un immobile da costruire; successivamente, a fronte dell'inadempimento della società costruttrice all'obbligo legale di fornire fideiussione a garanzia delle somme versate, il Sig. Vallarino agisce in giudizio per ottenere la restituzione degli acconti, diritto che viene riconosciuto con sentenza del Tribunale di Genova n. 1560/2017 del 8/6/2017, con cui il Tribunale ha sancito la nullità del contratto, condannando la B&B a restituire l’intera somma incassata e a pagare le spese del giudizio, per un totale di circa 140.000 euro.

Nonostante il procedimento in corso, la B&B non si è fermata e ha venduto ad un altro acquirente lo stesso alloggio, per il quale aveva già percepito 109.000 Euro, che non sono mai stati restituiti.

Siamo quindi arrivati alla vendita dei beni della Società perché ad oggi Vallarino e la sua famiglia, una famiglia non certo ricca e che nel frattempo è cresciuta, perché sì ancora una volta la B&B non si è fermata neppure di fronte ad una famiglia in attesa del primo figlio, non è stato risarcito.

La società in liquidazione annoverava tra i suoi soci il sindaco di Castelnovo ne’ Monti (RE), Enrico Bini, sindaco in prima linea per la legalità.

E’ vero che Enrico Bini a maggio 2016 è uscito dalla società cedendo le sue quote ma è palese che dall’inizio della trattativa fino a causa inoltrata lo stesso era uno dei soci, per questo tramite il Vostro giornale vorremmo fare una domanda ad Enrico Bini, sindaco in prima linea per la legalità: “Sig. Bini, perché la società di cui Lei faceva parte non rispetta una sentenza emessa da un giudice della Repubblica Italiana, considerato che la questione l'ha vista coinvolta in prima persona?”

 

(Famiglia Vallarino)

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9 Commenti

  1. Caro il mio Sig. LuRossi prima di commentare di cose che non conosce, ascolti anche l altra campana. Visto che il legale rappresentante della Beb immobiliare srl è il sottoscritto e non mio fratello, il quale è stato chiamato in ballo senza averla mai gestita.

    Alberto Bini

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  2. In Germania alcuni anni fa un ministro si dimise per un falso titolo di studio.
    Vediamo in Italia cosa succederà per un caso del genere.
    Vediamo i valori del PD.
    Vediamo i valori dei politici montanari
    Cordialmente

    M.

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  3. Quindi l’uscita dalla società del sindaco in quel periodo è stata una concomitante casualità ?

    Commento firmato

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  4. La B&B ha perso la causa anche con me per non aver ridato l acconto su una vendita. La sentenza prevede la restituzione di €45.000 più le spese legali. Ovviamente nessuno mi ha mai restituito la somma anche se esiste una sentenza del Tribunale di Genova.

    Francesca Melle

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  5. Bella mossa, a poco più di un mese dalle elezioni, pubblicare una lettera così, senza un minimo di analisi, di verifiche o di contraddittorio, dove vengono mosse accuse molto pesanti.
    Mi verrebbe davvero da chiedere dove sta l’etica di uno strumento di comunicazione come dovrebbe essere questo; non parlo di professionalità, perché sappiamo che si basa su lavoro volontario, per lo più. Per lo meno, pensarci bene prima di pubblicare e avviare la catena dei commenti del tenore di quelli che già compaiono qui, sarebbe stato il minimo.
    Potete anche non pubblicare questo commento, mi interessa solo che arrivi ai gestori della pagina. Pagina che direi smetterò di seguire.

    Sara

    ___

    Cara Sara, proprio per motivi di etica riteniamo che il nostro compito sia quello di dare le notizie e non di ometterle. Ne ha riprova la pubblicazione costante delle tante e infittite iniziative del suo Comune: una ogni due giorni, negli ultimi dieci. Non pubblicare le notizie – soprattutto in presenza di sentenze di Tribunale o di aste giudiziarie – che non garbano all’amministratore di turno sarebbe quantomeno sciocco, così come pure non pubblicare il suo commento!, e crediamo un pessimo servizio al territorio che lei pure dovrebbe avere a cuore. Stia tranquilla siamo informati, abbiamo chiesto la verifica delle fonti e siamo in attesa della replica ufficiale.

    (La redazione)

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  6. Non ritengo necessario prendere le difese ne di una ne dell’altra parte, come scritto le sentenze vanno accettate, commentate ma rispettate.
    Premesso, gradire anzi auspico la pubblicazione della replica da parte della B & B.
    Troppo semplice ai commentatori decidere di stare dalla parte della famiglia Vallarino o dalla parte dei Bini, semplicemente in base alla simpatia o dal colore della casacca indossata.
    Io chiederei di essere piu profondo, ed analizzare il motivo per cui una miriade di immobiliari sono fallite, in parte condotte da persone poco corrette, ma in altri casi come ritengo questo, condotte da lavoratori e da persone che ci hanno messo la faccia e non solo.
    Credetemi che non è semplice per un imprenditore accettare un fallimento e di conseguenza trascinare persone terze in vortici più grandi di loro.
    Se volgiamo analizzare a tutto tondo il problema B&B, senza conoscere le cifre, oserei dire che alla fine del fallimento e dalla vendita delle proprietà forse l’istituto CREDITORE primario e il secondario forse riceveranno il 15% del capitale, questo per dire che è il sistema che è imploso su se stesso, e nessun attore è escluso, i comuni che hanno permesso di urbanizzare l’inverosimile, gli istituti bancari che hanno perorato una CAUSA di mercato che ha gonfiato il prezzo e la richiesta di costruire e di conseguenza di aree fabbricabili.
    Il dramma che tutto questo ricade e ricadrà sui cittadini, in alcuni casi ignari di aver acquistato un bene CASA, con prezzi gonfiati fuori mercato.

    Cordialmente

    Malvolti Roberto

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  7. A mio avviso non dobbiamo perdere il focus che non è la crisi, non sono gli imprenditori ma è un Sindaco che ha fatto della legalità la propria bandiera, che ha ricevuto una menzione speciale del premio Ambrosoli, che quindi si batte perché la legge venga rispettata. Chi porta avanti questi valori deve farli propri, deve essere il primo a rispettare la legge senza se e senza ma, pagando in prima persona anche se è possibile trovare il modo di uscire da una situazione che lo vede interessato, glielo impongono i valori in cui crede e che sono alla base del suo agire. Ho trovato interessante uno dei commenti, a cui però non c’è stata risposta: “quindi l’uscita dalla società del sindaco in quel periodo è stata una concomitante casualità?”
    Qualcuno nei commenti ha parlato di etica, ha parlato di elezioni imminenti, ha parlato di approfondimenti, tutto giusto: gli elementi per approfondire vengono forniti nella lettera; l’elezione di un Sindaco è forse l’unico caso in cui si vota il candidato e la sua etica, non la sua casacca, quindi ritengo una vera fortuna essere così vicini alle elezioni.

    VF

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  8. Di questa vicenda non voglio commentare le miserie umane di un fallimento, seppur non ho capito bene la dinamica dei fatti trattandosi di un appartamento venduto più volte.
    Quel che più mi sorprende è che a Reggio il chiodo dell’impresa edile è ben radicato negli amministratori reggiani, seppur si professino camionisti prestati alla politica.
    Direi che a fare sistema, più del partito sia stato il mattone.

    G.M.

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  9. In questa vicenda ognuna delle parti ha le proprie ragioni da spendere – ragioni già esposte ed eventuali successive altre – di fronte alle quali ciascun lettore può farsi la propria opinione, ma ciò che lascia abbastanza perplessi è il parere di chi ritiene che la Redazione, come minimo, avrebbe dovuto pensarci bene ““prima di pubblicare e avviare la catena dei commenti del tenore di quelli che già compaiono”.

    Viene da supporre che chi esprime un tale parere vorrebbe, come regola generale, che prima di pubblicare una notizia si informasse preventivamente il “potere” di turno, così da riceverne o meno il consenso, alla faccia della libertà di stampa, e vorrebbe altresì che si evitassero vocaboli e termini non conformi e non graditi al “politicamente corretto”, a dispetto della libera manifestazione del proprio pensiero.

    Io ritengo che occorra essere sempre e comunque garantisti, a tutto tondo come si usa dire, ma il garantismo non si realizza a mio avviso omettendo o “filtrando” la divulgazione delle notizie, bensì col non attribuire fin da subito colpe e responsabilità, ma aspettando di comprendere come si sono svolti i fatti, anche attraverso i chiarimenti e le spiegazioni che possono fornire le diverse parti in causa.

    Purtroppo, in passato, mi è sembrato di assistere più di una volta ad un garantismo un po’ “sghembo” e sbilanciato, o a senso unico, o a corrente alterna secondo altro modo di dire, ossia molto attivo e presente per la propria parte e molto più tiepido e scarso per la parte avversa, contro la quale si era invece pronti ad “insorgere” al primo “sentore”, e semmai a scendere immediatamente in piazza con accenti accusatori (fin dalla prima ora).

    P.B. 14.04.2019

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