Appennino, luogo di tradizioni condivise: Via Crucis Vivente di Frassinoro

Uno dei paesi caratteristici dell’Appennino modenese, Frassinoro, richiama centinaia e centinaia di persone dai territori limitrofi di varie province in occasione del Venerdì Santo quando, ogni tre anni, al termine della funzione religiosa serale in Abbazia, al tocco della campana grande, si rinnova la tradizionale e solenne Via Crucis Vivente, manifestazione religiosa popolare che ha origine lontana, i cui limiti temporali precisi sono difficilmente definibili.

La riproposizione del dramma del Golgota, come viene rievocata nella triennale Via Crucis Vivente, nasce dalle radici profonde di religiosità dei frassinoresi e dalla tradizione. “Tradizione” consiste in un “ricevere” dai padri per “consegnare”, trasmettere ai figli. Quanto più ricco è il patrimonio che si riceve, che si conserva con cura e che si riesce a trasmettere, tanto più grande e bella è la tradizione.

La Via Crucis Vivente è patrimonio popolare che le attuali generazioni non hanno dimenticato, che sentono come proprio e identificativo, capace di superare ogni frammentazione e divisione e che impegna, giovani e non, a collaborare per conservare questa tradizione unica per suggestione e bellezza.

Il motto “Rifatta per sé e per gli altri da gente che l’ha impressa nel cuore” rappresenta la memoria collettiva e la forza comune dimostrata nella complessa organizzazione della manifestazione, che coinvolge tutto e tutti.

Di seguito riproposti alcuni dei quadri viventi rappresentati, a cui è rivolta l’illuminazione diretta, mentre il percorso lungo il paese è tenuemente rischiarato solo dalle fiammelle delle fiaccole. In ognuno dei quindici scenari che formano la Via Crucis Vivente, oltre ai personaggi principali, diversi figuranti, dai bambini agli anziani, arricchiscono e completano la scena rappresentando anche attività lavorative, condizioni di vita e stati d’animo coinvolgenti.

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

2 Commenti

  1. La manifestazione pasquale più suggestiva di tutta la montagna modenese e reggiana… un vero incanto, complimenti a tutti quelli che ogni tre anni sanno realizzare questa meraviglia. Grazie

    Marilena

    Rispondi
  2. A tutti coloro che si sono impegnati nella realizzazione dell’evento i più vivi e sinceri apprezzamenti a nome mio personale e a nome di tutto il Gruppo Storico Folkloristico Il Melograno di Carpineti. Diversi di noi hanno assistito alla rievocazione e il giudizio è stato unanime: “prestazione superlativa”. La ricchezza delle scene unita alla maestria degli attori hanno reso l’evento memorabile. Gli atteggiamenti e soprattutto le espressioni dei protagonisti hanno impreziosito l’opera rendendola unica anche grazie al pathos creato dalla parte liturgica che ha contribuito a predisporre gli animi a vivere un’esperienza unica.
    L’alto livello raggiunto è indubbiamente merito del CUORE che è stato messo in campo che ha consentito di raggiungere una performance degna dei professionisti più qualificati.
    A tutti coloro che hanno contribuito alla messa in scena dell’opera -sia agli attori in scena ma anche a chi ha lavorato dietro le quinte- è rivolto il nostro “Grazie per ciò che avete dato”.
    L’Appennino è anche questo: tradizione e fede che si ripetono e si tramandano di generazione in generazione…

    Maria Grazia Vasirani e Gruppo Storico Folkloristico Il Melograno

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48