Note in amicizia per curare l’antica Pieve di Minozzo

Il coro Bismantova durante un'esibizione

Si è tenuta il 22 aprile presso la Pieve di Minozzo la rassegna corale che ha visto partecipi due grandi cori dell’Appennino: il Bismantova di Castelnovo ne’ Monti e il Gigante di Villa Minozzo.

A fare gli onori di casa il coro parrocchiale di Minozzo, “Coro Santa Maria Assunta”, diretto dal maestro Emanuele Milani, nell’esibizione di quattro brani sacri.

Alle ore 16.30 la chiesa era piena,  le luci illuminavano la volta facendo brillare gli affreschi novecenteschi. Luci che scemavano dall’alto verso il basso, per creare la coreografia di colori e suoni che avrebbe accompagnato gli spettatori in un viaggio all’insegna della musica, in un luogo così armonioso e sacro da essere stato ribattezzato la “Basilica dell’Appennino”.

Corale il Gigante durante un'esibizione

È il suono di un harmonium a spezzare le voci soffuse, seguito da quello di un antico campanaccio di bronzo. E poi, dall’abside emergono le voci del coro di Minozzo, che apre con la “Salve Regina” gregoriana. Uno scroscio di applausi accompagna l’ingresso dei coristi davanti all’altare, che si dispongono a raggiera intorno all’altro harmonium, quello più antico suonato dal Maestro Milani durante le occasioni più solenni.

È lo stesso Milani a presentare il coro che lui stesso, in comunione col papà Gianfranco, ha diretto in varie occasioni liturgiche. Mai prima d’ora, però, questo coro si è cimentato in un’impresa del genere.

«È per la nostra Chiesa, perché ha bisogno di essere restaurata. Gli interventi da fare sono tanti e forse complessi, e questo è il contributo che, come coro, ci sentiamo di dare» spiega alla platea silenziosa e assorta. Un contributo preziosissimo, legato a quello che regalano gli altri due cori intervenuti gratuitamente perché hanno sposato la causa dei minozzesi.

E, come sempre, Minozzo partecipa, Minozzo c’è, e non solo Minozzo: dalle frazioni, dalle borgate, dalla pianura, dal capoluogo, dai comuni montani… la chiesa è strapiena e gli applausi non mancano.

Il coro parrocchiale Santa Maria Assunta di Minozzo

Dopo i restanti tre brani, è la volta degli ospiti più lontani. Il Coro Bismantova con sapienza tesse la tela di un intricato gioco di voci così angeliche e al contempo potenti da lasciare lo spettatore senza fiato. Sono una decina di brani, tutti diversi, tutti cantati da voci profonde e piene, voci capaci di strappare sorrisi o lacrime, ben dosate e cadenzate, tanto da terminare sempre l’esibizione in applausi convinti.

In chiusura, la corale il Gigante: anche qui, una decina di pezzi cantati con sapienza, eleganza e grazia non mancano di commuovere ed emozionare: l’armonia delle voci è impressionante, e l’alternanza tra cori maschili e femminili accompagnano lo spettatore facendogli vivere emozioni su emozioni.

Il consiglio economico parrocchiale, promotore della giornata, esprime la propria soddisfazione: «Gli affreschi parevano muoversi, danzare, cantare anch’essi e per la prima volta sembrano avere voce. Sono gli angeli a cantare, o è un effetto che il pittore voleva conferire al dipinto? Non lo sappiamo, ma sappiamo che l’emozione che ci è stata regalata è grande. Ancora una volta desideriamo ringraziare la Corale “il Gigante di Villa Minozzo” e il coro “Bismantova” nonché ovviamente il nostro coro “Santa Maria Assunta”. Per una piccola realtà come la nostra, è stato un successo incredibile.»

Emanuele Milani dirige i cori nel canto "Signore delle cime"

Vengono consegnati ai cori ospiti due cesti di vivande offerte dai commercianti locali e la rassegna termina con l’esibizione dei tre i cori nel canto “Signore delle cime” diretti tutti dal maestro Milani.

La casa vacanze “Don Adelmo Costanzi” è aperta: mentre in chiesa vengono raccontati i due harmonium e data qualche nozione a chi è interessato, gli Amici della Rocca hanno allestito una piccola esposizione di materiali inerenti alla Rocca e alla Pieve, e nel refettorio un grande rinfresco coordinato da Zita Fioroni.

«Desidero ringraziare tutte le persone che hanno collaborato, in particolar modo Milena, Monica, Francesca, Daniela, Daniele e Davide. Quando facciamo queste cose, la popolazione interviene sempre, come pure le attività di ristorazione locali che ben volentieri ci hanno sostenuto. Questo loro aiuto ci permette di avere spese vive minime, e di poter devolvere l’intero ricavato della giornata alla sistemazione della nostra chiesa.»

Gruppo di lavoro al rinfresco

«Ci uniamo ai ringraziamenti» terminano gli Amici della Rocca, «per quel che riguarda il nostro allestimento: grazie al parroco don Fernando Imovilli e alla Curia, al comune di Villa Minozzo, alla Croce Verde di Villa Minozzo, all’Uso Civico, alla dottoressa Anna Losi per averci aiutato e coordinato, per i permessi laddove servivano, per la manovalanza e la disponibilità. In questo giorno abbiamo potuto mostrare, con orgoglio, una piccola parte di quello che potremmo sistemare all’interno del nostro museo. Speriamo di arrivare ad averlo, e far sì che il carattere temporaneo diventi definitivo, e che si possa davvero ridare a Minozzo una parte delle sue radici, affinché tutti possano conoscerle e assaporarle, e vedere quanto grande è il patrimonio storico che abbiamo e qual è la nostra eredità.»

E così, le canzoni proseguono presso il salone, i cori si uniscono e si canta insieme mentre le campane annunciano gioiose l’arrivo della sera e il termine del giorno di festa.

 

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