“Castelnovo per l’Appennino”: i candidati della lista di Enrico Bini per le elezioni amministrative

Enrico Bini, sindaco di Castelnovo ne' Monti e presidente dell'Unione montana dei Comuni

Pensa al proprio territorio nella sua interezza, la lista civica con cui il sindaco in carica Enrico Bini si ricandida alla guida di Castelnovo ne’ Monti per le prossime elezioni amministrative del 26 maggio.

La formazione si chiama Castelnovo per l’Appennino, nel simbolo ha il profilo della Pietra, sullo sfondo la linea verde del nostro crinale; un segnale forte della volontà di ragionare insieme sulle esigenze di Castelnovo, delle sue tante e vitali frazioni e dell’intero territorio appenninico.
“Castelnovo per l’Appennino” è un gruppo civico che parte dal centro-sinistra, come cinque anni fa, unendo poi sensibilità civiche differenti: si parte da un lavoro intrapreso per raggiungere nuovi obiettivi con l’apertura a nuove forza politiche e a una forte rappresentanza della molta società civile.
Vi sono conferme e novità miscelate fra loro.
Dall’amministrazione eletta nel 2014 tornano il vicesindaco Emanuele Ferrari, gli assessori Chiara Borghi, Sabrina Fiori e Giorgio Severi e i consiglieri Silvia Viappiani e Luca Zannoni. Uno zoccolo duro da cui ripartire, allargando a nuove esperienze e nuovi volti.
Da segnalare un ampliamento della coalizione a Progetto per Castelnovo Monti, all’opposizione nel mandato ormai concluso. Il consigliere uscente del Progetto, Daniele Valentini, sarà ora candidato con Bini.
Le novità, poi: la rosa di nuovi candidati apre molto gli orizzonti e i possibili contributi su varie esperienze individuali e collettive, professionali ma soprattutto di volontariato e attenzione alla comunità. Hanno quindi deciso  di presentarsi a fianco di Bini figure note, attive e apprezzate sul territorio.
Sono Carlo Boni, Marzia Bonicelli, Essadiki Abdelghani, Lucia Manfredi, Nicola Rivi, Claudia Martinelli, Simone Ruffini, Erica Spadaccini e Simona Tagliati.
La presentazione ufficiale della squadra e del programma è prevista a breve.
L’appuntamento è per giovedì 2 maggio alle 21 al foyer del Teatro Bismantova; la scelta del luogo non è casuale, vuole rimarcare l’attenzione a valori e luoghi fondamentali per la lista.
Si replicherà due giorni dopo, sabato 4 maggio, alle 16 alla Sala Formazione della Croce Verde al Palazzo Ducale: in questo caso il focus sarà su un tema fondamentale, la sanità. Sarà l’occasione per parlare del lavoro fatto in questi anni su ospedale, sanità e punto nascita. Un altro segnale della voglia di allargare il discorso ad un territorio che necessita di coesione e unità.
“Ovviamente partiamo dalla nostra casa, Castelnovo ne’ Monti, ma non possiamo limitarci ai confini comunali”, puntualizza Bini. “Vogliamo e dobbiamo guardare oltre, prima di tutto al nostro Appennino, al suo sviluppo economico che vede un momento cruciale, per i nostri giovani, le imprese e i servizi, in un contesto nazionale che richiede attenzione ai dettagli, ma anche alla visione d’insieme, in un sistema di progetti e interventi che partendo dalle nostre radici e ricchezze, deve essere competitivo a livello globale”.
In un contesto simile, arroccarsi su se stessi non è solo fuori dal tempo, ma è prima di tutto un rischio: “Mai come oggi è necessario aprirsi e condividere, costruire percorsi e progetti di alleanze che ci vedano uniti, nella ricchezza del dialogo e valorizzando al massimo le reciproche differenze e le opinioni anche critiche: solo in questo modo si può crescere davvero e imparare a disegnare insieme una visione complessiva per il benessere di tutti e ciascuno, contribuire senza falsi pregiudizi al Bene Comune”.
La volontà è quella di continuare il percorso intrapreso, anche a livello politico.
“Vogliamo continuare nel percorso amministrativo che ci ha visti ogni giorno sul campo in questi ultimi cinque anni, in un vero gioco di squadra che vede la presenza in questa lista di molte anime, dal gruppo di minoranza Progetto per Castelnovo con il quale da sempre c’è stato un confronto serrato ma costruttivo, che ci ha visti impegnati senza tregua per tutto il percorso amministrativo, ai giovani del Partito Democratico fino all’area della Sinistra al suo completo.
Ci sono anche molti indipendenti che vengono dalla società civile, tutti con esperienze molto significative in diversi ambiti, professionali e del volontariato: persone che da anni dedicano le loro migliori energie alle persone in difficoltà, alla bellezza, all'incontro, al senso profondo di appartenere a una Comunità.
Ci riconosciamo tutti nei valori che ogni anno vengono celebrati il 25 aprile, quelli dei padri costituenti: i valori di accoglienza e solidarietà, di rispetto della legalità e valorizzazione degli ultimi, che da sempre hanno segnato anche il mio impegno personale, non solo politico ma anche come semplice cittadino”.
Un’ultima doverosa riflessione riguarda la sanità, a cui verrà dedicata la prima iniziativa: “Iniziamo da qui perché questo tema è per noi una priorità.
Non ci sottraiamo al confronto, siamo pronti e pur riconoscendo le difficoltà e anche le sconfitte di questi ultimi anni, sappiamo anche di aver ottenuto risultati importanti e decisivi, e speriamo di poter continuare un dialogo proficuo con tutti i cittadini, senza alzare troppo i toni, in modo onesto e operoso, valutando seriamente ogni critica, ascoltando ciascuno nel merito e dove necessario anche cambiando direzione, caratteristiche del nostro modo di essere e agire che non sono mai mancate in tutto questo periodo, anche se qualcuno vuole far credere il contrario.”
Nei prossimi giorni infine verrà anche reso noto il calendario degli incontri della lista nelle varie frazioni del Comune.
Gli aggiornamenti sulle attività della campagna elettorale verranno pubblicate sulla pagina
www.facebook.com/Unsindacopercastelnovonemonti/
(Comitato Elettorale per Enrico Bini Sindaco a Castelnovo Monti)
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34 Commenti

  1. Carlo Boni proprio non me lo aspettavo. Ognuno ci mette la propria faccia.

    MA

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  2. Di Enrico Bini mai dimenticherò che, isolato, denunciava l’infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico del territorio – grazie Enrico – Adelante, hasta la victoria, del bene e della legalità, siempre

    Mario Guidetti

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  3. Quando leggo la composizione dell’una o altra lista, do per scontato che i rispettivi candidati siano tutti qualificati, nel senso di possedere le giuste caratteristiche per farne parte ma, ciò detto, a me pare che oggi più che mai siamo chiamati a scegliere, anche a livello locale, tra chi rappresenta due diverse visioni della nostra società, ivi compreso il suo evolversi in prospettiva.

    Da un lato l’idea di un multiculturalismo cui sacrificare le nostre radici e tradizioni, e non mancano di certo gli esempi di cosa ciò significhi e comporti, e dall’altro la volontà, o quantomeno il tentativo, pur nella consapevolezza dei cambiamenti in atto, di salvaguardare quanto più possibile la nostra identità, i nostri valori e costumi (tra cui metterei anche i negozi di vicinato, gli ospedali “minori”, ecc…).

    P.B. 27.04.2019

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  4. Avere il coraggio di scrivere lista civica dopo questi ultimi cinque – 5 – anni di amministrazione che sono sotto gli occhi di tutti e dove, quando era il momento di prendere decisioni a favore dei cittadini, (lista civica è una lista dove i candidati non si riconoscono nei tradizionali partiti, ma sono a favore esclusivo dei cittadini) quindi si poteva andare anche contro il potere che sta in Regione, il signor sindaco se l’è sempre cavata con un “in fondo io sono un camionista” e con questo non ha mai difeso come doveva la tenuta del nostro Ospedale. Io, fossi stata al suo posto, mi sarei dimessa o mi sarei incatenata all’entrata dell’ospedale, unico servizio che ancora abbiamo. Ma che lista civica è? È una lista del PD. Almeno siate sinceri. Comunque stia tranquillo signor sindaco, i cittadini tutti, come quelli di Castelnovo, dimenticano in fretta e poi fa “figo” andare a Reggio in Ospedale per la gioia di Nicolini e Venturi.
    Auguri!
    Vinca il migliore!

    Luisa Valdesalici

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  5. Definire civica una lista dove è presente il segretario del PD castelnovese è un esercizio abbastanza bizzarro…..
    Bini si propone, onestamente e rispettabilmente, sul solco delle amministrazioni degli ultimi 25 anni.
    Amministrazioni che hanno avuto come punto di riferimento i dirigenti, le politiche e le dinamiche del partito di maggioranza in provincia di Reggio Emilia.
    Sono stato un sostenitore ed un elettore di Bini nella scorsa tornata elettorale credendo che fosse la persona giusta per scardinare questo sistema.
    Credevo, altresì, potesse avere il coraggio di mettere mano alla macchina comunale, proponendo una necessaria riorganizzazione, laddove continuano ad esserci dirigenti, in carica da più di 20 anni, che rendono molto difficile la giusta relazione che deve esserci tra cittadino e ufficio pubblico.
    Da questo punto di vista sono rimasto molto deluso.
    Credo che i castelnovesi siano chiamati a decidere se continuare con i metodi e le politiche che sempre hanno caratterizzato le amministrazioni a guida PD o valutare se esistono, nelle altre liste presenti, alternative valide e credibili.
    Buon lavoro a tutti!!

    Vida

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  6. Credo anch’io che Bini avesse rappresentato un sogno. Una sorta di comunista dal volto umano, vegano di bambini, addirittura senza tessera, che si contrapponeva ai comunisti DOC, tipo Orlandi e Maioli. So per certo che elettori non del Pd, andarono addirittura a votare alle primarie, per farlo vincere contro gli altri due! Io non l’ho votato, né lo voterò, ma sento palpabile e diffusa la delusione di chi lo ha fatto 5 anni fa. Una lista alternativa alla sua lo avrebbe scalzato di sicuro. Invece, gli anti-biniani reali o presunti, non sono stati in grado di unirsi in un’unica lista/cordata alternativa, che avrebbe segnato un cambiamento epocale nel nostro Comune. Così che, grazie a ciò, immagino che Bini vincerà anche stavolta, pur non essendo egli specialista nel doppiare i mandati… Se così sarà, potremo affermare che in questa sua condizione di debolezza sono stati gli anti-biniani, divisi, a dargli la forza che basta.

    Umberto

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  7. Se vince Bini tutto sarà come questi cinque anni. Ovvero il nulla. E il segretario comunale sarà sempre il solito.

    Lm

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  8. Il fatto che Carlo Boni sia in lista testimonia l’impegno forte e sincero che Bini ha messo e continua a mettere per mantenere la nostra sanità su livelli che la comunità nostra necessita. Io ero presente nei passaggi cruciali e che tutto ancora non sia stato ottenuto dipende dal fatto che la battaglia è e sarà quotidiana, come sempre ciò che abbiamo e otterremo per i nostri figli non è scontato.
    Costerà lavoro, impegno, dedizione, coraggio.
    Carlo Boni

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    • Insomma ve la cantate e ve la suonate da soli?! Comunque state sereni che la lista Bini vince facile anche stavolta. Non tanto per quello che ha fatto, ma per il fatto che, coloro che non votano Pd o che sono scontenti dell’attuale amministrazione, non sono riusciti a proporre una lista unica. A Castelnovo tutto cambia e per non cambiare da almeno 20 anni.

      Commento firmato

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    • Sono una di quelle persone che ha votato con convinzione Bini ma è rimasta molto delusa dalle posizioni (non) prese riguardo la questione del nostro punto nascite. Avrebbe potuto cambiare le cose? Probabilmente no. Avrebbe potuto alzare un po’ di più la voce? Sì… questo purtroppo è ciò che vedono in molti, guardando il tutto “dall’esterno”. Per questo dott. Boni sarò onesta, vedere il suo nome e considerando che lei si è sempre esposto in prima persona mi fa pensare che probabilmente il mio giudizio sull’operato di Bini è da rivalutare. Vedremo se questo dubbio sarà comune ad altra gente…

      Marzia

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    • Egregio dottore, premesso che Lei si poteva candidare con chi voleva, mi permetto di non essere d’accordo sull’aggettivo forte. Che non sia facile raggiungere certi obiettivi convengo, ma che l’impegno sia stato forte rispetto alla posta in gioco, no! Lei c’era in ogni passaggio io no, lei c’era e c’ero anch’io quando in comune e mi pare che Lei stesso non fosse concorde con il sindaco, ed ha sentito pure Lei ciò che ho sentito io: “io in fondo sono poi un camionista”. Questo non mi pare sia un atteggiamento forte.
      Distinti saluti.

      Luisa Valdesalici

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    • Si, il suo capolista per un momento è stato l unico, in odor di PD, ad alzare la testa (al contrario di Tirelli, Bottazzi, Balestrazzi, Pignedoli e Giovannelli non pervenuti). Una decisionismo che poi è andato calando fino a diventare minimo. Questa è la percezione del popolo, pare quasi un “obbedisco” dettato dal clima elettorale; rientrare nei ranghi. Quindi desta molta perplessità e delusione vederla a braccetto con i fedeli alla linea. Abbiate almeno l onestà intellettuale dichiararvi come lista politica. Almeno questo.

      MA

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  9. Non è a mio avviso lontano dal vero chi scrive “Ma che lista civica è? È una lista del Pd”, soprattutto se è presente il segretario del Pd castelnovese come si legge in altro commento, e a proposito degli “indipendenti che vengono dalla società civile” – con tutto il rispetto loro dovuto – mi viene da ricordare la stagione in cui quella stessa sinistra candidava non di rado figure indipendenti, ma era comunque il “partito”, quale maggior azionista della formazione, a “dirigere l’orchestra” e a riservarsi come si dice l’ultima parola, ossia a dettare la linea politica indicando la direttrice di marcia cui attenersi.

    E se vale ancora questa regola e premessa, come io credo, avrei da elettore molte titubanze e perplessità nell’affidarmi ad una forza politica – e suoi dintorni – che ha voluto la fine della Comunità Montana, togliendo identità al nostro territorio, e ha di fatto soppresso l’Ente Provincia senza attendere l’esito referendario del dicembre 2016, dando così origine ad una “cosa” che sembra non piacere a nessuno, o quasi, secondo la logica che le tradizionali entità territoriali devono confluire e annullarsi nelle cosiddette “aree vaste” (logica che a mio avviso andrebbe quantomeno ripensata).

    Stessa sorte è praticamente toccata al Punto Nascita montano, che è stato chiuso salvo poi sentirci dire che lo si vuol riaprire, ma riesce oggettivamente difficile prestar fede a tali parole, e confidare in tale possibilità, una volta che rimanesse invariato il quadro politico attuale, da qui fino a Bologna, anche volendo dar credito ai buoni propositi di qualcuno in materia, dal momento che “una rondine non fa primavera”, come recita un vecchio e saggio proverbio (d’altronde, l’eventuale riconferma del quadro politico attuale equivarrebbe a dar ragione a chi ha deciso la chiusura).

    La “musica” sostanzialmente non cambia passando alla Diga di Vetto, perché si stenta a capire come la pensi al riguardo questa stessa sinistra, e chi non ha le idee chiare sul da farsi difficilmente potrà ottenere benefici per la montagna qualora si realizzasse l’invaso, e del resto concetti quali “guardare oltre” – “costruire percorsi” – “doverosa riflessione riguardo alla sanità”, come leggiamo negli intenti di questa lista, danno l’idea di una genericità che stona abbastanza in bocca ad un politico, specie quando ha già governato e dovrebbe pertanto sapere come agire in concreto e non limitarsi ad astratti enunciati di principio.

    P.B. 28.04.2019

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  10. Che il Dott. Carlo Boni sia in lista con il sindaco uscente (amministrazione Pd) e con il segretario Pd di Castelnovo ne’ Monti sembrerebbe un paradosso. Se non sbaglio era molto critico nei confronti della regione a guida Pd che aveva decretato la chiusura del locale punto nascita, e sempre se la memoria non m’inganna (ormai l’età è quello che è) si è recato recentemente presso il Ministero della Sanità con le Cicogne, salvo poi riapparire candidato assieme a coloro che sono gli artefici del misfatto.
    Io non voterò nel vostro comune, ma la questione dell’ospedale mi sta a cuore, come penso a tutta la montagna e non posso esimermi dal notare che ci sia una grande confusione di ruoli in questa tornata elettorale ed anche alcune, se mi permettete il termine, anomalie come appunto la presenza del dottore nella lista civica del Pd.

    Flavio P.

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  11. Vista la citazione di Umberto, provo a chiarire qualche concetto.
    Egli riferisce di come allora fui etichettato: “comunista DOC” ed esponente della nomenclatura. Sicuramente, nonostante le evidenze, questa è stata l’immagine con cui sono stato dipinto e percepito.
    Probabilmente perché ho sempre sostenuto e continuo a sostenere valori come l’attenzione ai più deboli, l’equa distribuzione della ricchezza, il rispetto dei diritti di ogni essere umano. Si è però sorvolato sul fatto che, con altrettanta tenacia, ho praticato e difeso la libertà di pensiero, il diritto di critica, la tutela di chi la pensa in modo divergente.
    Per questi motivi, pur condividendone molti obiettivi, non sono mai stato iscritto al PCI diversamente da altri come Bini o Salvini.
    Mi ero invece iscritto al PD per sostenere candidati come Marino ottenendo, con le debite proporzioni, il medesimo risultato: mandato a casa grazie all’appoggio convinto di gran parte del mio ex partito.
    Per quanto riguarda i delusi, invece di dispiacersi, dovrebbero preoccuparsi: credere alle favole è consolatorio ma, prima o poi, la realtà presenta il conto.

    Giuliano Maioli

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    • Ho conosciuto Giuliano Maioli come docente per anni. Posso affermare che ha impegnato le sue conoscenze e il suo sapere, fino al 2007, anno in cui sono andata in pensione, in modo costante, con serietà ed impegno. Se all’I.C Bismantova esisteva sin dagli anni novanta un laboratorio di informatica è merito di Giuliano Maioli. Posso dire che dal 1976 al 2007 non ho visto docenti a scuola la domenica mattina. Giuliano, sì, soprattutto per sistemare i computer dell’aula di informatica…se vi è stata una spinta al tecnologico anche per agevolare il lavoro dei docenti per quanto riguardava la compilazione delle schede è grazie a Maioli e Angelè. Ha seguito tutti i lavori per il clablaggio della rete informatica con competenza. Unico a capirne. Così come non ho mai visto nessun assessore ai lavori pubblici negli anni precedenti in cui egli ha svolto tale compito amministrativo, in agosto, sotto il sole o al mattino, essere presente per controllare i lavori di costruzione della rotonda del PEEP. Penso che la ditta Romei lo possa confermare. Magari, signori miei, avessimo ancora comunisti DOC come Giuliano Maioli! Le cose andrebbero meglio, come sono convinta che non fa parte del suo carattere criticare. Su questo lo sport lo ha forgiato. Poi è evidente che non si può andare bene per tutti, le gelosie sono ovunque. Basta avere senso critico e confrontarlo con la realtà. Io ho parlato di realtà viste con i miei occhi. Non per simpatie.

      Luisa Valdesalici

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  12. Caro Maioli, sicuramente ti manca un valore che lo sport dovrebbe averti insegnato e cioè il saper perdere, ebbene si perché dal giorno in cui hai perso le primarie hai iniziato la tua opposizione e, sinceramente era meglio la tessera del P.C.I. che quella del PD, oggi forse avresti qualcosa da insegnare

    Pinelli Fabio

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  13. La bizzarria gigantesca Boni, fa passare in secondo piano quella macroscopica di Valentini, persona intelligente e gentile che però incarnava il ruolo di capogruppo di opposizione centrodestrista. A voi sembra normale, ritrovarlo oggi in lista con Bini ? Coloro(tra cui io stesso) che, a torto a ragione ritengono che questi anni abbiamo avuto una opposizione (si-fa-per-dire) piuttosto vellutata, non saranno sorpresi più di tanto. Un po’come se, (perdonatemi l’eccesso) nella prossima lista civica della Raggi per la città di Roma, ritrovassimo candidati tipo Brunetta o la Meloni…..

    Umberto

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    • Non è sfuggita neanche a me la candidatura di Valentini. Al contrario non mi stupisce; per conto mio non ha i numeri per essere un amministratore. Spiace però notare, che il cambio di casacca disinvolto è uno sport ancora molto praticato dai politici.

      MA

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  14. La cosa più triste e’ vedere l’incoerenza di un giovane che fino a poco tempo fa scriveva sermoni contro l’amministrazione. Speriamo che i giovani non siano tutti cosi’, abbiano idee più chiare, rispettino i valori di serietà e schiettezza e non si facciano corrompere solo per promessa visibilità.

    Daniela R.

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  15. A mio giudizio qui non si tratta di essere anti biniani, come scrive Umberto, ossia personalizzare la contesa elettorale – esercizio che lascerei a quella sinistra adusa a creare “nemici” contro i quali compattare le proprie fila – anche perché la posta mi sembra molto più alta, ovvero il contrapporsi, per chi fosse intenzionato a farlo, ad una linea politica che egli, insieme alla sua lista, si trova ad esprimere ed impersonare.

    E una ulteriore riprova che il confronto avviene fra linee politiche diverse tra loro ci viene anche dalle parole di Maioli, quando dice di aver sempre sostenuto “l’equa distribuzione della ricchezza”, perché abbiamo visto bene come la sinistra intenda tradurre questo principio, atteso che negli anni in cui ha governato si è assistito al progressivo impoverimento della classe media, giusto per ottenere le risorse da “ridistribuire”.

    Ed è sicuramente sincero Maioli nel dire cha ha “praticato e difeso la libertà di pensiero, il diritto di critica, la tutela di chi la pensa in modo divergente”, ma ciò contrasta abbastanza con la sua appartenenza ad un versante politico che avrebbe voluto inasprire le sanzioni per chi impiega terminologie ritenute non “politicamente corrette”, con buona pace della libera espressione delle proprie opinioni che dovrebbe essere concessa a ciascuno di noi.

    In buona sostanza, io penso che c’entri poco l’anti-binianismo o meno, perché la posta in gioco, non solo a Castelnovo, a me sembra quella tra due differenti concezioni e culture politiche, l’una che guarda ai problemi con gli occhiali della sinistra, e qui rappresentata dalla lista Bini, e l’altra che si rifà ad altri e diversi valori (per inciso, non si capisce cosa dovrebbero fare i delusi, secondo Maioli, anziché dispiacersi e credere alle favole).

    P.B. 29.04.2019

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  16. Mi vedo citato più volte nei commenti.
    Pare che la mia candidatura sia letta come un rientro nei ranghi Pd.
    A 60 anni e una vita professionale e personale alla luce del sole non vedo proprio a cosa mi sarebbe servito rientrare nei ranghi.
    Non è la prima volta che mi dissocio da certe decisioni e l’ho sempre fatto con chiarezza e continuerò a farlo nel rispetto dei valori che ciascuno di noi ha maturato.
    Non ho mai pensato che la fedeltà a una parte fosse un valore.
    Lo è la fedeltà ai principi e al rispetto per la comunità a cui appartieni.
    La mia candidatura è conseguente alla determinazione di essere utile.
    Molto semplicemente.
    Il sindaco uscente mi ha dimostrato in questi anni la stessa determinazione.
    Dunque nessuna contraddizione.
    La battaglia continua ed è una battaglia che cerca un futuro per i miei figli e i miei nipoti in questo territorio.
    Per dirla con un poco di ironica prosopopea: sul punto nascita le forze avversarie in campo, ministeriali e regionali sono al momento soverchianti.
    Questo non significa che la ragionevolezza e la determinazione non possano ribaltare la situazione, ma l’unico modo per farlo è usare cuore e testa.
    Non si tratta di scegliere una squadra e tifare, ma di perseguire il risultato.
    Un grazie e un saluto a tutti

    Carlo Boni

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    • La sua, dott. Boni, è una scelta più che legittima. Non è questo il punto. Tutti hanno visto l’impegno profuso per la difesa del PN (forse quello che si è adoperato di più in prima linea, assieme alla Vassallo), molti rimangono perplessi sullo schieramento (anche tale perplessità è legittima). Il rientro nei ranghi non era riferito a lei.
      Buon lavoro.

      MA

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  17. Leggendo questa sua spiegazione ne deduco che la sua scelta di campo tra la lista delle Cicogne e quella del sindaco uscente sia dettata da una ragionevole consapevolezza di chi possa o meno garantire il futuro della nostra montagna (La battaglia continua ed è una battaglia che cerca un futuro per i miei figli e i miei nipoti in questo territorio).
    Chi meglio di lei ha vissuto in prima linea la battaglia del punto nascite a fianco di entrambi i contendenti, e chi meglio di lei può sapere chi veramente ha la possibilità di sanare questa spiacevole situazione creatasi con la chiusura del punto nascite?
    Sicuramente nella vita bisogna fare scelte e come ci spiega bene serve “testa e cuore” per ribaltare la situazione dell’ospedale e non solo, visto che le problematiche di un comune sono molteplici e non si limitano ad un singolo argomento, credo che la sua scelta sarà di monito a molti elettori ancora indecisi se tentare una nuova strada oppure proseguire su quella già intrapresa dall’amministrazione uscente.
    Ringraziandola per il suo impegno, le auguro di potere riuscire nei suoi propositi.

    Maria

    Rispondi
  18. Trovo le parole di Bini molto simili a quelle di 5 anni fa, citando: giovani, imprese, servizi ecc, ma dopo un mandato io credo che si debba, prima tirare le somme delle cose che sono state fatte, poi parlare delle cose che uno vorrebbe fare se eventualmente verrà rieletto. C’è un problema che tirando le somme per verificare quello che lei e la sua giunta ha fatto io non riesco a trarne un risultato positivo per il paese in quanto non é cambiato nulla dopo 5 anni, anzi: ci hanno ridotto i servizi, ci sono delle strade da paura, non ho visto nessun progetto per i giovani e ancor meno per le aziende ecc.
    Non vedo per quale motivo io debba votare una lista che dopo una mandato non mi sappia dire cosa ha fatto, ancor meno se questa lista è formata da personaggi che fino a poco tempo fa erano all’opposizione, mentre adesso sono nella stessa lista.

    AR

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  19. Leggiamo alcuni commenti che tirano in ballo anche il comitato Salviamo le Cicogne e la sua decisione di evolvere la lotta unendosi ad altri cittadini ed intraprendere la strada delle elezioni amministrative. Ritenusmo doveroso fare alcune precisazioni.
    Quello che non ci accomuna con il dott. Carlo Boni è il giudizio sull’operato del sindaco Bini, prima e dopo la chiusura del punto nascita, e sulle prospettive di riapertura nel caso venisse riconfermato. Comunque, Bini ha avuto un anno e mezzo per dimostrare qualcosa, ma oltre al bocciare due nostre istanze non ha presentato neanche il famoso progetto sperimentale che contrapponeva alla nostra richiesta alla Regione.
    Quello che ci avvicina al dottor Boni è invece il comune sentire sul punto nascita e il bisogno di difendere e promuovere la montagna.
    Per questo motivo non viene meno la nostra stima a Boni, anche se percorriamo strade divergenti.

    Nadia Vassallo

    Rispondi
  20. Non è di certo piacevole, e lascia altresì un qualche amaro in bocca, l’assistere in politica a “cambi di casacca”, ovvero al mettersi o passare col più forte di turno, ma è comunque questione che riguarda essenzialmente l’etica e la coscienza degli interessati (pur se fa indubbiamente la differenza rispetto a chi “mantiene la posizione”, perché resta saldamente legato a principi e valori che ritiene non negoziabili, e resta fedele alla parte che li rappresenta).

    Chi compie i sopraddetti passi o “strappi” può ovviamente addurre le proprie ragioni, ma tra queste mi sembrerebbe debole e poco credibile la motivazione che “lo si fa per la causa”, cioè per raggiungere un determinato scopo, perché la causa da servire sarà comunque quella del partito ospitante, una volta entrati nella sua orbita, secondo la regola generale che quando si entra in una squadra, e se ne indossa la maglia, il tipo di gioco lo stabilisce chi guida la squadra stessa.

    Chi è “persona intelligente e gentile” resterà verosimilmente tale in qualunque sua collocazione, e vale altrettanto per la “determinazione di essere utili”, ma in questo caso la direzione di marcia non potrà che essere quella fissata dal PD – se vogliamo essere realistici e rimanere coi piedi per terra – specie se come si legge la squadra include anche il suo Segretario, e ritengo pertanto che l’elettore dovrà decidere se dare o meno fiducia alla politica del PD, e al suo modo di concepire la nostra società..

    Fuori dai casi personali, e dalle singole e specifiche situazioni, le doti e qualità di un candidato “esterno” inserito in una lista di stampo politico, potrebbero anche funzionare da semplice “specchietto per le allodole”.

    P.B. 30.04.2019

    Rispondi
  21. Dobbiamo dare atto a Redacon, di avere fornito questo strumento utile al dibattito politico locale. Posizioni anche contrastanti, ma ciascuna a suo modo interessante. Oltre 5000 contatti e 26 commenti : come mai ancora nessuno dei condottieri anti-biniani si è fatto vivo qui?🤔Non è pure questa, una anomalia ??? Saluti a tutti !

    Umberto

    Rispondi
    • Egregio Signor Umberto, il suo commento è uscito in concomitanza con quello di Nadia Vassallo candidata Sindaco nella lista Civica “Castelnovo Ne’ Cuori”. Quindi ora, com lei può vedere, una condottiera – a me non piace anti – che si presenta per impegnarsi ad ottenere ciò che l’amministrazione a guida PD (civica per nulla) del signor Bini non ha fatto pur potendo, si è fatta viva. Si è fatta viva e non per emergere, ma per confermare la verità dei fatti: il rapporto esistente tra il Comitato ed il Dottor Boni, ora candidato nella lista PD. Lei ha preso la decisione di candidarsi perché le sta a cuore sicuramente uno dei servizi vitali come l’ospedale, ma non solo, le sta a cuore anche la nostra montagna, continuando un impegno che ha iniziato cinque anni fa, insieme ad un gruppo di poche donne. In prima istanza si è battuta contro la chiusura di un reparto, poi di tutto l’ospedale. Cosa che si è verificata e si sta verificando. Nulla di concreto è stato fatto dall’Amministrazione uscente. Come vede è una donna candidata che si fa sentire, e meno male! Sono orgogliosa per il coraggio che Nadia sta dimostrando.
      Distinti saluti.

      Luisa Valdesalici

      Rispondi
  22. Non so se col termine “condottieri anti-biniani” il Sig.Umberto si riferiva a me…penso proprio di sì. Rispondo che non mi sono fatto vivo per vari motivi:
    1) Ritengo che ognuno debba presentarsi con la propria squadra e col proprio programma nei propri spazi pubblici, di stampa ed on-line senza dover per forza commentare su spazi altrui.
    2) Va da sè che ritengo inutile, anzi profondamente dannoso alla propria ed altrui immagine, “gettar fango” alle liste concorrenti
    3) Spetta al cittadino, semmai, ricordare le vicende degli ultimi 5 anni (programmi, promesse, aspettative, risultati), cosa sta accadendo in questi giorni (liste elettorali, spostamenti ed aggregazioni che 5 anni fa si pensavano irrealizzabili, ecc.) e poi trarre le conclusioni su come muoversi nel futuro poco lontano (26/5/19).
    4) I cittadini che vivono nel nostro territorio conoscono i vari candidati a sindaco e consiglieri, conoscono i movimenti e le idee di queste persone negli ultimi anni; i programmi sono pronti ma faremo in modo che tutti i cittadini possano confrontarsi con tutti i candidati sindaco e quindi possano rendersi conto di fare la scelta migliore (o la meno peggio?) nel prossimo turno elettorale.

    “Sempre sul pezzo”

    Dott.Cavana Roberto

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  23. Luisa è attenta e ha notato che indicavo i 26 commenti e i 5000 contatti. Quindi era strano che i cittadini facessero osservazioni sulla lista Bini, ma non ne avessero ancora fatte, i suoi diretti antagonisti… Al dott.Cavana invece è sfuggito il plurale: gli anti-biniani, sono lui, Vassallo e Davoli. Proprio Cavana diceva da qualche parte: la vera alternativa a Bini, siamo noi. Anti-biniani, nasce da lì e non offende né Bini, né gli altri. Gettar fango? La dialettica politica è fatta così, se per voi la lista Bini va bene, tanto meglio, io credo invece sia naturale che Zingaretti o Tajani critichino il governo giallo-verde, o viceversa: rientra nel gioco delle parti, non nella macchina del fango, che è tutt’altro macchinario.

    Umberto

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