Roberto Cavana Interviene sul parto in ambulanza del 25 Aprile

Cavana (M5S): basta disagi per la popolazione. Ridiamo vita al nostro ospedale, punto nascita e altri servizi siano ripristinati e potenziati subito

Come medico non posso che esprimere la mia solidarietà alla signora che ha dovuto partorire in ambulanza nell'attesa dell’arrivo dell’elisoccorso.

Fatto premesso che la cosa più importante in assoluto sia la nascita di una nuova vita e che sia il nascituro che la mamma stiano bene, non posso più accettare questa situazione di precarietà e disagio per la nostra comunità.

Non posso accettare che per meri calcoli elettorali si speculi sulla sicurezza delle persone e tanto meno che la prepotenza della regione si consumi con il silenzio-assenso degli amministratori locali.

Come ho più volte detto e ho avuto modo di ribadire lo scorso martedì durante la serata sulla sanità pubblica in ambito locale, dobbiamo lavorare affinché il nostro ospedale torni ad essere un’eccellenza ed un servizio efficiente per la montagna.

Il punto nascite è un tassello importante ma non l’unico. Dobbiamo invertire la situazione di tagli ai servizi che costituzionalmente ci dovrebbero essere garantiti, dobbiamo ripristinare il servizio di ginecologia h24, riattivare tutti i servizi soppressi, dobbiamo formare specialisti e personale paramedico che con la loro professionalità siano di riferimento per attirare pazienti anche da altre provincie, dobbiamo lavorare affinché l’ospedale S.Anna di Castelnovo ne’ Monti riprenda vita.

(Roberto Cavana)

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3 Commenti

  1. Egregio Dott. Cavana, non entro in merito a commenti di natura politica, ideologica o quant’altro, vorrei solo fare una piccola precisazione in merito al termine da lei utilizzato di “paramedico” in quanto credo che chiunque si appresi a scrivere e a pubblicare qualcosa, si debba documentare minuziosamente sull’argomento, onde evitare anche il rischio di commettere gaffe. I paramedici di cui parla sono i professionisti quali infermieri, tecnici, fisioterapisti, cioè personale laureato inappropriatamente definiti paramedici in quanto autonomi nel loro agire. Sa, è come confondere un giornalaio con un giornalista, che con tutto rispetto sono due cose completamente diverse. Voglio puntualizzarlo, nonostante nel mio lavoro quotidiano, credo possibile solo il lavoro di equipe stimolante e vincente sopratutto per i nostri pazienti. È importante, però, nel suo prossimo futuro politico e nella sua candidatura a sindaco prestare attenzione alle definizioni; anzi, mi congratulo con lei di aver scelto di fare squadra con un buon numero di Infermieri. La saluto cordialmente è le auguro un buon lavoro

    Infermiera Sonia Cavecchi

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    • Egregia dottoressa Sonia Cavecchi, mi dispiace leggere che non entra nel merito di un particolare tanto importante anche per lei, vista la professione che svolge, anche se non conosco dove lavora, quindi non vuole esprimersi sull’importanza di avere un Ospedale efficiente in tutti i reparti, ma si sofferma sulla definizione e competenze dei paramedici. Ma lei, che rivendica di essere una laureata, si sente laureata tanto quanto un medico, un fisiatra o un radiologo? Credo che un po’ di diversità vi sia e lo capisca pure lei; puntualizzare sul termine paramedico trovo che sia, per restare in campo medico, una cura palliativa. Intervenga piuttosto a favore dell’apertura del punto nascita e della tenuta di tutto l’ospedale. Sarebbe bello trovare un dipendente che commenti senza macchia e senza paura a difesa del nostro ospedale
      Con ossequi.

      Luisa Valdesalici

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  2. Mi spiace se Lei ha interpretato il termine “paramedico” come qualcosa che esprimesse un qualcosa di inferiore. Lungi da me.. anzi!!! Era un termine che andava quando studiavo io e lavoravo al S.Anna, quando ancora le gerarchie erano solo sulla carta ma nel lavoro ci si rispettava tutti, ci si conosceva e, fuori dal lavoro, erano numerose le occasioni di uscire e divertirsi insieme senza distinzioni di ruolo o titolo di studio. Io vivo con un’ infermiera; ho avuto 3 figli e so cosa vuol dire fare il vostro lavoro. Ho sempre protetto la vostra categoria e chi mi ha conosciuto durante la mia attività al S.Anna o le infermiere che collaborano con me a Villa Verde, all’Ospedale di Suzzara oppure alla Clinica Salus di Ferrara sanno che per loro sono un alleato nell’ambito lavorativo ma soprattutto un amico a cui poter confidare problematiche e collaborare nella soluzione.
    Purtroppo questo appunto sul termine “paramedico”, seppur legittimo; è sintomo di un pensiero e di una convinzione che in questi anni è stata inculcata al personale da atteggiamenti di superiorità o “baronistici” di certi Primari o Superiori che per affermare la propria persona o potere hanno dovuto a tutti i costi urlare, adirarsi, mostrarsi arroganti o mettere in opera ritorsioni. Una cosa che ho imparato oltre le materie tecniche, durante il periodo lavorativo al S.Anna, a fianco di personaggi come De Sessa, Gandolfi, Sciaboni, Marginesi, Gazzotti, Berri, Leoni è che per lavorare bene occorre sintonia, armonia ed affiatamento per cui in un clima del genere anche il termine di paramedico assume tutto un altro significato e non scandalizza nessuno. La saluto e la voglio come me nella dura battaglia per invertire la rotta per l’Ospedale S.Anna.
    Un abbraccio

    Dott. Cavana

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