Evento eccezionale: neve in Appennino a maggio, come nel 1957

Un weekend turbolento e nevoso in Appennino come non accadeva dal 1957. Rifarà comparsa la neve sia nell'alto che nel medio Appennino. Instabilità crescente già da oggi e domani, sabato, ma sarà dalla notte fra sabato e domenica che si avranno le precipitazioni più intense e un sensibile calo delle temperature!

Nella giornata di sabato, un esteso fronte freddo si avvicinerà alle Alpi, innescando la formazione di minimo depressionario piuttosto profondo sul centro Italia, in posizione favorevole per abbondanti precipitazioni sull'Emilia. L'aria fredda impatterà l'Arco Alpino ed entrerà nel Mediterraneo attraverso il Golfo del Leone, con forti raffiche di Maestrale che arriveranno al nostro Appennino deviate da Sud-Ovest e potranno portare anche i primi rovesci. La seconda fase del peggioramento è attesa tra la notte e la mattina di domenica, quando si attiverà anche una ventilazione più fredda da Nord Est con raffiche di Bora.

I primi effetti dell'avvicinamento della perturbazione si faranno sentire già nella giornata di sabato: nuvolosità diffusa e deboli precipitazioni irregolarmente distribuite, più probabili nel pomeriggio, specialmente sui settori Appenninici. La quota neve in questa prima fase sarà ancora elevata e prossima ai 1900m.

A partire dalla notte di domenica, con la formazione del minimo depressionario e l'ingresso dell'aria fredda da Nord-Est (Bora), ci aspettiamo un brusco calo delle temperature e precipitazioni intense su tutto il territorio. La  quota neve nella notte raggiungerà rapidamente i 1000m e nella prima mattinata anche la collina fino a circa 400-500m, con possibili sconfinamenti fino a 300m. I cumulati di precipitazione più importanti sono attesi tra notte e mattina con fenomeni intensi. Nel pomeriggio è attesa una  graduale diminuzione delle precipitazioni, mentre  in serata il peggioramento inizierà a volgere al termine, con precipitazioni  di intensità debole o moderata in definitiva cessazione nella notte. I venti soffieranno dai quadranti settentrionali con raffiche fino a forti da Nord-Est lungo il Crinale.

I quantitativi di neve attualmente stimati sarebbero da record: punte di 50cm sull'Alto Appennino (dai 1300m), 20-30 cm a 900m e 5-15 cm su Medio Appennino a 500m. E' bene ricordare che, come per la quota neve, si tratta di valori indicativi che necessitano di conferme nei prossimi aggiornamenti previsionali, disponibili su Reggio Emilia Meteo. E' bene ricordare che, come per la quota neve, si tratta di valori indicativi che necessitano di conferme nei prossimi aggiornamenti previsionali, disponibili sempre su Reggio Emilia Meteo.

Come prevedibile saranno in sensibile diminuzione le temperature su tutti i settori e i valori minimi si registreranno nelle ore diurne. Raffiche di venti forti o molto forti sono previste sul Crinale. Miglioramento lunedì, ma con temperature minime significativamente al di sotto della media stagionale.

Questo evento che si preannuncia, appunto, eccezionale, è dovuto all’espansione di un’area anticiclonica sul Nord Atlantico: la principale responsabile di una massiccia discesa di aria artica verso l'Europa centrale e nel Mediterraneo.

Per la neve di pochi giorni fa, nell'ultima decade di aprile, i precedenti, anche molto recenti, non mancano: nel 2016, ad esempio, nevicò in occasione del 25 aprile. Per trovare un episodio simile a quello che accadrà domenica, bisogna risalire al maggio del 1957, quando la neve imbiancò la collina reggiana. Dal confronto fra le mappe meteorologiche, emerge la sorprendente affinità della configurazione di allora con quella, per ora teorica, di domenica.

Figura 1: confronto della configurazione sinottica tra il 6 maggio del '57 e la previsione del 5 maggio 2019.

Per entrambi gli eventi si tratta di una perturbazione di origine artica dalle caratteristiche tipicamente invernali, sia per la natura delle masse d'aria in gioco, sia per la dinamica a larga scala, che, come nel '57,  darà origine ad un evento quantomeno raro, probabilmente di portata storica.

Figura 2: confronto tra le temperature ad 850hPa (circa 1500m) del 6 maggio del '57 e della previsione per il 5 maggio 2019.

Le cause che hanno dato il via a questo peggioramento eccezionale sono da ricercare in un riscaldamento repentino della stratosfera polare, responsabile dello svilippo di una forte anomalia barica positiva, propagatasi poi alle quote inferiori sino a raggiungere la troposfera, dove si decidono le sorti meteorologiche. Si tratta, in gergo, di un final warming, ossia un riscaldamento della stratosfera che avviene tutti gli anni al termine della stagione invernale, ma che quest'anno è avvenuto con grande ritardo e - caratteristica non comune - ha coinvolto anche la troposfera.

Questo riscaldamento ha causato la formazione di una forte alta pressione polare, che ha iniziato a spingere verso latitudini inferiori l'aria fredda accumulatasi al Polo durante l'inverno; ora, anche grazie all'azione congiunta di un'estesa area anticiclonoica sul Nord Atlantico, tale massa fredda ha trovato campo libero per scivolare verso l'Europa. Nella figura 1 si può notare, evidenziato con la sequenza di lettere "A", il tunnel alto-pressorio lungo il quale scorrono, a destra, le correnti fredde dall'Artico.
Dal confronto proposto in figura 1 e 2 si nota come la sinottica e la distribuzione del campo di temperature siano molto simili, e di fatto paragonabili, all'evento del '57 che portò a nevicate tardive sul nostro Appennino fino alla collina. E' quindi probabile che la perturbazione del 5 maggio eguagli il record del '57 o che addirittura lo superi, data l'estrazione così anomala dell'aria fredda che arriva direttamente dal Circolo Polare Artico.

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7 Commenti

  1. 2 maggio 1999 Castelnuovo ne’ Monti 30 cm di neve

    Malvolti Roberto

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  2. Anche il giorno della mia Cresima, fine maggio 1990, a Villa Minozzo c’erano 20 cm di neve.
    Non alta montagna di certo!
    Quanto sensazionalismo.

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  3. Assolutamente no. Il 2 maggio 1999 temperatura a Castelnovo Monti di 21.4 gradi e tempo soleggiato. Altro che neve. Bisogna andare piu’ indietro era il 2 maggio 1984 quando nevico’ a Castelnovo, e poi in modo abbondante nel 1979.

    Devis Bedini

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    • Ciao Devis, grazie per i puntuali contributi. Il titolo dell’articolo riproposto su Redacon è stato modificato rispetto all’originale e questo può aver portato a fraintendimenti. In ogni caso, a nostro avviso l’eccezionalità dell’evento sta nell’intensità della perturbazione (attesi accumuli pluviometrici fino a 40 mm anche sulla pianura) e nella possibile neve in “collina”, sin verso i 300m, cosa che sicuramente non avvenne nel 1984 e probabilmente neanche nel 1979. Per Castelnovo valgono invece le considerazioni già fatte da te.

      Redazione ReggioEmiliaMeteo

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  4. Nessun sensazionalismo.
    Basta una rapida ricerca negli archivi per verificare che, in entrambi i periodi indicati, non è possibile che si siano registrate nevicate, tantomeno con gli accumuli indicati.

    Redazione ReggioEmiliaMeteo

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  5. Rettifico mio errore scrittura: volevo segnalare il maggio 1957 e non 1979. Concordo perfettamente con la Redazione evento in arrivo inusuale e paragonabile, se non superiore, a quello di 62 anni fa.

    Devis Bedini

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  6. Redazione Reggio Emilia Meteo
    Può darsi che non siano state trascritte

    Romeo Bucci

    Rispondi

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