“Non si tratta di una riduzione del servizio, ma una sua qualificazione”. Bini risponde sulla situazione dell’Ortopedia di Castelnovo ne’ Monti

“Rispondo volentieri al quesito di Nadia Vassallo, ovvero se sono a conoscenza della situazione del servizio di Ortopedia all’Ospedale Sant’Anna: assolutamente sì, ma non si tratta di una riduzione dello stesso servizio, anzi di una sua qualificazione per la quale mesi fa mi sono attivato in prima persona”.

Così il sindaco di Castelnovo Enrico Bini risponde alle domande della candidata Vassallo che aveva parlato di “sospensione della Pronta Disponibilità notturna al Sant’Anna”.

“Come era strutturata in precedenza – prosegue Bini – questa disponibilità creava dei disagi: ho chiesto all’Ausl di poter avviare un confronto per apportare alcune modifiche dopo che una signora anziana si era presentata per una caduta in Pronto Soccorso, arrivata da una struttura protetta del crinale, in una serata di forte maltempo, e aveva dovuto aspettare in Pronto Soccorso l’ortopedico che era arrivato da Reggio attorno alle 24.

Il medico l’aveva stabilizzata, fasciata, e dato che non c’era un protocollo che consentisse il ricovero immediato in un caso del genere, l’aveva rimandata alla struttura in cui alloggiava, dove era arrivata quasi alle 3 del mattino, dicendole di tornare al Sant’Anna il giorno successivo. La modalità operativa del servizio è stata quindi modificata, con la possibilità che ora gli stessi medici internisti dispongano il ricovero in attesa della visita ortopedica. Nello specifico: rimane confermata la presenza dell’ortopedico nella fascia oraria diurna feriale dalle 8 alle 20. Nei festivi la presenza dell'ortopedico è comunque garantita dalle 8 alle 14 e successivamente, dalle 14 alle 20, l’ortopedico è in pronta disponibilità.

La scelta organizzativa è stata condivisa con la Rete ortopedica provinciale, cioè dal coordinamento di tutte le ortopedie e di tutti i professionisti della disciplina nella nostra provincia, ed è stata determinata anche dalla carenza di specialisti ortopedici che attualmente coinvolge tutta la provincia, con 10 medici in meno.

In pratica il 25% in meno della dotazione complessiva provinciale, pari all’organico di un intero reparto di un ospedale medio. La necessità è stata quella di adottare soluzioni che portassero a utilizzare in modo razionale le risorse e a garantire l’attività. In relazione alla casistica notturna poi, con l’attuale organizzazione è possibile gestirla in modo efficace e in sicurezza attraverso gli specifici protocolli clinico organizzativi introdotti: come dicevo ora consentono anche di assicurare il ricovero dei pazienti a Castelnovo su disposizione dei medici del Pronto Soccorso e Internisti, oltre all’effettuazione delle radiografie e alla tele-consulenza dell’ortopedico di guardia al Santa Maria Nuova.

Questa modalità è già operativa nelle altre sedi ospedaliere della provincia ad eccezione del Santa Maria, e non ha comportato alcun problema.
Attualmente quindi, un paziente che arrivi in orario notturno al Pronto Soccorso del Sant’Anna, in caso di traumi gravi, come succede da anni, potrà essere centralizzato a Reggio in ambulanza, mentre in caso di traumi non gravi, una volta stabilizzato potrà essere rapidamente disposto il ricovero, e subito al mattino verrà visitato dall’ortopedico.

Vorrei anche rimarcare che per fronteggiare la carenza di professionisti anche all’Ospedale S. Anna sono stati di recente attivati nuovi percorsi di reperimento del personale specialista per assicurare un’adeguata risposta ai cittadini”.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

16 Commenti

  1. Si, però, Bini: è innegabile che c’è un’emorragia di medici dal Sant’Anna. Cosa significa? Che fiutano l’aria e si trovano un’alternativa? Siamo sicuri che non sia il SMN di Reggio che diventa plus?

    MA

    Rispondi
  2. Beh, se il sindaco di Castelnovo si è “attivato in prima persona”, possiamo stare tutti tranquilli, anzi sereni. Se non si fosse attivato in prima persona, appena insendiato, Bonaccini, Venturi e Nicolini avrebbero già da un pezzo chiuso il punto nascita del Sant’ Anna.

    Giovanni Annigoni

    Rispondi
  3. Esatto Giovanni, poi “Non si tratta di una riduzione del servizio, ma una sua qualificazione” quindi in giornate nevose come oggi, con viabilità critica, se qualcuno malauguratamente arrivi in orario notturno al Pronto Soccorso del Sant’Anna, in caso di traumi gravi, potrà essere comodamente centralizzato a Reggio in ambulanza!
    Tutto questo mi tranquillizza proprio!
    Grazie di cuore al nostro sindaco e alle istituzioni che lo sostengono e ci sostengono!

    Michele Palladini

    Rispondi
  4. Senza polemica. Ho troppi anni per credere che tutti questi protocolli abbiano migliorato la sanità in montagna dove vivo da quando sono nata. Ritengo l’ospedale S. Anna un servizio irrinunciabile. Fino a qualche tempo fa era un punto di riferimento ma ora sembra diventato un presidio di transito tra il pronto soccorso e l’Arcispedale. In chirurgia si effettuavano interventi di alto livello, in angiologia arrivavano pazienti da ogni parte d’Italia, l’ortopedia sempre in funzione, di bambini ne sono nati tanti senza problemi e potrei continuare. Ora, leggendo questo articolo, mi sembra di trovarmi di fronte ad una porta a leggere la targa d’orario d’ufficio. Mi viene da chiedermi: ma allora tutte le persone curate bene fino a qualche tempo fa, me compresa, hanno avuto solo fortuna? No così non va proprio bene.

    Paola Bizzarri

    Rispondi
  5. Davanti ad un fallimento ognuno trova la scusa più adatta. Si chiude il reparto maternità, (Punto Nascita), e Bini se ne esce dicendo che così le donne della montagna sono più sicure. (Che vuoi che sia un’ora in più sull’ambulanza, o due se vieni dal crinale durante una nevicata…?)
    Si taglia l’ortopedico del turno di notte, ovvero non c’è nessuno che ti visita se cadi e ti fratturi un polso,un braccio o una gamba, e Bini ti dice che il servizio viene “riqualificato”, ovvero che gli hanno dato una migliore qualità.
    Anche di un morto si dice spesso che è passato a miglior vita…
    Il sindaco Bini è da comprendere, dice quello che è costretto a dire, lui non agisce, lui non decide nulla, lui esegue i compitini (ahimè ingrati) che la regione, la giunta Pd, il governatore Bonaccini, l’assessore Venturi e il direttore generale, il dottor Fausto Nicolini gli chiedono di eseguire.
    Il sindaco Bini è lì per recitare una parte, poco piacevole, bisogna riconoscerlo. Ho così tanta simpatia e compassione per lui, che sta vivendo un gran brutto momento, che voglio… sostituirlo, mandarlo a casa a riposarsi.
    Vi prometto che, nel caso sempre più probabile che dopo il 27 maggio io sia chiamato dagli elettori a ricoprire il posto di primo cittadino, non reciterò dal copione scritto dal Pd.

    Alessandro Davoli
    Candidato sindaco Castelnovo Libera, 2019 (libera dal Pd)

    Rispondi
    • E’ incredibile, ma una volta tanto, a parte le ultime tre righe del suo commento, mi trovo perfettamente d’accordo con Davoli…

      Andrea

      Rispondi
  6. Leggo che dal 2005 al 2015 sono emigrati all’estero circa 10.000 medici. “Lo conferma il rapporto Enpam-Eurispes. Lorenzin: colpa del blocco del turn over.” L’articolo è del dicembre 2017. Poi leggo di uno studio elaborato da docenti dell’Università di Torino: afferma che il Pubblico Impiego, in Italia, è sotto organico di circa un milione (un milione!) di posti di lavoro. Come mai? Perché in Italia dobbiamo mantenere la disoccupazione attorno al 12%, altrimenti, in caso di piena occupazione, avremmo effetti inflazionistici, il che comporterebbe una caduta della competitività delle aziende italiane che esportano (ricordo che l’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa). Questo tasso del 12% è stabilito dal NAIRU (acronimo che significa: tasso di disoccupazione che non aumenta l’inflazione). Poiché la ‘riforma’ del mercato del lavoro privato, in Italia, tardava a realizzarsi (abbiamo dovuto aspettare il JobsAct), i governi precedenti hanno agito direttamente sulla Pubblica Amministrazione, in modo da scaricare su di essa tutto il peso del tasso di disoccupazione richiesto. Le conseguenze? Cito dallo studio: “Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, comunque, c’è una coppia di dati -molto noti- che dovrebbe fugarli. L’Italia ha la più bassa percentuale di laureati fra i paesi europei membri dell’OCDE, e al tempo stesso la seconda più alta percentuale di laureati disoccupati (dietro alla Grecia; età 25-64, dati OCDE, 2016). La spiegazione di questo apparente paradosso non può che essere il sottodimensionamento del settore pubblico, che in un’economia sviluppata è uno dei principali datori di lavoro per laureati, probabilmente il principale”. A posto: non solo abbiamo pochi laureati, ma quelli che abbiamo, per lavorare, devono andare all’estero. Come non pensare che la “carenza di specialisti ortopedici che attualmente coinvolge tutta la provincia, con 10 medici in meno” sia stata determinata dalle passate politiche economiche di austerità? E da dove vengono le politiche di austerità? A questo punto, possiamo discutere quanto vogliamo dell’Ospedale S. Anna, tanto non serve a nulla. Le decisioni fondamentali sono state prese a Bruxelles e l’Italia ha eseguito, e deve continuare a farlo, come Moscovici ci ricorda quotidianamente. La strada è già ben tracciata, ed è l’attuazione del Trattato di Maastricht; procede con il ‘pilota automatico’ e ‘al riparo del processo elettorale’ come ci ha ricordato il sen. Monti. Godiamocelo.

    commento firmato

    Rispondi
  7. Io non so come interpretare le parole di Andrea, ma se si trova “perfettamente d’accordo con Davoli”, salvo le ultime tre righe del suo commento, non vedo come le cose possano mutare se col voto di fine mese non si determinasse un cambio nella direzione politica della nostra montagna, a cominciare da Castenlnovo, se cioè non venisse “incrinata” l’egemonia di quella parte politica che, a livello locale, governa da decenni il nostro territorio (a meno che Andrea, se non fosse del mio parere, abbia in mente altre possibili soluzioni, che sarebbe interessante conoscere).

    P.B. 08.05.2019

    Rispondi
    • Capisco la smania di P.B. di sostenere a tutti i costi la lista post-fascio-leghista di Davoli (lo ripete ormai da settimane come un disco rotto), ma faccio presente che ci sono anche altre liste per cui votare. E io, a differenza sua, non faccio campagna elettorale per nessuno, ognuno è libero di scegliere ciò che più gli piace. Come già scritto in un altro commento, sono perfettamente d’accordo sull’alternanza, e non è mia volontà difendere l’attuale amministrazione. Però l’alternanza ci deve portare verso qualcosa di meglio, perché noi Italiani di cambiamenti fatti solo per cambiare, e che ci hanno portato alla rovina, nel recente passato ne abbiamo già fatti almeno un paio. Come si suol dire, errare è umano, perseverare è diabolico. Un partito razzista, che ha già governato per anni assieme a Berlusconi con i risultati che tutti abbiamo visto, che fa promesse non mantenute e che non vuole restituire i milioni che ha rubato, non merita la mia fiducia. Ed una persona che va in giro col simbolo di questo partito sulla giacca, men che meno. Come disse Primo Levi, tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.

      Andrea

      Rispondi
      • Andrea, Davoli non piace neanche a me, e spero (ragionevolmente pare sarà così) non sia eletto. Questo però non vuol dire che chi lo sostiene non possa esplicitare le sue idee. Ecco, casomai P.B. potrebbe essere un po’ più sintetico e senza ricamare un vangelo per ogni commento, ma questi sono gusti e d’altra parte non spetta a noi il metro.

        MA

        Rispondi
        • Buongiorno MA. Non mi pare di vedere scritto nel mio commento che ne P.B. ne chiunque altro debba avere negato il diritto ad esplicitare le proprie idee. Ma è appunto in quest’ottica che chiunque prenda posizione (io per primo) possa ricevere osservazioni o finanche critiche a quanto scritto.

          Andrea

          Rispondi
  8. Andrea dice che non fa campagna elettorale a differenza di me, che sarei preso dalla smania di sostenere a tutti i costi la lista post-fascio-leghista di Davoli, e chiama altresì in causa anche Berlusconi, in modo non proprio benevolo da quanto ne capisco, il che mi parrebbe un chiaro modo di far politica da parte sua, anche se dichiara il contrario.

    In ogni caso io non me la prendo perché non reputo affatto disdicevole il far politica, anzi, e così pure quando dice che mi sto ripetendo “ormai da settimane come un disco rotto”, ma non credo che il mio ripetermi riguardi ciò che mi mette in bocca Andrea, bensì un concetto un po’ più generale, che riprovo a sintetizzare (se finora non sono stato chiaro).

    Io ritengo che in questa fase storica, sia a livello nazionale che locale, si fronteggino due visioni piuttosto diverse e distanti della società, l’una proiettata sul multiculturalismo, come mi sembra essere il caso della sinistra e sue varie derivazioni, e l’altra rivolta all’identità e ai nostri valori tradizionali, e noi elettori possiamo scegliere da che parte stare.

    Come mi pare di aver già scritto, io non mi permetto di giudicare le qualità dei componenti dell’una o altra lista, ma valuto invece l’idea che essi rappresentano, tra le due visioni di cui prima dicevo, e saranno gli elettori di Castelnovo cui premono i nostri valori identitari, nei quali anch’io credo, a stabilire se Davoli può esserne l’interprete, tanto da votarlo.

    P.B. 08.05.2019

    Rispondi
    • Mai detto o scritto di non fare politica, cosa che concordo nel giudicare tutt’altro che disdicevole. Detto e scritto (e lo ribadisco) di non fare campagna elettorale per nessuno dei candidati. Sono due cose profondamente diverse.
      Un cordiale saluto.

      Andrea

      Rispondi
  9. Siamo già a buon punto se chi sostiene un candidato che non piace a qualcuno può comunque “esplicitare le sue idee”, pur non avendo il dono della sintesi di MA, ma qui non siamo ad alzare la mano pro o contro l’uno o altro candidato, almeno secondo il mio pensiero, bensì ad esprimerci riguardo alla concezione di società che l’uno o l’altro rappresentano, la quale, anche quando è lontana dalla nostra, merita a mio avviso qualcosa in più di una battuta, o del dire “mi piace” oppure “non mi piace”.

    P.B. 09.05.2019

    Rispondi
  10. Ad Andrea, che ribadisce “di non fare campagna elettorale per nessuno”, vorrei simpaticamente dire che quando si afferma “che ci sono anche altre liste per cui votare” rispetto a quella post-fascio-leghista di Davoli, usando le sue esatte parole, a me pare che anche lo schierarsi in maniera tanto precisa ed “affilata” contro un candidato significhi, inequivocabilmente, fare campagna elettorale.

    Il negarlo mi farebbe tornare alla mente la celebre ed avveduta massima orwelliana “”tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri”, qui valevole semmai alla rovescia, e spero altresì di non essermi dilungato troppo in modo da non incorrere negli “strali” di MA (lo dico con altrettanta simpatia, per il suo lessico spiritoso, così come il “disco rotto”, cui peraltro sono molto affezionato, attribuitomi da Andrea).

    P.B. 11.05.019

    Rispondi
  11. Solo poche righe per far sapere a Raniero Davoli quanto mi ha sdegnato il suo scritto sarcastico al”povero sindaco Bini” e il suo modo di far politica che insulta, denigra, sfotte per racimolare qualche voto. Parli di fallimento ma, per ora, è fallito solo il Pd, cui Bini neppure appartiene.
    L’operazione Sant’Anna ha visto tutti i montanari impegnati e i Castelnovesi, col loro sindaco, riunirsi più volte, andare a Bologna, a Reggio, fare manifestazioni, le cicogne, i vari comitati, tanti, tutti, le firme, ma la regione non ha mollato di un punto. E’ comunque una bugia che Bini abbia detto che, andando a Reggio, le partorienti sarebbero state più sicure.
    Sul taglio della presenza dell’ortopedico di notte, il nostro Sindaco è riuscito ad ottenere che, in caso di frattura o cose del genere, l’infortunata/o possa essere allettato anzichè rimanere su una seggiola o fatto girare di notte, per poi essere riportato in giro la mattina successiva, cioè ha ottenuto una cosa positiva-riqualificante-che il protocollo non prevedeva.
    Non denigrare, non mentire, non sfottere, non rendersi antipatico, può giovare ad ogni candidato e sopratutto: non dire gatto finché non l’hai nel sacco…

    Paola Agostini

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48