“Crediamo che tutto ciò serva per aprire le porte ad un servizio privato con mire diverse da quelle di una assistenza di prossimità”. Nadia Vassallo sulle vicende ospedaliere

Lista Castelnovo ne' Cuori. Nadia Vassallo, candidata Sindaco

"Prendiamo atto per l’ennesima volta dalla risposta del Sindaco Bini che la sottrazione di un servizio ospedaliero locale, in questo caso con ortopedici specializzati al Sant’Anna durante il periodo notturno, si trasforma in una qualificazione dello stesso servizio soppresso, perché magicamente tutto diventa più sicuro.

È già successo con il Punto Nascita che è stato chiuso perché era pericoloso a detta della Regione, dell’Ausl e del partito di maggioranza locale.

È successo con la guardia ginecologica h24 soppressa perché era inutile a detta del direttore generale Ausl Nicolini.

È successo adesso, il 19 aprile 2019, con la soppressione della reperibilità ortopedica notturna, che da quanto ha spiegato Bini è una decisione scaturita da una sua iniziativa, presa in concerto con lui seppur in silenzio verso i cittadini.

Non ci rincuorano certo le argomentazioni addotte da Bini quando spiega che un giorno (crediamo si riferisca al caso del gennaio 2018) il medico ortopedico arrivò in ritardo da Reggio... ma poi anche perché ci sono pochi medici... ma l’Ausl si è già attivata per trovarne  altri...

Ma che modo è di gestire la sicurezza pubblica di un territorio che per anzianità della popolazione e per oggettivi aspetti ambientali necessita di pronte risposte ai traumi anziché sottostare agli orari d’ufficio e alle chiusure per ferie?!?

Di che parliamo quindi?

Nadia Vassallo, candidata Sindaco Lista Castelnovo ne' Cuori

A nostro avviso parliamo di una amministrazione comunale che da tempo ha deciso di far quadrato con il sistema Regione - Ausl invece di esercitare la propria funzione di salvaguardia della salute pubblica sancita dalla legge quando essa afferma che il Sindaco “ha poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sul direttore generale delle Asl”.

In pratica Bini lo sta facendo, ma a favore del sistema, concertando con l’Ausl la chiusura dell’ennesimo servizio ed esprimendo anche un giudizio compiaciuto.

Come lista Castelnovo ne’ Cuori - Nadia Vassallo Sindaco e come comitato Salviamo le Cicogne non possiamo che esprimere il nostro rincrescimento per l’opera continua e silenziosa di smantellamento del servizio pubblico di assistenza sanitaria dell’ospedale Sant’Anna, che rende così ancora più critica e insicura la situazione della montagna.

Crediamo che tutto ciò serva per aprire le porte ad un servizio privato con mire diverse da quelle di una assistenza di prossimità.

La situazione è sotto gli occhi di tutti.

Siamo stanchi di essere rappresentati da persone che dicono di volere il bene dei propri cittadini ma poi se ne guardano bene dal farlo se il confronto lo debbono tenere con persone appartenenti allo stesso schieramento politico.

Noi di schieramenti da difendere non ne abbiamo.

È venuto il momento di rompere questo modo di fare prono che non tiene in alcun conto le esigenze di tutela e sostegno di un territorio come il nostro."

***

"Ieri siamo stati a sentire Bini al suo incontro sulla sanità. Non abbiamo mai capito quando, parlando del pn, fa la vittima dicendo che ha perso... Se voleva essere conseguente bastavano due righe, invece ha iniziato a difendere la Regione dall'iniziativa delle Cicogne, prima bocciando la richiesta del riesame, poi rifiutando di sottoscrivere la richiesta di riapertura, accusandoci di essere al soldo dei 5stelle. Ora parla di riunire le forze... Meno scena e più coerenza, prego."

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"Gent.le Cavana, alla sua domanda su dove sono stata io negli ultimi due anni le rispondo che ero assieme al comitato Salviamo le Cicogne, del quale sono portavoce, a calcare ogni strada che possa portare alla riapertura del Punto Nascita. Probabilmente lei non se n’è accorto perché come ha appunto dichiarato, si è ritirato a vita privata dimettendosi lei dal consiglio comunale al posto del sindaco.

Ci spiace che usi nei nostri confronti questi toni, dimostrando disprezzo sia per il comitato che per i cittadini che ancora lottano per il punto nascita e per la tenuta del servizio pubblico di assistenza ospedaliera, ma spiace ancor di più che lei dall’alto del suo podio abbia già diagnosticato incurabile la causa a favore del Sant’Anna.

Se questo è il suo pensiero, ci inquieta la sua cura, tutta rivolta a disegnare un modello che descrive meglio un tipo di clinica privata elitaria in stile Montecarlo (sempre di Monti si tratta) che un servizio ospedaliero di prossimità al servizio della comunità."

(Nadia Vassallo, candidata Sindaco Lista Castelnovo ne' Cuori e portavoce Comitato Salviamo le Cicogne di Montagna)

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2 Commenti

  1. Gent.ma Nadia Vassallo, per me è facile comprendere ciò che scrive; per chi non è vincolato a schieramenti partitici e non deve sottostare a ciò che questi schieramenti impongono, vede le cose come stanno e non come vengono mostrate; e vedere che la realtà è ben diversa da ciò che viene raccontato in pompa magna, fa soffrire non poco. Non credo ci siano più speranze, qualcuno, a mio avviso sta propinando ai paesi montani la “morte dolce” come un toccasana. Ma per Lei, come per il sottoscritto, che non abbiamo gli occhi bendati, non è facile accettare le cose assurde come se fossero la cosa migliore. Spero che Lei abbia la forza di combattere contro chi ha ridotto il territorio e i paesi montani allo spopolamento e al dissesto totale; io ci rinuncio e mi ritiro dalla vita politica, a malincuore e molto amareggiato, ma non mi riesce più di combattere contro i mulini a vento. A Lei auguro più fortuna; solo così ci potrà essere una speranza. Io per anni ho cercato di far comprendere che alcune opere potevano cambiare l’economia di questi territori montani, opere come la Diga di Vetto, un’opera che si ripaga da sola riducendo lo spreco delle acque di montagna, un’opera talmente logica che anche un cieco con gli occhi bendati potrebbe vederlo. Ma se qualcuno persegue la fine di questi territori montani non lotterà certo per mantenere l’ospedale di Castelnovo né per portare lavoro e sviluppo su queste terre; questa è la realtà. Purtroppo, coraggio e non se la prenda troppo, forse anche Lei ha una famiglia a cui pensare.

    Franzini Lino Sindaco di Palanzano

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  2. Bisognerebbe che quello che si dice o si scrive risultasse almeno simile al vero, non fantasie perché sono subito smentite. Non si possono mettere in bocca parola o frasi mai pronunciate. Ho detto che il destino del S.Anna se non di inverte la rotta è segnato. La dimostrazione è attuale: una pianta a cui hanno tagliato un altro ramo (reperibilità ortopedica). Non bisogna essere in alto sul podio per accorgersene. Dalle sue parole sembra quasi che io mi compiaccia di ciò invece ribadisco: ho lasciato la poltrona per dimostrare che era necessaria un’altra terapia per l’ospedale, una terapia d’urto non certo quella cronica di lungo periodo (2 anni) adottata dai vostri tavoli di studio istituiti forse per portare salvare capra (ospedale) e cavoli (poltrona), ma c’è il detto che chi troppo vuole nulla stringe.
    Infine affrontiamo la storia della clinica a Montecarlo. Non mi sembra di aver mai citato il modello clinica privata né tanto meno aver tirato in ballo Montecarlo per cui attenzione l’oggetto di sogni o vaneggiamenti oppure visioni non va messo nero su bianco né tantomeno in bocca ad altre persone. Però mi attiverò per sapere se a Montecarlo hanno la reperibilità ortopedica durante la notte oppure li mandano a Menton? Chissà… mai dire mai!

    Dott. Cavana

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