L’Unione appoggia la richiesta di calamità naturale per la neve del 5 maggio e a sostegno degli agricoltori

“Vogliamo essere vicini alle nostre aziende agricole, perché quello che è successo il 5 maggio per gli operatori dell'Appennino è stato davvero un cataclisma. Siamo in stretto contatto con la Regione e le Associazioni di categoria per riuscire ad avanzare la richiesta di calamità naturale il prima possibile”.

Il presidente dell'Unione Appennino, Enrico Bini, interviene dopo l'ingente nevicata, assolutamente fuori stagione, che si è verificata domenica e che rischia di mettere in ginocchio il settore agricolo della montagna.

“Un settore – prosegue Bini – che rappresenta la colonna portante dell'economia di questo territorio, e che ne è uscito provato in modo durissimo: domenica sono caduti dai 30 ai 60 centimetri di neve a partire dalle quote collinari e fino al crinale. Una situazione che desta anche forte preoccupazione per il quadro dei mutamenti climatici, che rischiano di essere sempre più deleteri sotto vari aspetti. La neve caduta, peraltro molto pesante, ha portato danni gravissimi, sia alle colture foraggere per la produzione del Parmigiano Reggiano, sia alle altre, da quelle cerealicole, all'ortofrutticolo, fino all'apicoltura, senza contare i pesanti danni ambientali che riscontriamo a boschi e foreste, con tantissimi alberi spezzati o rovinati. Una nevicata in questo periodo infatti ha trovato le piante già piene di foglie, e con le inflorescenze in corso, che hanno trattenuto tutto il peso della neve. La conta dei danni al momento è in corso, ma sono sicuramente ingentissimi. Non possiamo permetterci che gli agricoltori siano lasciati soli in questo momento: lo stato di calamità naturale in questo caso sarebbe la semplice presa d'atto di un disastro che rischia di avere ripercussioni fortissime, economiche e sociali, su un territorio che fa dell'agricoltura di qualità una propria bandiera nonché un elemento identitario. Auspichiamo che possa arrivare una rapida risposta”.

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