What about the Holocaust denial? Speakeasy a cura di Elena Azzolini e Sara Incerti Parenti

Prosegue la collaborazione fra il Liceo Linguistico “Cattaneo-Dall’Aglio” e Redacon.

"Speakeasy", una rubrica curata dagli studenti.


What about the Holocaust denial?

On Sunday, 27 January 2019 The Guardian published an article for the Holocaust Memorial Day, which was about a survey carried out in seven European countries. It showed that one in 20 Britons do not believe that the Holocaust really happened. For many of us this is horrible, if we only think about how many people lost their dignity and life. So, how can these people deny that something so shocking and with so many witnesses did not take place?

One of the main reasons is the ignorance concerning these events: most of these people, in fact, do not know how many Jews were murdered or they think that the number of victims, six million, is exaggerated. Sometimes, it is not their fault, because many of them who are middle aged or older did not receive a good education about one of the darkest episodes in our history. Lots of Europeans thinks that the Member States don’t invest in education -  starting from schools - as much as they should. In fact, those who know more about these issues are more sensitive towards them.
As Vera Jourova, European commissioner responsible for Justice and gender equality, said, at the Jewish Museum of Belgium,  “the lower the level of education, the lower the awareness.”

Moreover, these people believe that gas chambers as well as concentration camps were never used to kill Jewish people. Their opinions are based on the fact that there is not a document signed by Hitler that explicitly lays out the plan for the genocide.

Another reason is the hate towards Jewish people. People think that they invented or exaggerated the facts of the Holocaust for their own interests. According to this belief, Jewish people have been thought of conspiring to take control of the whole world, to obtain compensations from Germany and justify the creation of the State of Israel.

Some of them are so convinced of their ideas, that they have written books, made speeches in front of many people or, worse, accused some historians of telling tall tales and have taken them to court, trying to invalidate and discredit the witnesses and to wreck the historical memory, which is already very fragile. One of them was David Irving, who accused the American historian Deborah Lipstadt and her publishing house of not telling the truth about the events related to the concentration camps and what really happened there. However, after a long trial, Irving was recognised as a denier who deliberately distorted and manipulated the historical evidence of the Shoah.

In the Usa denying the Holocaust is not a crime because the Constitution guarantees freedom of expression. Instead, many other countries - such as Europe - have made laws to make such denial illegal.

One of the main reasons for these measures is that antisemitism is quite rooted in Europe. This is easy to understand from both hate messages on social media, vandalism and graffiti on the public walls.

Moshe Kantor, president of the European Jewish Congress, said “ As each year  the number of Holocaust survivors able to share their personal testimony diminishes, it is our responsibility to honour their experience”.

We think that denying the Holocaust is as bad for history as it is for our souls. Moreover, it can take our attention away from past mistakes, increasing the risk of repeating them.

What we really need are respect, comprehension and critical awareness.

Furthermore, we must protect, with all our strength, our future.

Credits:

The Guardian “One in 20 Britons does not believe Holocaust took place, poll finds”

Elena Azzolini and Sara Incerti Parenti, Classe 4R  Liceo Linguistico Dall’Aglio

Che dire del negazionismo riguardante l’olocausto?

 

Domenica 27 gennaio 2019 The Guardian ha pubblicato un articolo per il Giorno della Memoria, relativo ad un sondaggio condotto in sette paesi europei. Da questo è emerso che un inglese su 20 non crede che l’Olocausto sia realmente accaduto. Per molti di noi ciò è orribile, pensando a quante persone hanno perso la loro dignità e la loro vita. Quindi, come possono queste persone negare che una cosa così grande e con così tante testimonianze non sia mai avvenuta?

Uno dei motivi principali è l’ignoranza riguardo questi eventi: la maggior parte di queste persone, infatti, non sa quanti Ebrei sono stati uccisi oppure pensano che il numero delle vittime, 6 milioni, sia esagerato. A volte, non è colpa loro, perché molti di quelli che sono di media età o più anziani non hanno ricevuto una buona istruzione su quello che è stato uno dei periodi più bui della nostra storia. Molti Europei pensano che gli Stati membri non investano nell’istruzione - partendo dalle scuole - quanto dovrebbero. Infatti, chi conosce  più cose su questi argomenti è più sensibile nei confronti dei medesimi. Come ha detto Vera Jourova, responsabile europea della Giustizia e dell’uguaglianza di genere, al Museo Ebraico del Belgio, “più basso è il livello di educazione, più lo è quello della consapevolezza.”

In più, queste persone credono che le camere a gas come anche i campi di concentramento non siano mai stati utilizzati per uccidere persone ebree. Le loro idee si basano sul fatto che non esista alcun documento firmato da Hitler che disponga il piano per il genocidio.

Un’altra motivazione è l’odio verso il popolo ebreo. Certe persone pensano che essi abbiano inventato o esagerato gli eventi dell’Olocausto per proteggere i loro interessi personali. Secondo quest’idea, gli Ebrei sono stati accusati di cospirare per prendere il controllo del mondo intero, per ottenere compensi dalla Germania e giustificare la creazione dello Stato d’Israele.
Alcune persone sono così convinte delle loro idee che sono stati scritti libri, tenuti discorsi di fronte a moltissime persone o, peggio ancora, ci sono state azioni legali contro alcuni storici, accusandoli di dire il falso,  per cercare di  screditare i testimoni e distruggere la memoria storica, la quale è già molto fragile.

Elena Azzolini e Sara Incerti Parenti

Uno di loro fu David Irving, il quale accusò la storica americana Deborah Lipstadt e la sua casa editrice di non dire la verità riguardo agli eventi legati ai campi di concentramento e su ciò che accadde realmente. Tuttavia, dopo un lungo processo, Irving è stato riconosciuto come un negazionista che ha volutamente cambiato  e manipolato l’evidenza storica della Shoah.

Negli Stati Uniti rinnegare l’Olocausto non è un crimine perché la costituzione garantisce libertà di espressione. Al contrario in altri paesi, come in Europa, sono state promulgate leggi per rendere tutto ciò illegale.

Una delle ragioni principali per queste misure è che l’antisemitismo in Europa è abbastanza radicato. Una situazione evidente se si considerano certi messaggi sui social media, le azioni di vandalismo e certi graffiti nei luoghi pubblici.

Moshe Kantor, presidente del Congresso Europeo Ebraico, disse “Poiché ogni anno il numero di sopravvissuti all’Olocausto, capaci di condividere le loro esperienze personali, diminuisce la nostra responsabilità è quella di onorare la loro esperienza.’’

Pensiamo che negare l’olocausto sia negativo  per la storia ma anche per le nostre anime. In più, può allontanare la nostra attenzione dagli errori passati, aumentando così il rischio di ripeterli. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è il rispetto, la comprensione e la consapevolezza critica. Pertanto, dobbiamo proteggere con tutta la nostra forza il nostro futuro.

(Elena Azzolini e Sara Incerti Parenti, Classe 4R  Liceo Linguistico Dall’Aglio)

Le altre lezioni di inglese.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

3 Commenti

  1. Articolo bellissimo e molto interessante!!
    Frequento la 5^Q del liceo linguistico e avendo ormai terminato il mio percorso scolastico credo che trattare questi temi sia importante, anzi fondamentale, per capire più chiaramente cosa è successo nel nostro passato.
    In questo modo ho avuto la possibilità di capire a quanta cattiveria certe persone siano arrivate. Io NON VOGLIO che la mia generazione possa, in futuro, essere definita ‘cattiva’. Anzi, vorrei che tutta la storia, tutte le vittime e tutti gli errori commessi non siano dimenticati.
    Facendo ciò abbiamo la possibilità di costruire un futuro migliore perché come disse Primo Levi “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”.

    Gaia Zanelli

    Rispondi
  2. Gran bel lavoro ragazze! Davvero complimenti!
    Se c’è una cosa fra le tante che mi porterò dentro, in particolare dall’ultimo anno di superiori, è che il sapere ti deve rendere cosciente di ciò che è stato per migliorare quello che sarà.
    Una cosa che ci hanno sempre insegnato, fin dal primo giorno, è stata quella di ragionare con la nostra testa e di esprimere la nostra opinione e sostenerla.
    Il vostro articolo ne è un esempio! Ancora compimenti ragazze!

    Giorgia Basinghi

    Rispondi
  3. Articolo interessantissimo, soprattutto perché ci ricorda che le testimonianze dirette sono sempre più limitate e che nel giro di qualche anno potrebbero scomparire del tutto. Per questo, oggi che ne abbiamo la possibilità, dovremmo dare ascolto alle persone, in questo caso ai sopravvissuti all’Olocausto, che oltre a raccontarci di fatti pressoché inaccettabili, possono insegnarci a provare empatia; così che chiunque non sia più tentato a fare la cosa più semplice e girarsi dall’altra parte con indifferenza. Perché come afferma Liliana Segre, testimone diretta dell’orrore dei campi di concentramento, quell’indifferenza è la sua (e la nostra) nemica personale.

    Gaia E. Bianchi

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48