Enrico Bini e la lista Castelnovo per l’Appennino intervengono su Ospedale, Aree interne e agricoltura e oratorio di Magonfia: “Necessario fare chiarezza”

Sanità e ospedale Sant’Sanna, i progetti per l’agricoltura e le aree interne nei prossimi anni, chiarezza sul recupero dell’oratorio della Magonfia a Felina.

Il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini e la lista civica “Castelnovo per l’Appennino”, che lo sostiene nelle prossime elezioni amministrative, desiderano fare chiarezza su alcuni dei temi usciti in questo mese di campagna. Settimane intense, in cui si è cercato di ragionare sul presente e sul futuro ma in cui tanti hanno anche fornito dati quantomeno imprecisi. È ora di fare chiarezza, in questo senso.

Un argomento centrale per tutta la montagna è il futuro dell’ospedale Sant’Anna. “Il Piano Attuativo Locale della sanità reggiana rappresenta una traccia fondamentale nella riorganizzazione della sanità provinciale per i prossimi 10 anni. Il documento prevede un percorso autonomo per il Sant’Anna, chiamato “S.ANNA PLUS”. Le richieste e le assicurazioni richieste dall'amministrazione e dal tavolo tecnico predisposto sono state accolte, nella comune consapevolezza che gli ospedali appenninici della regione devono essere non solo mantenuti, ma potenziati”, spiega Bini.

A oggi “tutte le specialità di base sono presenti, il servizio di Pediatria è stato rilanciato anche con l'attivazione di una collaborazione sperimentale e la partecipazione attiva dei pediatri del territorio. Le altre specialità sono tutte presenti al Sant’Anna, e non è così negli altri ospedali provinciali. In sostanza, viene messa in evidenza la maggiore attenzione per tre poli ospedalieri: Castelnovo Monti, Guastalla e Santa Maria Nuova a Reggio Emilia.

L’idea del piano è quella di mantenere le funzioni di base, investendo contemporaneamente su attività in grado di aumentare il numero di utenti dell'ospedale montano. L’obiettivo è mitigare l'effetto negativo del basso numero di residenti e produrre così un effetto volano anche sull'indotto dell'azienda ospedale”.

Detto ciò, sottolinea Bini, “è indispensabile un attento e costante monitoraggio dell'amministrazione e del tavolo tecnico permanente istituito. Gli ostacoli che si potrebbero incontrare sulla realizzazione del Piano sono diversi: pochi gli specialisti, risorse economiche in netto calo. Tuttavia, oltre all'attenta sorveglianza delle attività sarà indispensabile convincere istituzioni e azienda che le risorse di personale ed economiche dovranno essere prioritariamente indirizzate verso il nostro ospedale, piuttosto che verso ospedali a pochi minuti da strutture ospedaliere di grandi dimensioni”.

In questa ottica, va ricordato che “il punto nascita è stato chiuso nonostante avesse condizioni di sicurezza valide e rese peraltro tali da opportuni investimenti e formazione specifica del personale nonché dalla turnazione delle equipe. Occorre pertanto insistere per una revisione del parere della “Commissione percorso nascita nazionale e regionale”, evidenziare ancora una volta come l'oggettiva situazione dei punti nascita regionali e nazionali è differente. Il numero dei parti non può esser preso come unico parametro valido per misurare la sicurezza, specialmente per un ospedale come il nostro, fuso ormai anche amministrativamente con l'ospedale di riferimento provinciale di Reggio”.

Vogliamo poi concentrarci sul comparto agricolo e sulla produzione del Parmigiano Reggiano, una delle nostre grandi eccellenze. “Si è spesso parlato di un fantomatico magazzino del formaggio, dal costo di circa 9 milioni di euro. Un’uscita di strada, letteralmente. All’interno del piano di strategia nazionale sulle aree interne (i territori maggiormente rurali e lontani dai servizi principali), al nostro Appennino dovrebbero essere destinati circa 9 milioni di euro, da usare nel settore dell’agricoltura. Ma queste risorse serviranno per la formazione degli operatori, per interventi di miglioramento e ristrutturazione degli impianti e in generale per il sostegno del settore. Questo è un risultato importante, frutto del nostro lavoro in questi anni, che darà benefici a tutto il territorio. Questa è la realtà. Il magazzino del formaggio è un progetto, sostenuto da diverse latterie locali, per realizzare un luogo unico di stagionatura delle forme, sul modello di quanto realizzato a Montese nel modenese. Ma si tratta di un progetto di realtà privare e per ora è solamente un’idea progettuale. È sbagliato mischiare questo discorso, per ora presente solo su carta, con i fondi che arriveranno per la crescita della nostra area interna”.

Infine, una doverosa precisazione sul progetto di recupero dell’antico oratorio della Magonfia a Felina. “Al contrario di quanto affermato pubblicamente da alcuni candidati sindaci, l’amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di acquistare l’immobile, proprietà di privati. Su richiesta dei parrocchiani felinesi, abbiamo cercato di arrivare a una soluzione che permetta il recupero e l’utilizzo della struttura. L’accordo di massima con la proprietà prevede una presa in carico dell’amministrazione comunale, così da garantire una copertura ufficiale sul fronte assicurativo e non solo. In contemporanea, la parrocchia di Felina si è resa disponibile a farsi carico delle manutenzioni e del rogito. Nulla di più, solo un’operazione pensata con i cittadini e per i cittadini.  E chi sarà sindaco martedì prossimo potrà concludere l'operazione. Affermare diversamente, e farlo in pubblico, è affermare cose non vere”.

Comitato Elettorale per Enrico Bini Sindaco a Castelnovo Monti

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2 Commenti

  1. Credo che il sig.Bini e la sua giunta siano gli unici a vedere che l’ospedale Sant’Anna lo stiano potenziando. Negli ultimi anni hanno tolto il punto nascite, la ginecologia e il servizio notturno di ortopedia, inoltre anche i macchinari come la risonanza sono obsoleti, questa è la realtà dei fatti.
    Il nostro ospedale, un tempo era simbolo di efficienza e qualità, attirava pazienti da tutta Italia e oltre mentre adesso non è più così.
    Mi viene il dubbio che Bini vuole nascondere ai cittadini quello che sta succedendo, perché non può mettersi contro alle direttive del suo partito, lo stesso partito che sta facendo morire la montagna compreso l’ospedale.
    Il problema non è solo l’ospedale, ci sono i giovani che decidono di andare via perché qui non hanno un futuro, le strade che sono in condizioni pietose, la pietra ormai è diventata una montagna piena di alberi perché non c’é manutenzione, i negozi che chiudono ecc. Questo è quello che la gente vede e soprattutto vive.
    Dopo questi 5 anni di suo mandato la situazione di Castelnovo invece che essere migliorata è peggiorata.

    AR

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  2. Per carità Bini, lasci stare il discorso agricoltura che chi è nel settore, o minimamente informato, sa bene della nullità dei risultati raggiunti. A parte tante belle parole, associazioni, comitati, giovani, i risultati sono zero.

    MA

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