Paolo Bargiacchi sui tagli al comune di Ventasso: “Ora si dia il via a iniziative di sviluppo”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Paolo Bargiacchi

La ricerca e l’adesione alle ipotesi di fusione tra i Comuni è stata in larga misura incentivata dai cosiddetti “Contributi premiali”, di maggiorazione del 60% dei trasferimenti erariali in precedenza erogati dallo Stato ai Comuni divisi nell’ambito di un budget che si è assottigliato non nel suo ammontare globale ma nella quota di riparto riservata alle più numerose fusioni degli ultimi anni.

La misura, seducente e invitante in quanto destinata a incidere significativamente nei bilanci di tanti Comuni da decenni alle prese con la difficoltà di far quadrare i conti, ha consentito agli amministratori e ai cittadini dei Comuni interessati alla fusione, di sognare la  disponibilità di mezzi e di risorse  straordinarie per risolvere finalmente la persistente crisi finanziaria e per dare la stura a quei progetti di importanti ed essenziali interventi da anni giacenti negli armadietti dell’Ufficio dei vari  sindaci che si sono succeduti nel tempo.

Ma, realizzata la fusione, spesso a costo di sofferte rinunce alla propria identità municipale e non senza la perplessità di molti cittadini, ecco che sopraggiunge, come un fulmine a ciel (quasi) sereno, la scure di un taglio lineare non addebitabile al governo che ha confermato i suoi stanziamenti, ma alla più ampia platea dei Comuni fusi aventi diritto. A fronte di ciò anche il nostro Comune ha fatto sentire la sua voce di protesta aderendo alle iniziative promosse in tutta Italia per ovviare alla riduzione delle risorse promesse o meglio attese nel quadro della situazione maturata negli ultimi anni.

Giusta la lamentela e giusta la protesta dei vari Comuni che vedono assottigliarsi i benefici prospettati e sbandierati a supporto della stessa scelta fusionistica.

Meno giusta e meno condivisibile è però la protesta e la lagnanza del nostro Comune che, se pure, allo stato, perde circa 400.000,00 euro da destinare al miglioramento della qualità dei Servizi del Comune, e/o a nuovi investimenti,  registra, nei primi tre anni di esercizio come fusione, un avanzo di amministrazione ben superiore a 2.000.000,00 euro  ogni anno fino a raggiungere la cifra monstre di euro 2.712.840,00 nel 2018, di cui 1.134.000,00 disponibili.

La somma, così rilevante per le dimensioni del Comune, denuncia una scarsa e comunque insufficiente capacità di programmazione e di spesa.

Gli avanzi di oltre due milioni di euro l’anno negli ultimi tre anni, pur al lordo di quanto accantonato e vincolato, non solo rappresentano cifre degne di attenzione per utilità, investimenti e servizi non goduti dai cittadini del nostro Comune, ma potrebbero essere produttivi di danno, non potendosi escludere che, prendendo atto dei reiterati e persistenti “avanzi”, qualcuno degli enti sovraordinati proponga di spostare le risorse non impiegate e quindi apparentemente sovrabbondanti  verso altre e più efficienti fonti di programmazione degli interventi pubblici e della spesa.

È appena il caso di ricordare che, quanto a voci di  spesa di questo Comune, non  possiamo vantare una situazione particolarmente virtuosa:  basti pensare al sovrabbondante numero di dipendenti comunali e alla rilevante entità di risorse (oltre 150.000,00 euro l’anno) per incarichi esterni, per consulenze, per progettazioni e prestazioni, numero e importi ampiamente superiori a quelli medi per i Comuni di analoghe dimensioni.

Prima che sia troppo tardi insomma e, ferma l’adesione alle varie iniziative utili a rivendicare un incremento delle risorse destinate alle fusioni (mancano circa 25.000.000,00 di euro, secondo l’Anci, per tutte le fusioni intervenute in Italia nell’anno in corso), ci sembra proprio il caso di ricordare in questa specifica occasione, che oltre a versare lacrime scontate e presumibilmente improduttive di risultati, il nostro Comune dovrebbe tirarsi su le maniche ed avviare una nuova stagione di attività, di iniziative, di sviluppo dell’economia e dei servizi, che consenta alla nostra cittadinanza di usufruire di quei benefici che ci spettano e che ci siamo guadagnati sul campo promuovendo, sostenendo e realizzando una fusione accettata, votata ed approvata dai cittadini; ora non tutti, purtroppo, soddisfatti della scelta a suo tempo operata, specie alla luce di quanto emerso nel triennio trascorso.

(Paolo Bargiacchi per il gruppo “Vivere Ventasso”)

 

 

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11 Commenti

  1. Le dichiarazioni del consigliere Bargiacchi del comune Ventasso sono molto esplicite ed argomentate.
    Condivisione e preoccupazione si alternano nella mio modo di pensare.
    Scusate se esagero nel pensare che un ente locale frutto della fusione di quattro comuni, non sa o non vuole spendere i fondi a sua disposizone, mentre grida allo scandalo sui probabili ed ingiusti tagli di risorse che potrebbero arrivare …
    Chiedo che vengano resi pubblici via internet i bilanci perché dal giorno della fusione smettiamola di praticare la logica del tenere i soldi da spendere sotto il materasso…
    Ho sempre creduto da ex consigliere del comune di Busana che la fusione tra i comuni del crinale fosse la scelta giusta.
    Al riguardo basta consultare gli atti del consiglio comunale.
    Non ho cambiato opinione, ma serve un salto di qualità politica e manageriale e forse serve invocare discontinuità per realizzare condizioni di sviluppo del crinale.
    Così ora non è!!!!

    Marino Friggeri presidente MCL REGGIO EMILIA

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  2. Le dichiarazioni del consigliere Bargiacchi sono molto polemiche e.. non costruttive… come costruttiva non è mai stata la sua minoranza..
    I bilanci bisognerebbe sapere che sono GIA’ pubblici PER LEGGE, oltre a tutti gli atti del comune …
    se si fossero letti si sarebbe notato che l’avanzo negli anni è diminuito da quello ereditato da 3 comuni su 4… (anche perchè la fusione è tra 4 comuni, non 3)
    e se ci si fosse informati si sarebbe notato che comunque negli ultimi 2 anni si è comunque investito oltre 1 milione / 1 milione e mezzo all’anno (oltre al mantenimento di tutti i servizi, in alcuni casi potenziati – vedi trasporto scolastico), anche e sopratutto grazie al reperimento di risorse extrabilancio …. quindi non mi sembra che non si sappia o non si voglia spenderli…

    informato

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  3. A me pare sensata e ragionevole l’ìdea di utilizzare la disponibilita’ economica, generata dagli avanzi, per dar sostegno alla economia locale, che vedo come ĺ’argine per frenare lo spopolamento del nostro territorio.

    Sul come impiegarla ognuno puo’ avere la propria opinione, e da parte mia resto dell’avviso che si dovrebbe puntare innanzitutto sulla leva fiscale, nel senso di abbassare il livello di tassazione, per tutto quanto e’ nelle competenze comunali, anche perche’ mi sembra il modo per arrivare piu’ rapidamente e direttamente all’obiettivo.

    A me pare poi che chi si definisce “informato” non lo sia piu’ di tanto, anzi qui sembra piuttosto incerto se non “spannometrico”, quando parla di un milione o di un milione e mezzo, posto che la differenza tra le due cifre non e’ di poco conto, e questa “imprecisione” mal si addice ad un informato.

    P.B. 12.07.2019

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  4. Niente di nuovo, si conferma quello che fino dall’inizio si era capito. Siamo di fronte all’immobilismo più totale di questa Amministrazione, e i dati forniti da Bargiacchi che sono assolutamente veri, anche perchè al di la di come ognuno la possa pensare, Bargiacchi non è solito scrivere o dire cose false, e credo gli vada riconosciuta una indiscutibile onestà politica e intellettuale nel dare giudizi. Per ora gli unici investimenti che si sono visti sul territorio sono per la ristrutturazione delle sedi municipali, per altro molto ma molto discutibili, in special modo quella del Municipio di Ramiseto. per il resto non si vede , dopo tre anni, quello slancio del territorio che era stato promesso, a fronte anche delle risorse a disposizione. Cosa ha fatto questa Amministrazione, che non avrebbe potuto fare l’Unione, e quindi i 4 comuni se non si fossero fusi? Ricordo , anche da sostenitore della fusione, che sul territorio si era promesso una rinascita del crinale, con progetti e finanziamenti straordinari, di cui fino adesso non c’è traccia, le parti più periferiche del Comune continuano ad andare verso un’inesorabile declino, i progetti cardine della viabilità, fondovalle Secchia, e Fondovalle Lonza , completamente sparite dalle priorità di questa Amministrazione, per il resto le solite promesse che vanno avanti ormai da 30 anni. L’enorme avanzo di amministrazione di questo comune, facilmente riscontrabile leggendo il bilancio lo conferma. Per il resto sento parlare di fondi extra bilancio, tipo quelli utilizzati per il Municipio di ramiseto stanziati ormai da anni, quindi non certo per merito di questa Amministrazione. Ma anche senza essere particolarmente ” informati sui Fatti”, la situazione di immobilismo in cui ci troviamo è facilmente riscontrabile, vivendo ogni giorno nel nostro territorio.
    Manca un progetto in visione futura, ho come l’impressione , che questa amministrazione stia fungendo da ” curatore fallimentare ” di Ventasso.

    Emiliano Pedrini

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  5. Come sempre è facile colpevolizzare a vanvera senza arrivare ad un dunque.
    La colpa è della popolazione del Ventasso che ha preferito ad una figura di alto livello amministrativo e morale come il Sign. Bargiacchi un signor nessuno a livello di conoscenza della cosa pubblica come l’ attuale sindaco Sign. Manari.
    E questo ringraziando , ricordiamocelo ,le scelte scellerate del pd.
    Quindi in ultima analisi chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Tanto purtroppo la storia della nostra montagna e già scritta , e non ha certo come nelle favole un lieto fine.

    MarcoGaleazzi

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  6. Emiliano Pedrini vede probabilmente gli investimenti che gli fanno più comodi.. una sede municipale era progetto della vecchia amministarzione tra l’altro come dice lui.. altri investimenti che non vede ci sono.. ristrutturazione di circa 600mila euro del palaghiaccio(unica struttura del genere in zona e grande attrattiva turistica non solo invernale e non solo del cerreto), riqualificazioni pargheggi al cerreto, a busana e a cervarezza lungo il paese, riqualificazione impianti sportivi nel municipio di ligonchio, progetto di nuova seggiovia a cerreto laghi (di cui si parla da 30 anni almeno e per cui molti stanno cercando di osteggiarla), riqualificazione zona lago del cerreto con annessi bagni pubblici e riqulificazione dell’illuminazione pubblica, riqualificazione bagni e parcheggi a ventasso laghi;
    oltre a questi ci sono molti altri interventi di modeste dimensioni e la corposa manutenzione delle strade comunali per la cifra di 1 milione in 2 anni e mezzo (si ricordi le frane dell’inverno 2017-2018 che ha impegnato parecchie risorse per rimettere tutte le strade in condizioni percorribili).
    Per i servizi ai cittadini ricordo il trasporto completamente GRATUITO scolastico (in pochi altri comuni lo vedete) che fino ad oggi si è riusciti a mantenere, le aliquote imu più basse possibili rispetto a quelle precedenti e la tasi a 0, corsi di sci e pattinaggio per i bambini delle scuole quasi gratuiti e contributi a chi apre aziende sul territotio a parziale copertura costi e riduzione TARI per i primi anni, oltre al mantenimento di tutti i servizi nelle municipalità.
    Per Marco Galezzi elenco interventi nella sua municipalità (i principali), oltre a quelli già elencati sul Cerreto, riqualificazione palestra comunale ( che stava cadendo a pezzi), riapertura biblioteca comunale (con ripartenza di eventi culturali grazie ai volontari e di svago nel paese che erano stati bloccati non si sa perchè), riqualificazione area antistante municipio, riqualificazione marcipiede, riapertura zona Campo bocce, riqualificazione illuminazione Valbona e Acquabona. Aspetto notizie realativi agli investimenti fatti nei 4 anni precedenti.
    Ricordo la spinta data dall’amministarzione alla creazione di un consorzio di gestione prodotti sottobosco e usi civici (molto importante per cercare di creare lavoro in loco e mantenere risorse per la gestione delle strade).
    Ricordo in ultimo che se la montagna ha un futuro non roseo e le fondovalli non sono state fatte a suo tempo non è certo responsabilità di chi ha amministrato da 3 anni a questa parte, ma forse di chi ha gestito la cosa pubblica con ogni ruolo possibile in montagna negli ultimi 40 anni.
    Infine l’avanzo che è rimasto è li in quanto si è data priorità alla spesa dei denari recuperati extabilancio (esposti in precedenza), considerato che dall’ultima variazione di bilancio fatta (come la minoranza sa bene) rimane circa 300 mila euro di avanzo LIBERO. (per il resto l’ENORME AVANZO come si sa è in gran parte vincolato nel bilancio).

    informato

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  7. Sig. informato, tanto informato non è, e in effetti conferma quello che dico io, per fare un marciapiede e due parcheggi, non era necessario fare la fusione, o meglio la fusione non è stata fatta in quell’ottica. Trasporto gratuito per le scuole, era già stato deciso dal consiglio dell’unione, la ristrutturazione del Municipio di Ramiseto, i fondi erano stati stanziati da diversi anni, visto che poi si è andati avanti con la fusione quell’intervento non era più necessario si poteva rinunciare a quel contributo, e rivalutare un progetto che vedeva un nuovo piccolo Municipio più idoneo e più accessibile, in Piazza Laghi, magari coinvolgendo le nostre imprese, in un progetto di miglioramento urbanistico e di servizi, in collaborazione con i privati. Il miglioramento degli impianti sportivi di Ligonchio era progetto della vecchia Amministrazione, per progettare degli spogliatoi si è dovuto spendere 16.000 euro di consulenze esterne, con un ufficio tecnico composto da uno staff di 7 persone tutti assolutamente qualificati: in merito alla viabilità stendiamo un velo pietoso faccia un giro per le strade comunali!

    Emiliano Pedrini

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  8. Quello delle infrastrutture per uno sviluppo del territorio era uno dei temi cruciali che il nuovo Comune doveva porsi. Si era detto che la fusione era necessaria anche per avere una voce più autorevole nei confronti dei livelli istituzionali superiori, considerato la vastità del territorio che rappresenta. Non mi pare però che sia così, ne per quello che riguarda la viabilità, ne per quello che riguarda i servizi. Mai una Parola dal consiglio comunale sui tagli dei servizi sanitari. Il punto nascite ad esempio è stato chiuso, nell’indifferenza generale della giunta, ma le piazzole previste per l’atterraggio dell’Elicottero di notte ancora non si vedono. Per quanto riguarda il palaghiaccio la ristrutturazione se non sbaglio ha avuto un contributo straordinario da parte di quel governo contro cui i nostri amministratori sono andati a manifestare. Questa è la riprova che se ci sono i progetti i finanziamenti arrivano, se non ci sono i progetti, non si deve lagnare.

    Emiliano Pedrini

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  9. Le parole che chiudono uno dei commenti, ossia “purtroppo la storia della nostra montagna è già scritta, e non ha certo come nelle favole un lieto fine”, coincidono abbastanza con una sensazione che talora avverto anch’io, quella cioè che una sorta di fatalismo rinunciatario stia avvolgendo il nostro territorio, accettato di fatto anche dalla politica locale che non sembra in grado di trovare la strada per “uscirne fuori”.

    Di fronte a questa sua apparente “inerzia”, io penso che la politica non abbia altra scelta se non il “lasciar fare” alla iniziativa ed imprenditorialità privata, intesa nella fattispecie come le attività che vengono tuttora esercitate sul nostro territorio, e proprio per questo motivo ho maturato l’idea che si debba agire nella maniera più semplice e diretta, ossia attraverso uno “sgravio fiscale”, relativamente alla sfera della tassazione locale.

    A meno che non abbiano in fondo ragione quanti ritengono che tra i decisori politici non manchi chi non si dispiacerebbe più di tanto se continuasse lo spopolamento della nostra montagna, preferendola ri-naturalizzata, e resa in tal modo più “seducente” ed attrattiva per un determinato tipo di turismo (personalmente la vedo in modo diverso, ma va comunque messo in conto il pluralismo delle opinioni e dei punti di vista).

    P.B. 15.07.2019

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  10. Ripeto che vuole leggere quello chr le pare..ho elencato varir misure che sono state adottate… anche di sgravio per le aziende che aprono… o comunque il mantenimento della tassazione a bassi livelli. Il trasporto gratuito immagino che bisogna comunque riuscire a farlo stare dentro un bilancio trovando le risorse, non basta prometterlo (comunque è grazie alla fusione che da risorse in più se si può fare, come d’altrone i marciapiedi e le strade che probabilmente i comuni prima con le poche risorse disponibili non avrebbero potuto fare.. infatti dice lei che molti erano progetti delle vecchie amministrazioni che sono stati attuati da questa).
    Da quello che so le piazzole sono state attivate utilizzando i campi sportivi dei vari paesi, mettendoli in sicurezza, come previsto dalle norme (qua non è informato lei).
    Per il palaghiaccio credo che oltre a quello i contributi siano arrivati dalla regione.. se vede la mole di finanziamenti sono comunque maggiori di quelli presi in precedenza..forse anche questo è grazie alla voce più autorevole che si ha grazie alla fusione…
    Poi chi vuol far polemica la fa comunque e a prescondere… non andandogli mai bene niente e guardando le poche cose che non vanno rispetto a fare una mano per migliorarle…

    Informato

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  11. Dal momento che Pedrini si colloca tra quanti sostennero allora la fusione dei quattro Comuni del Crinale, mi verrebbe da chiedergli se col “senno del poi” ha mantenuto la stessa opinione in proposito, o si sia invece ricreduto, e per quali ragioni, dal momento che un suo parere in materia mi sembrerebbe utile a chi – fuori dall’area del Crinale, la quale ha già scelto la propria strada per divenire “Ventasso” – coltiva fermamente l’idea della fusione tra entità comunali.

    A me pare che quando un Comune cessa di esistere tal quale, perché decide di fondersi con altri, si perda un bel pezzo di identità, perdita cui non sono personalmente indifferente – anche se c’è chi “contesta” i sentimenti identitari, in nome del multiculturalismo – e non è del resto casuale, a mio avviso almeno, il fatto che in tante parti del Belpaese non si voglia rinunciare a tale identità, nel senso che sopravvivono Comuni anche con poca o scarsa popolazione.

    Per quanto ne so, volendo fare un altro esempio in tema, mi pare che nella vicina Francia il numero dei Comuni superi il quadruplo di quelli italiani, e il suo territorio ha un’estensione che non è di certo oltre le quattro volte rispetto alla nostra, e se occorre ovviamente tener conto delle rispettive condizioni orografiche si può nondimeno supporre che pure loro abbiano problemi di costi e di organizzazione dei servizi, ma forse hanno cercato e trovato il modo per conciliare e armonizzare le due cose.

    P.B. 19.07.2019

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