Carpineti, Futuro Comune: “Fiera di San Vitale, un bilancio molto negativo e ombre sull’organizzazione”

Riceviamo e pubblichiamo.

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C’era una volta la Fiera di San Vitale, non c’è un altro inizio possibile, a meno di non voler scrivere un necrologio. E forse ci siamo quasi, perché la fiera di San Vitale sta morendo e ci stupisce davvero che fra i pochi a non accorgersene ci sia l’amministrazione. Bastava essere presenti e guardare.

Con l’eccezione della bella mostra a palazzo Cortina e del tradizionale spettacolo delle fisarmoniche (buon pubblico, ma non una folla oceanica) è stata un’edizione non riuscita, il punto più basso di una manifestazione che si merita di più e sta perdendo smalto da molti anni, inesorabilmente.

I numeri dei banchi parlano chiaro. Quest’anno sono stati al massimo 37, sabato erano soltanto 28. L’anno scorso erano 44, nel 2017 erano 54, nel 2016 60, nel 2015 71. In quattro anni sono diventati la metà. Se in fiera gira poca gente, gli ambulanti stanno a casa. La sera del venerdì, all’ora di inaugurazione, la piazza era quasi deserta. Più tardi la gente è aumentata un po’, ma è difficile dire che sia stato un successo. E non è servito nemmeno il coinvolgimento delle frazioni. Un po’ perché replicare una formula non sempre consente di ottenere lo stesso risultato, un po’ perché non si può sempre chiedere collaborazione alle frazioni, specie quando lo si fa di continuo.

Il maggiore stand enogastronomico sabato alle 22 era già chiuso per mancanza di avventori, pochissimi anche all’ora di cena.

E non si dica che c’era maltempo, perché la pioggia si è fatta vedere solo nel pomeriggio e alla sera non era di certo freddo. O che la data veniva troppo presto, perché non è la prima volta che accade e mai il risultato ne aveva risentito. E nemmeno che le elezioni hanno ristretto il tempo di organizzazione, perché immaginiamo che l’amministrazione, per altro in carica, avesse già un’idea così come l’avevamo noi.

Diversa da questa, senza dubbio.

Perché è il modello che non funziona.

La fiera di Carpineti ha una tradizione agricola, è ovviamente commercio, ha avuto spesso una forte componente culturale. Agricoltura, commercio e cultura sono le deleghe di uno dei volti nuovi di questa amministrazione, il più votato in assoluto. Ci saremmo augurati che portasse nuove idee, una ripartenza, un rilancio.

Non abbiamo visto niente.

Il problema è l’impianto generale.

A partire dal tema, molto forzato, se si pensa che c’era un unico stand di biciclette fra gli espositori e per di più defilato.

Poi l’offerta. Pur ringraziando lo straordinario lavoro dei volontari e delle associazioni, per organizzare spettacoli di livello serve la guida di un professionista. Grandi registi hanno vinto premi prestigiosi facendo recitare la gente della strada, ma erano grandi registi, Pasolini, Olmi. Non possiamo chiedere alle associazioni di cantare e portare la croce. Se si vuole continuare con questa linea bisogna trovare almeno un’idea diversa. Questa è evidente che non funziona più.

Mancava qualsiasi animazione pomeridiana che rendesse i pomeriggi attrattivi per le famiglie e i bambini e se si volevano far scoprire le band dei ragazzi – che meritavano – non andavano fatte esibire in piazza Matilde di Canossa, fuori dal flusso di pubblico, condannandole in partenza.

Non si potevano spendere meglio i 19.000 euro investiti?

E se il territorio risponde ogni anno con meno sponsorizzazioni, non sarà il momento di chiedersi perché, magari evitando di incolpare la crisi?

La fiera non era attrattiva e dovremmo cominciare a chiederci se la facciamo per noi o per portare gente. È un mezzo di promozione del territorio o solo un modo per ritrovarci a bere qualcosa insieme?

Lo chiediamo all’amministrazione, è lei che conduce le danze.

È una precisazione che va fatta, perché dal punto di vista burocratico l’organizzazione della fiera era della scuola di musica. Un meccanismo opaco a cui il presidente della scuola si è prestato senza ascoltare le obiezioni forti e motivate del suo direttivo e assumendosi una responsabilità enorme. A Carpineti tutti sanno chi organizza. Ci sono riunioni pubbliche, chat di whatsapp, incontri ristretti in cui si decide cosa fare, il tema e gli spettacoli, post su Facebook di ringraziamento. È il segreto di Pulcinella e non si capisce perché l’amministrazione metta un’associazione così importante per il nostro territorio nella posizione di assumersi l’onere di una manifestazione in larga parte decisa e organizzata da altri. Non vogliamo pensare che sia per eludere gli obblighi di legge, non acquistare sul mercato elettronico o addirittura peggio.

Non è la prima volta che accade, ci auguriamo che non capiti mai più e vigileremo su ogni soldo speso, a rendiconto. È denaro pubblico, delle attività commerciali e dei carpinetani.

Speriamo anche che si prenda coscienza di come è andata quest’anno, il punto minimo per riuscire a ripartire. A volte si può dire che una cosa non ha funzionato, non c’è niente di male, specie quando è così evidente.

È vero che contano i punti di vista, ma molto spesso la verità è sotto gli occhi di tutti. Anche di chi si ostina a non vederla.

(Futuro Comune - Gruppo di minoranza, Carpineti)

 

AGGIORNAMENTO - La replica della giunta comunale

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Un Commento

  1. Beh io sono una villeggiante in questo territorio perché i miei nativi di questo comune e comunque contribuisco avendo una seconda casa.ma purtroppo vedo che l’amministrazione comunale è sempre peggio, gli altri comuni nei dintorni sono più vivi, si vede più gente anche giovane….l’ho constatato quest’anno a casina che è notevolmente più piccolo.
    Carpineti sembra non abbia nessun interesse a crescere e far venire il turista … segnale anche delle tante attività che cedono e chiudono.
    Beh che dire nello stesso periodo della fiera di San vitale a Castelnuovo c’era sicuramente una manifestazione più attraente e forse il comune era distratto doveva seguire cosa succedeva altrove, ma se ne disinteressa..
    Io ho ricordi che negli anni passati durante la.fiera anche alla Pieve c’era qualche attività mondana, corsa degli asini, giochi per bambini…
    Quest’anno bello andare alla Pieve e vedere che hanno rifatto la strada ma purtroppo mal gestito il locale, noi siamo scappati.
    Forse è questo che vuole il comune che si svuoti e che restino solo in pochi eletti

    1967

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