I sindacati Cgil e Sgb sulla mancanza di medici. Sgb proclama sciopero il 25/10

Sulla mancanza di medici che sta provocando problemi al servizio sanitario prendono posizione la Cgil e Sgb che proclama (Sgb) uno sciopero di 24 ore il 25 ottobre

LA POSIZIONE DI CGIL PROVINCIALE

EMERGENZA CARENZA MEDICI : OCCORRONO SOLUZIONI INTEGRATE

Anche in questi giorni sugli organi di informazione è stata sottolineata la cronica carenza di medici che riguarda la nostra provincia. La  Camera del Lavoro di Reggio Emilia ha in merito più volte condiviso la preoccupazione che deriva dalle vicende che di volta in volta emergono sui giornali sul tema delle riorganizzazioni forzate che la Ausl deve mettere in campo per arginare l' ormai cronica carenza di medici, in particolare per alcune specializzazioni come anestesisti, ginecologi, pediatri e internisti, ma non solo .

Come Cgil ci siamo più volte confrontati con la Ausl in sede di Conferenza Territoriale Socio Sanitaria  - sottolinea Elena Strozzi, della segreteria Cgil Reggio Emilia - consapevoli che non si tratta di una criticità solo reggiana: questo però non riduce la nostra preoccupazione.

Stando ai  dati Ansa infatti nei prossimi 5 anni in Italia verranno a mancare 45mila medici per effetto dei pensionamenti”.

E' ormai evidente che occorre un azione sinergica che operi su più fronti, a partire dal  mondo universitario, che  non sempre si muove in risposta  alle reali esigenze del Sistema Sanitario Nazionale, per arrivare  fino alla Politica.

Su questo tema  è necessario  che le istituzioni  si interroghino  su quali politiche sanitarie adottare per garantire la tenuta dei servizi sanitari pubblici  ai cittadini , così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi. - continua Strozzi - La professionalità e la dedizione dei professionisti di tutti i ruoli e profili che operano in sanità ha per molto tempo garantito e mantenuto quel livello di qualità che siamo abituati  a conoscere nel nostro territorio, ma ci sono dei livelli minimi di presenza che occorre garantire per poter tenere aperti i servizi”.

I lunghi  tempi tecnici per la formazione di nuovi medici non sono  infine un dato insignificante, occorrerà nel frattempo pensare a modelli organizzativi non di tipo emergenziale  che abbiano come unico e prioritario obiettivo quello di garantire un servizio Pubblico di qualità ai cittadini.

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LA POSIZIONE DI SGB

Basta tagli alla Sanità pubblica. basta chiusura di servizi. basta carenze di personale. difendiamo e rilanciamo la sanità universalistica. 25 ottobre 2019 sciopero generale di 24 h

La Federazione provinciale del Sindacato Generale di Base esprime preoccupazione per la chiusura permanente del reparto di degenza breve dell’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti e le incertezze che persistono sulla possibile riapertura.

Dopo la chiusura definitiva del punto nascite, ancora una volta i residenti del distretto montano devono fare i conti con la chiusura di un servizio e il relativo depotenziamento della struttura ospedaliera. Ancora una volta gli abitanti dell’appennino reggiano devono subire un attacco al proprio diritto alla salute e alle cure.

Ormai, ogni volta che, in occasione della stagione estiva, l’azienda sanitaria reggiana attua in via straordinaria una restrizione sull’attività dei presidi ospedalieri della provincia, non si è più certi se la stessa riprenda o se riparta con il regime ordinario alla fine dell’estate.

Già alla fine di agosto si era parlato di un disagio che si sarebbe prolungato a causa di una grave carenza dei medici anestesisti. Poi era arrivata la notizia di un disavanzo in bilancio di 19 milioni che, certamente, non ha fatto bene alla già grave carenza degli organici aggravata, per altro, dal fatto che l’Azienda USL di Reggio Emilia non ha rinnovato i contratti a termine del personale del comparto del ruolo sanitario utilizzato per la stagione estiva.

Purtroppo quella della carenza degli organici è ormai una patologia cronica che assilla, da moltissimo tempo, l’azienda USL di Reggio Emilia che, forse, dovrebbe iniziare a interrogarsi seriamente sul perché, ad esempio, non riesce ad essere “attraente” nei confronti dei professionisti di talune discipline della medicina specialistica al punto di essere costretta, talvolta, a richiamare e reclutare medici in pensione con contratti libero professionistici.

Ma la chiusura dei servizi e la carenza di organici nella sanità reggiana va letta in un quadro più generale che riguardano i tagli alla sanità pubblica. Solo nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un gravissimo definanziamento del Fondo Sanitario Nazionale che ha sgretolato sempre di più il Servizio sanitario nazionale. Oggi sono in molti a mettere in dubbio la sostenibilità di un sistema sanitario pubblico e universalistico. Sono gli stessi che strizzano l’occhio alla sanità privata.

il 25 ottobre 2019 sarà sciopero generale di 24 h contro i tagli al Servizio sanitario nazionale, per la difesa e il rilancio della sanità pubblica e universalistica, perché sia sempre garantito il diritto alla salute e alle cure per tutte e tutti, abbiamo proclamato.

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori ad aderire e a partecipare alle varie iniziative.    

 

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Un Commento

  1. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito alla più potente burocratizzazione della Sanità che oltre a complicare varie faccende avrebbe dovuto facilitare altre. Per esempio con tutta la programmazione in atto e le informazioni al computer avrebbe dovuto essere un gioco da ragazzi prevedere i vari pensionamenti nelle varie discipline mediche e quindi preventivare la necessità di rimpiazzare gli specialisti delle varie branche. I guru della programmazione medica (Ministri che si sono succeduti con i vari Governi e poi giù lungo la gerarchia tra le Istituzioni Regionali ed i vari Direttori delle AUSL) hanno completamente fallito l’unico punto che avrebbero dovuto programmare per il futuro. Da una parte tutte le AUSL (chi più chi meno) lamentano gravi carenze di Medici, dall’altra parte già da alcune decine di anni l’ammissione alle Scuole Universitarie di Medicina avviene solo superando un test che definire demenziale è un complimento.Nel 1978 quando mi iscrissi a Medicina non c’era alcun test di ammissione; a Modena ci immatricolammo in 600 e dopo un anno eravamo rimasti in 400, segno che la selezione avviene naturalmente senza bisogno di quiz idioti. probabilmente se avessi dovuto superare il test non sarei mai entrato all’Università. Mio figlio quest’anno ci ha provato e per 3 punti non è riuscito a superarlo. Mi chiedo quanti bravi e volonterosi ragazzi quest’anno ambivano ad entrare a Medicina ma non sono riusciti perchè (ricordo una delle domande) non sapevano chi era il Presidente degli Stati Uniti nel 1962. Mi viene spontanea anche un’altra considerazione: in un’Europa aperta e comprendente Stati anche molto meno fiscali dell’Italia penso sia veramente facile ottenere una Laurea con frequenza “elastica” o peggio ancora in cambio di danaro (anni fa c’era stata una lunga polemica circa la Laurea comprata dal figlio di Bossi in Albania; poi non ho seguito la faccenda). Quindi non sarebbe meglio abolire definitivamente questo test lasciando ampio accesso ai giovani che, anche se non raggiungono la Laurea, tuttavia possono acquisire una certa cultura scientifica e ripiegare poi su altre facoltà meno impegnative, mentre quelli capaci e determinati possono procedere fino al pieno compimento degli studi medici? Sarebbe un modo questo di avere stretto controllo sui medici che occuperanno i posti di ruolo, sapendo che la maggioranza è stata “sfornata” da Università italiane DOC, senza dover ricorrere a Lauree straniere spesso poco referenziate.

    Dott.Cavana

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