“Il mio babbo è nato nel 1892”, gli auguri su Facebook di Amalia, figlia novantenne

Lei è Amalia Lilla Pezzi, ha novant'anni è attiva sui social e, qualche tempo fa, pubblicammo un suo articolo

Col garbo che la contraddistingue nei giorni scorsi ha salutato il suo papà, classe 1892 (avete letto bene: 1892), con questo post su Facebook.

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“Auguri babbo!”

Il 4 ottobre del 1892 nacque a Lugo mio padre, Armando Pezzi, l’uomo più simpatico, buono e gentile che io abbia conosciuto. Sapeva accattivarsi la simpatia della gente con quel suo amabile modo di fare. Quando uscivamo insieme tutti lo salutavano: “Saluti, diretor!" oppure: “ Signor Pezzi, buonasera!” E lui a tutti rispondeva con spontanea cordialità. Quando avevo un problema, a lui mi rivolgevo, certa che mi avrebbe dato saggi consigli, senza perder tempo in inutili rimproveri, poi mi dava preziosi insegnamenti, affinché, in futuro, non ripetessi lo stesso errore.

Ogni tanto, durante o dopo cena, ci raccontava l’ultima barzelletta e ci metteva tutti di buon umore. Aveva modi di dire che mi divertivano ogni volta di più "um pies e comud" (mi piace il comodo...) esclamava, quando qualcuno combinava qualcosa di sconveniente oppure "a vut mó dí" che equivaleva ad un “davvero?!”. Quando ci ha lasciati, ho pianto disperata: sapevo che mi sarebbero mancati la sua allegria, la sua saggezza, il suo profondo affetto che mi riscaldavano il cuore e mi davano la certezza che accanto a lui nulla di sgradevole mi sarebbe accaduto.“Ciao babbo! Presto ci rivedremo in un altro mondo!". Sono certa che quando mi incontrerai, con il ben noto tono di voce mi dirai, come se avessi ripreso un discorso appena interrotto: “Ciao Gagí, te l’ho mai raccontata quella..."  e via con una delle ultime barzellette che circolavano nel gruppo dei suoi più simpatici amici.
“Ciao babbo! Non passa giorno senza che io non ti rimpianga!".
Poi per non turbarlo oltre mi incammino verso la "Porta della vita" che proprio in quell’istante si riapre per lasciarmi passare.
“Ciao” gli grido.
“Ciao!” mi risponde, “ fai la brava!”
Ecco babbo, questa semplice storia te la dedica la tua Lilla, o se preferisci, la tua Gagí.

(Amalia Lilla Pezzi)

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2 Commenti

  1. Testimonianza che scalda il cuore: complimenti signora Amalia per la dolcezza e il conprensibile rimpianto per il suo papa’, persona coinvolgente e premurosa..
    Un rapporto strettissimo per l’eternita’.

    Ivano Pioppi

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  2. Che bella, mi sono commosso. Grazie e un dolce saluto al suo impareggiabile Babbo.

    Miriano Monnanni

    Rispondi

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