A 54 anni si laurea in “Educazione degli adulti”: “Volevo rimettermi in gioco e dare ufficialità alla mia professione”

Con un passato da imprenditore e un fallimento alle spalle, dopo la rinascita e un lungo percorso di formazione, autore di un libro ed esperto di comunicazione e comportamento, all’età di 54 anni, Francesco Chesi, originario di Morsiano, piccolo borgo nel Comune di Villa Minozzo, ha conseguito la laurea in “Educazione degli Adulti” presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione, con una tesi dal titolo Come i vari condizionamenti dell’infanzia influiscono sul dialogo e sull’educazione dell’adulto”. E questo fine settimana, sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre, sarà a Reggio Emilia, presso l’hotel Remilia (via Danubio 7), dove terrà il corso “Le chiavi della comunicazione”.

Francesco Chesi, lei si è laureato a 54 anni, esiste un’età giusta per laurearsi?

Laurearsi, studiare e formarsi è un lifelong learning, cioè un apprendimento continuo. Quindi ogni età è giusta per laurearsi, tant’è che molto spesso sentiamo casi di persone anziane, magari già nonni, che nonostante l’età avanzata chiudono il proprio percorso scolastico, addirittura con lauree”.

Perché ha voluto una laurea in questo momento della sua vita? Perché tornare a studiare?

Intanto per due motivi: completare da un punto di vista teorico la materia che insegno e, di conseguenza, dare un’ufficialità alla mia professione. E poi è stata anche una sfida con me stesso, un volermi rimettere in gioco”.

Si può ancora imparare cose nuove a 50 anni?

Non solo a 50 anni, ma per tutta la vita si possono imparare cose nuove. Credo fortemente che l’apprendimento e la formazione non debbano mai avere fine. Questo sicuramente è il messaggio che voglio trasmettere a tutti coloro che non ci credono”.

Quali sono stati i benefici del tornare a studiare?

Sono stati diversi: innanzitutto la formazione che mi ha permesso di ampliare conoscenze e competenze sempre più connesse a quello che è il mio ‘territorio professionale’, ovvero il comportamento e la ricerca dell’educazione dell’umano. E poi, mi sono sentito mentalmente più giovane, anche perché quando andavo a fare gli esami mi ritrovavo in mezzo a ragazzi che potevano essere tranquillamente miei figli”.

E le principali difficoltà che ha incontrato?

Il tempo a disposizione, l’attitudine allo studio e l’approccio ad alcune materie, ad esempio la storia, che fin dai tempi della scuola è sempre stata un po’ ostica per me”.

È stato difficile tornare a studiare a 50 anni?

Quando si fanno le cose per scelta e per passione, non è mai difficile. Sicuramente la cosa più complicata è stata la costanza e trovare il tempo per studiare, anche perché quando lavori e hai tante attività devi ottimizzare ogni momento. Ecco perché ho passato notti intere, vacanze, viaggi in aereo o treno sui libri e sulle dispense”.

Come è riuscito a conciliare studio e lavoro?

Utilizzando gli spazi ‘vuoti’: weekend, vacanze, viaggi e molto spesso sere e notti. Appena avevo un momento ‘libero’ mi dedicavo allo studio. In tutto questo comunque sono riuscito a conciliare anche gli impegni familiari e le passioni, calcio e bocce”.

Gli ingredienti per farcela?

Passione, determinazione e consapevolezza di aver scelto un percorso chiaro e voluto proprio da me. In più, lo stimolo di dimostrare a me stesso che se voglio, posso.

Ha seguito corsi serali o online?

Ho frequentato l’università telematica Pegaso, basata su lezioni principalmente online, ma con momenti di pratica ‘live’ attraverso l’ausilio di tutor”.

Il prossimo obiettivo?

A livello di studio, voglio approfondire la parte di psicologia o psicopedagogia, anche se la priorità ora è sicuramente imparare l’inglese che, ad oggi, è ancora una lacuna per me importante, ma la ritengo fondamentale nel mondo di oggi. A livello professionale invece l’obiettivo è certificare il protocollo del metodo che ho creato, il Metodo ‘Le 22 Chiavi della Comunicazione’ per poi costruire formalmente la ‘Scuola per Genitori’, il mio sogno più grande. Contemporaneamente voglio divulgare in tutta Italia il mio lavoro e quello di Key Emotion attraverso la presentazione del mio libro ‘Evviva il Fallimento’, oggi in vendita edito da Europa Edizioni”.

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Chi è Francesco Chesi

Francesco Chesi è nato a Morsiano, nel Comune di Villa Minozzo (RE), il 2 novembre 1965 da una famiglia di origini contadine. Da giovanissimo intraprende il sogno di una carriera calcistica nel Milan, presto interrotto per infortunio. A 19 anni è già sposato e inizia a lavorare come imprenditore nel mondo dei metalli in Veneto. Nel 2002 il primo fallimento, con la separazione dalla moglie, e si trasferisce a Verona. Nel 2010 si trova a dover affrontare una grave malattia del figlio. Nel 2012, dopo una serie di disavventure, sbagli e inganni, arriva il fallimento dal punto di vista imprenditoriale. I contrasti con i figli segnano anche quello genitoriale. Il 4 dicembre 2012 tenta il suicidio, ma quella stessa notte inizia il suo risveglio.

Inizia un lungo percorso di formazione, diventa motivatore sportivo, nel 2015 organizza il primo corso di gruppo dedicato alle famiglie, sviluppa un proprio ‘metodo’ e si iscrive anche all’università. Da allora si dedica a tempo pieno ad aiutare altre persone a ‘uscire dal tunnel’, tramite la società KeyEmotion, fondata dal pilota e istruttore Piero Gavazzo. È autore del libro “Evviva il Fallimento”, ma è soprattutto uno dei massimi esperti di comunicazione in famiglia e comportamento dell’adulto grazie all’invenzione del Metodo “Le 22 Chiavi”, con cui ha aiutato oltre 4.000 persone a ritrovare un equilibrio, e alla creazione del paradigma comunicativo chiamato “Triangolo del Dialogo”.

La presentazione del libro "Evviva il fallimento" con il comico Marco Della Noce

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Un Commento

  1. Mi fa molto piacere poter condividere parole, pensieri ed emozioni con chi, come me, si è rimesso in gioco in un’età adulta, con la voglia e la determinatezza di crescere nella e con la conoscenza, in un iter che non ha mai fine. Anche io, quasi al compimento dei 50 anni, sto laureandomi in Filosofia e il sacrificio, seppur tanto, ha sempre appagato la mia consapevolezza di riuscire a raggiungere gli obiettivi della mia vita. Complimenti, quindi, a Francesco il cui traguardo è una vittoria di valore aggiunto alla propria esistenza.

    Ilaria Billeri

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