Salvini, sardine: toni oltre le righe

Che il linguaggio di Salvini sia notoriamente sopra le righe è evidente e nota da tempo. Così, come rilevato dai media, la nascita del movimento delle sardine è sicuramente anche dovuto a una sorta di anticorpo naturale a tutto questo.

Ieri a Castelnovo Monti, però, qualcosa è andato oltre anche tra i manifestati delle sardine. Perché in piazza si è visto qualche cartello che propriamente pacifista non è.

Contestare Salvini è più che legittimo. Ma da qui a offrire un “volo gratis”  giù dalla Pietra evidentemente no. A nessuno, nemmeno per scherzo, si augura la morte. Lo esige, anche, il rispetto a questo luogo che, suo malgrado, è teatro di ripetuti suicidi. Anche il turpiloquio stona, specie se ci si riferisce all’avversario in maniera volgare. Questo vale, parimenti, anche per Salvini che in piazza, ieri, ha apostrofato malamente una contestatrice.

Intanto, il cartello dell’anziano uomo sandwich apparso in piazza a Castelnovo – immortalato in uno scatto di un locale, lo si può vedere anche nella diretta di Redacon e Radionova -, non è passato inosservato alla “Bestia”, lo staff di comunicazione dell’ex ministro dell’interno, che, prontamente, lo ha rilanciato sul suo profilo Facebook ottenendo, a stamane, oltre 6000 condivisioni e una serie, spesso irripetibile, di commenti e controcommenti pro o contro.

Su un altro cartello a forma di sardina in Piazza Peretti si leggeva: “terrone emancipato”, ironizzando forse in maniera non certo felice, sui trascorsi antimeridionalisti del capitano del Papete.

Siamo convinti che abbassare i toni e moderare il linguaggio gioverebbe a un confronto democratico sano, da qualunque parte si decida di stare.

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16 Commenti

  1. I maleducati (x usare un eufemismo) li trovi ovunque e in qualunque piazza. Si dovrebbero moderare i termini e il linguaggio ma credo che farlo sia ormai fuorimoda.

    Alex

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  2. Vedendo questi cartelli mi chiedo: ma chi sono i fascisti, gli stalinisti o i populisti?; immaginate se lo stesso cartello fosse stato esposto nei confronti delle sardine, sarebbe successo il finimondo, su TV e quotidiani non si sarebbe parlato d’altro. Credo che chi espone questi cartelli porta consensi a Salvini, pensando che anche tra le Sardine ci siano persone di buon senso che non condividono questo modo di fare politica anti Salvini

    Franzini Lino

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  3. Visto che è ben fotografato, qualcuno può dargli un nome e un cognome e magari anche una provenienza? Perché il cartello ha un’aggressività che non solo non appartiene alle sardine ma fa parte dello stile cui apertamente si oppongono. Vorrei sapere se è una sardina che ha mal interpretato il messaggio o una comunicazione fatta ad arte… da chi conosce molto bene il valore della comunicazione
    (Partigiana Jane)

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    • È stato identificato dai Carabinieri. Risiede a Carpineti, si chiama F. M, (metto solo le iniziali, per il diritto alla privacy) … Viene chiamato a rispondere degli insulti a un senatore della repubblica. È probabile che sia a breve interrogato dalla Digos su richiesta della Procura … 😊

      Alessandro Davoli

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      • Molto furbescamente sul cartello non c’e’ nessun nome, chiaro che il riferimento e’ a Salvini ma il fatto che non ci sia scritto il suo nome fa differenza in eventuiale sede processuale. Saluti

        Andrea.S

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  4. Noto ora che nel cartello in basso ci sono scritte le parole miserabile verme razzista….in piccolo….Mi meraviglio di un signore non più giovane che si abbassa a tanto squallume. Saluti

    Andrea.S

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  5. Mi sembra un po’ tardi per “moderare i termini e il linguaggio”, prendendo a prestito le parole di Alex, perché ho l’impressione che sia ormai come il “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”, né del resto possiamo dimenticare che toni e lessico sopra le righe non vennero tacitati, e neppure biasimati o quantomeno scoraggiati, allorché servivano a far cadere la Prima Repubblica, e per contestare l’avversario politico di turno dipinto come “nemico”, e verso il quale ogni “epiteto” era pertanto tollerato, se non assecondato, e se Partigiana Jane aveva all’epoca l’età per memorizzare dovrebbe ricordarsi da che parte stava allora la “aggressività” (e per solito succede che quando si imbocca una strada non è poi facile fermarsi, e men che meno tornare indietro).

    P.B. 02.12.2019

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  6. Sardina che interpreta male il messaggio sardiniano, o comunicazione fatta ad arte, resta il fatto che questo nobile individuo era in presente e ben visibile piazza Peretti ma qui nessuno si è prodigato per allontanarlo o far togliere il cartello. Forse non era poi così sgradito. Ribadisco comunque che i confronti sono da farsi su idee e proposte, contrastando quelle altrui proponendone di migliori, non arrogandosi un diritto di impedire di parlare a chi la pensa diversamente, questo è proprio un metodo fascista e questo è quello che propagandate, non meravigliatevi poi se qualcuno si fa prendere la mano.

    Antonio D.Manini

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  7. Io ero in mezzo alle sardine, non ho visto questo “signore” altrimenti zitto non sarei stato. Un gesto deprecabile e da censurare senza se e senza ma perchè ha inquinato lo spirito della piazza che non era certamente questo. Precisato questo dico: il “signore” è ben visibile e qualcuno sicuramente lo conoscerà anche in considerazione del fatto che Redacon, Facebook ed altri social, che hanno giustamente segnalato l’episodio sono molto diffusi per cui senza dire il nome ma anche solo l’area di provenienza, aiuterebbe tutti a capire meglio questo episodio ribadisco, da condannare incondizionatamente.
    Saluti Sergio

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  8. Non commento il cartello del “signore” in questione, per fortuna è’ già stato identificato dalle autorità competenti,! purtroppo all’ignoranza e alla cattiveria, non vi è limite, sicuramente anche Voi di Redacon non siete da meno nel fomentare la cosa, infatti scrivete “ il Capitano del Papete”, come cercare di denigrare chi non la pensa come voi, non lamentatevi se poi nei commenti la gente vi attacca

    Giacomo reverberi

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  9. I più accaniti ed irriducibili antisalviniani possono usare tutti i mezzi di cui dispongono per mettere in cattiva luce il leader leghista, ma l’ipressione è che il loro agire faccia comunque poca presa su quella parte di elettorato che oggi vede in lui l’alfiere e portavoce di un modello di società dove si dà credito ed importanza ai nostri tradizionali valori.

    Nel contempo, non è neppure da escludere che più vengono alzati tono e grado della contestazione nei suoi confronti – specie se si fa anche ricorso ad atteggiamenti o stili un pò “eccessivi” – salga di pari passo anche il livello di preoccupazione ed allarme tra quanti finora sono “rimasti alla finestra”, nel senso che non hanno preso posizione.

    Potrebbe cioè esservi un’area non apertamente “schierata” ma che si sta via via impensierendo per il timore del sopravvento di una cultura anti-identitaria tale da allontanarci sempre più da usanze e consuetudini cui hanno fatto riferimento tante generazioni, il che potrebbe tradursi in simpatia verso la politica salviniana (vista giustappunto come argine all’idea anti-.identitaria).

    P.B. 04.12.2019

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    • Buongiorno carissimo P.B.!
      Il suo ragionamento non fa una grinza dal punto di vista dell’interpretazione del sentire popolare, ma io starei molto attento a dar credito a questa visione. E’ sempre molto pericoloso farsi abbindolare da chi si erge ad alfiere dei cosiddetti “valori tradizionali” (ne ricordiamo uno di un’ottantina di anni fa, che ha ridotto il paese ad un cumulo di macerie ed ha spedito migliaia di ebrei a morire in Polonia), perché spesso lo fa per meri fini elettorali e propagandistici. E credo che Salvini abbia ampiamente dimostrato di essere molto abile da questo punto di vista. Purtroppo gli italiani si sono già scordati di quando cantava “senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”, salvo poi realizzare che con mezza italia che non lo vota al potere non ci sarebbe mai andato. Quindi la soluzione è semplice, spostiamo il mirino dai “terroni” (che votano) agli stranieri (che invece non votano). Togliamo la parola “nord” dal nome del partito, e avanti tutta con la stessa carica di intolleranza, solo cambiando obbiettivo. Se sono questi i nostri valori tradizionali, io ne faccio volentieri a meno. Anche perché mi ricordo che i miei nonni mi hanno sempre insegnato accoglienza e solidarietà, e che il forestiero in difficoltà a casa nostra è sempre il benvenuto. Loro, ci scommetto, i porti non li avrebbero mai chiusi.

      Andrea

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  10. Io, inizialmente, non nutrivo completa antipatia per Salvini. Sono un moderato e non mi va di pensare che la verità stia tutta da una parte.
    Anche questo governo, di fatto non lo capisco tanto.
    Poi ho iniziato a comprendere quello che succede in Africa, specialmente parlando col mio amico fr.George. Mi ha detto cose impensabili. Lui viveva in Cote d’Ivoire: mi ha spiegato che l’Africa è un paese ricchissimo. Che i francesi hanno libera circolazione e vivono meglio della popolazione locale. Hanno parlamentari all’interno dello stesso governo ivoriano e questa… voglio crederci non ho verificato: la Costa d’Avorio paga la pensione ai parlamentari d’oltralpe.
    Allora penso questo. L’Europa ha sfruttato l’Africa per secoli, continua a sfruttarla.. e, poi si pretende che non esista emigrazione da questi paesi??
    D’accordo con il destrorso “aiutiamoli a casa loro”, ma va attuato!

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  11. Carissimo Andrea, a me sembra che noi commettiamo abbastanza spesso l’errore di valutare gli accadimenti socio-politici facendoli passare attraverso il filtro delle nostre idee o nostri punti di vista, ossia attraverso la nostra “soggettività”, che è spesso molto autoreferenziale e non riesce a tener nel giusto conto il modo di pensare degli altri, quando non coincide col nostro (con buona pace della pari dignità tra l’una e altra opinione).

    Se le odierne notizie, a meno di non averle fraintese, ci dicono che la quasi metà degli italiani guarda con favore all’uomo forte, possiamo esserne parecchio dispiaciuti, o bocciare quanto vogliamo un tale “sentimento”, ma dovremmo innanzitutto chiederci perchè mai ha preso così largo piede, al di là del nostro personale stato d’animo (ho invece l’impressione che il pensiero “politicamente corretto” continui a non porsi questa domanda).

    P.B. 06.12.2019

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    • Egregio Paolo
      pur notando con piacere che utilizza il plurale, e che quindi prende atto anche lei che la “soggettività” di vedute è comune a tutti gli esseri umani (altrimenti saremmo tutti uguali), non vedo comunque alcuna risposta nel merito al mio commento. Il fatto che la quasi metà degli italiani guardi con favore all’uomo forte, pur rendendo necessaria, come lei scrive giustamente, una riflessione sulle motivazioni, non significa assolutamente che l’uomo forte sia nel giusto. Altrimenti dovremmo tutti ricordare come uomini giusti Mussolini, Hitler, Stalin e Pol Pot, tutti dittatori che in prima battuta hanno avuto il favore incondizionato delle masse. Scriveva Schiller: ““La voce della maggioranza non è garanzia di giustizia.”

      Andrea

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  12. Non è facile immaginare il “contesto” di allora, che dovrebbe essere quello di fine Settecento e che fece dire al pensatore tedesco “la voce della maggioranza non è garanzia di giustizia”, come dice Andrea, pur se in effetti nella storia non mancano certo gli esempi di scelte compiute da chi era numericamente più forte ma che poi si sono rivelate sbagliate, tanto da pagarne le conseguenze (ma del senno del poi sono pieni i fossi o, per dirla con altra saggia massima, fammi indovino che ti farò ricco).

    In ogni caso ciò non toglie che in democrazia vale il principio dei numeri, ossia che siano le maggioranze a decidere il da farsi, e non credo applicabile altra regola, salvo che Andrea non ne abbia una diversa e migliore da proporre, o a meno di teorizzare che i voti sono buoni e “rassicuranti” solo se preferiscono una parte, andando a costituire una determinata maggioranza, e non altrettanto se vanno invece dalla parte opposta (ma mi parrebbe un modo abbastanza singolare di intendere la democrazia).

    P.B. 10.12.2019

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